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	<title>deprescrizione Archivi - InFarmaco</title>
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	<description>l’informazione indipendente sul farmaco</description>
	<lastBuildDate>Thu, 12 Mar 2026 09:38:34 +0000</lastBuildDate>
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	<title>deprescrizione Archivi - InFarmaco</title>
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	<item>
		<title>Deprescrizione dei farmaci negli anziani: il “come” fa la differenza</title>
		<link>https://infarmaco.it/deprescrizione-dei-farmaci-negli-anziani-il-come-fa-la-differenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 09:38:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Marzo 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[deprescrizione]]></category>
		<category><![CDATA[reazione avversa]]></category>
		<category><![CDATA[ricovero ospedaliero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Interruzioni della terapia o riduzioni della dose possono incidere sulla successiva necessità di un ricovero ospedaliero, specie se riguardano i farmaci cardiovascolari</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una quota significativa dei ricoveri ospedalieri degli anziani è causata dai farmaci e circa la metà di questi casi sarebbe prevenibile. I motivi che portano al ricovero sono diversi e vanno dalle reazioni avverse alle terapie non più efficaci nel controllo della malattia. Meno sospettabile, ma comunque implicata in questi ricoveri, è la riduzione o la sospensione di un farmaco, volontaria e suggerita dal medico secondo una vera e propria deprescrizione.<br />
Se da un lato ridurre il carico farmacologico negli anziani è un obiettivo importante, perché meno farmaci significa anche meno effetti collaterali e meno interazioni pericolose, dall’altro smettere di prendere un medicinale, specie se in modo brusco, può provocare sintomi di rimbalzo o il peggioramento della malattia di base, con conseguenze anche gravi, portando a nuovi ricoveri.<br />
Ma quanto è frequente questa situazione? E quanto può pesare sulla salute di un anziano già fragile?</p>
<h3>Uno studio pilota per capire il ruolo della deprescrizione nei ricoveri</h3>
<p>Uno studio australiano di piccole dimensioni ha analizzato le cartelle cliniche di 10 pazienti over 65 che nel corso di un ricovero avevano ricevuto una deprescrizione (sospsensione o riduzione della dose) di uno o più farmaci. L’obiettivo era capire quanti nuovi ricoveri ospedalieri fossero riconducibili alla deprescrizione avvenuta durante il ricovero precedente. Si tratta di uno studio pilota, quindi condotto su un numero limitato di persone e non generalizzabile, ma i cui risultati offrono spunti importanti. I partecipanti erano “grandi anziani”, avevano un’età mediana di 93 anni assumevano in media 10 farmaci al giorno e durante il ricovero erano stati modificati, in media, due trattamenti per persona.</p>
<h3>Sospendere un farmaco può portare a nuove ospedalizzazioni?</h3>
<p>Su 33 sospensioni farmacologiche analizzate, 6 hanno verosimilmente contribuito a un nuovo ricovero ospedaliero.<br />
I medicinali più spesso coinvolti erano i diuretici (usati nel controllo della pressione arteriosa o nei casi si scompenso cardiaco) e altri farmaci cardiovascolari. La loro interruzione o riduzione di dosaggio ha frequentemente determinato il ritorno della ritenzione idrica, con edemio un peggioramento dello scompenso cardiaco, condizioni che nei pazienti molto anziani possono rapidamente richiedere un nuovo ricovero per riequilibrare la situazione.<br />
Un dato particolarmente significativo riguarda le modalità con cui è stata effettuata la deprescrizione: in diversi casi i farmaci erano stati interrotti bruscamente, senza una riduzione graduale della dose, oppure erano stati sospesi contemporaneamente più medicinali utili nel controllo della stessa condizione clinica.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Troppi farmaci negli anziani: quali interventi riducono i rischi?</title>
		<link>https://infarmaco.it/troppi-farmaci-negli-anziani-quali-interventi-riducono-i-rischi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 23:01:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Febbraio 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[deprescrizione]]></category>
