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	<title>steroidi Archivi - InFarmaco</title>
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	<description>l’informazione indipendente sul farmaco</description>
	<lastBuildDate>Sun, 01 Feb 2026 18:45:59 +0000</lastBuildDate>
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	<title>steroidi Archivi - InFarmaco</title>
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		<title>Pari efficacia tra prednisolone e desametasone per l’asma dei bambini</title>
		<link>https://infarmaco.it/pari-efficacia-tra-prednisolone-e-desametasone-per-lasma-dei-bambini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Feb 2026 23:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Febbraio 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[asma]]></category>
		<category><![CDATA[cortisone]]></category>
		<category><![CDATA[Desametasone]]></category>
		<category><![CDATA[Prednisolone]]></category>
		<category><![CDATA[steroidi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il prednisolone e il desametasone sembrano avere pari efficacia nel trattamento dei bambini con episodi asmatici ricorrenti, la differenza sta nella durata della terapia</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/pari-efficacia-tra-prednisolone-e-desametasone-per-lasma-dei-bambini/">Pari efficacia tra prednisolone e desametasone per l’asma dei bambini</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando i bambini soffrono di asma e si ha una crisi acuta si ricorrea una terapia per bocca con i cortisonici per ridurre l’infiammazione delle vie aeree. Il principio attivo più utilizzato in età pediatrica è il prednisolone, ma negli ultimi anni si è aperto il dibattito sull’opportunità di preferire un altro principio attivo della stessa classe, il desametasone, che in alcuni studi ha mostrato un’efficacia sovrapponibile con il vantaggio però di poter essere somministrato per meno giorni.</p>
<h3>Quale cortisonico scegliere</h3>
<p>Un gruppo di ricercatori giapponesi ha analizzato la letteratura scientifica disponibile per capire se, nei bambini con crisi di asma, il desametasone possa essere una valida alternativa al prednisolone. L’analisi ha preso in considerazione studi condotti su bambini e adolescenti trattati per crisi asmatiche acute, confrontando cicli tradizionali di prednisolone della durata di 3-5 giorni con regimi più brevi a base di desametasone, spesso somministrato in una o due dosi. L’obiettivo era verificare se vi fossero differenze nel rischio di nuovi accessi in Pronto soccorso o visite mediche non programmate nelle due settimane successive al trattamento, indice di una mancata efficacia del trattamento.<br />
Dai risultati non sono emerse differenze significative in termini di efficacia: il prednisolone e il desametasone si sono dimostrati paragonabili nella gestione delle crisi acute di asma.</p>
<h3>Affidarsi sempre al pediatra</h3>
<p>La scelta del farmaco deve essere sempre affidata al pediatra, che deve valutare ogni singolo caso in funzione della gravità della situazione, della risposta clinica e delle caratteristiche del singolo bambino. La terapia con cortisonici per bocca va riservata ai casi di crisi acuta, mentre la gestione dell’asma al di fuori degli eventi acuti prevede il ricorso agli steroidi per inalazione e i broncodilatatori al bisogno, in modo da limitare gli eventi avversi legati alla terapia (leggi anche la news <a href="https://infarmaco.it/lavaggi-nasali-per-le-difficolta-respiratorie-dei-bambini/">Troppi farmaci per l’asma ai bambini</a>).</p>
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		<title>A volte serve aggiungere un cortisonico nella polmonite</title>
		<link>https://infarmaco.it/a-volte-serve-aggiungere-un-cortisonico-nella-polmonite-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Aug 2025 22:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agosto 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotici]]></category>
		<category><![CDATA[polmonite]]></category>
		<category><![CDATA[steroidi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’aggiunta di un corticosteroide alla terapia antibiotica in caso di polmonite riduce il rischio di morte quando c’è una forte risposta infiammatoria da parte dell’organismo</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/a-volte-serve-aggiungere-un-cortisonico-nella-polmonite-2/">A volte serve aggiungere un cortisonico nella polmonite</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nei pazienti ricoverati per una polmonite batterica gli antibiotici sono fondamentali per risolvere la malattia, ma in alcuni casi l’aggiunta di un corticosteroide (il più noto nel linguaggio comune è il cortisone) può ridurre il rischio di morte.</p>
<h3>La terapia della polmonite</h3>
