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	<title>anafilassi Archivi - InFarmaco</title>
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	<description>l’informazione indipendente sul farmaco</description>
	<lastBuildDate>Fri, 27 Mar 2026 07:34:59 +0000</lastBuildDate>
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	<title>anafilassi Archivi - InFarmaco</title>
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	<item>
		<title>Classi di antibiotici e rischio di anafilassi</title>
		<link>https://infarmaco.it/classi-di-antibiotici-e-rischio-di-anafilassi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 07:34:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Marzo 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[allergia]]></category>
		<category><![CDATA[anafilassi]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotici]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un’ampia indagine sui dati di farmacovigilanza conferma che i betalattamici sono gli antibiotici più a rischio di anafilassi</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/classi-di-antibiotici-e-rischio-di-anafilassi/">Classi di antibiotici e rischio di anafilassi</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le penicilline restano gli antibiotici che più spesso possono causare una anafilassi, anche se l’evenienza rimane rara.</p>
<h3>Farmaci e anafilassi</h3>
<p>L’anafilassi è una reazione acuta allergica grave che ha un’incidenza di circa 50-100 casi ogni centomila persone all’anno. La causa scatenante più comune è un’allergia a un farmaco e la classe di farmaci più spesso coinvolta è quella degli antibiotici.<br />
Gli antibiotici sono suddivisi in classi diverse in base alla loro struttura e al loro meccanismo d’azione, per questo motivo si può ipotizzare che alcune classi siano più a rischio di altre di scatenare un’anafilassi.</p>
<h3>Lo studio internazionale</h3>
<p>Per valutare i dati di farmacovigilanza su antibiotici e anafilassi è stata condotta un’ampia analisi che ha considerato 33 classi di antibiotici nell’arco di oltre cinquant’anni d’uso (dal 1968 al 2024). Sono stati individuati quasi 140.000 casi di anafilassi indotta da un antibiotico. In effetti gli antibiotici nel loro insieme sono risultati essere la categoria di farmaci cui era associato il rischio maggiore di anafilassi.<br />
Le classi di antibiotici più spesso in causa sono state le penicilline (al primo posto), altri antibiotici betalattamici, che hanno cioè una struttura simile alle penicilline, e i chinoloni.<br />
L’episodio acuto si è verificato per lo più entro un giorno dalla somministrazione e nella stragrande maggioranza dei casi (96%) il paziente è sopravvissuto senza conseguenze. C’è stata comunque una mortalità attorno all’1%.</p>
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		<title>Adrenalina per via nasale per l’anafilassi nel bambino</title>
		<link>https://infarmaco.it/adrenalina-per-via-nasale-per-lanafilassi-nel-bambino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 23:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Febbraio 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[adrenalina]]></category>
		<category><![CDATA[anafilassi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La somministrazione di adrenalina per via nasale potrebbe essere una modalità pratica ed efficace in caso di anafilassi nel bambino</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Somministrare l’adrenalina per via nasale invece che con un’iniezione intramuscolo può essere una strategia utile per le crisi anafilattiche del bambino.</p>
<h3>L’imprevedibilità dell’anafilassi</h3>
<p>L’anafilassi è una reazione allergica grave a esordio rapido che richiede un intervento immediato: se non trattata tempestivamente può infatti mettere a rischio la vita. Il farmaco di prima scelta è l’adrenalina che abitualmente viene somministrata per via intramuscolare.<br />
