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	<title>AIFA Archivi - InFarmaco</title>
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	<description>l’informazione indipendente sul farmaco</description>
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	<title>AIFA Archivi - InFarmaco</title>
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		<title>Dalla medicina taglia unica a quella di precisione</title>
		<link>https://infarmaco.it/dalla-medicina-taglia-unica-a-quella-di-precisione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 08:59:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Febbraio 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[AIFA]]></category>
		<category><![CDATA[appropriatezza]]></category>
		<category><![CDATA[medicina di precisione]]></category>
		<category><![CDATA[polifarmacoterapia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’AIFA pubblica un documento per puntare alle terapie personalizzate, costruite sulle caratteristiche biologiche e genetiche di ogni persona</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/dalla-medicina-taglia-unica-a-quella-di-precisione/">Dalla medicina taglia unica a quella di precisione</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Agenzia Italiana del Farmaco ha pubblicato il <a href="https://www.aifa.gov.it/documents/20142/3346516/PP_Medicina_precisione.pdf">Position paper sulla Medicina di precisione e appropriatezza della prescrizione farmacologica</a>, un documento che vuole ridefinire il modo in cui i farmaci vengono prescritti in Italia.<br />
Nel Paese quasi un cittadino su quattro ha più di 65 anni e convive spesso con più malattie croniche. Questo significa, nella maggior parte dei casi, assumere ogni giorno una lunga lista di farmaci: quasi sette anziani su dieci ne prendono almeno cinque contemporaneamente, e quasi uno su tre arriva a dieci o più. Una situazione che non è priva di rischi: più farmaci si assumono, più cresce la probabilità di interazioni pericolose, effetti indesiderati e cure che non si traducono nei risultati attesi.</p>
<h3>Una cura su misura per ogni paziente</h3>
<p>L’idea centrale è quella di superare la medicina “taglia unica”, uguale per tutti, per muoversi verso cure calibrate sulle caratteristiche della singola persona: dalla sua storia clinica, alle condizioni di salute fino al patrimonio genetico. È qui che entra in gioco la cosiddetta prescrittomica, un approccio che combina dati medici tradizionali con analisi genomiche e strumenti di intelligenza artificiale, per aiutare i medici a individuare il farmaco giusto, al dosaggio giusto, per ogni paziente. Tra le proposte concrete, AIFA chiede di rendere sistematica la ricognizione e riconciliazione farmacologica, la revisione periodica cioè di tutte le terapie che la persona sta facendo, una pratica già raccomandata dal Ministero della Salute nel 2014, ma ancora poco praticata. Si punta inoltre a dotare i professionisti sanitari di<em> software</em> in grado di predire potenziali interazioni tra farmaci, a valorizzare la farmacogenomica, che permette di individuare varianti genetiche in grado di influenzare la risposta alle cure e il monitoraggio terapeutico per adattare i dosaggi alle esigenze di ciascuno.</p>
<h3>Una rete nazionale e un nuovo ruolo per i pazienti</h3>
<p>Il documento non si ferma alla singola prescrizione, ma allarga lo sguardo all’organizzazione del Sistema sanitario nel suo insieme. L’obiettivo è rendere queste innovazioni accessibili a tutti. Per questo si auspica la creazione di una rete nazionale di medicina predittiva, con <em>hub</em> regionali, centri di riferimento per consulenze farmacologiche specialistiche e strumenti digitali condivisi tra medici di famiglia, specialisti e ospedali. Accanto alla tecnologia però il documento ricorda che nessun cambiamento è possibile senza avere cura della dimensione umana: le persone devono essere informate e coinvolte nelle scelte che riguardano la propria salute, così come i professionisti sanitari devono essere accompagnati con una formazione adeguata per tradurre questi strumenti in benefici concreti per chi si affida alle loro cure.</p>