<p>Il cardine della terapia della polmonite dovuta a batteri, che nella maggior parte dei casi viene acquisita in comunità, cioè nella vita di tutti i giorni, specie nelle persone più fragili, sono gli antibiotici. Questi vanno usati solo su indicazione medica al giusto dosaggio e per il tempo previsto, cercando di scegliere quelli più mirati per il possibile germe in causa. Di solito si inizia una terapia con un antibiotico che può poi essere rapidamente modificata sulla base dei risultati degli esami svolti per identificare il germe responsabile. A volte si scopre che il batterio è resistente a uno o più antibiotici e allora la cura dell’infezione diventa più difficile, comportando anche il rischio di morte nei casi più gravi.<br />
Si discute da tempo se l’aggiunta alla terapia di un farmaco ad azione antinfiammatoria, come gli steroidi, possa giovare al malato: secondo alcune ricerche sarebbe utile, secondo altre superfluo o addirittura dannoso. Una revisione sistematica della letteratura scientifica ha cercato di sciogliere questo dilemma.</p>
<h3>I risultati dalla letteratura scientifica</h3>
<p>Sono stati messi insieme i dati di oltre tremila pazienti che avevano partecipato a otto studi clinici nei quali i malati erano destinati alla terapia con soli antibiotici oppure all’aggiunta a questi di un corticosteroide.<br />
In effetti la somministrazione del cortisonico riduceva il rischio di morte nel mese successivo, ma ciò non era vero in tutti i casi. Per questo i ricercatori hanno approfondito la loro indagine per scoprire che in effetti il cortisonico in aggiunta agli antibiotici era utile se l’infezione in corso aveva causato una forte risposta infiammatoria da parte dell’organismo, valutabile con un esame del sangue, la PCR o proteina C reattiva. Quanto più alti erano i valori di PCR, e quindi di infiammazione, tanto più efficace era l’azione dello steroide nel ridurre la mortalità. Da non sottovalutare però il fatto che l’aggiunta del cortisonico si accompagnava a un maggior rischio di effetti avversi non lievi, come l’iperglicemia.</p>
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		<title>Aggiungere o no lo steroide nella polmonite acquisita in comunità?</title>
		<link>https://infarmaco.it/a-volte-serve-aggiungere-un-cortisonico-nella-polmonite/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Aug 2025 22:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotici]]></category>
		<category><![CDATA[polmonite]]></category>
		<category><![CDATA[steroidi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’aggiunta di un corticosteroide alla terapia antibiotica in caso di polmonite riduce il rischio di morte quando c’è una forte risposta infiammatoria da parte dell’organismo</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/a-volte-serve-aggiungere-un-cortisonico-nella-polmonite/">Aggiungere o no lo steroide nella polmonite acquisita in comunità?</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’aggiunta di un corticosteroide alla terapia antibiotica in atto nei pazienti ricoverati per una polmonite batterica acquisita in comunità riduce il rischio di morte a 30 giorni.<br />
Nel recente passato si è discusso molto sull’utilità o meno degli steroidi nei pazienti con una polmonite batterica, visti i pro e i contro associati alla somministrazione di questi farmaci. Ora una revisione sistematica offre informazioni ulteriori per prendere una decisione ragionata.</p>
<h3>I risultati della revisione sistematica</h3>
<p>Sono stati identificati otto studi controllati e randomizzati per un totale di 3.224 pazienti ricoverati per polmonite batterica trattati con la sola terapia antibiotica oppure con la terapia antibiotica associata allo steroide. L’esito primario valutato era la mortalità a 30 giorni.<br />
Globalmente sono morti 246 pazienti trattati con la duplice terapia (7,6%) e 140 (8,7%) nel gruppo in terapia solo antibiotica (odds ratio 0,72, limiti di confidenza al 95% da 0,56 a 0,94, p=0,017).<br />
L’ipotesi di partenza dei ricercatori era che potesse esserci un beneficio dall’aggiunta dello steroide nei pazienti che avevano alti livelli di PCR, quindi un notevole stato infiammatorio. In effetti l’analisi condotta sulla base dei valori di PCR indicava che l’aggiunta dello steroide era efficace nel ridurre la mortalità solo nei pazienti con valori di PCR&gt;204 mg/ml (mortalità a 30 giorni 6,1% rispetto al 13,0% dei pazienti trattati con solo antibiotici, odds ratio 0,43, limiti di confidenza al 95% da 0,25 a 0,76, p=0,026). A valori di PCR inferiori l’aggiunta dello steroide non modificava invece la mortalità (odds ratio 0,98, limiti di confidenza al 95% da 0,63 a 1,50).<br />
Come prevedibile la terapia con steroide si associava a un incremento significativo del rischio di iperglicemia (odds ratio 2,50, limiti di confidenza al 95% da 1,63 a 3,83, p&lt;0,0001) ma anche a un aumento del rischio di nuovo ricovero ospedaliero dopo la dimissione (odds ratio 1,95, limiti di confidenza al 95% da 1,24 a 3,07, p=0,0038).</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/a-volte-serve-aggiungere-un-cortisonico-nella-polmonite/">Aggiungere o no lo steroide nella polmonite acquisita in comunità?</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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