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	<title>contraccettivi ormonali Archivi - InFarmaco</title>
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	<description>l’informazione indipendente sul farmaco</description>
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	<title>contraccettivi ormonali Archivi - InFarmaco</title>
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		<title>Nessun legame tra pillola anticoncezionale e leucemia</title>
		<link>https://infarmaco.it/nessun-legame-tra-pillola-anticoncezionale-e-leucemia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2026 22:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aprile 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[contraccettivi ormonali]]></category>
		<category><![CDATA[leucemia]]></category>
		<category><![CDATA[pillola anticoncezionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’uso dei contraccettivi ormonali non è associato a un aumento del rischio di leucemia</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un grande studio condotto in Danimarca conferma la sicurezza delle pillole anticoncezionali, escludendo un possibile legame tra l’uso dei contraccettivi ormonali e il rischio di leucemie.</p>
<h3>Il legame tra ormoni sessuali e cellule del sangue</h3>
<p>Gli ormoni sessuali femminili non regolano solo il ciclo mestruale, ma agiscono anche sul sistema ematopoietico, responsabile della produzione delle cellule del sangue (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine). In particolare:</p>
<ul>
<li>regolano la velocità con cui queste cellule vengono prodotte</li>
<li>influenzano la loro maturazione e differenziazione nelle diverse tipologie cellulari.</li>
</ul>
<p>Inoltre alcune cellule leucemiche (cellule del sangue diventate tumorali) presentano recettori che consentono loro di rispondere agli ormoni. Per questo motivo si è ipotizzato che gli ormoni sessuali, e quindi anche quelli contenuti nelle pillole anticoncezionali usate comunemente, possano influenzare la comparsa di leucemie. Per verificare la solidità di questa ipotesi, un gruppo di ricercatori danesi ha condotto uno studio nazionale di coorte.</p>
<h3>I risultati confortanti dello studio</h3>
<p>Sono state valutate quasi 2 milioni di donne tra i 15 e i 49 anni, seguite dal 1995 al 2021, di cui era noto l’uso o meno della pillola anticoncezionale.<br />
Nel periodo di studio sono stati identificati 671 casi di leucemia. Ebbene, il rischio di sviluppare una leucemia per le donne che avevano fatto uso della pillola o che la stavano ancora prendendo era del tutto sovrapponibile a quello delle donne che non ne avevano fatto uso. Non sono emerse differenze neppure tra i diversi tipi di pillola, o nella durata dell’uso.</p>
<h3>La sicurezza dei contraccettivi ormonali</h3>
<p>Poiché nel mondo più di 400 milioni di donne tra i 15 e i 49 anni assumono contraccettivi ormonali, sotto varie forme, il tema della sicurezza è particolarmente rilevante. L’ipotesi che ci sia un legame tra contraccettivi e leucemie, basata per lo più su studi con pochi casi e molti margini di incertezza, è seccamente smentita dallo studio danese.<br />
Le prove attualmente disponibili confermano la sicurezza dei metodi contraccettivi ormonali sia in ambito oncologico in generale (leggi anche la notizia <a href="https://infarmaco.it/nuovi-dati-confermano-la-sicurezza-dei-contraccettivi-ormonali/">Nuovi dati confermano la sicurezza dei contraccettivi ormonali</a>) sia per il rischio di trombosi (leggi anche <a href="https://www.aifa.gov.it/documents/20142/0/Carta_informativa_per_la_donna_26.06.2018.pdf">La carta informativa per la donna</a> di AIFA).</p>
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		<item>
		<title>Nuovi dati confermano la sicurezza dei contraccettivi ormonali</title>
		<link>https://infarmaco.it/nuovi-dati-confermano-la-sicurezza-dei-contraccettivi-ormonali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Sep 2025 22:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[contraccettivi ormonali]]></category>
		<category><![CDATA[tumore del fegato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’uso della pillola contraccettiva, anche per molti anni, non aumenta il rischio di cancro del fegato, come ipotizzato in precedenza</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/nuovi-dati-confermano-la-sicurezza-dei-contraccettivi-ormonali/">Nuovi dati confermano la sicurezza dei contraccettivi ormonali</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La pillola contraccettiva è sicura per il fegato: la possibile relazione tra uso dei contraccettivi ormonali per bocca e lo sviluppo del tumore del fegato ipotizzata in passato dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro su studi osservazionali di piccole dimensioni (vedi le segnalazioni del <a href="https://publications.iarc.who.int/Book-And-Report-Series/Iarc-Monographs-On-The-Identification-Of-Carcinogenic-Hazards-To-Humans/Hormonal-Contraception-And-Post-menopausal-Hormonal-Therapy-1999">1999</a> e del <a href="https://publications.iarc.who.int/Book-And-Report-Series/Iarc-Monographs-On-The-Identification-Of-Carcinogenic-Hazards-To-Humans/Pharmaceuticals-2012">2012</a>) sembra essere smentita da un ampio studio anglosassone.</p>
