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	<title>inappropriatezza Archivi - InFarmaco</title>
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	<description>l’informazione indipendente sul farmaco</description>
	<lastBuildDate>Sun, 18 Jan 2026 19:32:33 +0000</lastBuildDate>
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	<title>inappropriatezza Archivi - InFarmaco</title>
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		<title>Gli antibiotici non servono nelle infezioni virali, ma vengono usati</title>
		<link>https://infarmaco.it/gli-antibiotici-non-servono-nelle-infezioni-virali-ma-vengono-usati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jan 2026 23:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gennaio 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[adenovirus]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotici]]></category>
		<category><![CDATA[inappropriatezza]]></category>
		<category><![CDATA[infezioni respiratorie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno studio multicentrico italiano in bambini ricoverati per un’infezione respiratoria mostra che spesso viene iniziata una terapia antibiotica anche quando la forma è virale</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei motivi che comportano un aumento della diffusione delle resistenze batteriche è la somministrazione di antibiotici quando non ce n’è bisogno, quando per esempio la causa dell’infezione è un virus e non un batterio. Questa abitudine è più radicata di quanto si pensi e nella realtà quotidiana non è poi così rara, neppure in ospedale. Uno studio italiano conferma questa tendenza.</p>
<h3>Perché gli antibiotici non sono attivi contro i virus</h3>
<p>Le varie classi di antibiotici agiscono contro i batteri perché bloccano alcune loro funzioni vitali: possono essere letali per il batterio, causandone la morte (antibiotici battericidi), oppure limitarsi a bloccarne la moltiplicazione (antibiotici batteriostatici). La loro azione è possibile proprio perché i batteri sono microrganismi composti da un’unica cellula che ha una parete esterna, una membrana, una serie di organelli funzionali e del materiale genetico. I virus, invece, non sono cellule ma particelle più piccole dei batteri che non possono sopravvivere di per sé nell’ambiente: per vivere e moltiplicarsi devono invadere una cellula (per esempio una cellula umana), sfruttandone i “macchinari” per moltiplicarsi e diffondersi. I bersagli contro cui sono diretti gli antibiotici (parete o membrana cellulare, altri organelli del batterio) non sono quindi presenti nei virus, per cui nessun antibiotico può agire contro i virus.<br />
La difficoltà sta quindi nel porre una diagnosi corretta: se la forma infettiva è dovuta a un batterio l’antibiotico può essere efficace, se è dovuta a un virus l’antibiotico può solo causare effetti avversi.</p>
<h3>Lo studio italiano</h3>
<p>Uno studio retrospettivo ha analizzato i dati di 171 bambini ricoverati in ospedali italiani per un’infezione delle vie respiratorie rivelatasi poi di natura virale. Poco più della metà aveva un’infezione da adenovirus, altri forme virali diverse e meno frequenti, per cui l’attenzione si è concentrata sui piccoli infettati da adenovirus. Si è così visto, riguardando i dati clinici, che i piccoli con adenovirus avevano una febbre di più lunga durata, avevano indici infiammatori più elevati rispetto agli altri ed erano più spesso trattati con antibiotici (77% dei casi).</p>
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		<title>Che cosa induce il medico a prescrivere un antibiotico?</title>
		<link>https://infarmaco.it/che-cosa-induce-il-medico-a-prescrivere-un-antibiotico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2025 22:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ottobre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[antimicrobial stewardship]]></category>
		<category><![CDATA[inappropriatezza]]></category>
		<category><![CDATA[prescrizione antibiotici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non sempre la prescrizione di un antibiotico da parte del medico è appropriata e i motivi possono essere molteplici</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono molti i fattori che intervengono quando un medico decide di prescrivere un antibiotico. L’analisi dei motivi che inducono alla prescrizione può aiutare nel ridurre il numero di terapie inappropriate, agendo così in maniera virtuosa sia per il paziente, che non si vede esposto al rischio di effetti collaterali dovuti al farmaco, sia per la salute in generale, con una riduzione del rischio di resistenze batteriche.</p>
<h3>La prescrizione inappropriata degli antibiotici</h3>
<p>Le linee guida internazionali raccomandano l’uso degli antibiotici solo in determinati casi in cui l’infezione è causata da un batterio (occorre sempre ricordare che gli antibiotici non hanno alcuna efficacia contro i virus), non ha una risoluzione spontanea, è grave o comporta il rischio di complicanze. Si sottolinea inoltre come la corretta e consapevole gestione degli antibiotici, quella che con termine anglosassone si chiama <em>antimicrobial stewardship</em>, sia fondamentale per un uso appropriato degli antibiotici.<br />
Ciononostante i dati di molte ricerche indicano che in molti casi la prescrizione di un antibiotico non segue i principi di una buona pratica medica: negli Stati uniti fino al 47% delle prescrizioni antibiotiche sarebbero inappropriate, in Spagna il 64%, in Australia il 45%.<br />
