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	<title>ponsegromab Archivi - InFarmaco</title>
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	<description>l’informazione indipendente sul farmaco</description>
	<lastBuildDate>Mon, 03 Mar 2025 14:40:41 +0000</lastBuildDate>
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	<title>ponsegromab Archivi - InFarmaco</title>
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		<title>Contrastare la cachessia dovuta al cancro?</title>
		<link>https://infarmaco.it/contrastare-la-cachessia-dovuta-al-cancro-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jan 2025 23:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gennaio 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[cachessia]]></category>
		<category><![CDATA[ponsegromab]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Allo studio un farmaco che in futuro possa contrastare il deperimento fisico dei malati con cancro in fase avanzata</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/contrastare-la-cachessia-dovuta-al-cancro-2/">Contrastare la cachessia dovuta al cancro?</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le persone con cancro, nella fase avanzata della malattia, possono deperire fisicamente, con perdita e un indebolimento fisico importante. In termine tecnico si parla di “cachessia”. Questa condizione peggiora grandemente la qualità di vita e incide anche sulla prognosi.<br />
A oggi non esiste una terapia specifica per contrastare questa condizione ma i medici ricorrono a interventi nutrizionali, per garantire il corretto apporto di vitamine, proteine, grassi e sali minerali. Apporti che vanno comunque discussi con la persona e condivisi prima di essere attuati.<br />
Potrebbe in futuro diventare disponibile un farmaco studiato proprio per contrastare questa cachessia. Si tratta di un anticorpo monoclonale, che è stato valutato nelle prime due fasi di una sperimentazione clinica (fase I e fase II), quelle che servono a stabilirne la tollerabilità e la potenziale efficacia di un medicinale. I risultati sono apparentemente incoraggianti in quanto in circa tre mesi si è osservato un aumento di peso fino a un paio di chili nelle persone che prendevano il farmaco rispetto a quelle che prendevano un placebo, cioè una sostanza senza attività farmacologica.<br />
Lo studio è stato interamente finanziato dall’azienda che ha sviluppato il farmaco e ciò suggerisce quindi di interpretare i dati con cautela, perché è ormai dimostrato da molti studi pubblicati in letteratura che le ricerche realizzate con finanziamenti privati hanno più spesso un esito favorevole per il farmaco oggetto della ricerca.</p>
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		<title>Contrastare la cachessia dovuta al cancro?</title>
		<link>https://infarmaco.it/contrastare-la-cachessia-dovuta-al-cancro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jan 2025 23:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[cachessia]]></category>
		<category><![CDATA[ponsegromab]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Allo studio un farmaco che in futuro possa contrastare il deperimento fisico dei malati con cancro in fase avanzata</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si apre un possibile spiraglio per il trattamento della cachessia neoplastica.<br />
Uno studio controllato e randomizzato di fase II ha valutato l’efficacia del ponsegromab, un anticorpo monoclonale umanizzato in 187 pazienti affetti da cancro in fase avanzata (40% con cancro del polmone non a piccole cellule, 32% con cancro del pancreas e 29% con cancro del colon-retto) e con cachessia.<br />
La patogenesi della cachessia è complessa e non ancora chiarita, si è osservato però in molti di questi pazienti un aumento dei livelli di citochine proinfiammatorie, tra cui il fattore di crescita differenziativo 15 (GDF-15). La nuova molecola agirebbe proprio inibendo il GDF-15.<br />
Nello studio i pazienti sono stati trattati con ponsegromab a dosi di 100, 200 o 400 mg oppure con un placebo, somministrati per via sottocutanea ogni 4 settimane per tre dosi. A distanza di 12 settimane dall’inizio della terapia i pazienti trattati avevano un incremento ponderale mediano significativamente maggiore rispetto a quelli del gruppo placebo, tanto più evidente quanto più alto era il dosaggio: +1,22 kg nel gruppo trattato con 100 mg di farmaco, +1,92 kg nel gruppo trattato con 200 mg, +2,81 kg nel gruppo trattato con 400 mg. Oltre al miglioramento nel peso corporeo, i pazienti trattati con la dose maggiore di ponsegromab riferivano anche una ripresa dell&#8217;appetito, e dell’attività fisica, con una riduzione dei sintomi cachettici rispetto al gruppo placebo. Per quanto riguarda la sicurezza, non sono state osservate differenze significative in termini di effetti avversi complessivi. Tuttavia, gli eventi avversi gravi si sono verificati nel 22-40% dei pazienti trattati con ponsegromab, rispetto al 24% nel gruppo placebo.</p>
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