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		<title>Cresce la spesa per i farmaci in Italia</title>
		<link>https://infarmaco.it/cresce-la-spesa-per-i-farmaci-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2025 23:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novembre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[AIFA]]></category>
		<category><![CDATA[appropriatezza]]></category>
		<category><![CDATA[Rapporto OsMed]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo i dati del Rapporto OsMed 2024, in Italia la spesa farmaceutica è aumentata del 2,8% rispetto al 2023, con un consumo crescente di farmaci in anziani e bambini e un uso ancora elevato di antibiotici</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È di questa settimana la pubblicazione del <a href="https://www.aifa.gov.it/documents/20142/3159201/AIFA_Rapporto_OsMed_2024.pdf">Rapporto OsMed 2024</a> da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), che offre un’analisi dettagliata sull’uso dei medicinali in Italia sia in ambito territoriale sia ospedaliero.</p>
<h3>I numeri del Rapporto OsMed</h3>
<p>Nel 2024 in Italia la spesa farmaceutica complessiva ha segnato un +2,8% rispetto all’anno precedente. Il 70,8% dei farmaci utilizzati è stato erogato a carico del Servizio Sanitario Nazionale, mentre il restante 29,2% è stato pagato direttamente dai cittadini.<br />
Tra i farmaci, quelli per il sistema cardiovascolare si confermano i più utilizzati, seguiti da quelli per l’apparato gastrointestinale e metabolismo, i farmaci del sangue e quelli del sistema nervoso centrale. Tra quelli di automedicazione, in testa ci sono i farmaci antinfiammatori, che rappresentano l’11,5% della spesa, con ibuprofene e diclofenac ai primi posti.</p>
<h3>Un focus su bambini</h3>
<p>Come ogni anno, il Rapporto OsMed ha inoltre fornito dati dettagliati sull’uso dei farmaci nei bambini.<br />
Nel corso del 2024 più di un bambino su due (50,9%) ha ricevuto almeno una prescrizione di un farmaco. Tra i più utilizzati nella fascia pediatrica ci sono gli antibiotici usati per trattare le infezioni, seguiti dai farmaci dell’apparato respiratorio e dai preparati ormonali sistemici. Ciò che colpisce è che dal 2016 sono più che raddoppiati i consumi di psicofarmaci, soprattutto antipsicotici, antidepressivi e farmaci per l’ADHD. Una tendenza in crescita, che deve far riflettere e suona come un campanello d’allarme.</p>
<h3>I farmaci e gli anziani</h3>
<p>Anche nel 2024 si è registrato un progressivo incremento del numero di farmaci assunti dagli anziani. Il 68,1% degli over 65 ha ricevuto prescrizioni di almeno cinque farmaci diversi (polifarmacoterapia), e quasi uno su tre (28,3%) ne ha assunti almeno dieci.<br />
Oltre ai numeri, il Rapporto fa luce sull’aderenza alla terapia, un problema critico negli anziani e che varia a seconda dei farmaci. Le criticità maggiori riguardano:</p>
<ul>
<li>i farmaci per i disturbi ostruttivi delle vie respiratorie (52,2% di pazienti con bassa aderenza alla terapia prescritta)</li>
<li>gli antidepressivi (28,1%)</li>
<li>i farmaci antidiabetici (22,6%, anche se in calo del 5% rispetto al 2023).</li>
</ul>
<h3>Resta alto il consumo di antibiotici</h3>
<p>Resta ancora elevato il consumo di antibiotici, sebbene nel 2024 si sia registrato un lieve calo rispetto al 2023 (-1,3%), ma con forti differenze regionali. I livelli più elevati di utilizzo si osservano al Sud, dove il 43,6% della popolazione ha assunto almeno un antibiotico nel corso dell’anno, contro il 40,1% del Centro e il 30,6% del Nord.</p>
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		<item>
		<title>I vaccini si confermano farmaci sicuri</title>
		<link>https://infarmaco.it/i-vaccini-si-confermano-farmaci-sicuri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jun 2025 22:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giugno 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[AIFA]]></category>