		<category><![CDATA[polifarmacoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[revisione della terapia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=4933</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una ampia revisione degli studi pubblicati in letteratura fa il punto sugli interventi per gestire al meglio la polifarmacoterapia negli anziani</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si stima che quasi il 40% della popolazione anziana nel mondo assuma quotidianamente 5 o più farmaci (polifarmacoterapia), soprattutto nei Paesi economicamente più sviluppati e tra gli ultrasettantenni. Le conseguenze sono importanti e vanno dalle interazioni tra farmaci agli effetti collaterali, fino ai ricoveri ospedalieri e alle cadute associate all’uso di farmaci, rendendo prioritaria una gestione attenta. Negli ultimi anni sono stati condotti diversi studi per chiarire quali interventi possano aiutare a gestire questa condizione riducendone i rischi, con risultati eterogenei.</p>
<h3>Una revisione a ombrello per fare il punto</h3>
<p>Per riassumere le prove disponibili sul tema un gruppo di ricercatori italiani ha condotto una revisione “a ombrello”, che ha raccolto e analizzato cioè i risultati da altre 6 revisioni sistematiche con metanalisi, per un totale di 110 studi controllati e randomizzati. L’obiettivo era valutare l’efficacia di diversi interventi messi in campo per modificare la polifarmacoterapia nelle persone anziane, con particolare attenzione ai risultati clinici rilevanti, come la mortalità, i ricoveri in ospedale e le cadute. Sono stati esaminati diversi approcci: dalla revisione dei farmaci alla deprescrizione (la riduzione controllata dei medicinali), dagli interventi educativi a quelli comportamentali mirati all’appropriatezza, alla riduzione o all’aderenza alle terapie prescritte.</p>
<h3>Che cosa funziona meglio</h3>
<p>I risultati variano molto a seconda del tipo di intervento e del contesto e anche la qualità degli studi lascia spesso a desiderare:</p>
<ul>
<li>le revisioni delle terapie in atto mirate alla deprescrizione hanno dimostrato di ridurre la mortalità del 26% quando condotte sul territorio, ma non hanno dato lo stesso beneficio in contesti ospedalieri. In entrambi i casi hanno migliorato l’appropriatezza prescrittiva, senza però ridurre significativamente ricoveri o cadute. In ospedale risultano più efficaci le revisioni multidisciplinari, valutazioni più ampie volte a ottimizzare e non solo ridurre la terapia, condotte da team di professionisti (medici, farmacisti, infermieri) che lavorano in modo coordinato e che hanno dimostrato di ridurre i ricoveri dell’11%</li>
<li>gli interventi comportamentali basati su promemoria, supporto motivazionale e aiuto nella creazione di abitudini hanno dato i risultati più promettenti riducendo i ricoveri fino al 79% quando applicati da soli e del 30% se combinati con interventi educativi, soprattutto in comunità. Non sono però emersi benefici in termini di mortalità o cadute</li>
<li>gli interventi esclusivamente educativi o basati su sistemi informatici non hanno mostrato benefici significativi su nessuno degli esiti considerati.</li>
</ul>
<p>Nessun intervento quindi ha ridotto in modo significativo il rischio di cadute, uno degli esiti più temuti della polifarmacoterapia.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Nell’anziano ridurre il rischio di cadute partendo dai farmaci è possibile</title>
		<link>https://infarmaco.it/nellanziano-ridurre-il-rischio-di-cadute-partendo-dai-farmaci-e-possibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2026 23:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gennaio 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[cadute]]></category>
		<category><![CDATA[deprescrizione]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[revisione della terapia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel nuovo Minidossier di COSIsiFA parliamo di farmaci e rischio di cadute, dai medicinali maggiormente coinvolti alle strategie attuabili per ridurne il pericolo</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I farmaci sono spesso implicati nelle cadute negli anziani e rappresentano un importante fattore di rischio. Il tema è al centro del nuovo <em>Minidossier</em> COSIsiFA “<a href="https://infarmaco.it/wp-content/uploads/2026/01/11_minidossier_farmaci_e_cadute_def.pdf">Rischio di cadute e uso di farmaci: che cosa c’è da sapere</a>”, che fa luce su un problema di rilevante impatto sanitario e sociale.<br />
Ogni anno oltre il 30% degli <em>over</em> 65 va incontro ad almeno una caduta, con conseguenze che possono essere gravi: fratture, ospedalizzazioni, paura di cadere nuovamente e quindi timore di muoversi, perdita dell’autonomia con conseguenze significative sulla qualità della vita e sui costi sanitari.<br />
