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	<title>polmonite Archivi - InFarmaco</title>
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	<description>l’informazione indipendente sul farmaco</description>
	<lastBuildDate>Thu, 07 Aug 2025 13:14:34 +0000</lastBuildDate>
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	<title>polmonite Archivi - InFarmaco</title>
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	<item>
		<title>A volte serve aggiungere un cortisonico nella polmonite</title>
		<link>https://infarmaco.it/a-volte-serve-aggiungere-un-cortisonico-nella-polmonite-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Aug 2025 22:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agosto 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotici]]></category>
		<category><![CDATA[polmonite]]></category>
		<category><![CDATA[steroidi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’aggiunta di un corticosteroide alla terapia antibiotica in caso di polmonite riduce il rischio di morte quando c’è una forte risposta infiammatoria da parte dell’organismo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nei pazienti ricoverati per una polmonite batterica gli antibiotici sono fondamentali per risolvere la malattia, ma in alcuni casi l’aggiunta di un corticosteroide (il più noto nel linguaggio comune è il cortisone) può ridurre il rischio di morte.</p>
<h3>La terapia della polmonite</h3>
<p>Il cardine della terapia della polmonite dovuta a batteri, che nella maggior parte dei casi viene acquisita in comunità, cioè nella vita di tutti i giorni, specie nelle persone più fragili, sono gli antibiotici. Questi vanno usati solo su indicazione medica al giusto dosaggio e per il tempo previsto, cercando di scegliere quelli più mirati per il possibile germe in causa. Di solito si inizia una terapia con un antibiotico che può poi essere rapidamente modificata sulla base dei risultati degli esami svolti per identificare il germe responsabile. A volte si scopre che il batterio è resistente a uno o più antibiotici e allora la cura dell’infezione diventa più difficile, comportando anche il rischio di morte nei casi più gravi.<br />
Si discute da tempo se l’aggiunta alla terapia di un farmaco ad azione antinfiammatoria, come gli steroidi, possa giovare al malato: secondo alcune ricerche sarebbe utile, secondo altre superfluo o addirittura dannoso. Una revisione sistematica della letteratura scientifica ha cercato di sciogliere questo dilemma.</p>
<h3>I risultati dalla letteratura scientifica</h3>
<p>Sono stati messi insieme i dati di oltre tremila pazienti che avevano partecipato a otto studi clinici nei quali i malati erano destinati alla terapia con soli antibiotici oppure all’aggiunta a questi di un corticosteroide.<br />
In effetti la somministrazione del cortisonico riduceva il rischio di morte nel mese successivo, ma ciò non era vero in tutti i casi. Per questo i ricercatori hanno approfondito la loro indagine per scoprire che in effetti il cortisonico in aggiunta agli antibiotici era utile se l’infezione in corso aveva causato una forte risposta infiammatoria da parte dell’organismo, valutabile con un esame del sangue, la PCR o proteina C reattiva. Quanto più alti erano i valori di PCR, e quindi di infiammazione, tanto più efficace era l’azione dello steroide nel ridurre la mortalità. Da non sottovalutare però il fatto che l’aggiunta del cortisonico si accompagnava a un maggior rischio di effetti avversi non lievi, come l’iperglicemia.</p>
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		<title>Aggiungere o no lo steroide nella polmonite acquisita in comunità?</title>
		<link>https://infarmaco.it/a-volte-serve-aggiungere-un-cortisonico-nella-polmonite/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Aug 2025 22:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotici]]></category>
		<category><![CDATA[polmonite]]></category>
		<category><![CDATA[steroidi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’aggiunta di un corticosteroide alla terapia antibiotica in caso di polmonite riduce il rischio di morte quando c’è una forte risposta infiammatoria da parte dell’organismo</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/a-volte-serve-aggiungere-un-cortisonico-nella-polmonite/">Aggiungere o no lo steroide nella polmonite acquisita in comunità?</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’aggiunta di un corticosteroide alla terapia antibiotica in atto nei pazienti ricoverati per una polmonite batterica acquisita in comunità riduce il rischio di morte a 30 giorni.<br />
