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	<title>terapia intensiva Archivi - InFarmaco</title>
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	<description>l’informazione indipendente sul farmaco</description>
	<lastBuildDate>Mon, 07 Jul 2025 16:20:22 +0000</lastBuildDate>
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	<title>terapia intensiva Archivi - InFarmaco</title>
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	<item>
		<title>Come ridurre l’uso degli antibiotici in terapia intensiva</title>
		<link>https://infarmaco.it/come-ridurre-luso-degli-antibiotici-in-terapia-intensiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jul 2025 22:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotico resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[terapia intensiva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un programma di “<I>antimicrobial stewardship</I>” che prevede una stretta collaborazione tra intensivisti e infettivologi riduce il consumo inappropriato di antibiotici</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/come-ridurre-luso-degli-antibiotici-in-terapia-intensiva/">Come ridurre l’uso degli antibiotici in terapia intensiva</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una maggiore collaborazione tra intensivisti e infettivologi può ridurre in modo significativo il consumo di antibiotici ad ampio spettro nelle unità di terapia intensiva pediatriche, senza compromettere gli esiti clinici.<br />
Secondo quanto emerge da uno studio pre-post quasi sperimentale condotto presso l’Unità di terapia intensiva pediatrica dell’Ospedale di Padova, un programma di <em>antimicrobial stewardship</em> strutturato secondo un approccio <em>handshake</em> è in grado di ridurre in modo significativo il consumo di antibiotici.<br />
Il programma, iniziato a partire da febbraio 2021, si basava su tre punti:</p>
<ul>
<li>aggiornamento e condivisione delle linee guida per la gestione delle infezioni in terapia intensiva</li>
<li>presenza quotidiana in reparto degli infettivologi</li>
<li>revisione condivisa di tutte le terapie antibiotiche in corso o da adottare.</li>
</ul>
<p>Questo approccio favoriva un confronto clinico costruttivo tra specialisti in malattie infettive e intensivisti pediatrici, senza l’imposizione di regole o restrizioni.</p>
<h3>Come è cambiato il consumo di antibiotici</h3>
<p>Nel confronto tra il periodo pre intervento (gennaio 2019-gennaio 2021) e quello post intervento (febbraio 2021-dicembre 2022) si è avuta una riduzione significativa del consumo totale di antibiotici del 3% al mese (p&lt;0,001). L’inversione di tendenza ha interessato in particolari alcuni antibiotici da preservare come:</p>
<ul>
<li>meropenem</li>
<li>glicopeptidi</li>
<li>piperacillina associata a tazobactam.</li>
</ul>
<p>Non è invece variato in modo significativo il consumo delle cefalosporine di terza generazione e di amikacina.</p>
<p>A fronte di questo minor uso degli antibiotici non sono emersi esiti negativi per la salute dei piccoli ricoverati, né in termini di mortalità né della frequenza di batteriemie da microrganismi multiresistenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/come-ridurre-luso-degli-antibiotici-in-terapia-intensiva/">Come ridurre l’uso degli antibiotici in terapia intensiva</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>In terapia intensiva gli antibiotici vanno preservati per i casi più difficili</title>
		<link>https://infarmaco.it/in-terapia-intensiva-gli-antibiotici-vanno-preservati-per-i-casi-piu-difficili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jul 2025 22:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Luglio 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotico resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[terapia intensiva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un programma di “antimicrobial stewardship” che prevede una stretta collaborazione tra intensivisti e infettivologi riduce il consumo inappropriato di antibiotici</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nei reparti di terapia intensiva pediatrica gli antibiotici sono tra i farmaci più utilizzati. Questo perché molti bambini ricoverati hanno effettivamente infezioni gravi da trattare, ma anche perché, in situazioni complesse e critiche, i medici talvolta prescrivono antibiotici anche solo in presenza di un sospetto di infezione, senza attendere conferme diagnostiche. Questo comportamento, per quanto motivato dall’urgenza, può portare a un uso eccessivo di antibiotici e favorire la comparsa di batteri resistenti, più difficili da curare.<br />
Proprio per ridurre il consumo di alcuni antibiotici, che andrebbero riservati a situazioni particolari, nell’Ospedale Universitario di Padova è stato attivato un programma pensato per migliorare la collaborazione tra i medici della terapia intensiva pediatrica e gli specialisti in malattie infettive.</p>
<h3>L’approccio “stretta di mano”</h3>
<p>Il programma si è basato su un modello chiamato “<em>handshake</em>”, cioè “stretta di mano” per sottolineare l’importanza della collaborazione tra i medici.<br />
In pratica, ogni giorno gli infettivologi facevano visita al reparto di terapia intensiva, per discutere insieme agli intensivisti i casi clinici e decidere in modo condiviso la terapia antibiotica più adeguata per ciascun bambino. È stato valutato il consumo di antibiotici nei due anni prima dell’introduzione di questo programma e nei due anni seguenti. Grazie a una migliore collaborazione e al dialogo l’uso degli antibiotici si è ridotto significativamente senza causare ricadute negative per la salute dei bambini.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Medici e infermieri italiani sulla resistenza agli antibiotici</title>
