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	<title>somministrazione Archivi - InFarmaco</title>
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	<description>l’informazione indipendente sul farmaco</description>
	<lastBuildDate>Wed, 08 Apr 2026 22:37:02 +0000</lastBuildDate>
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	<title>somministrazione Archivi - InFarmaco</title>
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		<title>Nei farmaci per i bambini conta anche il colore</title>
		<link>https://infarmaco.it/nei-farmaci-per-i-bambini-conta-anche-il-colore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 22:37:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aprile 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[colore farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[palatabilità]]></category>
		<category><![CDATA[somministrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il colore dei farmaci non deve essere sottovalutato, in quanto può favorire o al contrario ostacolare l’accettazione della terapia e la sua efficacia</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo quanto emerge da uno studio internazionale, il colore dei farmaci non è un dettaglio secondario: nei bambini e nei ragazzi può influenzare l’aspettativa sul gusto e contribuire all’accettabilità della terapia.</p>
<h3>L’accettabilità della terapia</h3>
<p>Quando si sviluppano farmaci per i bambini occorre trovare un equilibrio tra efficacia terapeutica e accettabilità. Oltre alla palatabilità (leggi anche <a href="https://infarmaco.it/limportanza-del-sapore-dei-farmaci/">L’importanza del sapore dei farmaci</a>) e quindi al sapore che lascia la medicina, un aspetto da considerare è il colore delle compresse e delle formulazioni liquide.<br />
Proprio come accade con gli alimenti, il colore, e più in generale la presentazione della forma farmaceutica, può infatti orientare le aspettative di chi deve prendere il farmaco. Non va dimenticato però che la scelta del colore viene guidata anche da esigenze pratiche in quanto può contribuire a proteggere principi attivi sensibili alla luce, favorire il riconoscimento del prodotto, distinguere dosaggi o formulazioni diverse e ridurre il rischio di errori nell’assunzione.</p>
<h3>L’effetto del colore sui bambini</h3>
<p>Se negli adulti diversi studi hanno già mostrato che il colore può influenzare percezioni, emozioni, aderenza e perfino gli effetti attesi del trattamento, nei bambini i dati erano finora molto limitati. Per approfondire questo aspetto, un gruppo di ricercatori ha proposto un questionario online a bambini e ragazzi fra i 3 e i 18 anni d’età, tradotto in cinque lingue e diffuso in diversi Paesi. Hanno risposto al questionario in 382. L’obiettivo era raccogliere direttamente il punto di vista dei partecipanti sul colore delle medicine per bocca, sia liquide (sciroppi) sia solide (capsule e compresse).<br />
Dai risultati emerge che il colore non è percepito in modo neutro. Molti bambini associano infatti alcuni colori a sapori precisi: il rosa richiama spesso gusti dolci o alla fragola, l’arancione il sapore d’arancia, mentre i colori neutri come il bianco o il trasparente evocano più facilmente l’idea di un gusto assente, delicato o poco marcato. Per le formulazioni liquide, i colori più apprezzati sono risultati il rosa (23%), il trasparente/incolore (16,5%) e il blu (15,2%). Per le formulazioni solide, i colori preferiti sono stati il bianco (29,1%), il rosa (18%) e il blu (12,5%).</p>
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		<title>Il momento migliore della giornata per ridurre la tossicità</title>
		<link>https://infarmaco.it/il-momento-migliore-della-giornata-per-ridurre-la-tossicita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jan 2026 23:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2026]]></category>
		<category><![CDATA[Gennaio 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[antracicline]]></category>
		<category><![CDATA[cancro]]></category>
		<category><![CDATA[ritmo circadiano]]></category>
