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	<title>Inibitori di pompa protonica Archivi - InFarmaco</title>
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	<description>l’informazione indipendente sul farmaco</description>
	<lastBuildDate>Thu, 28 Aug 2025 07:40:36 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Inibitori di pompa protonica Archivi - InFarmaco</title>
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		<title>Evitare gli inibitori di pompa con l’immunoterapia antitumorale?</title>
		<link>https://infarmaco.it/evitare-gli-inibitori-di-pompa-con-immunoterapia-antitumorale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Aug 2025 22:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Settembre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[immunoterapia antitumorale]]></category>
		<category><![CDATA[Inibitori di pompa protonica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’uso contemporaneo degli inibitori di pompa protonica e dell’immunoterapia antitumorale potrebbe ridurre l’efficacia di quest’ultima</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/evitare-gli-inibitori-di-pompa-con-immunoterapia-antitumorale/">Evitare gli inibitori di pompa con l’immunoterapia antitumorale?</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni farmaci potrebbero interferire con l’efficacia dell’immunoterapia nei tumori. Poiché il microbiota intestinale sembra giocare un ruolo nel consentire l’adeguata attività dei farmaci antitumorali che stimolano il sistema immunitario, si è ipotizzato che l’uso di medicinali che possono alterare la flora microbica, come gli antibiotici e gli inibitori di pompa protonica usati per contrastare l’acidità gastrica e le sue conseguenze, modifichi anche l’efficacia della terapia antitumorale.</p>
<h3>I risultati dell’immunoterapia antitumorale</h3>
<p>L’avvento in terapia degli inibitori del <em>check point</em> immunitario (vedi news <a href="https://infarmaco.it/melanoma-le-promesse-dellimmunoterapia/">Melanoma: le promesse dell’immunoterapia</a> e <a href="https://infarmaco.it/limmunoterapia-allunga-la-vita-nel-tumore-del-polmone/">L’immunoterapia allunga la vita nel tumore del polmone</a>) ha cambiato in molti casi le prospettive di chi soffre per un tumore. In particolare questi farmaci sono risultati efficaci su vari tumori solidi come il melanoma, la forma più comune di tumore del polmone e i tumori uroteliali.<br />
L’immunoterapia antitumorale mira a risvegliare le difese naturali dell’organismo contro le cellule tumorali ed è sempre più usata: provata all’inizio nelle forme avanzate di malattia, ora viene proposta anche in fasi più precoci, vista la sua efficacia, che può però essere ridotta dall’uso contemporaneo di altri farmaci.<br />
Si sa per esempio che l’uso dei cortisonici durante il trattamento ha un effetto negativo.</p>
<h3>Gli inibitori di pompa protonica e l’immunoterapia</h3>
<p>Ora sotto la lente della ricerca sono gli inibitori di pompa protonica, farmaci ampiamente usati per i disturbi gastrici (dal reflusso gastro-esofageo all’ulcera, alla prevenzione del sanguinamento gastrico, vedi anche il Minidossier “<a href="https://infarmaco.it/wp-content/uploads/2025/05/minidossier_inibitori_di_pompa_protonica_def.pdf">Inibitori di pompa protonica: uso appropriato e reazioni avverse</a>”). Poiché infatti alterano il microbioma, la loro azione potrebbe interferire con quella degli inibitori del<em> check point</em> immunitario, riducendone l’efficacia.<br />
Una revisione sistematica condotta da ricercatori italiani ha voluto fare chiarezza su questo punto. Sono stati identificati nella letteratura scientifica sette studi sull’argomento, con migliaia di partecipanti, che sono stati sottoposti a un’analisi cumulativa.<br />
L’uso degli inibitori di pompa protonica si associava a una tendenza all’aumento del rischio di progressione della malattia tumorale, anche se questa differenza non raggiungeva la significatività statistica e dovrà quindi essere confermata da studi prospettici in cui confrontare due gruppi di malati trattati con l’immunoterapia e al contempo con gli inibitori di pompa o senza. Si osservava comunque un aumento del 18% del rischio di morte se si faceva un uso contemporaneo di questi farmaci.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/evitare-gli-inibitori-di-pompa-con-immunoterapia-antitumorale/">Evitare gli inibitori di pompa con l’immunoterapia antitumorale?</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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		<title>Inibitori di pompa nei bambini: uso in crescita e aumentano i rischi</title>
