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	<title>Epilessia Archivi - InFarmaco</title>
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	<description>l’informazione indipendente sul farmaco</description>
	<lastBuildDate>Mon, 10 Nov 2025 07:58:17 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Epilessia Archivi - InFarmaco</title>
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	<item>
		<title>L’ansia dei genitori compromette l’aderenza alla terapia antiepilettica</title>
		<link>https://infarmaco.it/lansia-dei-genitori-compromette-laderenza-alla-terapia-antiepilettica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2025 23:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novembre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[aderenza alla terapia]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Epilessia]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci antiepilettici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per una migliore aderenza alla terapia antiepilettica è importante rispondere ai dubbi dei genitori sulla terapia, fornendo informazioni sull’efficacia e sicurezza dei farmaci impiegati</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/lansia-dei-genitori-compromette-laderenza-alla-terapia-antiepilettica/">L’ansia dei genitori compromette l’aderenza alla terapia antiepilettica</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È normale che i genitori di un bambino epilettico si preoccupino degli effetti avversi dei farmaci e delle conseguenze neurologiche e sociali della malattia. Sembra però che l’ansia dei genitori possa interferire con l’aderenza alla terapia, compromettendone l’efficacia. È importante quindi coinvolgere i genitori dei bambini spiegando le modalità di assunzione dei farmaci e aiutandoli a gestire le proprie preoccupazioni.</p>
<h3>L’importanza dell’aderenza alla terapia</h3>
<p>Perché la terapia con farmaci antiepilettici sia efficace i bambini devono assumere i farmaci rispettando i dosaggi, i tempi e le indicazioni del medico. Tuttavia, questo non sempre accade: tra le cause più comuni che rendono difficile rispettare le prescrizioni ricevute ci sono il sapore sgradevole dei farmaci, la difficoltà nel deglutire le compresse o la semplice dimenticanza da parte dei genitori.<br />
Un gruppo di ricercatori cinesi ha voluto capire se alla base della scarsa aderenza alla terapia potesse esserci anche l’ansia dei genitori o le loro convinzioni sull’efficacia dei farmaci. Lo studio, condotto su oltre 2.300 bambini con epilessia, ha analizzato proprio il legame tra ansia dei genitori e rispetto della terapia prescritta.</p>
<h3>La relazione tra ansia e aderenza alla terapia</h3>
<p>Quasi un quarto dei genitori (22,9%) era ansioso rispetto alla terapia antiepilettica del figlio e ciò influiva negativamente sulla capacità di seguire correttamente la terapia. L’ansia, infatti, riduceva la fiducia nella necessità del trattamento e aumentava le preoccupazioni sugli effetti collaterali, due convinzioni che a loro volta compromettevano la regolarità con cui i farmaci venivano somministrati.<br />
Secondo l’analisi, quasi la metà dell’effetto negativo dell’ansia sull’aderenza alla terapia dipende dalle convinzioni dei genitori riguardo alla necessità e alla sicurezza dei farmaci. Inoltre più i genitori sono ansiosi più tendono a dubitare dei benefici dei farmaci e a temerne i rischi, rendendo meno probabile che il bambino assuma correttamente le dosi prescritte.</p>
<p>Per conoscere le altre news relative all’epilessia pubblicate su Infarmaco, <a href="https://infarmaco.it/tag/epilessia/">clicca qui</a>.</p>
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		<title>Dopo un intervento neurochirurgico non è detto servano gli antiepilettici</title>
		<link>https://infarmaco.it/dopo-un-intervento-neurochirurgico-non-e-detto-servano-gli-antiepilettici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jun 2025 22:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giugno 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[Antiepilettici]]></category>
		<category><![CDATA[Epilessia]]></category>
		<category><![CDATA[Levetiracetam]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un’indagine italiana analizza le abitudini prescrittive dei neurochirurghi, che tendono a somministrare i farmaci antiepilettici a scopo preventivo anche quando non indicato dalle linee guida</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sebbene le linee guida internazionali sconsiglino la somministrazione preventiva dei farmaci antiepilettici nelle persone che non hanno mai avuto crisi epilettiche e che vengono sottoposti a un intervento di craniotomia, per esempio per l’asportazione di un tumore cerebrale, nella pratica clinica la prescrizione rimane frequente.<br />
Un sondaggio rivolto a neurochirurghi italiani ha analizzato le modalità di utilizzo di questi farmaci nelle Unità di neurochirurgia pediatriche e per adulti.<br />
Il questionario, composto da dieci domande, ha valutato l’uso degli antiepilettici sia in pazienti senza crisi dopo l’intervento sia in quelli che avevano avuto delle crisi epilettiche. Le domande riguardavano anche la scelta del farmaco, la tempistica di inizio, la sospensione della terapia e i principali fattori decisionali.</p>
<h3>Che cosa è emerso dal sondaggio?</h3>
<p>Più della metà dei neurochirurghi (52,1%) ha dichiarato di prescrivere regolarmente i farmaci antiepilettici anche in assenza di crisi, in contrasto quindi con le raccomandazioni. Questo probabilmente per una eccessiva cautela, temendo i rischi associati alle possibili crisi convulsive.<br />
Il levetiracetam è stato il farmaco più utilizzato (oltre il 97% dei casi) e, in circa un caso su quattro, la terapia veniva mantenuta oltre i sei mesi. Solo il 5% dei neurochirurghi sospendeva il trattamento entro un mese. Risultato questo che sottolinea la necessità di una modifica dei comportamenti perché anche qualora si ritenesse efficace il ricorso agli antiepilettici, il rischio di avere convulsioni dopo un intervento è limitato di solito alla prima settimana dopo l’operazione ma poi si riduce, tanto da non richiedere un prolungamento della terapia, se non in casi particolari.</p>
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		<title>Acido valproico sicuro nei bambini con epilessia</title>