Tra i principali fattori di rischio modificabili, su cui si può intervenire, emergono i farmaci, in particolare quelli che agiscono sul sistema nervoso centrale e cardiovascolare, che possono favorire la comparsa di vertigini, instabilità o ipotensione ortostatica, aumentando il pericolo di caduta.<br />
Il <em>Minidossier</em> analizza i dati più recenti della letteratura scientifica, evidenziando come una revisione periodica delle terapie e una deprescrizione mirata dei farmaci, quando appropriata, possano ridurre in modo significativo il rischio di cadute nell’anziano. Un processo che deve sempre basarsi su una valutazione multidisciplinare e personalizzata.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Rischio di cadute e uso di farmaci: che cosa c’è da sapere</title>
		<link>https://infarmaco.it/4749-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2026 22:15:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gennaio 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Minidossier]]></category>
		<category><![CDATA[cadute]]></category>
		<category><![CDATA[deprescrizione]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[revisione della terapia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel nuovo <em>Minidossier</em> di COSIsiFA parliamo di farmaci e rischio di cadute, dai medicinali maggiormente coinvolti alle strategie attuabili per ridurne il pericolo</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/4749-2/">Rischio di cadute e uso di farmaci: che cosa c’è da sapere</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In questo <em>Minidossier</em> si parla di farmaci e rischio di cadute, dai medicinali maggiormente coinvolti alle strategie attuabili per ridurne il pericolo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/4749-2/">Rischio di cadute e uso di farmaci: che cosa c’è da sapere</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Una app può aiutare il medico nella deprescrizione dei farmaci?</title>
		<link>https://infarmaco.it/una-app-puo-aiutare-il-medico-nella-deprescrizione-dei-farmaci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jan 2026 23:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gennaio 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[app]]></category>
		<category><![CDATA[appropriatezza]]></category>
		<category><![CDATA[deprescrizione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Strumenti di supporto decisionale potrebbero aiutare il medico nelle decisioni riguardo all’opportunità di ridurre o sospendere un farmaco in caso di polifarmacoterapia</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni giorno molti anziani si trovano ad assumere più farmaci contemporaneamente, una condizione nota come polifarmacoterapia se i farmaci sono almeno cinque, che comporta un aumento del rischio di ricevere prescrizioni potenzialmente inappropriate, in cui i danni superano i benefici. Questa situazione si associa a un incremento delle reazioni avverse, tra cui cadute, fratture, declino cognitivo, ma anche ospedalizzazione e morte.<br />
Il problema riguarda in particolare gli anziani che vivono in residenze sanitarie assistenziali (RSA), dove sono più frequenti quadri clinici complessi che richiedono l’assunzione di più farmaci per periodi prolungati. In questi contesti, deprescrivere i farmaci, ossia ridurre o sospendere quelli non strettamente necessari, è essenziale, anche se non sempre facile da applicare nella pratica clinica. Per facilitare questo processo, negli ultimi anni sono stati sviluppati supporti elettronici decisionali con l’obiettivo di aiutare i medici nella revisione periodica delle terapie.</p>
<h3>Una <em>app</em> per la deprescrizione</h3>
<p>Uno studio canadese ha valutato una <em>app</em> in grado di accedere a un <em>software</em> di supporto decisionale, per vedere se la sua disponibilità potesse rendere la deprescrizione più efficace e più facilmente applicabile. La ricerca ha coinvolto 725 anziani residenti in cinque residenze sanitaria assistenziali.<br />
In una prima fase dello studio la deprescrizione veniva fatta senza l’aiuto della <em>app</em>, valutando ogni tre mesi l’opportunità di ridurre o sospendere alcune terapie. Successivamente, alcune RSA hanno fornito la <em>app</em> ai propri medici, che potevano così avere per ogni residenteun rapporto personalizzato che indicava quali farmaci potessero non essere più necessari, quali ridotti e quali sospesi. Il tutto senza sostituirsi al giudizio del medico, ma semplicemente fornendogli un supporto nella valutazione delle terapie attraverso informazioni basate sulle prove scientifiche.<br />
