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	<title>efficacia Archivi - InFarmaco</title>
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	<description>l’informazione indipendente sul farmaco</description>
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	<title>efficacia Archivi - InFarmaco</title>
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	<item>
		<title>L’immunoterapia allunga la vita nel tumore del polmone</title>
		<link>https://infarmaco.it/limmunoterapia-allunga-la-vita-nel-tumore-del-polmone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jul 2025 22:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Luglio 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[efficacia]]></category>
		<category><![CDATA[immunoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[tumore del polmone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il tumore del polmone, nella sua forma più diffusa, può essere trattato con l’immunoterapia ottenendo buoni risultati a fronte di frequenti effetti avversi</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/limmunoterapia-allunga-la-vita-nel-tumore-del-polmone/">L’immunoterapia allunga la vita nel tumore del polmone</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’immunoterapia sembra essere più efficace della tradizionale chemioterapia nel tumore del polmone. Fino a non molto tempo fa l’unica risorsa per il tumore del polmone non a piccole cellule (la forma più diffusa, che riguarda circa l’85% dei casi di tumore del polmone), a parte l’approccio chirurgico quando praticabile, era il ricorso ai cicli di chemioterapia, con risultati non sempre soddisfacenti.</p>
<h3>L’azione dell’immunoterapia nel tumore del polmone</h3>
<p>Negli ultimi anni sono diventati disponibili nuovi farmaci che agiscono sbloccando la risposta immune dell’organismo contro il tumore. Questi farmaci sono chiamati inibitori del <em>checkpoint</em> immunitario perché tolgono il freno ai linfociti T, la cui azione viene altrimenti bloccata dal tumore stesso. Si parla quindi di immunoterapia. Questa forma di trattamento si è dimostrata efficace nella cura del tumore del polmone negli adulti ma rimanevano dubbi riguardo al suo effetto nelle persone anziane.<br />
Che cosa è meglio fare in questi casi? Ricorrere alla chemioterapia o usare l’immunoterapia? Una revisione sistematica della letteratura scientifica ha confrontato il risultato dei due trattamenti per giungere alla conclusione che l’immunoterapia migliorava la sopravvivenza rispetto alla chemioterapia e teneva anche più controllata la malattia, rallentandone la ripresa. Ciò a fronte però di effetti avversi rilevanti (vedi anche la news “<a href="https://infarmaco.it/stimolare-la-risposta-immunitaria-comporta-qualche-rischio-2/">Stimolare la risposta immunitaria comporta qualche rischio</a>”) che si sono verificati nella metà dei pazienti e che hanno portato all’interruzione del trattamento nel 20% circa dei casi. Questi effetti negativi erano più frequenti se nello schema terapeutico veniva usato più di un farmaco.<br />
L’immunoterapia infine non sarebbe efficace in tutti i casi, la massima efficacia si avrebbe al di sotto dei 75 anni d’età e quando le condizioni di partenza sono migliori.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/limmunoterapia-allunga-la-vita-nel-tumore-del-polmone/">L’immunoterapia allunga la vita nel tumore del polmone</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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		<title>Immunoterapia o chemioterapia nel tumore del polmone non a piccole cellule?</title>
		<link>https://infarmaco.it/immunoterapia-o-chemioterapia-nel-tumore-del-polmone-non-a-piccole-cellule/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jul 2025 22:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[efficacia]]></category>
		<category><![CDATA[immunoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[tumore del polmone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il tumore del polmone, nella sua forma più diffusa, può essere trattato con l’immunoterapia ottenendo buoni risultati a fronte di frequenti effetti avversi</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/immunoterapia-o-chemioterapia-nel-tumore-del-polmone-non-a-piccole-cellule/">Immunoterapia o chemioterapia nel tumore del polmone non a piccole cellule?</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo una revisione sistematica con metanalisi e sulla base anche dei dati rilevati da studi condotti nel mondo reale, la terapia con inibitori del <em>checkpoint</em> in caso di tumore del polmone non a piccole cellule ottiene migliori risultati della chemioterapia.</p>
<h3>Il disegno dello studio e i risultati</h3>
<p>È stata condotta una revisione sistematica che ha identificato 35 studi controllati e randomizzati di fase 3 per un totale di 9.788 pazienti e sono state anche valutati i dati di 64 studi condotti nella pratica clinica corrente per un totale di altri 37.111 pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule. L’esito primario valutato, nel confronto tra immunoterapia e chemioterapia, era la sopravvivenza globale.<br />