		<link>https://infarmaco.it/inibitori-di-pompa-nei-bambini-uso-in-crescita-e-aumentano-i-rischi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Aug 2025 22:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agosto 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[Inibitori di pompa protonica]]></category>
		<category><![CDATA[Malattia da reflusso gastroesofageo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=3973</guid>

					<description><![CDATA[<p>Gli inibitori di pompa protonica nei bambini vanno usati solo in casi selezionati, quando vi sia una reale necessità per evitare eventi avversi anche gravi</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/inibitori-di-pompa-nei-bambini-uso-in-crescita-e-aumentano-i-rischi/">Inibitori di pompa nei bambini: uso in crescita e aumentano i rischi</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli inibitori della pompa protonica usati per ridurre l’acidità gastrica, sono oggi prescritti anche nei bambini, anche se nei più piccoli mancano prove solide di efficacia a fronte dei possibili effette avversi. Uno studio dell’Università di Bologna ha messo in luce il legame tra l’aumento delle prescrizioni pediatriche e un incremento di reazioni indesiderate, in particolare sintomi gastrointestinali e manifestazioni allergiche.</p>
<h3>Gli inibitori della pompa protonica</h3>
<p>Questi farmaci bloccano la produzione di acido cloridrico nello stomaco, utile per la digestione, ma che nel bambino può risalire nell’esofago causando rigurgiti e fastidi. Ciò accade perché il muscolo che separa lo stomaco dall’esofago (lo sfintere esofageo) è ancora immaturo. Questa manifestazione fisiologica interessa fino al 60-70% dei bambini di 3-4 mesi e si risolve spontaneamente entro l’anno senza l’assunzione di farmaci. Solo in casi più rari il reflusso potrebbe essere causato dalla malattia da reflusso acido e richiedere un intervento farmacologico (vedi anche <a href="https://www.farmacovigilanza.eu/content/inibitori-di-pompa-protonica-e-infezioni-gravi-nei-bambini">Inibitori di pompa protonica e infezioni gravi nei bambini</a>).<br />
Sebbene manchino indicazioni specifiche all’uso degli inibitori di pompa protonica nei bambini, negli ultimi vent’anni il loro impiego è aumentato in modo significativo, anche nei primi mesi di vita, quando gli enzimi epatici deputati al loro metabolismo non sono ancora completamente attivi (si ha una loro maturazione completa solo a sei mesi di vita)</p>
<h3>Gli effetti avversi</h3>
<p>I ricercatori hanno analizzato i dati di oltre 1.300 segnalazioni di sospette reazioni avverse raccolte in Europa tra il 2003 e il 2022 in bambini dalla nascita agli 11 anni d’età. L’aumento delle prescrizioni si è associato a un aumento delle segnalazioni di reazioni avverse nel database di farmacovigilanza europeo EudraVigilance, in particolare disturbi gastrointestinali e reazioni allergiche. Le reazioni più frequenti segnalate sono state vomito, diarrea, stitichezza e dolore addominale, mentre tra le reazioni allergiche sono stati segnalati casi di orticaria, asma, ipersensibilità, fino a reazioni cutanee molto gravi come la sindrome di Stevens-Johnson o la necrolisi epidermica tossica, che in alcuni casi sono state letali. In totale, quasi tre segnalazioni su quattro riguardavano eventi gravi.</p>
<p>Sull’uso degli inibitori della pompa protonica si può leggere anche il minidossier, scaricabile <a href="https://infarmaco.it/wp-content/uploads/2025/05/minidossier_inibitori_di_pompa_protonica_def.pdf.">qui</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/inibitori-di-pompa-nei-bambini-uso-in-crescita-e-aumentano-i-rischi/">Inibitori di pompa nei bambini: uso in crescita e aumentano i rischi</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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		<title>Inibitori di pompa protonica: ancora troppo usati in modo inappropriato</title>
