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	<title>terapia Archivi - InFarmaco</title>
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	<description>l’informazione indipendente sul farmaco</description>
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	<title>terapia Archivi - InFarmaco</title>
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	<item>
		<title>Età e polifarmacoterapia influiscono sull’aderenza alla terapia anti glaucoma</title>
		<link>https://infarmaco.it/eta-e-polifarmacoterapia-influiscono-sulla-aderenza-alla-terapia-anti-glaucoma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2025 22:07:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[aderenza]]></category>
		<category><![CDATA[Glaucoma]]></category>
		<category><![CDATA[terapia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel caso del glaucoma, sul lungo periodo molti malati non seguono la terapia in modo costante, aumentando così il rischio di progressione fino alla cecità</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/eta-e-polifarmacoterapia-influiscono-sulla-aderenza-alla-terapia-anti-glaucoma/">Età e polifarmacoterapia influiscono sull’aderenza alla terapia anti glaucoma</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante la disponibilità di trattamenti farmacologici efficaci, l’aderenza alle terapie anti glaucoma è un problema concreto. La scarsa aderenza è favorita dalla natura spesso asintomatica del glaucoma nelle fasi iniziali, dai regimi terapeutici complessi, dagli effetti collaterali dei farmaci e dal costo delle terapie.<br />
Nei pazienti più anziani e in quelli con comorbilità la gestione della terapia per il glaucoma può essere ulteriormente complicata da limitazioni cognitive o fisiche e dalla polifarmacoterapia. Tali difficoltà sono strettamente correlate a una prognosi peggiore, con una maggiore probabilità di progressione del danno visivo e di perdita permanente della vista.</p>
<h3>Uno studio per indagare l’aderenza alla terapia anti glaucoma</h3>
<p>Uno studio osservazionale condotto in Lombardia che ha coinvolto 10.515 persone affette da glaucoma di età pari o superiore ai 50 anni, ha analizzato l’utilizzo dei farmaci anti glaucoma, i tassi di aderenza e i predittori di modifica o interruzione della terapia. I pazienti inclusi avevano ricevuto almeno tre prescrizioni consecutive di farmaci anti glaucoma nel 2010, con <em>follow up</em> fino al 31 dicembre 2018.<br />
Le terapie iniziali più utilizzate erano i betabloccanti (37,8%), le combinazioni di timololo (26,2%) e gli analoghi della prostaglandina (25,2%). Dallo studio è emerso che solo il 41,0% dei partecipanti è stato aderente alla terapia, mentre il 73,4% ha modificato o interrotto il trattamento iniziale durante il periodo di osservazione.<br />
L’età avanzata e la polifarmacoterapia cronica sono emerse come i principali predittori di mancata aderenza alla terapia, associandosi a un rischio più elevato di modifica (<em>hazard ratio</em> – HR età avanzata 1,16, limiti di confidenza al 95% da 1,09 a 1,25; HR polifarmacoterapia 1,12, limiti di confidenza al 95% da 1,07 a 1,17) o interruzione del trattamento (HR età avanzata 1,25, limiti di confidenza al 95% da 1,16 a 1,34; HR polifarmacoterapia 1,21, limiti di confidenza al 95% da 1,15 a 1,27).<br />
Tra le diverse classi farmacologiche, gli analoghi delle prostaglandine e i betabloccanti si associavano a una maggiore aderenza terapeutica, con un rischio inferiore di modifica o interruzione rispetto ad altre classi di farmaci.</p>
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		<title>L’importanza dell’aderenza alle terapie nelle malattie croniche</title>
		<link>https://infarmaco.it/limportanza-delladerenza-alla-terapie-nelle-malattie-croniche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2025 22:03:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ottobre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[aderenza]]></category>
		<category><![CDATA[Glaucoma]]></category>
		<category><![CDATA[terapia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel caso del glaucoma, sul lungo periodo molti malati non seguono la terapia in modo costante, aumentando così il rischio di progressione fino alla cecità</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il glaucoma è una malattia cronica degli occhi che danneggia lentamente il nervo ottico, la via che porta le immagini dall’occhio al cervello.<br />
Spesso è legato a un aumento della pressione oculare e, se non curato in modo corretto e continuo, può portare a una perdita della vista, fino alla cecità.<br />
Nel mondo oltre 70 milioni di persone convivono con il glaucoma e si stima che entro il 2040 possano diventare più di 110 milioni.<br />
Oggi sono disponibili terapie farmacologiche efficaci (per esempio gli analoghi delle prostaglandine e i betabloccanti), ma il successo del trattamento dipende in larga misura dalla regolarità con cui vengono seguite le indicazioni del medico.<br />