Nel recente passato si è discusso molto sull’utilità o meno degli steroidi nei pazienti con una polmonite batterica, visti i pro e i contro associati alla somministrazione di questi farmaci. Ora una revisione sistematica offre informazioni ulteriori per prendere una decisione ragionata.</p>
<h3>I risultati della revisione sistematica</h3>
<p>Sono stati identificati otto studi controllati e randomizzati per un totale di 3.224 pazienti ricoverati per polmonite batterica trattati con la sola terapia antibiotica oppure con la terapia antibiotica associata allo steroide. L’esito primario valutato era la mortalità a 30 giorni.<br />
Globalmente sono morti 246 pazienti trattati con la duplice terapia (7,6%) e 140 (8,7%) nel gruppo in terapia solo antibiotica (odds ratio 0,72, limiti di confidenza al 95% da 0,56 a 0,94, p=0,017).<br />
L’ipotesi di partenza dei ricercatori era che potesse esserci un beneficio dall’aggiunta dello steroide nei pazienti che avevano alti livelli di PCR, quindi un notevole stato infiammatorio. In effetti l’analisi condotta sulla base dei valori di PCR indicava che l’aggiunta dello steroide era efficace nel ridurre la mortalità solo nei pazienti con valori di PCR&gt;204 mg/ml (mortalità a 30 giorni 6,1% rispetto al 13,0% dei pazienti trattati con solo antibiotici, odds ratio 0,43, limiti di confidenza al 95% da 0,25 a 0,76, p=0,026). A valori di PCR inferiori l’aggiunta dello steroide non modificava invece la mortalità (odds ratio 0,98, limiti di confidenza al 95% da 0,63 a 1,50).<br />
Come prevedibile la terapia con steroide si associava a un incremento significativo del rischio di iperglicemia (odds ratio 2,50, limiti di confidenza al 95% da 1,63 a 3,83, p&lt;0,0001) ma anche a un aumento del rischio di nuovo ricovero ospedaliero dopo la dimissione (odds ratio 1,95, limiti di confidenza al 95% da 1,24 a 3,07, p=0,0038).</p>
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		<item>
		<title>Le morti da polmonite causate dai germi resistenti agli antibiotici</title>
		<link>https://infarmaco.it/le-morti-da-polmonite-causate-dai-germi-resistenti-agli-antibiotici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 May 2025 22:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Maggio 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[antimicrobicoresistenza]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[polmonite]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cresce nel mondo la preoccupazione per la diffusione di batteri resistenti agli antibiotici che possono causare infezioni gravi e non controllabili dei polmoni</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I batteri che causano la polmonite sono in diversi casi resistenti agli antibiotici, tanto che il rischio di non riuscire a controllare l’infezione che possono causare è alto, soprattutto nelle aree del mondo più svantaggiate.<br />
Si calcola che globalmente ogni anno nel mondo ci siano oltre 650.000 bambini sotto i cinque anni d’età morti a causa di un’infezione polmonare e oltre un milione di anziani sopra i 70 anni d’età morti per lo stesso motivo. Ma quante di queste morti sono ascrivibili a germi divenuti resistenti ai farmaci comunemente impiegati?<br />
Uno studio internazionale ha raccolto i dati disponibili dai vari Paesi del mondo relativi all’anno 2021 con l’obiettivo di identificare la frequenza delle infezioni polmonari resistenti alle cure. È così emerso che il numero di morti da infezioni del polmone attribuibili a batteri resistenti agli antibiotici non è piccolo: si tratterebbe di 5 morti ogni 100.000 persone, numero che sale a 20 se si considerano non solo le morti causate da questi batteri ma anche quelle in cui l’infezione batterica ha giocato un ruolo di concausa.<br />