I dati derivati dagli studi controllati e randomizzati indicavano un miglioramento significativo nella sopravvivenza globale dei pazienti trattati con l’immunoterapia rispetto a quelli sottoposti a chemioterapia (<em>hazard ratio</em>: 0,78, limiti di confidenza al 95% da 0,74 a 0,82), dato confermato anche dall’esito secondario che era la sopravvivenza libera da malattia (<em>hazard ratio</em>: 0,67, limiti di confidenza al 95% da 0,60 a 0,75). Questo effetto era indipendente dall’etnia del paziente, dal tipo istologico o dal tipo di immunoterapia. L’allungamento della sopravvivenza non si osservava però nei pazienti oltre i 75 ani d’età o con condizioni funzionali peggiori in partenza.<br />
I dati degli studi condotti nella pratica clinica corrente erano sulla stessa linea, con una sopravvivenza globale mediana con l’immunoterapia pari a 11,8 mesi.<br />
Sul piano della sicurezza il 50,2% dei pazienti trattati con immunoterapia ha avuto un evento avverso di grado 3 o superiore (vedi anche la <em>news</em> “<a href="https://infarmaco.it/stimolare-la-risposta-immunitaria-comporta-qualche-rischio-2/">Stimolare la risposta immunitaria comporta qualche rischio</a>”), tale comunque da non far interrompere il trattamento nella maggior parte dei casi (solo nel 18,7% si è dovuto sospendere l’immunoterapia). Il rischio di eventi avversi era minore se si usava un solo farmaco e aumentava in caso di politerapia con più inibitori del <em>checkpoint</em> immunitario.</p>
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		<item>
		<title>I farmaci per dormire funzionano meno negli anziani?</title>
		<link>https://infarmaco.it/i-farmaci-per-dormire-funzionano-meno-negli-anziani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jan 2025 07:40:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gennaio 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[efficacia]]></category>
		<category><![CDATA[insonnia]]></category>
		<category><![CDATA[ipnotici]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La risposta ai farmaci ipnotici sembra variare con l’età, risultando più ridotta negli anziani rispetto ai giovani e rendendo fondamentale una terapia personalizzata che tenga conto di rischi e benefici</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/i-farmaci-per-dormire-funzionano-meno-negli-anziani/">I farmaci per dormire funzionano meno negli anziani?</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I farmaci per dormire sembrano funzionare meno negli anziani rispetto ai giovani. A tutti è capitato di avere difficoltà a prendere sonno o a dormire, ma negli anziani il problema è spesso cronico. Con l’età infatti il sonno cambia e per molti anziani può diventare difficile addormentarsi, dormire bene, mentre è più facile svegliarsi molto presto al mattino durante la notte. Per questi motivi, molti anziani ricorrono a farmaci, chiamati ipnotici, per favorire il sonno, con i benefici ma anche i rischi connessi<br />
Secondo uno studio che ha raccolto in una cosiddetta revisione sistematica i dati ricavati da 70 ricerche, gli anziani non trarrebbero gli stessi benefici dei più giovani dai farmaci per dormire. La qualità del sonno negli <em>over</em> 65, infatti, migliora meno rispetto ai giovani con l’uso degli ipnotici, come se questi farmaci avessero un’efficacia ridotta in questa fascia d’età. Perché succede? Potrebbe dipendere dal fatto che molti anziani soffrono di malattie croniche e assumono altri farmaci che possono interferire con gli ipnotici, riducendone l’efficacia.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Farmaci ipnotici: la risposta varia con l’età?</title>
		<link>https://infarmaco.it/farmaci-ipnotici-la-risposta-varia-con-leta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jan 2025 07:37:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[efficacia]]></category>
		<category><![CDATA[insonnia]]></category>
		<category><![CDATA[ipnotici]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La risposta ai farmaci ipnotici sembra variare con l’età, risultando più ridotta negli anziani rispetto ai giovani e rendendo fondamentale una terapia personalizzata che tenga conto di rischi e benefici</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/farmaci-ipnotici-la-risposta-varia-con-leta/">Farmaci ipnotici: la risposta varia con l’età?</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I farmaci ipnoinducenti, comunemente usati per il trattamento dell’insonnia, sembrano meno efficaci negli anziani rispetto ai più giovani. Lo suggerisce una revisione sistematica con metanalisi di 70 studi controllati e randomizzati pubblicati tra il 2000 e il 2022, finalizzata a valutare l’efficacia e la sicurezza di questi farmaci in relazione all’età. Lo studio ha analizzato i dati di 18.408 partecipanti, di cui 14.720 d’età inferiore ai 65 anni e 3.688 ultrassessantacinquenni.<br />
I dati, raccolti mediante questionari di autovalutazione della qualità del sonno, hanno evidenziato che, sebbene gli ipnotici migliorino il sonno rispetto al placebo, avrebbero un’efficacia ridotta nei pazienti anziani (differenza media standardizzata -0,36, limiti di confidenza al 95% da -0,26 a 0,45). Al contrario, nei soggetti più giovani, l’assunzione di questi farmaci sembra dare benefici maggiori, probabilmente a causa della migliore risposta ai farmaci Z (zolpidem, zopiclone) in questa fascia d’età (differenza media standardizzata -0,51, limiti di confidenza al 95% da -0,41 a 0,61).<br />
Queste differenze potrebbero essere attribuite a fattori come la polifarmacoterapia e la presenza di comorbilità, condizioni frequenti nella popolazione anziana, che possono interferire con l’azione farmacologica degli ipnotici, riducendone l’efficacia e aumentando il rischio di effetti collaterali.</p>
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