La scarsa aderenza e l’interruzione della terapia si associano infatti a risultati clinici peggiori, tra cui un aumento del rischio di progressione del danno visivo e di cecità.</p>
<h3>Uno studio lombardo conferma la scarsa aderenza alla terapia anti glaucoma</h3>
<p>Uno studio condotto in Lombardia su oltre 10.000 persone con glaucoma di età superiore ai 50 anni ha evidenziato che solo quattro persone su dieci seguono la terapia anti glaucoma in modo corretto. Oltre 7 su 10 hanno invece interrotto la terapia o cambiato il farmaco nel corso del tempo.<br />
Le persone più anziane e quelle che assumono molti altri farmaci (in polifarmacoterapia) sono quelle che hanno mostrato maggiori difficoltà a mantenere la terapia nel tempo.</p>
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		<title>Per l’ipertensione una compressa è meglio di due?</title>
		<link>https://infarmaco.it/per-lipertensione-una-compressa-e-meglio-di-due-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Feb 2025 07:57:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[antipertensivi]]></category>
		<category><![CDATA[Ipertensione essenziale (primitiva)]]></category>
		<category><![CDATA[terapia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;uso di una compressa combinata a dose fissa di antipertensivi sarebbe pi&#249; efficace rispetto all&#8217;assunzione di due farmaci separati nel controllo della pressione arteriosa,. Lo suggerisce un&#8217;analisi dei dati provenienti dalla National Health and Nutrition Examination Survey che raccoglie informazioni sulla salute della popolazione statunitense e che ha preso in esame 15.927.747 ipertesi trattati con [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’uso di una compressa combinata a dose fissa di antipertensivi sarebbe più efficace rispetto all’assunzione di due farmaci separati nel controllo della pressione arteriosa,.<br />
Lo suggerisce un’analisi dei dati provenienti dalla <em>National Health and Nutrition Examination Survey</em> che raccoglie informazioni sulla salute della popolazione statunitense e che ha preso in esame 15.927.747 ipertesi trattati con almeno due farmaci antipertensivi e monitorati dal 2013 al 2020. Di questi, il 32,7% assumeva una compressa combinata a dose fissa, mentre i restanti utilizzavano due compresse separate. L’obiettivo dello studio era confrontare il controllo della pressione arteriosa, definito come valori inferiori a 140/90 mmHg.<br />
Il 76,4% dei pazienti trattati con una compressa combinata a dose fissa è riuscito a mantenere la pressione arteriosa nei limiti definiti rispetto al 67,3% dei pazienti che assumevano due compresse (<em>odds ratio</em> – OR 1,78, limiti di confidenza al 95% da 1,28 a 2,47). Chi assumeva la compressa combinata a dose fissa aveva inoltre maggiori probabilità di raggiungere valori di pressione arteriosa ancora più bassi, inferiori a 130/80 mmHg, rispetto a chi veniva trattato con due compresse (OR 1,65, limiti di confidenza al 95% da 1,15 a 2,37).</p>
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		<title>Per l’ipertensione una compressa è meglio di due?</title>
		<link>https://infarmaco.it/per-lipertensione-una-compressa-e-meglio-di-due/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Feb 2025 07:53:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Febbraio 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[antipertensivi]]></category>
		<category><![CDATA[Ipertensione essenziale (primitiva)]]></category>
		<category><![CDATA[terapia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Semplificare la terapia, riducendo ove possibile il numero di compresse da prendere ogni giorno, sembra favorire un migliore controllo della pressione arteriosa. </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Prendere una sola compressa che combini due principi attivi sembra essere più efficace nel controllo della pressione arteriosa alta rispetto all’assunzione di due farmaci separati.<br />
Si stima che fino al 70% delle persone con la pressione alta abbia bisogno di una terapia combinata, cioè di almeno due farmaci, perché uno solo spesso non basta a mantenere la pressione ai valori consigliati. Si tratta di farmaci che avendo un meccanismo d’azione diverso si potenziano nel loro effetto antipertensivo. Tuttavia, seguire una terapia con più medicinali può essere complesso, tanto che molti pazienti non lo fanno come dovrebbero: c’è chi dimentica di prendere una dose e chi trova difficile assumere più compresse al giorno.<br />
Per questo motivo, si è ipotizzato che l’uso di una compressa unica, che contenga entrambi i principi attivi, possa rendere la terapia più semplice, aiutando le persone ipertese a seguirla con maggiore costanza, migliorandone di conseguenza l’efficacia.<br />
Uno studio condotto negli Stati Uniti su quasi 16 milioni di ipertesi sembra confermare questa ipotesi: chi assumeva una compressa combinata con i due farmaci antipertensivi aveva maggiori probabilità di mantenere la pressione arteriosa sotto controllo rispetto a chi ogni giorno doveva prendere i due farmaci separatamente.</p>
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