<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>melanoma Archivi - InFarmaco</title>
	<atom:link href="https://infarmaco.it/tag/melanoma/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://infarmaco.it/tag/melanoma/</link>
	<description>l’informazione indipendente sul farmaco</description>
	<lastBuildDate>Mon, 13 Apr 2026 18:32:36 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	

<image>
	<url>https://infarmaco.it/wp-content/uploads/2024/09/cropped-App_H-32x32.png</url>
	<title>melanoma Archivi - InFarmaco</title>
	<link>https://infarmaco.it/tag/melanoma/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Vaccino anti COVID-19 nella cura dei tumori?</title>
		<link>https://infarmaco.it/vaccino-anti-covid-19-nella-cura-dei-tumori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 22:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aprile 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[immunoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[inibitori del check point immunitario]]></category>
		<category><![CDATA[melanoma]]></category>
		<category><![CDATA[tumore del polmone]]></category>
		<category><![CDATA[vaccino a mRNA anti COVID-19]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=5516</guid>

					<description><![CDATA[<p>La somministrazione del vaccino a mRNA contro il SARS-CoV-2 potrebbe potenziare la risposta del sistema immunitario stimolata dall’immunoterapia antitumorale</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/vaccino-anti-covid-19-nella-cura-dei-tumori/">Vaccino anti COVID-19 nella cura dei tumori?</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il vaccino contro COVID-19, grazie allo stimolo delle difese immunitarie naturali, potrebbe avere un effetto potenziante sull’immunoterapia antitumorale.</p>
<h3>L’immunoterapia contro i tumori</h3>
<p>Diversi tumori riescono a manifestarsi e ad avanzare perché silenziano le difese naturali dell’organismo. Le cellule neoplastiche hanno così la possibilità di moltiplicarsi senza controllo. Sfruttando questo comportamento negli ultimi anni è stato sviluppato l’approccio immunoterapico contro i tumori, grazie al quale si risvegliano le difese dell’organismo dirette contro il tumore. I farmaci che agiscono in questo modo sono detti inibitori del <em>check point</em> immunitario e hanno la funzione di togliere il freno ai linfociti T, che montano così la risposta contro le cellule tumorali. Questi farmaci hanno diversi bersagli molecolari ma alla fine mirano ad ottenere lo stesso risultato.<br />
Non tutti i tumori sono però sensibili a questo tipo di approccio, tra quelli in cui è più frequente l’uso degli inibitori del <em>check point</em> immunitario ci sono il melanoma, alcune forme di tumore del polmone, i tumori del rene e alcune forme di tumore della mammella.</p>
<h3>L’azione sinergica del vaccino anti COVID-19</h3>
<p>Per rendere ancora più efficace l’azione degli inibitori del <em>check point</em> immunitario sono in corso studi che mirano a realizzare vaccini a mRNA personalizzati diretti contro antigeni tumorali in modo che la risposta immunitaria contro il tumore sia ancora più potenziata. Ciò richiede però tempo e risorse.<br />
Come ricordiamo, il primo vaccino a mRNA a essere autorizzato è stato quello anti COVID-19 e ora un gruppo internazionale di ricercatori si è chiesto se questo vaccino a mRNA, facilmente disponibile, non sia in grado a sua volta di potenziare l’efficacia degli inibitori del <em>check point</em> immunitario. Hanno così condotto due studi di coorte. Nel primo sono stati analizzati 884 pazienti trattati con inibitori del <em>check point</em> immunitario per un tumore del polmone. Di questi 180 avevano ricevuto anche la vaccinazione anti COVID-19. Ebbene questi ultimi avevano una sopravvivenza globale più lunga (37 mesi rispetto a 20 mesi) rispetto a coloro che non erano stati vaccinati. Il secondo studio ha analizzato 210 pazienti con un melanoma trattati con inibitori del <em>check point</em> immunitario, 43 dei quali avevano ricevuto anche il vaccino anti COVID-19. Pure in questo caso la sopravvivenza globale era più lunga per chi aveva ricevuto il vaccino (sopravvivenza del 67% a tre anni rispetto al 44%).<br />
L’efficacia del vaccino a mRNA sarebbe dovuta alla sua azione di stimolo sull’interferone di tipo I che aumenta l’attività delle cellule T, già risvegliate dall’uso degli inibitori del <em>check point</em> immunitario.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/vaccino-anti-covid-19-nella-cura-dei-tumori/">Vaccino anti COVID-19 nella cura dei tumori?</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Proseguire comunque l’immunoterapia?</title>
		<link>https://infarmaco.it/proseguire-comunque-limmunoterapia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Feb 2026 23:36:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Febbraio 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[immunoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[inibitori del checkpoint]]></category>
