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	<title>citarabina Archivi - InFarmaco</title>
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	<description>l’informazione indipendente sul farmaco</description>
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	<title>citarabina Archivi - InFarmaco</title>
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		<title>Si può dimezzare la dose della citarabina nella leucemia mieloide acuta?</title>
		<link>https://infarmaco.it/citarabina-dose-ridotta-leucemia-mieloide-acuta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Aug 2025 22:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[citarabina]]></category>
		<category><![CDATA[effetti avversi]]></category>
		<category><![CDATA[leucemia mieloide acuta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella terapia di mantenimento della leucemia mieloide acuta dell’adulto si può dimezzare la dose della citarabina a parità di efficacia ma con minori effetti indesiderati</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella chemioterapia post induzione per il controllo della leucemia mieloide acuta dell’adulto il dimezzamento della dose di citarabina riduce la frequenza degli eventi avversi associati alla somministrazione del farmaco, senza modificarne l’efficacia.<br />
Dopo la fase di induzione, che prevede l’uso di diversi chemioterapici con l’obiettivo di mandare in remissione la malattia, viene di solito suggerita una chemioterapia di mantenimento, di cui è dimostrata l’efficacia nel migliorare la sopravvivenza a lungo termine indipendentemente dalla possibilità di fare anche un trapianto di cellule staminali emopoietiche.</p>
<h3>Lo studio d’oltralpe</h3>
<p>Uno studio multicentrico francese, controllato e randomizzato, di non inferiorità, si è posto l’obiettivo di valutare se un dimezzamento del dosaggio della citarabina nella fase di mantenimento possa non essere inferiore al dosaggio più alto in termini di efficacia sulla sopravvivenza globale ed essere invece più sicuro in termini di tossicità legata al farmaco.<br />
Sono stati arruolati 1.132 adulti con una leucemia mieloide acuta, che venivano assegnati a un trattamento di mantenimento con citarabina a dosaggio pieno (3.000 mg/m2/12 ore) o a dosaggio ridotto (1.500 mg/m2/12 ore).<br />
A distanza di cinque anni la sopravvivenza globale era del 59,3% nei trattati con il farmaco a dosaggio ridotto e del 57,5% nei trattati con il farmaco a dose piena (hazard ratio 0,96, limiti di confidenza al 95% da 0,80 a 1,15, p per la non inferiorità: 0,0042). Inoltre la frequenza e la gravità degli eventi avversi associati alla terapia era significativamente inferiore nei trattati con la dose dimezzata di citarabina.</p>
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		<title>Dimezzare le dosi della chemioterapia: a volte si può</title>
		<link>https://infarmaco.it/dimezzare-le-dosi-della-chemioterapia-a-volte-si-puo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Aug 2025 22:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agosto 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[citarabina]]></category>
		<category><![CDATA[effetti avversi]]></category>
		<category><![CDATA[leucemia mieloide acuta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella terapia di mantenimento della leucemia mieloide acuta dell’adulto si può dimezzare la dose della citarabina a parità di efficacia ma con minori effetti indesiderati</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/dimezzare-le-dosi-della-chemioterapia-a-volte-si-puo/">Dimezzare le dosi della chemioterapia: a volte si può</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella terapia di mantenimento nella leucemia mieloide acuta dell’adulto si può dimezzare la dose della citarabina, il farmaco somministrato in questi casi, per ridurre il rischio di effetti avversi senza per questo peggiorare la prognosi. La buona notizia viene da uno studio controllato condotto in Francia.</p>
<h3>Che cos’è la leucemia mieloide acuta</h3>
<p>La leucemia mieloide acuta è la forma di leucemia acuta più diffusa negli adulti ed è dovuta alla proliferazione incontrollata di una cellula progenitrice nel midollo osseo.<br />
Si manifesta con la comparsa di diversi sintomi come affaticamento, pallore, sanguinamenti, febbre, infezioni.<br />
La cura prevede una chemioterapia iniziale (detta di “induzione”) che mira a ottenere la remissione della malattia, seguita da una chemioterapia di mantenimento, che può essere anche associata a un trapianto di cellule staminali emopoietiche, per ridurre il rischio di ricomparsa della malattia.</p>
<h3>I risultati dello studio</h3>
<p>Lo studio francese si è focalizzato sulla chemioterapia di mantenimento, che è indubbiamente efficace nel tenere controllata la leucemia, ma che si associa a numerosi effetti avversi, alcuni dei quali gravi (si ha una tossicità midollare con anemia, leucopenia, piastrinopenia, si può avere una neurotossicità, si possono avere alterazioni polmonari) o comunque disturbanti per il paziente (nausea, vomito, diarrea, dolore addominale, stomatite). La domanda che si sono posti i ricercatori è se si possa dimezzare la dose del farmaco ottenendo gli stessi effetti sulla sopravvivenza ma riducendo la probabilità degli eventi avversi legati al farmaco.<br />
Grazie ai dati raccolti su oltre mille pazienti con la malattia trattati con la dose alta di farmaco o con la dose bassa, si è visto che la sopravvivenza a cinque anni di distanza era identica, qualunque fosse la dose di citarabina somministrata, mentre in effetti erano meno frequenti gli eventi avversi dovuti al farmaco.</p>
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