All’inizio dello studio, ogni residente assumeva in media 10 farmaci, di cui 3 considerati potenzialmente inappropriati, ciononostante solo al 12,7% dei residenti era stato ridotto o tolto un farmaco.<br />
Quando è stato introdotto l’uso della <em>app</em>, la situazione è cambiata in meglio: più di un residente su tre (36,4%) ha avuto almeno un farmaco potenzialmente inappropriato deprescritto.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come ridurre i troppi farmaci è il tema del secondo podcast di COSIsiFA</title>
		<link>https://infarmaco.it/come-ridurre-i-troppi-farmaci-e-il-tema-del-secondo-podcast-di-cosisifa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Dec 2025 09:51:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dicembre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[deprescrizione]]></category>
		<category><![CDATA[polifarmacoterapia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È online nella sezione “Media” del portale il podcast <a href="https://www.spreaker.com/episode/anziano-e-politerapia-quando-si-possono-ridurre-i-farmaci--68882754" target="_blank">“Anziano e politerapia: quando si possono ridurre i farmaci?”</a> È il secondo episodio della collana “I podcast di COSIsiFA”</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/come-ridurre-i-troppi-farmaci-e-il-tema-del-secondo-podcast-di-cosisifa/">Come ridurre i troppi farmaci è il tema del secondo podcast di COSIsiFA</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con l’avanzare dell’età aumenta inevitabilmente anche il numero dei farmaci che si devono prendere. I dati lo confermano: la maggior parte delle persone anziane convive con più malattie croniche e, di conseguenza, tende ad accumulare prescrizioni nel tempo. Ma questa escalation terapeutica è sempre necessaria? E soprattutto: tutti i farmaci devono essere mantenuti o alcuni potrebbero essere rivalutati e, in sicurezza, ridotti o addirittura sospesi su indicazione del medico?<br />
A queste domande risponde il nuovo podcast “<a href="https://www.spreaker.com/episode/anziano-e-politerapia-quando-si-possono-ridurre-i-farmaci--68882754">Anziano e politerapia: quando si possono ridurre i farmaci”</a>. Con Luca Pasina, responsabile del Laboratorio di farmacologia clinica e appropriatezza dell’Istituto Mario Negri di Milano, e Pier Mannuccio Mannucci, professore emerito di Medicina interna dell’Università degli Studi di Milano discutiamo di politerapia, deprescrizione e uso appropriato dei farmaci nell’anziano.<br />
Gli esperti analizzano rischi e opportunità per le persone che devono prendere più farmaci e, attraverso esempi pratici, mostrano quanto sia importante rivedere periodicamente la terapia farmacologica, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita e ridurre gli effetti indesiderati evitabili.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Soldi e istruzione  condizionano l’atteggiamento degli anziani  sui farmaci</title>
		<link>https://infarmaco.it/soldi-e-istruzione-atteggiamento-anziani-farmaci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Nov 2025 23:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novembre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[deprescrizione]]></category>
		<category><![CDATA[stato socioeconomico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=4460</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lo stato socioeconomico incide su quanti farmaci assumono gli anziani, su come li percepiscono, sulla disponibilità a ridurli, e sulla fiducia nel proprio medico</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni giorno, in Italia, milioni di anziani assumono diversi farmaci. Questa condizione, chiamata polifarmacoterapia, si verifica quando una persona prende cinque o più medicinali quotidianamente.<br />
Diversi studi hanno dimostrato che le persone di basso stato socioeconomico, con minori risorse economiche, un livello di istruzione più basso e un accesso limitato ai servizi sanitari hanno una maggiore probabilità di essere in polifarmacoterapia.<br />
Tuttavia, poco si sa su come lo stato socioeconomico influenzi l’atteggiamento degli anziani verso i farmaci e verso la deprescrizione, ovvero la possibilità di ridurre o sospendere, in accordo con il medico, i medicinali non più strettamente necessari.</p>