Una ricerca si chiede ora quali siano i motivi che inducono più spesso il medico a una prescrizione inappropriata degli antibiotici.</p>
<h3>I risultati della revisione</h3>
<p>Per rispondere alla domanda è stata condotta una revisione sistematica che ha identificato tutti gli studi pubblicati nella letteratura scientifica al riguardo. Ne sono stati selezionati 53 relativi all’opinione dei medici di 23 Paesi (purtroppo non sono stati trovati studi per l’Italia).<br />
Perché dunque i medici sono indotti a prescrivere un antibiotico anche quando in realtà non servirebbe? I motivi dichiarati più di frequente sono cinque:<br />
• motivi di tempo, la fretta spinge a volte alla prescrizione<br />
• le richieste del paziente o dei familiari, che pensano sia indispensabile usare un antibiotico per risolvere la situazione<br />
• le incertezze diagnostiche, cioè il fatto che di fronte a un’infezione di cui non si sa se sia batterica o virale si decide comunque di dare un antibiotico “per sicurezza”<br />
• l’esperienza clinica, per cui siccome in situazioni analoghe in precedenza si è prescritto un antibiotico lo si prescrive nuovamente<br />
• i rischi del non prescrivere un antibiotico quando potrebbe essere necessario: si stima cioè che i rischi per il paziente legati a una mancata terapia siano superiori a quelli connessi all’aumento della resistenza agli antibiotici per una prescrizione inappropriata.</p>
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		<title>I tanti farmaci aumentano i rischi per la salute nel caso di demenza</title>
		<link>https://infarmaco.it/i-tanti-farmaci-aumentano-i-rischi-per-la-salute-nel-caso-di-demenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Mar 2025 23:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[demenza]]></category>
		<category><![CDATA[inappropriatezza]]></category>
		<category><![CDATA[reazioni avverse]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle persone con demenza, la polifarmacoterapia aumenta il rischio di  avere reazioni avverse e di essere ricoverate in ospedale.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le persone affette da demenza in polifarmacoterapia corrono un rischio significativamente maggiore di assumere farmaci potenzialmente inappropriati, di sviluppare reazioni avverse, di essere ricoverate in ospedale e di esiti fatali rispetto a chi segue regimi terapeutici con meno farmaci.<br />
Lo suggerisce una revisione sistematica con metanalisi di 19 studi. L’obiettivo era comprendere gli effetti della polifarmacoterapia su questa popolazione particolarmente vulnerabile, in cui il declino cognitivo rende difficile la gestione autonoma delle cure e aumenta il rischio di errori terapeutici e complicanze.<br />
Dai risultati è emerso che le persone con demenza in polifarmacoterapia hanno una probabilità significativamente maggiore di ricevere farmaci potenzialmente inappropriati (<em>odds ratio</em> 2,93, limi di confidenza al 95% da 2,24 a 3,82) rispetto a chi assume meno farmaci. Anche il rischio di reazioni avverse ai farmaci (<em>odds ratio</em> 2,77, limiti di confidenza al 95% da 1,11 a 6,91) e di ospedalizzazione (<em>odds ratio</em> 2,56, limiti di confidenza al 95% da 1,83 a 3,59) è significativamente maggiore.</p>
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		<item>
		<title>I tanti farmaci aumentano i rischi per la salute nel caso di demenza</title>
		<link>https://infarmaco.it/i-tanti-farmaci-aumentano-i-rischi-per-la-salute-nel-caso-di-demenza-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Mar 2025 23:00:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Marzo 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[demenza]]></category>
		<category><![CDATA[inappropriatezza]]></category>
		<category><![CDATA[reazioni avverse]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=2691</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nelle persone con demenza, la polifarmacoterapia aumenta il rischio di  avere reazioni avverse e di essere ricoverate in ospedale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/i-tanti-farmaci-aumentano-i-rischi-per-la-salute-nel-caso-di-demenza-2/">I tanti farmaci aumentano i rischi per la salute nel caso di demenza</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle persone affette da demenza, l’assunzione quotidiana di più farmaci, una pratica nota come polifarmacoterapia, per controllare le varie malattie tipiche dell’età avanzata, aumenta il rischio di usare farmaci potenzialmente inappropriati, ovvero medicinali dal rapporto rischio-beneficio sfavorevole. Aumenta infatti il pericolo di avere reazioni avverse e di essere ricoverati in ospedale.<br />
La gestione terapeutica nelle persone con demenza è particolarmente complessa e richiede quindi una particolare attenzione. Secondo una revisione sistematica che ha raccolto e analizzato i dati ricavati da 19 ricerche, le persone con demenza in polifarmacoterapia hanno una probabilità quasi tre volte maggiore di ricevere farmaci potenzialmente inappropriati, tanto da avere un rischio significativamente maggiore di reazioni avverse, ricoveri ospedalieri e mortalità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/i-tanti-farmaci-aumentano-i-rischi-per-la-salute-nel-caso-di-demenza-2/">I tanti farmaci aumentano i rischi per la salute nel caso di demenza</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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