<h3>Lo studio</h3>
<p>I ricercatori hanno analizzato i dati di oltre un milione e mezzo di donne prese da due grandi coorti britanniche – il Million Women Study (MWS) e la UK Biobank – senza rilevare alcuna associazione tra uso dei contraccettivi ormonali e cancro del fegato, sia per l’epatocarcinoma sia per il colangiocarcinoma intraepatico (hazard ratio 1,05 nella prima coorte e hazard ratio 1,08 nella seconda coorte). Anche quando l’assunzione era superiore a dieci anni si è osservato solo un lieve aumento del rischio, non statisticamente significativo.<br />
Successivamente i ricercatori hanno condotto una revisione sistematica con metanalisi di 23 studi osservazionali per un totale di 5.422 donne con tumore del fegato. Anche in questo caso non è stata osservata alcune relazione tra l’uso dei contraccettivi ormonali e lo sviluppo del tumore epatico (rischio relativo 1,04, p=0,0080). Nella metanalisi è stato analizzato il rischio in funzione della durata di assunzione dei contraccettivi ed è emerso un lieve incremento del rischio dopo 5 anni di assunzione (rischio relativo 1,06, p&lt;0,0001).</p>
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		<title>La pillola contraccettiva è sicura per il fegato</title>
		<link>https://infarmaco.it/la-pillola-contraccettiva-e-sicura-per-il-fegato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Sep 2025 22:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Settembre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[contraccettivi ormonali]]></category>
		<category><![CDATA[tumore del fegato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=4092</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’uso della pillola contraccettiva, anche per molti anni, non aumenta il rischio di cancro del fegato, come ipotizzato in precedenza</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/la-pillola-contraccettiva-e-sicura-per-il-fegato/">La pillola contraccettiva è sicura per il fegato</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Contrariamente a quanto si temeva in passato, la pillola contraccettiva, anche se usata per lunghi periodi, non aumenta il rischio di tumore del fegato.</p>
<h3>Il contesto</h3>
<p>Alla fine degli anni ’90 alcuni piccoli studi, con un numero limitato di donne partecipanti, avevano ipotizzato che l’uso prolungato della pillola contraccettiva potesse aumentare il rischio di tumore del fegato. Sulla base di queste osservazioni, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) nel <a href="https://publications.iarc.who.int/Book-And-Report-Series/Iarc-Monographs-On-The-Identification-Of-Carcinogenic-Hazards-To-Humans/Hormonal-Contraception-And-Post-menopausal-Hormonal-Therapy-1999">1999</a> e nel <a href="https://publications.iarc.who.int/Book-And-Report-Series/Iarc-Monographs-On-The-Identification-Of-Carcinogenic-Hazards-To-Humans/Pharmaceuticals-2012">2012</a> aveva segnalato una possibile relazione, soprattutto per utilizzi superiori a dieci anni.</p>
<h3>Lo studio</h3>
<p>Per chiarire la questione, uno studio inglese ha analizzato i dati di due grandi coorti – il Million Women Study e la UK Biobank – che insieme comprendono oltre un milione e mezzo di donne. Confrontando i dati di chi aveva usato la pillola e chi non l’aveva mai presa non è emerso alcun aumento di rischio di tumore del fegato.<br />
A conferma del risultato, nella seconda parte dello studio è stata condotta una revisione sistematica che ha raccolto tutta la letteratura scientifica al riguardo. L’unica piccola differenza osservata in questa fase riguardava le donne che avevano usato la pillola per più di dieci anni: queste sembravano avere un piccolo aumento del rischio di tumore del fegato ma la differenza, rispetto a quelle che non ne avevano fatto uso, non era comunque statisticamente significativa. Ciò significa che la differenza potrebbe non dipendere dal farmaco assunto, ma essere dovuta semplicemente al caso o a fattori di confondimento.<br />
Lo studio ha anche valutato se vi fossero differenze in funzione della formulazione e dell’epoca di utilizzo: anche le pillole più vecchie, che avevano dosaggi ormonali più alti rispetto alle attuali, hanno un profilo di sicurezza simile a quelle usate oggi.</p>
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