<h3>Uno studio per capire l’influenza dello stato socioeconomico</h3>
<p>Per approfondire questa relazione, è stato condotto un ampio studio trasversale che ha coinvolto oltre 1.300 ultrasessantacinquenni in 14 Paesi, tra cui l’Italia. L’obiettivo era valutare l’associazione tra lo stato socioeconomico e:</p>
<ul>
<li>la disponibilità a sospendere un farmaco se consigliato dal medico (deprescrizione)</li>
<li>la soddisfazione per i farmaci assunti</li>
<li>la valutazione del proprio stato di salute</li>
<li>l’alfabetizzazione sanitaria, cioè la capacità di comprendere e gestire le informazioni sulla propria salute</li>
<li>la fiducia nel proprio medico di famiglia.</li>
</ul>
<h3>Che cose è emerso dallo studio</h3>
<p>Rispetto agli anziani con un alto stato socioeconomico, quelli in condizioni più svantaggiate avevano:</p>
<ul>
<li>una maggiore probabilità di voler sospendere un farmaco</li>
<li>una minore soddisfazione riguardo alle cure</li>
<li>un peggiore stato di salute percepito</li>
<li>una minore alfabetizzazione sanitaria</li>
<li>una minore fiducia nel proprio medico di famiglia.</li>
</ul>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ridurre o sospendere i farmaci negli anziani: quali benefici?</title>
		<link>https://infarmaco.it/ridurre-o-sospendere-i-farmaci-negli-anziani-quali-benefici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2025 22:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ottobre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[deprescrizione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=4333</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tra gli anziani che vivono a casa, la deprescrizione comporta una riduzione modesta dei farmaci assunti, ma il suo impatto sulla salute della collettività può essere rilevante</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per molti anziani, la polifarmacoterapia, ovvero l’assunzione quotidiana di cinque o più farmaci è una realtà.<br />
Non tutti i farmaci presi nella giornata sono però sempre necessari, per cui il medico può valutarne una riduzione della dose o addirittura la sospensione. Questa pratica, chiamata deprescrizione, può aiutare a ridurre i farmaci diventati superflui e, di conseguenza, il rischio di effetti collaterali.<br />
Negli anziani che vivono a casa, la deprescrizione però può risultare più complessa soprattutto per la tendenza di alcune persone a gestire autonomamente le proprie terapie.</p>
<h3>I benefici della deprescrizione</h3>
<p>Un gruppo di ricercatori si è chiesto se in questa popolazione la deprescrizione porti benefici concreti in termini di riduzione dei farmaci assunti giornalmente.<br />
Analizzando 17 studi, è emerso che, in media, ogni anziano che vive a domicilio e che partecipa a un programma di deprescrizione riduce, anche se di poco, il proprio consumo di farmaci, ma non in tutti i casi.<br />
Non è invece cambiata in modo significativo la percentuale di persone che assumono farmaci potenzialmente inappropriati, cioè quei farmaci che potrebbero essere evitati o sostituiti con alternative più sicure.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli effetti della deprescrizione negli anziani a domicilio</title>
		<link>https://infarmaco.it/gli-effetti-della-deprescrizione-negli-anziani-a-domicilio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2025 22:00:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[deprescrizione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra gli anziani che vivono a casa, la deprescrizione comporta una riduzione modesta dei farmaci assunti, ma il suo impatto sulla salute della collettività può essere rilevante</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La deprescrizione, la diminuzione o sospensione mirata dei farmaci assunti cronicamente, è un’opportunità per migliorare la sicurezza dei pazienti e la qualità delle cure, riducendo la polifarmacoterapia e l’uso di farmaci potenzialmente inappropriati, spesso associati a eventi avversi.<br />
Se sulla carta il concetto è semplice, la sua applicazione nella pratica clinica è complessa, specialmente tra gli anziani che vivono a casa e che sono generalmente più autonomi nella gestione delle terapie rispetto a quelli ospedalizzati o assistiti in strutture di lungodegenza.<br />
Un gruppo di ricercatori statunitensi si è quindi chiesto se gli interventi di deprescrizione riducano davvero il numero totale di farmaci, in particolare quelli potenzialmente inappropriati, tra gli anziani che vivono al domicilio.</p>