Il germe che più spesso ha causato polmoniti a esito infausto era lo <em>Streptococcus pneumoniae</em> resistente a diversi antibiotici. Come facilmente immaginabile il numero di morti è stato maggiore nei Paesi in via di sviluppo dove i servizi sanitari sono meno efficienti e la disponibilità di farmaci alternativi meno presente. I più colpiti da infezioni polmonari da germi resistenti agli antibiotici sono stati proprio i più deboli: i bambini sotto i cinque anni di età e gli anziani sopra i 65 anni d’età.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il peso dell’antibioticoresistenza nelle infezioni delle basse vie respiratorie</title>
		<link>https://infarmaco.it/il-peso-dellantibioticoresistenza-nelle-infezioni-delle-basse-vie-respiratorie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 May 2025 22:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[antimicrobicoresistenza]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[polmonite]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cresce nel mondo la preoccupazione per la diffusione di batteri resistenti agli antibiotici che possono causare infezioni gravi e non controllabili dei polmoni</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/il-peso-dellantibioticoresistenza-nelle-infezioni-delle-basse-vie-respiratorie/">Il peso dell’antibioticoresistenza nelle infezioni delle basse vie respiratorie</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il quadro che emerge da una analisi sistematica a livello mondiale dei dati relativi alla frequenza di antimicrobicoresistenza nelle infezioni delle basse vie respiratorie è preoccupante.<br />
Nel 2016, in tutto il mondo, le infezioni delle basse vie respiratorie si stima siano state responsabili della morte di 652.572 bambini sotto i cinque anni d’età e di 1.080.958 anziani sopra i 70 anni d’età. Mancavano però informazioni su quanto frequenti fossero a livello globale le infezioni delle basse vie respiratorie dovute a batteri resistenti.<br />
L’analisi è stata condotta sui dati raccolti nel 2021, anno nel quale ci sarebbero state 5,05 morti ogni 100.000 persone attribuibili a un’infezione delle basse vie respiratorie da germi resistenti, numero che sale a 20,89 per 100.000 se si considerano anche le situazioni in cui l’infezione è stata concausa del decesso.<br />
Le infezioni con la maggiore mortalità erano quelle da <em>Streptococcus pneumoniae</em> resistente al cotrimoxazolo e ai carbapenemi. <em>Streptococcus pneumoniae</em> era anche il germe più spesso presente, seguito dallo <em>Staphylococcus aureus</em>.<br />
Come attendibile, la maggiore mortalità si è registrata nei Paesi più svantaggiati (73,75 morti per 100.000 nell’Africa subsahariana).<br />
Più colpite erano ovunque le fasce più deboli della popolazione, cioè i bambini sotto i cinque anni d’età e gli anziani sopra i 65 anni d’età, nei quali i batteri erano resistenti soprattutto a carbapenemi, meticillina e fluorochinoloni.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Terapie troppo lunghe per la polmonite</title>
		<link>https://infarmaco.it/terapie-troppo-lunghe-per-la-polmonite/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Mar 2025 23:00:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Marzo 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotici]]></category>
		<category><![CDATA[durata terapia]]></category>
		<category><![CDATA[polmonite]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In caso di ricovero per una polmonite acquisita fuori dall’ospedale la durata della terapia antibiotica è spesso più lunga di quanto raccomandato.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le linee guida indicano ai medici che in caso di polmonite acquisita al di fuori dall’ospedale che richieda un ricovero la terapia antibiotica sia il più possibile mirata e non sia troppo lunga. Nella realtà dei fatti, però, spesso si somministrano gli antibiotici per periodi di tempo più lunghi di quelli ottimali, con il rischio di resistenze batteriche.<br />
Secondo uno studio prospettico condotto in Norvegia su oltre cinquecento persone ricoverate in ospedale per una polmonite, nell’80% dei casi la scelta dell’antibiotico era in linea con quanto raccomandato, ma il problema era la durata della terapia che eccedeva i 5-6 giorni definiti dalle linee guida. In particolare nell’8o% dei casi la terapia durava alcuni giorni più di quanto consigliato e ciò accadeva soprattutto perché al momento della dimissione si consigliava di proseguire una terapia antibiotica per bocca ancora per qualche giorno una volta giunti a casa.<br />