Le reazioni anafilattiche possono verificarsi in contesti diversi per esempio a casa, oppure a scuola o ancora al parco, quando si entra in contatto con la sostanza cui si è allergici (un alimento, un polline, il veleno di una vespa, il lattice, eccetera). Per questo ai genitori o ai caregiver dei bambini allergici a rischio si raccomanda di avere sempre con sé un dispositivo di adrenalina (sono in commercio le siringhe preriempite per l’autosomministrazione). Nella pratica, però, la somministrazione intramuscolare può essere un ostacolo: oltre all’ansia del momento, incidono la paura dell’ago (frequente nei bambini) e le difficoltà tecniche.</p>
<h3>I problemi della somministrazione intramuscolare</h3>
<p>L’efficacia degli autoiniettori può essere influenzata da alcuni fattori: la lunghezza dell’ago e la distanza cute-muscolo possono determinare, una somministrazione non pienamente intramuscolare (con possibile assorbimento più lento), soprattutto se il bambino è sovrappeso; al contrario, nei bambini sotto peso il rischio è di fare un’iniezione troppo profonda (leggi anche la notizia pubblicata da <a href="https://www.aifa.gov.it/-/ema-avvia-una-rivalutazione-degli-autoiniettori-di-adrenalina">AIFA</a>). Inoltre, alcuni dispositivi richiedono condizioni di conservazione controllate e possono risentire dell’esposizione al calore.</p>
<h3>La somministrazione per via intranasale</h3>
<p>Nel 2024 è stata approvata dall’Agenzia europea dei medicinali (EMA) una formulazione per via intranasale (vedi il sito dell’<a href="https://www.ema.europa.eu/en/medicines/human/EPAR/eurneffy">EMA</a>) pensata proprio per rendere più semplice e rapida la somministrazione in emergenza (in Italia la formulazione intranasale è attualmente in fase di valutazione da parte dell’AIFA).<br />
Secondo una revisione della letteratura scientifica i vantaggi della somministrazione intranasale nei bambini sarebbero molteplici e includono:</p>
<ul>
<li>la facilità di uso per i caregiver</li>
<li>la migliore accettabilità da parte dei bambini per l’assenza di aghi</li>
<li>il buon assorbimento del farmaco nella mucosa intranasale</li>
</ul>
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		<title>Farmaci e anafilassi: quali sono i più coinvolti?</title>
		<link>https://infarmaco.it/farmaci-e-anafilassi-quali-sono-i-piu-coinvolti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Sep 2025 22:00:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[anafilassi]]></category>
		<category><![CDATA[farmacovigilanza]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=4278</guid>

					<description><![CDATA[<p>Uno studio condotto sul database globale di farmacovigilanza VigiBase fa il punto sui farmaci più spesso segnalati per la comparsa di un’anafilassi, che rimane una reazione a farmaco rara</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/farmaci-e-anafilassi-quali-sono-i-piu-coinvolti/">Farmaci e anafilassi: quali sono i più coinvolti?</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quali sono i farmaci che con maggior frequenza possono provocare un’anafilassi? Per rispondere alla domanda è stato condotto uno studio, che ha utilizzato il database globale di farmacovigilanza VigiBase, analizzando oltre 35 milioni di segnalazioni di sospette reazioni avverse, raccolte tra il 1968 e il 2024, provenienti da 140 Paesi.</p>
<h3>I farmaci più frequentemente segnalati</h3>
<p>Dall’analisi sono emersi quindici principi attivi più spesso di altri collegati ad anafilassi, primo fra tutti il diclofenac con oltre 34.000 segnalazioni, seguito da levofloxacina, ibuprofene, vaccini anti COVID-19, ceftriaxone, lidocaina, omalizumab, cefuroxima, benzilpenicillina, clindamicina, amoxicillina più acido clavulanico, cefazolina e ciprofloxacina.<br />
Oltre al numero di segnalazioni, lo studio ha valutato anche quanto fosse forte l’associazione tra ciascun farmaco e l’anafilassi, utilizzando il <em>Reporting Odds Ratio</em> (ROR) che misura la probabilità che un evento avverso sia segnalato per un farmaco rispetto a tutti gli altri presenti nel database. Un ROR superiore a 1 segnala un’associazione più frequente rispetto alla media e i valori più alti indicano segnali più forti. Gli antibiotici si sono confermati tra i farmaci con i segnali più robusti, in particolare la cefuroxima (ROR 40,89, limiti di confidenza al 95% da 40,18 a 41,61), seguita da benzilpenicillina (ROR 38,65, limiti di confidenza al 95% da 37,96 a 39,35), cefazolina (ROR 33,42, limiti di confidenza al 95% da 32,66 a 34,20), ceftriaxone (ROR 28,44, limiti di confidenza al 95% da 28,01 a 28,87) e levofloxacina (ROR 17,71, limiti di confidenza al 95% da 17,50 a 17,93). Tra gli altri principi attivi lidocaina, omalizumab e diclofenac presentavano associazioni significative.<br />
