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	<title>geni resistenza Archivi - InFarmaco</title>
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	<description>l’informazione indipendente sul farmaco</description>
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	<title>geni resistenza Archivi - InFarmaco</title>
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		<title>Neve artificiale con antibiotici e batteri?</title>
		<link>https://infarmaco.it/neve-artificiale-con-antibiotici-e-batteri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Dec 2025 23:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dicembre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotico resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[geni resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[innevamento artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’utilizzo dell’acqua per la produzione della neve artificiale avrebbe un ruolo nella diffusione di antibiotici e germi resistenti nell’ambiente</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/neve-artificiale-con-antibiotici-e-batteri/">Neve artificiale con antibiotici e batteri?</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si avvicinano le Olimpiadi invernali e con esse l’uso della neve artificiale per garantire che le gare di sci possano svolgersi in condizioni ottimali.<br />
L’innevamento artificiale ha un impatto negativo sull’ambiente, ma finora nessuno si era dato la briga di valutare il ruolo degli impianti di produzione della neve artificiale nel contribuire alla diffusione nell’ambiente di antibiotici, di batteri resistenti agli antibiotici e dei geni di resistenza agli antibiotici.</p>
<h3>La produzione della neve artificiale</h3>
<p>La produzione della neve artificiale è strettamente dipendente dalla disponibilità di acqua e per lo più dalla presenza di temperature sufficientemente basse per arrivare alla cristallizzazione.<br />
L’acqua che viene utilizzata può giungere da bacini costruiti <em>ad hoc</em>, cui attingere al momento del bisogno, oppure essere prelevata da acque correnti.<br />
L’ecofarmacovigilanza ha insegnato che nelle acque si ritrovano molti antibiotici smaltiti in maniera scorretta o che, attraverso l’eliminazione dall’organismo, sono arrivati alle acque refluee. In queste acque si ritrovano anche microbi resistenti agli antibiotici e geni che conferiscono loro la resistenza leggi anche le News “<a href="https://infarmaco.it/antibiotici-e-resistenza-nelle-acque-dei-poli/">Antibiotici e resistenza nelle acque dei poli</a>” e “<a href="https://infarmaco.it/acqua-potabile-e-batteri-resistenti-agli-antibiotici/">Acqua potabile e batteri resistenti agli antibiotici</a>&#8220;. Ci si può quindi chiedere se l’innevamento artificiale, che fa uso delle acque, contribuisca a questa ampia diffusione.</p>
<h3>Lo studio nelle stazioni sciistiche</h3>
<p>Un gruppo di ricercatori polacchi ha pensato di analizzare il ruolo dell’innevamento artificiale nella disseminazione degli antibiotici, dei batteri resistenti e dei geni di resistenza. Ha così analizzato l’acqua impiegata per produrre la neve artificiale in undici stazioni sciistiche diverse per collocazione, per vicinanza a strutture sanitarie e per modalità di approvvigionamento dell’acqua.<br />
I risultati indicano che:</p>
<ul>
<li>ceppi di <em>Escherichia coli</em> erano presenti in tutte le acque utilizzate per produrre la neve, anche se la loro concentrazione diminuiva una volta sottoposta l’acqua al processo di produzione della neve</li>
<li>nelle acque erano presenti tracce di diversi antibiotici (in tutto 14 diversi) in maniera variabile, con concentrazioni maggiori se nelle vicinanze c’era una struttura sanitaria</li>
<li>la resistenza agli antibiotici dei germi isolati era frequente</li>
<li>sono stati individuati geni di resistenza agli antibiotici nella maggior parte dei campioni esaminati.</li>
</ul>
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		<title>Antibiotici e resistenza nelle acque dei poli</title>
		<link>https://infarmaco.it/antibiotici-e-resistenza-nelle-acque-dei-poli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2025 23:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dicembre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[Antartide]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotici]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotico resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[Artide]]></category>
		<category><![CDATA[geni resistenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Campioni di acque dell’Artide e dell’Antartide contengono batteri resistenti agli antibiotici e geni di resistenza che possono essere scambiati tra batteri</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Che l’antibiotico resistenza sia un problema diffuso, che riguarda non solo l’uomo e gli animali ma anche l’ambiente, è dimostrato dai dati di una revisione della letteratura scientifica compiuta da ricercatrici italiane da cui emerge che nelle acque dei poli (Artide e Antartide) sono presenti sia molti geni di resistenza batterica sia batteri resistenti agli antibiotici.</p>
<h3>I poli incontaminati?</h3>
<p>Le regioni dei poli, visto il loro isolamento geografico, sono considerate tra le poche aree ancora incontaminate o poco contaminate della Terra. In realtà molte ricerche hanno confermato la presenza di inquinanti nelle acque di Artide e Antartide, come metalli pesanti, microplastiche, farmaci e altri composti.<br />
A fronte di ciò si tratta comunque di sistemi che sono stati a lungo tempo isolati e che consentono quindi di fare indagini di confronto tra come erano un tempo e come sono oggi.<br />
L’attenzione di un gruppo di ricercatrici dell’Università dell’Insubria si è appuntata sui batteri resistenti agli antibiotici presenti nelle acque dei poli e sui geni di resistenza che possono essere trasmessi da un batterio a un altro passando per esempio da batteri innocui per l’uomo a batteri che possono invece causare malattie anche gravi.</p>
<h3>I risultati della ricerca</h3>
<p>Sono stati identificati in letteratura scientifica 39 studi che avevano indagato sulla presenza di batteri resistenti agli antibiotici e di geni di resistenza in campioni di acque polari raccolte tra il 2010 e il 2025.<br />
È così emerso che in effetti le acque di Artide e Antartide contengono diversi batteri resistenti e molti antibiotici, in particolare, per ordine di frequenza, tetracicline, betalattamici (la classe di antibiotici il cui capostipite è la penicillina), sulfonamidi, fluorochinoloni, aminoglicosidi, macrolidi e altri ancora.<br />
Per quanto riguarda la resistenza agli antibiotici è interessante notare come i poli possano fornire conoscenze importanti al di là dell’influenza delle attività umane sulla diffusone dei ceppi resistenti. Se è vero infatti che il consumo di antibiotici si associa al diffondersi delle resistenze, è altrettanto vero che in campioni d’acqua dei poli presi e conservati prima dell’era antibiotica erano già presenti ceppi batterici resistenti, essendo l’antimicrobico resistenza un meccanismo di difesa dei batteri già presente in natura.</p>
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