		<link>https://infarmaco.it/inibitori-di-pompa-protonica-ancora-troppo-usati-in-modo-inappropriato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2025 22:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Maggio 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[appropriatezza]]></category>
		<category><![CDATA[Inibitori di pompa protonica]]></category>
		<category><![CDATA[nota AIFA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’uso eccessivo e inappropriato degli inibitori di pompa protonica comporta rischi per la salute e costi sanitari elevati, ma una deprescrizione graduale è possibile e sicura</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/inibitori-di-pompa-protonica-ancora-troppo-usati-in-modo-inappropriato/">Inibitori di pompa protonica: ancora troppo usati in modo inappropriato</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Un uso eccessivo, il più delle volte ingiustificato</h3>
<p style="text-align: left;">Gli inibitori di pompa protonica sono tra i farmaci più prescritti a livello globale per la loro attività di protezione sullo stomaco, ma la realtà è che il loro utilizzo è molto spesso o inappropriato o prolungato oltre il necessario.<br />
Basti pensare che solo in Italia, stando ai dati più aggiornati del 2023, la spesa complessiva annua per questi farmaci ha superato i 705 milioni di euro.<br />
A preoccupare è l’uso crescente che avviene con l’età: oltre il 60% degli ultraottantacinquenni assume un inibitore di pompa protonica, segno di una tendenza alla cronicizzazione della terapia nelle fasce d’età più avanzate.<br />
Sebbene questo andamento possa essere in parte attribuito alla maggiore incidenza di malattie dello stomaco con l’età, una quota rilevante risulta non giustificata sul piano clinico. Si stima infatti che, a seconda del contesto assistenziale, fino all’85% delle persone trattate con questi farmaci non abbia alcuna reale necessità di prenderli.<br />
Di questo si occupa nel dettaglio il <a href="https://infarmaco.it/wp-content/uploads/2025/05/minidossier_inibitori_di_pompa_protonica_def.pdf">terzo numero</a> dei <em>Minidossier</em> di COSIsiFA che illustra le raccomandazioni per una terapia appropriata e per una riduzione ragionata dell’uso degli inibitori di pompa (deprescrizione).</p>
<h3>I rischi da non sottovalutare</h3>
<p>Sebbene ben tollerati, gli inibitori di pompa protonica non sono esenti da rischi, soprattutto in caso di uso prolungato. Tra gli effetti avversi più comuni si annoverano:</p>
<ul>
<li>cefalea</li>
<li>nausea</li>
<li>dolore addominale</li>
<li>diarrea.</li>
</ul>
<p>Un utilizzo cronico superiore all’anno, non indicato in molti casi, può avere conseguenze negative per la salute.<br />
Non bisogna dimenticare poi che questi farmaci possono interferire con l’assorbimento di altri, compromettendone l’efficacia terapeutica e ridurre l’assorbimento di nutrienti essenziali come il magnesio e la vitamina B12, contribuendo all’insorgenza di ulteriori problematiche e potenzialmente innescando il ricorso ad altri farmaci per correggere questi deficit (è la cosiddetta cascata prescrittiva).</p>
<h3>Le note AIFA 1 e 48</h3>
<p>Per promuovere un uso razionale di questi farmaci, prevedendone la prescrizione solo quando effettivamente necessaria, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha introdotto da tempo due Note:</p>
<ul>
<li>la <strong>Nota 1</strong> che fornisce indicazioni sull’uso appropriato degli inibitori di pompa protonica in relazione a farmaci che possono causare danni gastrici</li>
<li>la<strong> Nota 48</strong> che stabilisce i criteri per l’uso di questi farmaci nel trattamento di condizioni come l’ulcera peptica e la malattia da reflusso gastroesofageo.</li>
</ul>
<p>In entrambi in casi la raccomandazione è di indicare l’uso di questi farmaci per un periodo limitato di tempo, di massimo 8 settimane, salvo necessità cliniche documentate per l’uso prolungato.</p>
<h3>La deprescrizione: una scelta possibile e sicura</h3>
<p>Spesso il vero ostacolo alla sospensione di questi farmaci non è clinico, ma legato alla preoccupazione dei pazienti, e non solo, che temono che l’interruzione della cura possa far ricomparire i sintomi della malattia per cui è stato prescritto il farmaco. È importante fare chiarezza perché le cose non stanno così: la deprescrizione, infatti, contribuisce a ridurre l’incidenza di effetti collaterali e di interazioni farmacologiche, a patto che sia graduale, nella maggior parte dei casi senza accompagnarsi alla ricomparsa dei sintomi.<br />