		<link>https://infarmaco.it/acido-valproico-sicuro-nei-bambini-con-epilessia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 May 2025 22:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Maggio 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[Acido valproico]]></category>
		<category><![CDATA[Epilessia]]></category>
		<category><![CDATA[reazioni avverse]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella pratica corrente l’antiepilettico, alle dosi convenzionali, sembra essere ben tollerato nei bambini e negli adolescenti. </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La terapia con acido valproico, uno dei farmaci più utilizzati nel trattamento dell’epilessia, si conferma generalmente sicura nei bambini di tutte le età. È quanto emerge da uno studio retrospettivo condotto in Cina, che ha seguito quasi 2.000 bambini con epilessia trattati con il farmaco per un periodo di almeno due anni.<br />
Sebbene sia in uso da decenni, l’acido valproico continua a essere oggetto di attenzione da parte dei medici, per la possibile comparsa di effetti collaterali, anche rilevanti, a carico del fegato, del sangue, del metabolismo osseo e dell’apparato endocrino-riproduttivo. Tutti questi sono segnalati come possibili in corso di trattamento, ma nella realtà quotidiana sono frequenti?<br />
La ricerca ha preso in esame possibili effetti collaterali nei bambini e negli adolescenti con epilessia e in terapia con l’acido valproico. In particolare si esaminava la frequenza di danni al fegato, disturbi della coagulazione, aumento dell’ammonio nel sangue, fratture ossee, disturbi mestruali e alterazioni ovariche.<br />
Sia a breve termine, 2-3 mesi dall’inizio della terapia, sia a lungo termine, oltre due anni dall’inizio della terapia, non sono emersi disturbi significativi legati alla somministrazione del farmaco. Gli unici dati riguardavano alcuni parametri del sangue, per esempio si aveva una riduzione progressiva delle piastrine, anche se non si sono osservati episodi emorragici dovuti al loro calo.</p>
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		<item>
		<title>Non sempre gli antiepilettici sono efficaci</title>
		<link>https://infarmaco.it/non-sempre-gli-antiepilettici-sono-efficaci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2025 23:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Febbraio 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[Antiepilettici]]></category>
		<category><![CDATA[Epilessia]]></category>
		<category><![CDATA[resistenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=2285</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sono molti i farmaci per la cura dell’epilessia nel bambino, ma non sempre si dimostrano efficaci, rendendo necessarie modifiche della terapia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/non-sempre-gli-antiepilettici-sono-efficaci/">Non sempre gli antiepilettici sono efficaci</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In un bambino su tre con epilessia i farmaci non controllano adeguatamente le crisi. Sono molti oggi i farmaci che hanno dimostrato efficacia per impedire il ripresentarsi delle crisi epilettiche, ma nonostante questa varietà non tutti i bambini rispondono alla terapia. Uno dei problemi principali è che la maggior parte dei farmaci antiepilettici è stata studiata negli adulti, ma nei bambini la risposta può essere molto diversa. Questo significa che spesso i medici devono adattare il trattamento senza avere dati specifici sull’efficacia e sulla sicurezza nei più piccoli.<br />
Uno studio ha riguardato i dati di efficacia dei farmaci antiepilettici in un migliaio di bambini sotto i 10 anni d’età per vedere quanto le terapie fossero efficaci. I risultati indicano che la terapia controllava le crisi in due terzi dei casi, ma nel restante terzo non si osservava una risposta positiva al farmaco, per cui doveva essere modificata la terapia con la sostituzione o l’aggiunta di altri farmaci. Oltre a ciò nel tempo si è osservato in una minoranza di casi (15%) lo sviluppo di fenomeni di resistenza alle terapie, per cui farmaci che all’inizio erano efficaci lo sono diventati via via sempre meno.</p>
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		<item>
		<title>Non sempre gli antiepilettici sono efficaci</title>
		<link>https://infarmaco.it/non-sempre-gli-antiepilettici-sono-efficaci-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2025 23:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[Antiepilettici]]></category>
		<category><![CDATA[Epilessia]]></category>
		<category><![CDATA[resistenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono molti i farmaci per la cura dell’epilessia nel bambino, ma non sempre si dimostrano efficaci, rendendo necessarie modifiche della terapia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/non-sempre-gli-antiepilettici-sono-efficaci-2/">Non sempre gli antiepilettici sono efficaci</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In un terzo dei casi la terapia posta in atto per controllare un forma di epilessia di nuova diagnosi nel bambino non è efficace.<br />
Uno studio retrospettivo di coorte turco su 1.003 bambini sotto i 10 anni d’età con epilessia di nuova diagnosi ha riportato un tasso di insuccesso del trattamento di prima linea del 33%. In particolare il 31% non ha ottenuto il controllo delle crisi e il 2% ha dovuto sospendere il farmaco a causa di eventi avversi. Non sono emerse differenze significative tra i pazienti con crisi focali e quelli con crisi generalizzate, con un tasso di risposta alla monoterapia di prima linea rispettivamente del 67% e 66%.<br />
In caso di fallimento, il 18% ha avuto bisogno di una terapia con due farmaci e il 15% di una politerapia. A distanza di 22 mesi il 15% dei bambini aveva un’epilessia farmaco resistente.<br />
Le forme di epilessia dovute a lesioni cerebrali (cosiddette strutturali) erano quelle in cui i farmaci erano meno efficienti (tasso di efficacia del primo farmaco 53%), così come era più facile la comparsa nel tempo di una resistenza ai farmaci (30%)..<br />
Meglio era definita la forma di epilessia e più efficace risultava la terapia (79% dei casi).</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/non-sempre-gli-antiepilettici-sono-efficaci-2/">Non sempre gli antiepilettici sono efficaci</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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