<h3>Uno studio per valutare i benefici della deprescrizione</h3>
<p>Per rispondere a questa domanda è stata condotta una revisione sistematica con metanalisi che ha incluso 17 studi pubblicati tra il 2019 e il 2024.<br />
Chi ha partecipato ai programmi di deprescrizione ha assunto, in media, 0,14 farmaci in meno rispetto al gruppo di confronto, un risultato statisticamente significativo anche se di entità modesta (limiti di confidenza al 95% da −0,27 a −0,01).<br />
La deprescrizione non consentiva invece una riduzione significativa della percentuale di anziani che faceva uso di almeno un farmaco potenzialmente inappropriato (odds ratio 0,92, limiti di confidenza al 95% da 0,74 a 1,14).<br />
In altre parole, i programmi di deprescrizione sembrano ridurre lievemente il numero complessivo di farmaci assunti, ma il loro impatto sull’appropriatezza terapeutica resta incerto.</p>
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		<title>Al via il primo corso di formazione a distanza del progetto COSIsiFA</title>
		<link>https://infarmaco.it/al-via-il-primo-corso-di-formazione-a-distanza-del-progetto-cosisifa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jul 2025 22:03:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Luglio 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[anziano]]></category>
		<category><![CDATA[appropriatezza]]></category>
		<category><![CDATA[deprescrizione]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[revisione della terapia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il corso affronta il tema della revisione della terapia e della deprescrizione utili nella gestione quotidiana dei pazienti anziani, contribuendo concretamente a una pratica clinica più consapevole e sicura</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È online il primo corso di formazione a distanza del progetto <a href="https://infarmaco.it/formazione/">COSIsiFA</a>, gratuito e rivolto a tutti gli operatori sanitari delle Regioni aderenti all’iniziativa.<br />
Il tema? Revisione della terapia e riduzione dei farmaci nell’anziano.<br />
Se sei un operatore sanitario e desideri accedere al corso, <a href="https://www.saepe.it/corso/corsi-cosisifad/revisione-terapia-riduzione-farmaci-anziano">clicca qui</a>.<br />
Il corso di formazione, strutturato in sei moduli, propone videolezioni, videoclip animate, materiale di approfondimento, esercitazioni pratiche e questionari di valutazione, con l’obiettivo di fornire conoscenze aggiornate e strumenti operativi per affrontare una delle principali sfide della medicina geriatrica: la gestione della polifarmacoterapia.<br />
Il corso, che eroga 14 crediti ECM, è solo il primo appuntamento formativo di una collana di corsi che, nei due anni a venire, affronterà altre tematiche rilevanti legate al farmaco.</p>
<h3>Perché questo tema?</h3>
<p>Secondo il rapporto OsMed 2023, il 68% degli <em>over</em> 65 italiani assume almeno cinque farmaci contemporaneamente e quasi un terzo più di dieci. Una situazione spesso inevitabile, ma che comporta rischi significativi: interazioni farmacologiche, prescrizioni inappropriate, eventi avversi evitabili e scarsa aderenza terapeutica.<br />
L’obiettivo del corso è supportare i professionisti sanitari nella revisione periodica e ragionata delle terapie farmacologiche, promuovendo un uso più sicuro, efficace e personalizzato dei farmaci, in base all’età, alla fragilità clinica, alle comorbilità e agli obiettivi individuali di cura.<br />
Un processo complesso, che richiede competenze specifiche, aggiornamento continuo e una comunicazione efficace con pazienti, familiari e <em>caregiver</em>.</p>
<h3><em>Focus</em> sui contenuti del corso di formazione</h3>
<p>Tra i principali contenuti del corso figurano:</p>
<ul>
<li>epidemiologia della multimorbilità, polifarmacoterapia e appropriatezza prescrittiva</li>
<li>interazioni farmacologiche (anche con alimenti e integratori) clinicamente rilevanti</li>
<li>aderenza terapeutica e strategie per favorirla</li>
<li>ricognizione e riconciliazione farmacologica</li>
<li>revisione della terapia e deprescrizione</li>
<li>benefici attesi nei diversi contesti assistenziali.</li>
</ul>
<p>Un’occasione formativa concreta per tutti i professionisti sanitari che desiderano contribuire a una pratica clinica più consapevole e centrata sulla persona, migliorando la qualità delle cure rivolte agli anziani.</p>
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