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	<title>diabete Archivi - InFarmaco</title>
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	<description>l’informazione indipendente sul farmaco</description>
	<lastBuildDate>Thu, 30 Jul 2026 14:50:37 +0000</lastBuildDate>
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	<title>diabete Archivi - InFarmaco</title>
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		<title>Farmaci per il diabete e cadute negli anziani</title>
		<link>https://infarmaco.it/farmaci-per-il-diabete-e-cadute-negli-anziani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jul 2026 22:00:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Luglio 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[cadute]]></category>
		<category><![CDATA[diabete]]></category>
		<category><![CDATA[glicemia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli anziani con diabete in terapia con sulfoniluree o insulina non sembra aumentare il rischio di cadute e di fratture tali da comportare un ricovero in ospedale</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le terapie per abbassare la glicemia negli anziani con diabete di tipo 2 non sembrano influenzare il rischio di caduta.<br />
Mantenere la glicemia sotto stretto controllo è importante in questi pazienti per prevenire le complicanze della malattia. Da tempo, però, esiste il timore che alcuni farmaci tradizionalmente utilizzati per abbassare la glicemia, in particolare le sulfoniluree e l’insulina, possano aumentare il rischio di cadute e fratture. La preoccupazione nasce dal fatto che questi trattamenti possono causare episodi di ipoglicemia, cioè un abbassamento eccessivo dei livelli di glucosio nel sangue che può manifestarsi con capogiri, debolezza, confusione e perdita di equilibrio, aumentando di conseguenza il rischio di cadute.<br />
Per capire quanto questo rischio sia reale, un gruppo di ricercatori britannici ha analizzato i dati di oltre 21.000 persone con più di 70 anni d’età, affette da diabete di tipo 2, seguite in media per 5 anni, attraverso i registri del Servizio Sanitario Nazionale del Regno Unito.</p>
<h3>I risultati dello studio</h3>
<p>I ricercatori hanno confrontato pazienti che mantenevano valori di emoglobina glicata (HbA1c) inferiori al 7%, un indicatore del controllo glicemico medio negli ultimi tre mesi, mentre assumevano sulfoniluree o insulina, con altri pazienti che avevano valori di emoglobina glicata più elevati. Dai risultati dello studio è emerso che il rischio di ricovero a seguito di una caduta e il rischio di una frattura era sostanzialmente identico nei due gruppi di pazienti. Anche considerando il rischio sul lungo periodo, nell’arco di dieci anni, le differenze erano minime e non clinicamente rilevanti, sia per chi assumeva sulfoniluree sia per chi assumeva insulina.<br />
Va però sottolineato che lo studio ha preso in considerazione solo le cadute e le fratture che hanno richiesto un ricovero ospedaliero, non quelle gestite in Pronto soccorso o ambulatorialmente, che potrebbero raccontare una storia diversa.</p>
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		<title>La nuova guida AIFA per un uso consapevole dei farmaci per diabete e obesità</title>
		<link>https://infarmaco.it/la-nuova-guida-aifa-per-un-uso-consapevole-dei-farmaci-per-diabete-e-obesita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 07:09:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Maggio 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[agonisti GLP-1]]></category>
		<category><![CDATA[appropriatezza]]></category>
		<category><![CDATA[diabete]]></category>
		<category><![CDATA[incretino mimetici]]></category>
		<category><![CDATA[Obesita']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La guida AIFA sui farmaci incretino-mimetici richiama a un uso consapevole e sotto controllo medico, evitando l’autosomministrazione</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai tutti conoscono i farmaci per dimagrire. In più occasioni InFarmaco ha parlato di questi farmaci, gli agonisti del GLP-1 e i doppi agonisti del GIP/GLP-1, inizialmente sviluppati per il trattamento del diabete e rivelatisi poi efficaci, nell’ambito di un percorso che comprenda una dieta ipocalorica e l’esercizio fisico, anche nella gestione dell’obesità.<br />
Sono farmaci che imitando gli ormoni intestinali coinvolti nella regolazione dell’insulina (le incretine), rallentano lo svuotamento gastrico e riducono il senso di fame, con un duplice effetto sul controllo della glicemia e del peso corporeo (leggi anche la news “<a href="https://infarmaco.it/la-linea-guida-delloms-sugli-agonisti-del-glp-1-nellobesita/">La linea guida dell’OMS sugli agonisti del GLP-1 nell’obesità</a>” e il <em>Minidossier</em> “<a href="https://infarmaco.it/wp-content/uploads/2026/04/16_minidossier_incretino_mimetici_def.pdf">Incretino-mimetici e riduzione del peso corporeo</a>”).<br />