È vero infatti che l’interruzione brusca di questi farmaci può causare un “effetto rimbalzo”, caratterizzato da iperacidità, reflusso e bruciore di stomaco, segnali che inducono il paziente a riprenderne l’assunzione. Tuttavia, questo fenomeno può essere evitato adottando un approccio alla sospensione progressivo che, oltre a tutelare il benessere del paziente, comporta benefici anche in termini di spesa sanitaria.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/inibitori-di-pompa-protonica-ancora-troppo-usati-in-modo-inappropriato/">Inibitori di pompa protonica: ancora troppo usati in modo inappropriato</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Inibitori di pompa protonica: uso appropriato e reazioni avverse</title>
		<link>https://infarmaco.it/inibitori-di-pompa-protonica-uso-appropriato-e-reazioni-avverse/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2025 13:56:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Maggio 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Minidossier]]></category>
		<category><![CDATA[appropriatezza]]></category>
		<category><![CDATA[Inibitori di pompa protonica]]></category>
		<category><![CDATA[nota AIFA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l’aumento dell’uso degli inibitori di pompa protonica, soprattutto negli anziani, cresce anche il rischio di effetti collaterali e interazioni con altri farmaci. Una prescrizione attenta e una deprescrizione graduale sono possibili, oltre che fondamentali, per migliorare la sicurezza d’uso e ridurre i costi sanitari. In questo Minidossier un approfondimento sul tema con le indicazioni per una deprescrizione efficace.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/inibitori-di-pompa-protonica-uso-appropriato-e-reazioni-avverse/">Inibitori di pompa protonica: uso appropriato e reazioni avverse</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con l’aumento dell’uso degli inibitori di pompa protonica, soprattutto negli anziani, cresce anche il rischio di effetti collaterali e interazioni con altri farmaci. Una prescrizione attenta e una deprescrizione graduale sono possibili, oltre che fondamentali, per migliorare la sicurezza d’uso e ridurre i costi sanitari. In questo <em>Minidossier</em> un approfondimento sul tema con le indicazioni per una deprescrizione efficace.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/inibitori-di-pompa-protonica-uso-appropriato-e-reazioni-avverse/">Inibitori di pompa protonica: uso appropriato e reazioni avverse</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Uno spettro s’aggira per l’Europa: la polifarmacoterapia</title>
		<link>https://infarmaco.it/uno-spettro-saggira-per-leuropa-la-polifarmacoterapia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Apr 2025 22:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aprile 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[Benzodiazepine]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Inibitori di pompa protonica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sempre più anziani in Europa prendono quotidianamente cinque farmaci o più, con un uso preoccupante di inibitori di pompa protonica e benzodiazepine.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/uno-spettro-saggira-per-leuropa-la-polifarmacoterapia/">Uno spettro s’aggira per l’Europa: la polifarmacoterapia</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’uso quotidiano di più farmaci, noto come polifarmacoterapia, è un fenomeno sempre più frequente tra gli anziani in Europa.<br />
A ricordarlo è uno studio condotto in sei Paesi europei (Italia, Germania, Francia, Belgio, Spagna e Regno Unito), che ha analizzato la diffusione della polifarmacoterapia tra gli anziani esaminando i dati delle prescrizioni mediche. Lo studio si è inoltre focalizzato su alcuni farmaci che, se assunti impropriamente, possono comportare rischi significativi per la salute.<br />
I risultati mostrano che in quattro dei sei Paesi, oltre la metà degli anziani assumeva almeno cinque farmaci prescritti dal medico. In Italia, per esempio, il 53,5% delle persone con più di 65 anni d’età prendeva almeno cinque farmaci.<br />