L’alta percentuale di casi con una terapia prolungata non è spiegabile con i pochi pazienti in cui la prosecuzione della terapia sarebbe necessaria per le condizioni cliniche gravi o di fragilità ma indica piuttosto una scarsa attenzione a una buona gestione della terapia antibiotica. La somministrazione dell’antibiotico per più tempo del necessario non solo infatti aumenta il rischio di effetti avversi, senza migliorare l’efficacia della cura, ma seleziona anche ceppi batterici resistenti.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Meno antibiotici per la polmonite</title>
		<link>https://infarmaco.it/meno-antibiotici-per-la-polmonite-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jan 2025 23:00:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gennaio 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotici]]></category>
		<category><![CDATA[polmonite]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=1986</guid>

					<description><![CDATA[<p>La terapia antibiotica non è sempre necessaria per trattare una polmonite nei bambini. </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella pratica clinica è comune prescrivere antibiotici in caso di polmonite nel bambino, tanto che molti genitori si preoccupano se il pediatra decide di non farlo. La realtà è che molte polmoniti pediatriche sono causate da virus contro i quali gli antibiotici non hanno alcuna efficacia, essendo specifici per contrastare le infezioni batteriche.<br />
Uno studio statunitense condotto su oltre 100.000 bambini con una polmonite curata a casa ha cercato di capire quanto la somministrazione di un antibiotico sia necessaria in caso di polmonite di cui non si conosca l’origine (batterica o virale). In un caso su cinque ai bambini non veniva prescritta la terapia antibiotica. Ma qual era l’esito? I bambini senza antibiotico non avevano un rischio significativamente aumentato di avere un aggravamento della polmonite tale da richiedere un ricovero in ospedale o di non guarirne.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Meno antibiotici per la polmonite</title>
		<link>https://infarmaco.it/meno-antibiotici-per-la-polmonite/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jan 2025 23:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotici]]></category>
		<category><![CDATA[polmonite]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=1984</guid>

					<description><![CDATA[<p>La terapia antibiotica non è sempre necessaria per trattare una polmonite nei bambini. </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La mancata prescrizione antibiotica nel caso di polmonite nel bambino sulla base della clinica non comporta un rischio aumentato di complicanze o di insuccesso delle cure.<br />
Uno studio retrospettivo di coorte statunitense che ha preso in esame 103.854 bambini con polmonite (età mediana 5 anni) seguiti a domicilio ha valutato se gli esiti fossero peggiori nel gruppo di bambini (circa il 20%) che non sono stati trattati con l’antibiotico rispetto a quelli trattati. Dall’analisi è emerso che il fallimento terapeutico, inteso come necessità di ricovero ospedaliero, nuova visita ambulatoriale, nuova prescrizione di antibiotici o comparsa di complicanze, si è verificato nel 10,7% dei bambini non trattati rispetto all’8,7% dei bambini in terapia antibiotica (differenza del rischio 1,98, limiti di confidenza al 95% da 1,41 a 2,56). In particolare, gli esiti gravi, tra cui ricovero, versamento pleurico, empiema, polmonite necrotizzante o ascesso polmonare, sono stati osservati nell’1,1% dei bambini non trattati e nello 0,7% dei bambini in terapia (differenza del rischio 0,46, limiti di confidenza limiti di confidenza al 95% da 0,28 a 0,64).<br />
Le differenze osservate, sebbene statisticamente significative visti i valori dei limiti di confidenza, hanno però un impatto clinico ridotto, suggerendo che la maggior parte dei bambini con polmonite non trattati con antibiotici abbia una buona prognosi, considerando i molti casi di forme virali, senza dimenticare che l’uso indiscriminato di antibiotici espone i bambini a effetti collaterali evitabili e contribuisce al problema dell’antimicrobico resistenza .</p>
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