		<category><![CDATA[melanoma]]></category>
		<category><![CDATA[tumore del polmone]]></category>
		<category><![CDATA[tumore del rene]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=4861</guid>

					<description><![CDATA[<p>Anche in caso di progressione del tumore gli inibitori del checkpoint possono essere continuati, decidendo di volta in volta se e come</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/proseguire-comunque-limmunoterapia/">Proseguire comunque l’immunoterapia?</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’immunoterapia contro i tumori comporta vantaggi, in termini di sopravvivenza, anche quando la malattia sembra in fase di progressione. Questo suggerisce una revisione sistematica sull’argomento condotta da ricercatori italiani.</p>
<h3>L’immunoterapia antitumorale</h3>
<p>Negli ultimi tempi l’avvento in terapia dei cosiddetti inibitori del checkpoint immunitario ha portato a una rivoluzione nel trattamento di alcuni tumori, in particolare il melanoma, le forme più comuni di tumore del polmone (quelli non a piccole cellule, vedi anche la news “<a href="https://infarmaco.it/limmunoterapia-allunga-la-vita-nel-tumore-del-polmone/">L’immunoterapia allunga la vita nel tumore del polmone</a>”) e il tumore del rene.<br />
Il meccanismo con cui agiscono questi farmaci è semplice e sfrutta il fatto che i tumori tendono a bloccare le difese immunitarie dell’organismo, che faticano quindi a contrastare l’avanzata della malattia. Questi farmaci, con un’azione mirata verso specifiche molecole, riescono a riattivare le difese sopite stimolando i linfociti a reagire e a eliminare le cellule tumorali estranee all’organismo.<br />
Via via nel tempo sono state sviluppate diversi farmaci con bersagli molecolari diversi, tanto che possono essere usati più d’uno insieme per ottenere la massima efficacia.<br />
A volte, però, nonostante il ricorso all’immunoterapia, il tumore sembra progredire ai controlli strumentali che vengono fatti periodicamente. Ci si chiede allora se in questi casi la prosecuzione dell’immunoterapia abbia un senso o se esponga solo a un aumento degli affetti avversi, a volte importanti, associati a queste terapie.</p>
<h3>Continuare o no la terapia?</h3>
<p>Per cercare una risposta a questa domanda è stata condotta una revisione sistematica che ha identificato tutti gli studi pubblicati in letteratura scientifica che riportassero dati riguardo a malati che avevano continuato l’immunoterapia nonostante la progressione del tumore. Sono stati trovati 50 studi, la maggior parte dei quali di tipo osservazionale, per un totale di quasi 9.000 pazienti con una delle tre forme di tumore più sensibili agli inibitori del checkpoint immunitario.<br />
Si è osservata una risposta al trattamento più frequente nel caso del melanoma (con percentuali che sono arrivate al 100% dei casi in alcuni studi e decisamente inferiori in altri), ma comunque possibili in un caso su 3 anche per il tumore del polmone e per il carcinoma renale.<br />
In termini di sopravvivenza globale questa risposta al trattamento si è tradotta in una buona sopravvivenza globale, arrivata in media fino ai 18 mesi per il tumore del polmone non a piccole cellule, fino a 30 mesi per il melanoma e fino a 35 mesi per il tumore del rene.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/proseguire-comunque-limmunoterapia/">Proseguire comunque l’immunoterapia?</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ripetere la stessa terapia se il melanoma ricompare?</title>
		<link>https://infarmaco.it/ripetere-la-stessa-terapia-se-il-melanoma-ricompare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Aug 2025 22:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agosto 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[immunoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[melanoma]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=4044</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’associazione di ipilimumab e nivolumab potrebbe essere riprovata qualora ci sia una recidiva di melanoma, anche qualora la risposta non sia stata buona in prima istanza</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/ripetere-la-stessa-terapia-se-il-melanoma-ricompare/">Ripetere la stessa terapia se il melanoma ricompare?</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se la terapia con farmaci contro un tumore non è efficace come primo approccio non è detto che non lo sia in uno successivo. Questa morale si potrebbe trarre da uno studio olandese che ha valutato in caso di melanoma in fase avanzata se le terapie fatte in passato possano essere ripetute e con quale efficacia.</p>
<h3>L’immunoterapia anti tumorale</h3>