Tra i farmaci più prescritti ci sono gli inibitori di pompa protonica, usati per trattare i sintomi da reflusso gastrico: in Spagna, il 65,5% degli anziani li assume regolarmente, segue a ruota l’Italia con il 61,1%. Anche l’uso delle benzodiazepine, farmaci per l’ansia e l’insonnia, è particolarmente diffuso, con percentuali molto diverse tra i Paesi: dal 2,7% nel Regno Unito al 34,9% in Spagna, con l’Italia a metà strada al 14,0%.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/uno-spettro-saggira-per-leuropa-la-polifarmacoterapia/">Uno spettro s’aggira per l’Europa: la polifarmacoterapia</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Preoccupa l’uso di inibitori di pompa protonica e benzodiazepine tra gli anziani europei</title>
		<link>https://infarmaco.it/preoccupa-luso-di-inibitori-di-pompa-protonica-e-benzodiazepine-tra-gli-anziani-europei/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Apr 2025 22:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[Benzodiazepine]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Inibitori di pompa protonica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=2773</guid>

					<description><![CDATA[<p>La polifarmacoterapia &#232; una realt&#224; quotidiana per una percentuale considerevole di anziani in Europa: a destare preoccupazione &#232; l&#8217;ampio uso di farmaci come inibitori di pompa protonica e benzodiazepine. A evidenziarlo &#232; uno studio retrospettivo di coorte internazionale, condotto in sei Paesi europei (Italia, Belgio, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito), basato sui dati delle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/preoccupa-luso-di-inibitori-di-pompa-protonica-e-benzodiazepine-tra-gli-anziani-europei/">Preoccupa l’uso di inibitori di pompa protonica e benzodiazepine tra gli anziani europei</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La polifarmacoterapia è una realtà quotidiana per una percentuale considerevole di anziani in Europa: a destare preoccupazione è l’ampio uso di farmaci come inibitori di pompa protonica e benzodiazepine.<br />
A evidenziarlo è uno studio retrospettivo di coorte internazionale, condotto in sei Paesi europei (Italia, Belgio, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito), basato sui dati delle prescrizioni dei medici di medicina generale. L’obiettivo era stimare la prevalenza della polifarmacoterapia (definita come la prescrizione di 5 o più classi di farmaci) e analizzare la prescrizione di farmaci noti per il rischio d’abuso o uso inappropriato negli anziani.<br />
Dallo studio è emersa un’elevata diffusione della polifarmacoterapia: in quattro dei sei Paesi inclusi, oltre la metà degli anziani era trattato quotidianamente con almeno cinque farmaci.<br />
La prevalenza della polifarmacoterapia tra gli<em> over</em> 65 variava dal 22,8% nel Regno Unito al 58,3% in Germania, con l’Italia posizionata al 53,5%. Una distribuzione geografica simile si è osservata per quanto riguarda gli anziani che assumevano 10 o più farmaci, con percentuali più basse nel Regno Unito (11,3%) e più alte in Germania (28,5%), con l’Italia che si è attestata al 19,4%.<br />
Per quanto riguarda i farmaci a rischio d’abuso presi in considerazione, ossia oppioidi, antipsicotici, inibitori di pompa protonica e benzodiazepine, i tassi di prescrizione differivano tra i Paesi. La prescrizione di oppioidi oscillava dall’11,5% in Francia al 27,5% in Spagna, mentre quella degli antipsicotici è risultata relativamente bassa in tutti i Paesi, variando dal 2,1% della Francia al 10,8% della Spagna. Al contrario, gli inibitori di pompa protonica sono risultati i farmaci più prescritti agli anziani in tutti i Paesi, con quasi la metà di essi che li assumeva. La prevalenza d’uso variava dal 42,3% in Germania al 61,1% in Italia, arrivando fino al 65,5% in Spagna. La prescrizione delle benzodiazepine mostrava pure notevoli differenze tra i Paesi: dal 2,7% nel Regno Unito fino al 34,9% in Spagna, mentre in Italia la prevalenza si è attestata intorno al 14,0%.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/preoccupa-luso-di-inibitori-di-pompa-protonica-e-benzodiazepine-tra-gli-anziani-europei/">Preoccupa l’uso di inibitori di pompa protonica e benzodiazepine tra gli anziani europei</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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