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	<title>Malattia da reflusso gastroesofageo Archivi - InFarmaco</title>
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	<description>l’informazione indipendente sul farmaco</description>
	<lastBuildDate>Mon, 04 Aug 2025 16:17:14 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Malattia da reflusso gastroesofageo Archivi - InFarmaco</title>
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		<title>Inibitori di pompa nei bambini: uso in crescita e aumentano i rischi</title>
		<link>https://infarmaco.it/inibitori-di-pompa-nei-bambini-uso-in-crescita-e-aumentano-i-rischi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Aug 2025 22:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agosto 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[Inibitori di pompa protonica]]></category>
		<category><![CDATA[Malattia da reflusso gastroesofageo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli inibitori di pompa protonica nei bambini vanno usati solo in casi selezionati, quando vi sia una reale necessità per evitare eventi avversi anche gravi</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/inibitori-di-pompa-nei-bambini-uso-in-crescita-e-aumentano-i-rischi/">Inibitori di pompa nei bambini: uso in crescita e aumentano i rischi</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli inibitori della pompa protonica usati per ridurre l’acidità gastrica, sono oggi prescritti anche nei bambini, anche se nei più piccoli mancano prove solide di efficacia a fronte dei possibili effette avversi. Uno studio dell’Università di Bologna ha messo in luce il legame tra l’aumento delle prescrizioni pediatriche e un incremento di reazioni indesiderate, in particolare sintomi gastrointestinali e manifestazioni allergiche.</p>
<h3>Gli inibitori della pompa protonica</h3>
<p>Questi farmaci bloccano la produzione di acido cloridrico nello stomaco, utile per la digestione, ma che nel bambino può risalire nell’esofago causando rigurgiti e fastidi. Ciò accade perché il muscolo che separa lo stomaco dall’esofago (lo sfintere esofageo) è ancora immaturo. Questa manifestazione fisiologica interessa fino al 60-70% dei bambini di 3-4 mesi e si risolve spontaneamente entro l’anno senza l’assunzione di farmaci. Solo in casi più rari il reflusso potrebbe essere causato dalla malattia da reflusso acido e richiedere un intervento farmacologico (vedi anche <a href="https://www.farmacovigilanza.eu/content/inibitori-di-pompa-protonica-e-infezioni-gravi-nei-bambini">Inibitori di pompa protonica e infezioni gravi nei bambini</a>).<br />
Sebbene manchino indicazioni specifiche all’uso degli inibitori di pompa protonica nei bambini, negli ultimi vent’anni il loro impiego è aumentato in modo significativo, anche nei primi mesi di vita, quando gli enzimi epatici deputati al loro metabolismo non sono ancora completamente attivi (si ha una loro maturazione completa solo a sei mesi di vita)</p>
<h3>Gli effetti avversi</h3>
<p>I ricercatori hanno analizzato i dati di oltre 1.300 segnalazioni di sospette reazioni avverse raccolte in Europa tra il 2003 e il 2022 in bambini dalla nascita agli 11 anni d’età. L’aumento delle prescrizioni si è associato a un aumento delle segnalazioni di reazioni avverse nel database di farmacovigilanza europeo EudraVigilance, in particolare disturbi gastrointestinali e reazioni allergiche. Le reazioni più frequenti segnalate sono state vomito, diarrea, stitichezza e dolore addominale, mentre tra le reazioni allergiche sono stati segnalati casi di orticaria, asma, ipersensibilità, fino a reazioni cutanee molto gravi come la sindrome di Stevens-Johnson o la necrolisi epidermica tossica, che in alcuni casi sono state letali. In totale, quasi tre segnalazioni su quattro riguardavano eventi gravi.</p>
<p>Sull’uso degli inibitori della pompa protonica si può leggere anche il minidossier, scaricabile <a href="https://infarmaco.it/wp-content/uploads/2025/05/minidossier_inibitori_di_pompa_protonica_def.pdf.">qui</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/inibitori-di-pompa-nei-bambini-uso-in-crescita-e-aumentano-i-rischi/">Inibitori di pompa nei bambini: uso in crescita e aumentano i rischi</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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