Gli effetti benefici sul controllo del peso, talvolta interpretati in modo riduttivo come una “promessa di dimagrimento senza sforzo”, hanno contribuito a diffonderne l’uso anche al di fuori delle indicazioni mediche e senza prescrizione, nonostante i rischi non trascurabili associati a queste terapie.</p>
<h3>La guida dell’AIFA</h3>
<p>Proprio per mettere in guardia dall’uso improprio, dall’autosomministrazione senza supervisione medica e dall’acquisto illegale attraverso canali non autorizzati, l’Agenzia Italiana del Farmaco ha realizzato la guida “<a href="https://www.aifa.gov.it/documents/20142/3346516/guida_GLP-1_2026.pdf">Nuovi farmaci per il diabete e l’obesità: cosa sapere per un uso consapevole</a>”, disponibile anche in <a href="https://www.aifa.gov.it/documents/20142/3346516/Brochure_farmaci_antidiabetici.pdf">versione divulgativa</a>.<br />
Il documento offre un quadro aggiornato sul profilo di sicurezza, sulle indicazioni terapeutiche autorizzate, sull’andamento dei consumi e sul corretto utilizzo clinico di questi medicinali, il cui impiego è aumentato in modo esponenziale negli ultimi anni, sia nel canale rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale sia negli acquisti privati.</p>
<h3>Il ruolo dello stile di vita</h3>
<p>Come sottolinea la guida, il trattamento farmacologico deve sempre inserirsi in una strategia integrata che includa una corretta alimentazione e una regolare attività fisica, sotto il costante controllo del medico prescrittore, che valuterà la risposta clinica tenendo conto dello stato di salute generale, di eventuali malattie concomitanti, dell’età e delle altre terapie assunte.<br />
Da ultimo, vale la pena ricordare che studi recenti hanno messo nero su bianco che interrompere il trattamento senza avere consolidato un cambiamento duraturo dello stile di vita favorisca un rapido recupero dei chili persi (il cosiddetto effetto “<em>rebound</em>” o “yo-yo”), segno che la perdita di peso, per essere stabile, richiede continuità degli interventi comportamentali e non può essere affidata al solo trattamento farmacologico.</p>
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		<item>
		<title>Quando le caratteristiche dell’ago fanno la differenza</title>
		<link>https://infarmaco.it/quando-le-caratteristiche-dellago-fanno-la-differenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 12:27:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Marzo 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[aderenza alla terapia]]></category>
		<category><![CDATA[ago]]></category>
		<category><![CDATA[diabete]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La scelta dell’ago per la somministrazione dell’insulina è determinante non solo per l’efficacia della terapia, ma anche per l’aderenza nel tempo</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per milioni di persone con diabete, iniettarsi l’insulina è una routine quotidiana che si ripete più volte al giorno. Eppure la paura del dolore correlato all’ago rimane uno degli ostacoli principali all’aderenza alla terapia: molti pazienti ritardano o saltano le iniezioni proprio per questo motivo. Per capire come le caratteristiche degli aghi per le penne da insulina influenzino l’esperienza del paziente durante l’iniezione, è stata condotta una revisione della letteratura da parte di due gruppi di ricerca delle Università di Firenze e Milano.</p>
<h3>Come è stata condotta la ricerca</h3>
<p>Lo studio ha passato in rassegna la letteratura scientifica disponibile, selezionando 22 ricerche che valutavano il dolore percepito alla somministrazione di insulina tramite una Scala Analogica Visiva (<em>Visual Analogue Scale</em> &#8211; VAS), uno strumento standardizzato molto usato in ambito clinico. La scala consiste in una linea numerata da 0 a 10 su cui il paziente indica l’intensità del dolore percepito, dove 0 corrisponde all’assenza di dolore e 10 al dolore massimo immaginabile.</p>
<h3>Più sottile e corto è l’ago, minore è il dolore</h3>
<p>I risultati mostrano che, oltre alla riduzione del dolore già nota con aghi più sottili, anche altre caratteristiche geometriche contribuiscono significativamente al <em>comfort</em>: la lunghezza ridotta dell’ago, le pareti più sottili, la geometria della punta e il rivestimento con lubrificante sono tutti fattori associati a una minore sensazione di dolore al momento dell’iniezione.<br />
Un aspetto particolarmente importante riguarda poi la sicurezza: le caratteristiche dell’ago che riducono il dolore non aumentano né la frequenza né l’intensità delle reazioni locali nel sito di iniezione.</p>
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		<title>Inibitori SGLT2: una nuova frontiera per diabete e scompenso cardiaco</title>
		<link>https://infarmaco.it/inibitori-sglt2-una-nuova-frontiera-per-diabete-e-scompenso-cardiaco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Sep 2025 22:02:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Settembre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[diabete]]></category>