È importante sottolineare che un ROR elevato non implica causalità, ma segnala che il farmaco è più frequentemente associato a segnalazioni di anafilassi rispetto ad altri farmaci.</p>
<h3>Tempi di insorgenza e prognosi</h3>
<p>La maggior parte delle reazioni anafilattiche si è manifestata entro 2-3 ore dalla somministrazione del farmaco, ma in alcuni casi, come con l’omalizumab, si sono osservate reazioni tardive, anche oltre le 24 ore. Nella maggior parte dei casi (~80%) i pazienti hanno riferito un recupero completo delle condizioni di salute. Solo in una piccola percentuale si è avuto un esito grave o fatale, evidenziando l’importanza di un intervento rapido in caso di anafilassi.</p>
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		<item>
		<title>Anafilassi da farmaci: una reazione possibile</title>
		<link>https://infarmaco.it/anafilassi-da-farmaci-una-reazione-possibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Sep 2025 22:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ottobre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[anafilassi]]></category>
		<category><![CDATA[farmacovigilanza]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno studio condotto sul database globale di farmacovigilanza VigiBase fa il punto sui farmaci più spesso segnalati per la comparsa di un’anafilassi, che rimane una reazione da farmaco rara</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’anafilassi da farmaci è una reazione grave, potenzialmente pericolosa per la vita, che deve essere trattata tempestivamente e nel modo corretto.</p>
<h3>Che cos’è l’anafilassi e perché viene</h3>
<p>L’anafilassi è una reazione allergica improvvisa che si verifica quando il sistema immunitario reagisce in modo eccessivo a una sostanza – come un farmaco, un alimento o il veleno di insetto – scatenando una risposta esagerata.<br />
Durante un episodio di anafilassi, il sistema immunitario rilascia sostanze chimiche che provocano un calo improvviso della pressione sanguigna e una ostruzione delle vie respiratorie, con conseguenti difficoltà respiratorie, senso di vertigine, perdita di coscienza e, se non trattata rapidamente, rischio di morte per shock anafilattico.</p>
<h3>Lo studio internazionale</h3>
<p>Per capire quali farmaci siano più spesso causa di anafilassi, un gruppo di ricercatori ha analizzato oltre 35 milioni di segnalazioni di sospette reazioni avverse provenienti da 140 Paesi. Si tratta di segnalazioni inviate negli anni da operatori sanitari e cittadini per riferire la comparsa di un evento dopo l’assunzione di un farmaco. In Italia è possibile farlo direttamente qui sul sito dell’Agenzia Italiana del Farmaco.</p>
<h3>I farmaci più coinvolti</h3>
<p>I ricercatori hanno identificato 15 farmaci più spesso di altri associati a segnalazioni di anafilassi. Tra questi:</p>
<ul>
<li>molti antibiotici, come cefuroxima, benzilpenicillina e ceftriaxone</li>
<li>comuni farmaci antinfiammatori come il diclofenac</li>
<li>un farmaco specifico per l’asma, l’omalizumab</li>
<li>un farmaco anestetico, la lidocaina</li>
<li>i vaccini anti COVID-19.</li>
</ul>
<p>Il fatto che questi farmaci o vaccini siano stati segnalati più spesso non significa che siano più pericolosi, ma solo che sono stati oggetto di più notifiche.<br />
Nella maggior parte dei casi la reazione è comparsa dopo poco tempo, 2 o 3 ore in media, dall’assunzione del farmaco, in altri è stata più tardiva (anche 24 ore dopo).<br />
La buona notizia è che nella maggior parte dei casi i pazienti si sono completamente ripresi grazie alle terapie poste in atto (adrenalina).</p>
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