<p>In caso di melanoma in fase avanzata l’immunoterapia è un approccio spesso efficace. Lo schema di solito usato prevede due anticorpi monoclonali, l’ipilimumab e il nivolumab, somministrati insieme perché hanno un’azione che si completa, agendo entrambi su molecole e recettori che bloccano la risposta immunitaria dell’organismo al tumore. Grazie alla loro azione i linfociti T non sono più frenati dal tumore e possono quindi esplicare la loro azione difensiva nei confronti del tumore.<br />
Sovente la somministrazione di questi farmaci consente un controllo della malattia, ma in alcuni casi non c’è una risposta al trattamento e in altri la malattia si ripresenta a distanza di tempo, ci si chiede allora quale terapia possa essere adottata e tra le scelte c’è anche quella di riproporre gli stessi farmaci usati in precedenza.</p>
<h3>Lo studio olandese</h3>
<p>Analizzando i dati relativi a quasi 4.000 pazienti trattati in precedenza con un’immunoterapia per un melanoma, alcuni oncologi olandesi hanno identificato una settantina di casi in cui era stata riproposta l’associazione ipilimumab più nivolumab come terapia in caso di ripresa della malattia. Ebbene, si è osservata una risposta al trattamento in un terzo circa dei casi con un allungamento significativo della sopravvivenza rispetto ad altri approcci. Addirittura in 15 pazienti l’accoppiata di farmaci è risultata efficace quando non lo era stata in precedenza. Ciò a fronte comunque di frequenti eventi avversi associati alla somministrazione dei farmaci, dei quali deve essere preventivamente informato il malato prima di decidere quale terapia adottare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/ripetere-la-stessa-terapia-se-il-melanoma-ricompare/">Ripetere la stessa terapia se il melanoma ricompare?</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quale immunoterapia riproporre in caso di recidiva di melanoma</title>
		<link>https://infarmaco.it/quale-immunoterapia-riproporre-in-caso-di-recidiva-di-melanoma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Aug 2025 22:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[immunoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[melanoma]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=4041</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’associazione di ipilimumab e nivolumab potrebbe essere riprovata qualora ci sia una recidiva di melanoma, anche qualora la risposta non sia stata buona in prima istanza</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/quale-immunoterapia-riproporre-in-caso-di-recidiva-di-melanoma/">Quale immunoterapia riproporre in caso di recidiva di melanoma</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’associazione ipilimumab più nivolumab come trattamento di seconda linea in caso di ricomparsa di un melanoma che sembrava in remissione è una scelta praticabile. L’uso dei due farmaci è considerato l’approccio di prima linea nel caso di un melanoma in fase avanzata, ma possono essere usati qualora il tumore dia nuovamente segno di sé?</p>
<h3>Lo studio olandese</h3>
<p>Cerca di rispondere a questa domanda uno studio olandese che retrospettivamente ha valutato 3.759 pazienti con melanoma in fase avanzata che avevano ricevuto in prima istanza l’accopiata ipilimumab-nivolumab o il solo ipilimumab, 73 dei quali a seguito della ricomparsa del tumore sono stati trattati nuovamente con i due farmaci. Si è osservata una risposta al trattamento nel 36,1% dei pazienti che avevano ricevuto in passato l’associazione dei due farmaci e nel 40,0% di quelli che erano stati trattati con il solo ipilimumab. La sopravvivenza mediana libera da malattia era complessivamente bassa (2,8 mesi) ma arrivava a 18,4 mesi per coloro che rispondevano alla terapia riproposta. Va sottolineato che 15 pazienti che non avevano risposto alla somministrazione in prima linea di ipilimumab più nivolumab hanno invece risposto alla risomministrazione dei due farmaci, mentre pazienti che avevano ben risposto al primo trattamento non lo hanno fatto al successivo.<br />
L’efficacia non era scevra di eventi avversi associati ai farmaci, di grado 3 o superiore, verificatisi nel 40% dei casi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/quale-immunoterapia-riproporre-in-caso-di-recidiva-di-melanoma/">Quale immunoterapia riproporre in caso di recidiva di melanoma</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Melanoma: le promesse dell’immunoterapia</title>
		<link>https://infarmaco.it/melanoma-le-promesse-dellimmunoterapia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Feb 2025 23:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[Ipilimumab]]></category>
		<category><![CDATA[melanoma]]></category>
		<category><![CDATA[Nivolumab]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=2273</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel melanoma i farmaci che stimolano l’attività del sistema immunitario contro il tumore migliorano le probabilità di sopravvivenza a lungo termine</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/melanoma-le-promesse-dellimmunoterapia/">Melanoma: le promesse dell’immunoterapia</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nei pazienti con melanoma in fase avanzata l’accoppiata di inibitori del<em> check point</em> immunitario nivolumab più ipilimumab migliora la sopravvivenza a lungo termine.<br />
