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	<title>tumore esofago Archivi - InFarmaco</title>
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	<description>l’informazione indipendente sul farmaco</description>
	<lastBuildDate>Mon, 28 Apr 2025 14:19:12 +0000</lastBuildDate>
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	<title>tumore esofago Archivi - InFarmaco</title>
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		<title>La chemio-radioterapia funziona nel tumore dell’esofago</title>
		<link>https://infarmaco.it/la-chemio-radioterapia-funziona-nel-tumore-dellesofago/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Apr 2025 22:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aprile 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[chemioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[sopravvivenza]]></category>
		<category><![CDATA[tumore esofago]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non è sempre necessario ricorrere all’intervento chirurgico nel tumore dell’esofago se la chemio-radioterapia neoadiuvante ottiene una risposta soddisfacente della malattia</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In caso di tumore dell’esofago localmente avanzato, la chemioterapia associata alla radioterapia ottiene a volte risultati così soddisfacenti da poter evitare un successivo intervento chirurgico.<br />
Di solito, posta la diagnosi di tumore dell’esofago se ne valuta l’operabilità, se questa non è immediata, si ricorre a una terapia mista (chemioterapia più radioterapia) detta neoadiuvante, che mira a ridurre le dimensioni del tumore per favorire il successivo intervento chirurgico. L’esperienza ha però suggerito che, qualora il trattamento chemio-radioterapico contrasti il tumore a tal punto che non ce ne sia più traccia rilevabile alle biopsie esofagee o agli esami di controllo (ecografia e PET), si può anche evitare il ricorso all’intervento chirurgico, posticipandolo nel tempo in caso di ripresa della malattia. La domanda è però se questo atteggiamento sia sicuro e non comporti invece una ricomparsa del tumore.<br />
Uno studio che ha coinvolto 12 ospedali olandesi ha proposto a trecento malati di tumore dell’esofago trattati con la chemio-radioterapia e senza segni di tumore, di sottoporsi all’intervento chirurgico oppure a una sorveglianza attiva, che prevedeva cioè i vari controlli, intervenendo solo in caso di necessità.<br />
A distanza di due anni la sopravvivenza nei due gruppi era del tutto sovrapponibile, a suggerire che in questi casi si possa soprassedere all’intervento chirurgico, proponendolo solo in caso di ripresa della malattia.<br />
L’altra preoccupazione era che le complicanze dell’eventuale intervento chirurgico fossero maggiori qualora l’intervento venisse posticipato, in realtà anche questa è stata fugata, in quanto non sono emerse differenze sotto questo aspetto se l’operazione chirurgica era fatta subito o solo in caso di necessità.</p>
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		<title>Chemio-radioterapia neoadiuvante nel carcinoma dell’esofago</title>
		<link>https://infarmaco.it/chemio-radioterapia-neoadiuvante-nel-carcinoma-dellesofago/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Apr 2025 22:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[chemioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[sopravvivenza]]></category>
		<category><![CDATA[tumore esofago]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una buona risposta alla chemio-radioterapia neoadiuvante in caso di carcinoma dell&#8217;esofago localmente avanzato pu&#242; suggerire di posticipare l&#8217;intervento chirurgico solo in caso di ripresa della malattia. La prassi per i pazienti non immediatamente operabili &#232; di proporre una chemio-radioterapia neoadiuvante per ridurre le dimensioni del tumore e procedere successivamente all&#8217;intervento chirurgico. Dopo tale trattamento una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una buona risposta alla chemio-radioterapia neoadiuvante in caso di carcinoma dell’esofago localmente avanzato può suggerire di posticipare l’intervento chirurgico solo in caso di ripresa della malattia.<br />
La prassi per i pazienti non immediatamente operabili è di proporre una chemio-radioterapia neoadiuvante per ridurre le dimensioni del tumore e procedere successivamente all’intervento chirurgico. Dopo tale trattamento una certa quota di pazienti ha una risposta completa, non essendo più rintracciabili cellule tumorali alle biopsie esofagee ed essendo negative sia l’ecografia sia la PET-CT. Da ciò è venuta l’idea di poter evitare l’intervento chirurgico a questi pazienti, proponendolo solo in caso di ricomparsa della malattia.<br />
Uno studio multicentrico olandese di non inferiorità di fase 3 ha quindi verificato se la sorveglianza attiva, una volta fatta la chemio-radioterapia neoadiuvante, possa essere una valida alternativa alla chirurgia nei pazienti con risposta clinica completa dopo il trattamento.<br />
L’esito primario valutato era la sopravvivenza globale a distanza di due anni dalla terapia. Dei 309 pazienti (78% uomini e 22% donne) inclusi nello studio, 198 sono stati randomizzati alla sorveglianza attiva e 111 all’intervento chirurgico di esofagectomia.<br />
A distanza di due anni, la sopravvivenza globale era simile nei due gruppi di pazienti (74% con la sorveglianza attiva rispetto a 71% con l’intervento chirurgico) a dimostrare la non inferiorità della vigile attesa.<br />
Sul piano della sicurezza, qualora l’intervento chirurgico diventasse necessario per una ripresa del tumore, le complicanze post operatorie si verificavano con la stessa frequenza dell’esofagectomia fatta subito dopo la terapia neoadiuvante.</p>
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