		<category><![CDATA[somministrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per ridurre il rischio di tossicità cardiaca le antracicline, usate per tumori ematologici e della mammella, andrebbero somministrate la mattina</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’orario di assunzione dei chemioterapici giocherebbe la sua parte nel ridurne il rischio di tossicità. Questo almeno sembra valere per le antracicline, farmaci antitumorali impiegati per la cura di diversi tipi di cancro, tra cui i tumori del sangue e il tumore della mammella. La loro efficacia è dimostrata ma il loro impiego può associarsi al rischio di tossicità cardiaca. I ricercatori stanno quindi studiando diverse strategie per ridurre questo pericolo.</p>
<h3>I ritmi circadiani delle cellule cardiache</h3>
<p>L’organismo segue un ritmo circadiano, con variazioni intrinseche nell’arco delle 24 ore, ritmo che riguarda anche le singole cellule che nei vari momenti della giornata possono essere più o meno attive e più o meno sensibili ai possibili danni.<br />
Tra i processi che hanno fluttuazioni orarie definite ci sono il metabolismo cellulare, la risposta delle cellule a un eventuale danno del DNA e la risposta del sistema immunitario. Inoltre il ritmo circadiano riguarda anche la disponibilità dei farmaci che vengono somministrati, con aumento o riduzione della loro eliminazione dall’organismo.<br />
Partendo da queste basi, alcuni esperimenti condotti in laboratorio e negli animali hanno suggerito che a seconda dell’ora di somministrazione delle antracicline varierebbe la loro azione tossica sul cuore. Non c’erano però finora dati disponibili al riguardo nell’uomo.</p>
<h3>Lo studio olandese sull’orario di somministrazione</h3>
<p>Un gruppo di ricercatori olandesi ha condotto uno studio retrospettivo, basato cioè su dati raccolti in precedenza, per valutare quale momento del giorno sia migliore per ridurre il rischio di tossicità cardiaca dovuta alla somministrazione delle antracicline.<br />
In totale sono stati studiati i dati clinici di 270 persone con tumore, una sessantina delle quali aveva avuto una disfunzione cardiaca correlata alla terapia e una ventina un vero e proprio scompenso cardiaco. I ricercatori sono andati a vedere l’orario in cui nei vari cicli di cura era stata somministrata la terapia, distinguendo tra coloro che l’avevano ricevuta soprattutto al mattino e quelli che l’avevano invece ricevuta soprattutto al pomeriggio.<br />
I risultati sembrano confermare quanto era stato osservato negli studi sperimentali: coloro che avevano ricevuto le antracicline soprattutto al pomeriggio avevano infatti un rischio quasi tre volte maggiore di andare incontro a una qualche tossicità cardiaca.</p>
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		<item>
		<title>Sono frequenti gli errori di dosaggio dei farmaci nei bambini</title>
		<link>https://infarmaco.it/sono-frequenti-gli-errori-di-dosaggio-dei-farmaci-nei-bambini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Sep 2025 22:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Settembre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[errori di dosaggio]]></category>
		<category><![CDATA[errori di prescrizione]]></category>
		<category><![CDATA[somministrazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=4089</guid>

					<description><![CDATA[<p>Gli errori di prescrizione in pediatria sono frequenti e riguardano soprattutto i dosaggi non sempre adeguati. Per ridurli occorrono più competenze nei medici e maggiore consapevolezza nei genitori.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il medico non dovrebbe sbagliare quando prescrive un farmaco, eppure può accadere, oppure chi deve somministrare il medicinale lo fa senza rispettare i dosaggi indicati dal medico. Il rischio è maggiore con i bambini per i quali spesso non ci sono formulazioni specifiche ed è richiesto un dosaggio variabile in proporzione al peso corporeo.<br />
Una revisione sistematica della letteratura scientifica ha analizzato nove studi condotti su bambini e adolescenti per capire quanto siano diffusi gli errori di prescrizione in età pediatrica, quali siano i più comuni e come prevenirli.<br />
Dall’analisi è emerso che gli errori sono tutt’altro che rari: la loro prevalenza varia infatti dal 22 al 70% delle ricette, ciò significa che fino a sette prescrizioni pediatriche su dieci possono contenere errori.</p>
<h3>Gli errori di prescrizione più frequenti</h3>
