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	<title>infezioni batteriche Archivi - InFarmaco</title>
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	<title>infezioni batteriche Archivi - InFarmaco</title>
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		<title>I vaccini riducono i rischi di resistenza agli antibiotici</title>
		<link>https://infarmaco.it/i-vaccini-riducono-i-rischi-di-resistenza-agli-antibiotici-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jan 2025 23:04:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gennaio 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotici]]></category>
		<category><![CDATA[infezioni batteriche]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un’adeguata diffusione dei vaccini riduce le malattie batteriche, eventuali complicanze e la necessità di ricorrere agli antibiotici, limitando così il rischio di resistenza.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie alla diffusione dei vaccini si potrà ridurre il rischio che i batteri sviluppino una resistenza agli antibiotici di comune impiego. Questo fenomeno, che si chiama antimicrobico resistenza, è molto preoccupante, si stima che ogni anno nel mondo muoiano quasi 5 milioni di persone a causa di un’infezione batterica che non risponde alle terapie antibiotiche perché i germi sono diventati resistenti. Si stanno quindi studiando strategie per ridurre il rischio di antimicrobico resistenza: oltre a un uso appropriato degli antibiotici, da prendere solo quando necessario e solo su indicazione del medico, e una maggiore consapevolezza del loro impiego sia da parte dei medici sia dei cittadini, altri strumenti potrebbero aiutare a contenere questa vera e propria epidemia di batteri resistenti. Tra questi ci sono i vaccini.<br />
Uno studio internazionale suggerisce infatti che un’adeguata diffusione dei vaccini porterebbe a una riduzione delle malattie batteriche e della conseguente necessità di uso di antibiotici. Ciò non vale solo per i vaccini contro malattie batteriche (per esempio quello contro il pneumococco, raccomandato nell’anziano), ma anche alcuni diretti contro malattie virali, come l’influenza per esempio, che possono complicarsi in un secondo momento con infezioni batteriche anche gravi come la polmonite.</p>
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		<title>I vaccini riducono i rischi di resistenza agli antibiotici</title>
		<link>https://infarmaco.it/i-vaccini-riducono-i-rischi-di-resistenza-agli-antibiotici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jan 2025 23:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotici]]></category>
		<category><![CDATA[infezioni batteriche]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un’adeguata diffusione dei vaccini riduce le malattie batteriche, eventuali complicanze e la necessità di ricorrere agli antibiotici, limitando così il rischio di resistenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/i-vaccini-riducono-i-rischi-di-resistenza-agli-antibiotici/">I vaccini riducono i rischi di resistenza agli antibiotici</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra gli interventi di sanità pubblica messi in atto per contrastare l’ondata emergente dell&#8217;antimicrobico resistenza possono esserci anche le vaccinazioni.<br />
Secondo stime condotte nel 2019 nell’ambito del Global Burden of Disease Study, ogni anno si registrano 5,94 milioni di morti nel mondo dovute a malattie infettive causate da germi resistenti agli antibiotici. Dato questo in continua crescita tanto da preoccupare l’OMS e da consigliare di porre in atto rapidamente strategie adeguate per ridurre il rischio.<br />
Una revisione sistematica a ombrello, che ha cioè riunito i dati di altre revisioni sistematiche sull’argomento, concentrandosi su 16 patogeni, tra cui micobatterio tubercolare, <em>Escherichia coli</em>, <em>Klebsiella pneumoniae</em>, streptococco di gruppo B, <em>Neisseria gonorrhoeae</em>, <em>Salmonella paratyphi</em>, <em>Shigella</em>, ha valutato se la diffusione dei vaccini possa contribuire a ridurre il rischio di antimicrobico resistenza. L’azione dei vaccini in tal senso sarebbe duplice: da una parte tramite la riduzione delle malattie infettive dovute a batteri contro cui agiscono (per esempio il vaccino antitubercolare o quello anti pneumococco) dall’altro anche vaccini contro i virus possono dare il loro apporto, si pensi per esempio al vaccino stagionale antinfluenzale che oltre a ridurre i casi di influenza ne mitiga la gravità, riducendo per esempio il rischio di una polmonite da sovrapposizione batterica cui seguirebbe un trattamento antibiotico.<br />
L’analisi mostra che in effetti i vaccini hanno questa potenzialità e che quindi dovrebbero essere sempre inclusi nelle strategie preventive per contrastare il diffondersi dell’antimicrobico resistenza.</p>
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