È la conclusione di uno studio controllato e randomizzato di fase 3 che ha valutato la sopravvivenza a dieci anni di 945 pazienti con melanoma in stadio avanzato non trattato in precedenza assegnati a uno dei seguenti schemi: associazione di nivolumab e ipilimumab, solo nivolumab o solo ipilimumab.<br />
La sopravvivenza globale a dieci anni era del 43% per i pazienti trattati con l’associazione, rispetto al 37% nel gruppo nivolumab e al 19% nel gruppo ipilimumab. La sopravvivenza complessiva mediana è stata di 71,9 mesi con nivolumab più ipilimumab, 36,9 mesi con nivolumab e 19,9 mesi con ipilimumab. Anche la sopravvivenza specifica per melanoma ha mostrato un vantaggio per l’associazione di farmaci. In particolare le probabilità di sopravvivenza a dieci anni erano molto alte nei pazienti trattati e senza progressione di malattia dopo 3 anni dall’inizio del trattamento: a dieci anni era ancora in vita il 96% dei partecipanti trattati con l’associazione, il 97% di quelli trattati con nivolumab e l’88% di quelli trattati con ipilimumab.<br />
I risultati, sebbene positivi, devono essere valutati con cautela in quanto lo studio è stato finanziato dall’azienda produttrice dei farmaci e potrebbe quindi essere influenzato da conflitti d’interesse. Occorre anche considerare il profilo di sicurezza dei farmaci per valutare il rapporto rischi/benefici delle varie opzioni terapeutiche. Infine, e non trascurabile nei malati di cancro, è importante avere dati non solo sulla sopravvivenza ma anche sulla qualità di vita.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/melanoma-le-promesse-dellimmunoterapia/">Melanoma: le promesse dell’immunoterapia</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Melanoma: le promesse dell’immunoterapia</title>
		<link>https://infarmaco.it/melanoma-le-promesse-dellimmunoterapia-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Feb 2025 23:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Febbraio 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[Ipilimumab]]></category>
		<category><![CDATA[melanoma]]></category>
		<category><![CDATA[Nivolumab]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=2270</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel melanoma i farmaci che stimolano l’attività del sistema immunitario contro il tumore migliorano le probabilità di sopravvivenza a lungo termine</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/melanoma-le-promesse-dellimmunoterapia-2/">Melanoma: le promesse dell’immunoterapia</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie ai farmaci che agiscono stimolando l’azione difensiva del sistema immunitario, la sopravvivenza a lungo termine per chi ha un melanoma cutaneo è significativamente aumentata.<br />
Nel caso del melanoma la prevenzione è fondamentale: proteggere la pelle dai raggi solari e individuare tempestivamente eventuali lesioni permette di intervenire quando il tumore è ancora piccolo e più facilmente curabile. Se il melanoma viene individuato quando è in stadio avanzato, il rischio di morte aumenta. Negli ultimi 15 anni però la ricerca ha fatto passi avanti grazie alla scoperta e alla disponibilità di alcuni farmaci che tolgono il freno a mano al sistema immunitario. Sono chiamati “inibitori del checkpoint immunitario” proprio perché bloccando questo “checkpoint” consentono l’attivazione dei linfociti T dell’organismo diretti contro il tumore. Tra i più usati nel melanoma ci sono il nivolumab e l’ipilimumab.<br />
Uno studio ha valutato quanto questi due farmaci, da soli o insieme, siano efficaci nel prolungare la sopravvivenza in caso di melanoma in fase avanzata. Sono state coinvolte nella sperimentazione un migliaio di pazienti e i risultati suggeriscono che la combinazione dei due farmaci potrebbe offrire un vantaggio in termini di sopravvivenza a lungo termine: dopo 10 anni dalla diagnosi era ancora vivo il 43% dei malati che avevano preso i due farmaci insieme rispetto al 37% di quelli trattati con il solo nivolumab e al 19% di quelli trattati con il solo ipilimumab.<br />
Bisogna sottolineare che lo studio è stato sponsorizzato dalla azienda produttrice dei farmaci e che quindi non possono essere esclusi interessi di parte nella valutazione dei risultati. Inoltre lo studio non ha analizzato nel dettaglio gli effetti negativi delle terapie e la qualità della vita delle persone. Poiché questi farmaci possono avere effetti indesiderati anche importanti, è sempre necessario che il medico valuti il rapporto tra rischi e benefici nel singolo paziente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/melanoma-le-promesse-dellimmunoterapia-2/">Melanoma: le promesse dell’immunoterapia</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