<p>I più comuni sono gli errori di dosaggio, riscontrati sia nei reparti pediatrici sia nei Pronto soccorso. Sul territorio, invece, sono più frequenti le abbreviazioni inappropriate che vengono male interpretate. Tra i farmaci più spesso coinvolti ci sono gli antibiotici, in particolare ampicillina, ceftriaxone e cefotaxime. Va aggiunto che concorrono al rischio di errore diversi elementi, in particolare:</p>
<ul>
<li>le caratteristiche del bambino (età, basso peso, alto numero di farmaci, lunga degenza)</li>
<li>la scarsa conoscenza dei farmaci da parte dei genitori, spesso aggravata da difficoltà di comprensione legate alla lingua o a una ridotta alfabetizzazione sanitaria.</li>
</ul>
<h3>Le strategie per prevenire gli errori</h3>
<p>Molti errori di prescrizione possono essere evitati, aumentando le competenze dei genitori e dei professionisti e introducendo strumenti e procedure che rendano il processo prescrittivo più preciso e più chiaro. Tra le soluzioni efficaci individuate dagli autori della revisione ci sono:</p>
<ul>
<li>i sistemi a colori per aiutare a calcolare le dosi corrette</li>
<li>la formazione <em>online</em> per migliorare le competenze degli operatori sanitari</li>
<li>l’uso di moduli di prescrizione predefiniti e standardizzati, così da ridurre il rischio di omissioni e imprecisioni.</li>
</ul>
<p>Un errore di prescrizione in pediatria può avere anche conseguenze gravi che vanno dalle reazioni avverse al fallimento del trattamento, fino a un prolungamento della degenza ospedaliera. La maggiore vulnerabilità del bambino rispetto all’adulto è legata alle sue caratteristiche proprie: i bambini infatti non sono “piccoli adulti”. Organi e apparati sono ancora in fase di sviluppo e hanno caratteristiche metaboliche differenti, che richiedono particolare attenzione nella scelta e nel dosaggio dei farmaci.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/sono-frequenti-gli-errori-di-dosaggio-dei-farmaci-nei-bambini/">Sono frequenti gli errori di dosaggio dei farmaci nei bambini</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;importanza del sapore dei farmaci</title>
		<link>https://infarmaco.it/limportanza-del-sapore-dei-farmaci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Mar 2025 23:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Marzo 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotici]]></category>
		<category><![CDATA[palatabilità]]></category>
		<category><![CDATA[somministrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A volte nel bambino il sapore di un antibiotico in formulazione liquida è un ostacolo alla somministrazione corretta della terapia prescritta dal medico.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Far prendere un farmaco ai bambini, se il sapore è sgradevole, può essere una vera e propria impresa. Lo sanno bene i genitori, ma ciò che spesso si sottovaluta è quanto la palatabilità, ovvero il gusto del medicinale, incida sull’aderenza alla terapia e persino sulle scelte prescrittive dei medici o i consigli dei farmacisti.<br />
Un’indagine irlandese condotta su 244 medici e farmacisti, ha gettato un po’ di luce su questo aspetto spesso poco considerato, concentrando l’attenzione sulla somministrazione degli antibiotici in formulazione liquida: quasi l’80% dei medici ha dichiarato che il motivo più frequente per non seguire le raccomandazioni delle linee guida nella scelta dell’antibiotico destinato ai bambini è proprio il tentativo di privilegiare formulazioni più “buone” come gusto per favorire l’aderenza alla terapia. Analogamente, oltre la metà dei farmacisti (52%) ha dichiarato di consigliare ai genitori che avevano difficoltà a far assumere l’antibiotico in formulazione liquida di modificare la modalità di somministrazione – per esempio diluendolo o mescolandolo con gli alimenti – per migliorarne l’accettabilità.<br />
Gli antibiotici meno tollerati dai bambini, secondo quanto riportato da medici e farmacisti irlandesi, sono la flucloxacillina e la claritromicina: il primo per il cattivo odore, il secondo per la consistenza. Al contrario, amoxicillina e cefaclor risultano tra i più apprezzati. Tuttavia il cefaclor – sebbene gradito – è un antibiotico ad ampio spettro, che secondo le linee guida non dovrebbe essere prescritto come prima scelta. Il rischio è di favorire un uso non ottimale degli antibiotici pur di assicurarsi l’aderenza alla terapia, con possibili ricadute sul piano della resistenza antimicrobica.</p>
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