		<category><![CDATA[farmacovigilanza]]></category>
		<category><![CDATA[reazioni avverse]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I dati del Rapporto Vaccini 2023 fotografano la situazione italiana, con eventi avversi rari e per lo più lievi, non sempre riferibili alla vaccinazione stessa</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/i-vaccini-si-confermano-farmaci-sicuri/">I vaccini si confermano farmaci sicuri</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si parla di vaccini, le reazioni sono le più varie: dai convinti sostenitori, agli scettici, fino agli oppositori. Ma al di là delle opinioni personali, sono la scienza e i dati a parlare. A dirci qualcosa sulla loro sicurezza è il <a href="https://www.aifa.gov.it/documents/20142/0/Rapporto_vaccini_2023.pdf">Rapporto Vaccini</a> pubblicato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), che raccoglie tutte le informazioni sulle sospette reazioni avverse successive alla vaccinazione registrate in Italia nel corso del 2023. Ma perché sospette? Cerchiamo di vederci chiaro.</p>
<h3>È possibile avere un evento avverso dopo un vaccino?</h3>
<p>Sì, i vaccini, come tutti i farmaci, possono accompagnarsi a eventi avversi, più o meno gravi. Tuttavia, il fatto che un evento si verifichi dopo la vaccinazione non significa automaticamente che questa ne sia la causa.<br />
Stabilire un legame diretto, quello che in termini tecnici si chiama nesso di causalità, è un processo complesso che richiede l’analisi del singolo caso, la consultazione della letteratura scientifica e dati su larga scala. Per questo si parla di sospette reazioni avverse: l’associazione temporale non basta a dire che ci sia una relazione causa-effetto.</p>
<h3>I numeri del 2023 in Italia</h3>
<p>Nel 2023, sono state raccolte complessivamente 4.349 segnalazioni di sospetti eventi avversi successivi alla vaccinazione, di cui 1.224 (il 28,3% del totale) relative ai vaccini anti COVID-19, seguono quelle relative ai vaccini anti meningococco (18,6%), ai vaccini anti herpes zoster (11,6%), ai vaccini trivalenti (9,0%) e ai vaccini contro morbillo, parotite, rosolia e varicella (8,5%).<br />
Rispetto all’anno precedente, si è registrato un forte calo: −86% per tutte le segnalazioni e −94% per quelle relative a COVID-19. Un dato spiegabile con la drastica riduzione delle dosi di vaccino anti COVID-19 somministrate, ma anche con la fine della farmacovigilanza attiva per monitorare la situazione e la minore attenzione mediatica.<br />
La buona notizia è che nel 73,6% dei casi gli eventi sono stati classificati come non gravi. Nei casi rimanenti (26,4%) si è trattato di eventi gravi, ma anche qui bisogna essere cauti: non significa infatti automaticamente che il vaccino ne sia la causa. In termini di esito, nel 49% dei casi i sintomi si sono risolti o sono migliorati, nel 31,4% erano ancora presenti al momento della segnalazione (che di solito avviene poco dopo l’inizio dei sintomi), nel 7,8% dei casi hanno lasciato qualche postumo e nel 2,6% dei casi è stato riportato un decesso (anche in questo caso da dimostrare che fosse legato in qualche modo al vaccino somministrato).</p>
<h3>Che cosa fare in caso di un evento avverso</h3>
<p>Se dopo la vaccinazione si manifesta un sintomo (i più comuni sono un’irritazione a livello locale e la comparsa di febbre), il primo passo è parlarne con il medico.<br />
E poi? Tutti, cittadini e operatori sanitari, possono segnalare l’evento sul portale dell’AIFA attraverso l’apposito <a href="https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse">servizio online</a>. Se per i cittadini la segnalazione è un invito, per i professionisti sanitari è un obbligo. In ogni caso, le segnalazioni contribuiscono a migliorare la conoscenza e la sicurezza dei vaccini per tutta la comunità e quindi tutti sono chiamati in causa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/i-vaccini-si-confermano-farmaci-sicuri/">I vaccini si confermano farmaci sicuri</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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