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	<title>declino cognitivo Archivi - InFarmaco</title>
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	<description>l’informazione indipendente sul farmaco</description>
	<lastBuildDate>Mon, 03 Mar 2025 14:45:48 +0000</lastBuildDate>
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	<title>declino cognitivo Archivi - InFarmaco</title>
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		<title>Antipertensivi e declino cognitivo: i vantaggi della deprescrizione</title>
		<link>https://infarmaco.it/antipertensivi-e-declino-cognitivo-i-vantaggi-della-deprescrizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Dec 2024 23:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[antipertensivi]]></category>
		<category><![CDATA[declino cognitivo]]></category>
		<category><![CDATA[deprescrizione]]></category>
		<category><![CDATA[polifarmacoterapia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sospensione mirata dei farmaci antipertensivi non essenziali o non appropriati può proteggere la funzione cognitiva e ridurre i rischi associati alla polifarmacoterapia.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ridurre la terapia antipertensiva nell’anziano ricoverato in RSA può giovare alle sue funzioni cognitive.<br />
Uno studio di coorte statunitense, condotto in diverse case di riposo per anziani, ha esaminato l’effetto della riduzione o sospensione mirata dei farmaci antipertensivi negli anziani ospiti. In tutto sono stati seguiti 12.644 anziani (età superiore ai 65 anni), residenti in una struttura di lungodegenza da almeno 12 settimane. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi: uno a cui è stato ridotto il numero o la dose dei farmaci antipertensivi, compatibilmente con la situazione clinica, e uno che ha mantenuto il trattamento invariato. Esito primario dello studio era la funzione cognitiva degli anziani, valutata come intatta (CSF=1), leggermente compromessa (CSF=2), moderatamente compromessa (CSF=3) e gravemente compromessa (CSF=4).<br />
Al termine del <em>follow up</em> di due anni, è emerso che il gruppo cui era stata ridotta la terapia antipertensiva aveva un rischio significativamente inferiore di declino cognitivo rispetto a coloro che avevano continuato i trattamenti senza variazioni (<em>odds ratio</em> &#8211; OR 0,88, limiti di confidenza al 95% da 0,78 a 0,99). L’effetto è stato ancora più evidente negli anziani con una forma di demenza già in atto, che grazie alla deprescrizione hanno avuto un rallentamento del deficit cognitivo (OR 0,84, limiti di confidenza al 95% da 0,72 a 0,98).<br />
Questi risultati suggeriscono che una riduzione mirata dei farmaci antipertensivi possa avere un effetto protettivo rispetto al declino cognitivo nell’anziano, sottolineando l’importanza di adottare approcci terapeutici personalizzati.</p>
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		<title>Ridurre i farmaci per la pressione nell’anziano aiuta?</title>
		<link>https://infarmaco.it/ridurre-i-farmaci-per-la-pressione-nellanziano-aiuta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Dec 2024 23:00:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dicembre 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[antipertensivi]]></category>
		<category><![CDATA[declino cognitivo]]></category>
		<category><![CDATA[deprescrizione]]></category>
		<category><![CDATA[polifarmacoterapia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ridurre i farmaci per la pressione non strettamente necessari negli anziani può rallentare il declino cognitivo e diminuire i rischi da polifarmacoterapia.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La riduzione dei farmaci per la pressione alta potrebbe giovare all’anziano in termini di declino cognitivo. Gli anziani hanno spesso malattie croniche per le quali prendono numerosi farmaci, in termini tecnici si parla di polifarmacoterapia. Tuttavia, l’assunzione di più farmaci non è priva di rischi perché aumenta la probabilità di effetti collaterali e di interazioni farmacologiche pericolose per la salute.<br />
Una strategia per ridurre questi rischi è rappresentata dalla analisi periodica (si parla di “revisione”, come quella dell’automobile) dei farmaci che vengono assunti, con l’obiettivo di ridurne la dose o di sospenderli se non più necessari o inappropriati. Questo processo, chiamato deprescrizione, si sta dimostrando utile in molti ambiti della medicina e contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, togliere o ridurre i farmaci può comportare benefici per la salute. Ovviamente deve essere il medico a dare indicazioni al riguardo, valutando caso per caso.<br />
Uno studio condotto in alcune case di riposo per anziani negli Stati Uniti ha analizzato l’effetto della riduzione o sospensione dei farmaci per la pressione alta ove possibile, sulla funzione cognitiva degli anziani. I risultati sono stati chiari: ridurre questi farmaci in modo mirato può rallentare il declino cognitivo, soprattutto nelle persone anziane che hanno una forma di demenza.</p>
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