		<link>https://infarmaco.it/medici-e-infermieri-italiani-sulla-resistenza-agli-antibiotici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Feb 2025 23:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Febbraio 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[antimicrobico resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[terapia intensiva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un’indagine condotta in 20 unità di terapia intensiva italiane indaga sulle conoscenze e le attitudini di medici e infermieri riguardo all’antimicrobico resistenza.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come si comportano medici e infermieri delle terapie intensive italiane rispetto al problema sempre più diffuso della resistenza dei batteri agli antibiotici?<br />
Le persone ricoverate in terapia intensiva acquisiscono più facilmente di altre infezioni da germi resistenti, questo a causa di vari fattori, tra cui l’uso di antibiotici che selezionano ceppi con più resistenze, la gravità della condizione, la lunga degenza in ospedale, le pratiche invasive cui sono sottoposte e la presenza di altre malattie. Inoltre studi pubblicati in letteratura scientifica indicano che dal 30 al 60% degli antibiotici prescritti in terapia intensiva potrebbero essere evitati perché inappropriati.<br />
Un’indagine condotta in 20 unità di terapia intensiva sul territorio nazionale ha coinvolto circa 150 tra medici e infermieri chiedendo loro di rispondere a un questionario sul tema dell’antibiotico resistenza. La gran parte (90%) ha dichiarato di essere consapevole del problema della resistenza agli antibiotici e che aveva a disposizioni informazioni e linee guida per comportarsi al riguardo. Ciononostante solo il 60% era a conoscenza dell’esistenza di una piano nazionale per la lotta all’antibiotico resistenza, e in tre quarti dei casi gli operatori sanitari affermavano di non essere stati formati su questo tema nell’ultimo anno. Mentre i medici si sentivano coinvolti e responsabilizzati per la prescrizione degli antibiotici, gli infermieri si sono detti poco coinvolti e non qualificati per gestire questa situazione.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Germi resistenti nelle terapie intensive</title>
		<link>https://infarmaco.it/germi-resistenti-nelle-terapie-intensive-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jan 2025 09:47:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[antimicrobico resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[carbapenemi]]></category>
		<category><![CDATA[Gram negativi]]></category>
		<category><![CDATA[terapia intensiva]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=2022</guid>

					<description><![CDATA[<p>In Italia un quarto delle infezioni batteriche in terapia intensiva sono dovute a germi resistenti agli antibiotici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/germi-resistenti-nelle-terapie-intensive-2/">Germi resistenti nelle terapie intensive</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un quarto delle infezioni da Gram negativi che si verificano nelle unità di terapia intensiva italiane sono dovute a batteri resistenti ai carbapenemi, i betalattamici ad ampio spettro che vengono utilizzati per via endovenosa e solo in ospedale proprio per i casi più impegnativi e contro germi che hanno sviluppato una resistenza ad altri antibiotici.<br />
Il dato emerge da uno studio multicentrico retrospettivo che ha analizzato la storia clinica di 299.000 pazienti ricoverati in reparti di terapia intensiva in Italia dal 2013 al 2022.<br />
A fronte di un’attesa alta incidenza di infezioni gravi sviluppate nel corso della degenza (1,5 episodi a paziente ricoverato in terapia intensiva), è allarmante la frequenza con cui queste infezioni gravi (in particolare le polmoniti da ventilatore, le sepsi e le infezioni endoaddominali) sono dovute a germi resistenti. Queste infezioni erano per lo più dovute a batteri Gram negativi (<em>Klebsiella</em> spp., <em>Pseudomonas aeruginosa</em>, <em>Acinetobacter</em>), che nel 24,3% sono risultati resistenti ai carbapenemi (quasi in un caso su tre nelle infezioni da <em>Klebsiella</em>).<br />
Negli anni della pandemia sono aumentate sia il numero di infezioni in terapia intensiva sia l’uso dei carbapenemi e ciò ha favorito la comparsa di resistenze batteriche.</p>
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		<item>
		<title>Germi resistenti nelle terapie intensive</title>
		<link>https://infarmaco.it/germi-resistenti-nelle-terapie-intensive/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jan 2025 09:47:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gennaio 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[antimicrobico resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[carbapenemi]]></category>
		<category><![CDATA[Gram negativi]]></category>
		<category><![CDATA[terapia intensiva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia un quarto delle infezioni batteriche in terapia intensiva sono dovute a germi resistenti agli antibiotici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/germi-resistenti-nelle-terapie-intensive/">Germi resistenti nelle terapie intensive</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cresce la preoccupazione nel mondo perché sempre più batteri diventano resistenti ai farmaci impiegati per combatterli, cioè gli antibiotici. Uno studio condotto nelle unità di terapia intensiva italiane conferma che una parte delle infezioni gravi che possono colpire i pazienti gravi ricoverati in questi reparti sono dovute proprio a germi che non rispondono alla terapia antibiotica posta in atto.<br />
Analizzando i dati di quasi 300.000 pazienti ricoverati in terapia intensiva dal 2013 al 2022 è emerso infatti che oltre al rischio di avere un’infezione (in media un episodio per ogni paziente) il problema è che in un quarto dei casi il batterio in causa non era più sensibile ai carbapenemi, una classe di antibiotici a uso solo ospedaliero e solo per via endovenosa, che viene riservata appunto alla cura delle infezioni più gravi.</p>
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