		<category><![CDATA[inibitori SGLT2]]></category>
		<category><![CDATA[scompenso cardiaco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel nuovo <em>Minidossier</em> di COSIsiFA si approfondisce il ruolo degli inibitori SGLT2 nel trattamento di diabete e scompenso cardiaco, tra benefici e rischi</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/inibitori-sglt2-una-nuova-frontiera-per-diabete-e-scompenso-cardiaco/">Inibitori SGLT2: una nuova frontiera per diabete e scompenso cardiaco</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Diabete di tipo 2 e scompenso cardiaco spesso vanno di pari passo e rappresentano una sfida importante per la salute pubblica. Solo in Italia milioni di persone convivono con una o entrambe queste condizioni, che aumentano significativamente il rischio di ospedalizzazione e mortalità. La gestione di questi pazienti richiede terapie personalizzate e complesse, che considerino anche le numerose comorbilità come ipertensione, obesità e malattia renale cronica.<br />
Negli ultimi anni, una svolta terapeutica significativa è arrivata con gli inibitori del co-trasportatore sodio-glucosio di tipo 2 (SGLT2-i), farmaci noti anche come gliflozine, al centro del <a href="https://infarmaco.it/wp-content/uploads/2025/09/M8_minidossier_SGLT2i_def.pdf">nuovo <em>Minidossier</em> di COSIsiFA</a>.<br />
Originariamente sviluppati per il controllo della glicemia nel diabete, questi farmaci hanno mostrato effetti protettivi sul cuore e sui reni, riducendo la mortalità cardiovascolare e i ricoveri per scompenso cardiaco anche nei pazienti senza diabete.<br />
Le linee guida più recenti raccomandano in particolare empagliflozin e dapagliflozin come farmaci di prima scelta nei pazienti con diabete e scompenso cardiaco.<br />
Nonostante ciò, il loro utilizzo nella pratica quotidiana rimane limitato: solo un paziente su cinque idoneo riceve la terapia, a causa dei costi, dei timori sui possibili effetti collaterali o per la difficoltà nell’accesso al farmaco. In Italia la recente autorizzazione alla prescrizione da parte del medico di medicina generale ha semplificato l’accesso a queste terapie, favorendone la somministrazione. Ma occorre sempre considerare i possibili rischi. Pur essendo generalmente ben tollerati, gli SGLT2-i, come tutti i farmaci possono associarsi a eventi avversi. Tra i più rilevanti ci sono la chetoacidosi diabetica e un aumento del rischio di infezioni micotiche genitali o urinarie. È quindi fondamentale informare i pazienti sui segnali di allarme e sulle corrette modalità di prevenzione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/inibitori-sglt2-una-nuova-frontiera-per-diabete-e-scompenso-cardiaco/">Inibitori SGLT2: una nuova frontiera per diabete e scompenso cardiaco</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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		<item>
		<title>Inibitori del co-trasportatore sodio-glucosio di tipo 2 (SGLT2-i) nel paziente con diabete e insufficienza cardiaca</title>
		<link>https://infarmaco.it/inibitori-del-co-trasportatore-sodio-glucosio-di-tipo-2-sglt2-i-nel-paziente-con-diabete-e-insufficienza-cardiaca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Sep 2025 21:49:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cittadino]]></category>
		<category><![CDATA[Minidossier]]></category>
		<category><![CDATA[Settembre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[diabete]]></category>
		<category><![CDATA[inibitori SGLT2]]></category>
		<category><![CDATA[scompenso cardiaco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questo <em>Minidossier</em> si approfondisce il ruolo degli inibitori SGLT2 nel trattamento del diabete di tipo 2 e dello scompenso cardiaco. Questi farmaci, nati per il controllo della glicemia, hanno mostrato effetti protettivi su cuore e reni. Vengono presentati i benefici clinici, le prove più recenti e le informazioni sui possibili rischi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/inibitori-del-co-trasportatore-sodio-glucosio-di-tipo-2-sglt2-i-nel-paziente-con-diabete-e-insufficienza-cardiaca/">Inibitori del co-trasportatore sodio-glucosio di tipo 2 (SGLT2-i) nel paziente con diabete e insufficienza cardiaca</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In questo <em>Minidossier</em> si approfondisce il ruolo degli inibitori SGLT2 nel trattamento del diabete di tipo 2 e dello scompenso cardiaco. Questi farmaci, nati per il controllo della glicemia, hanno mostrato effetti protettivi su cuore e reni. Vengono presentati i benefici clinici, le prove più recenti e le informazioni sui possibili rischi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/inibitori-del-co-trasportatore-sodio-glucosio-di-tipo-2-sglt2-i-nel-paziente-con-diabete-e-insufficienza-cardiaca/">Inibitori del co-trasportatore sodio-glucosio di tipo 2 (SGLT2-i) nel paziente con diabete e insufficienza cardiaca</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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