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	<title>Farmaci Z Archivi - InFarmaco</title>
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	<description>l’informazione indipendente sul farmaco</description>
	<lastBuildDate>Wed, 16 Jul 2025 20:58:53 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Farmaci Z Archivi - InFarmaco</title>
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		<title>Per l’insonnia dell’anziano i farmaci non sono la prima scelta</title>
		<link>https://infarmaco.it/per-linsonnia-dellanziano-i-farmaci-non-sono-la-prima-scelta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jul 2025 22:00:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Luglio 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[Benzodiazepine]]></category>
		<category><![CDATA[Farmaci Z]]></category>
		<category><![CDATA[insonnia]]></category>
		<category><![CDATA[Trazodone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nuovo minidossier di COSIsiFA analizza rischi, limiti e alternative all’uso dei farmaci per l’insonnia negli anziani, evidenziando l’importanza degli approcci non farmacologici</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/per-linsonnia-dellanziano-i-farmaci-non-sono-la-prima-scelta/">Per l’insonnia dell’anziano i farmaci non sono la prima scelta</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I farmaci per l’insonnia negli anziani di primo acchito non vanno usati, cercando di risolvere il disturbo del sonno in altro modo, ma quando necessari vanno usati in maniera appropriata e per periodi di tempo brevi.<br />
Con l’avanzare dell’età, l’architettura del sonno cambia: diventa più frammentato, meno profondo e soggetto a frequenti risvegli. Non sorprende quindi che l’insonnia sia un disturbo molto comune tra gli anziani. In Italia si tende ancora a privilegiare l’approccio farmacologico a questo disturbo, ma è davvero la scelta più sicura ed efficace?<br />
Nel <a href="https://infarmaco.it/wp-content/uploads/2025/07/M6_minidossier_farmaci_insonnia_def.pdf">sesto minidossier di COSIsiFA</a> facciamo chiarezza su questo tema.</p>
<h3>I farmaci per l’insonnia</h3>
<p>Le benzodiazepine ad azione ipnotico-sedativa e i cosiddetti farmaci Z (perché iniziano con la lettera zeta: zolpidem, zopiclone e zaleplon) sono indicati per il trattamento a breve termine dell’insonnia. Il loro corretto impiego prevede un’assunzione per periodi di 2-4 settimane, alternate a periodi di sospensione, ma molti anziani finiscono per assumerli a dosi più elevate del previsto o cronicamente. Questo comportamento aumenta il rischio di tolleranza, cioè la necessità di assumere dosi sempre più alte per avere lo stesso effetto, e di dipendenza, che si manifesta come un bisogno forte e continuo di prendere il farmaco. Inoltre, cresce anche il rischio di cadute e fratture, con conseguenze particolarmente gravi soprattutto negli anziani.<br />
Non manca poi il ricorso ad alternative <em>off label</em>, erroneamente ritenute più sicure. Parliamo, per esempio, del trazodone, un antidepressivo che in realtà aumenta il rischio di effetti indesiderati gravi nell’anziano, come ipotensione ortostatica, cadute e fratture. O ancora di integratori a base di melatonina o valeriana, spesso tra le prime opzioni considerate da chi soffre di disturbi del sonno, nonostante manchino prove che dimostrino la loro reale efficacia.</p>
<h3>La prima scelta resta non farmacologica</h3>
<p>Le linee guida internazionali parlano chiaro: la terapia cognitivo-comportamentale è il trattamento di prima linea per l’insonnia, a cui associare interventi sull’igiene del sonno, come evitare caffeina (caffè e tè), alcol, fumo e pasti abbondanti nelle ore serali, mantenere orari regolari per dormire e svegliarsi e limitare il tempo a letto alle sole ore di riposo notturno.<br />
Semplici accorgimenti, spesso dati per scontati, ma che possono fare la differenza anche nel lungo periodo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/per-linsonnia-dellanziano-i-farmaci-non-sono-la-prima-scelta/">Per l’insonnia dell’anziano i farmaci non sono la prima scelta</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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		<item>
		<title>I farmaci per l’insonnia</title>
		<link>https://infarmaco.it/i-farmaci-per-linsonnia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jul 2025 20:52:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Luglio 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Minidossier]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[Benzodiazepine]]></category>
		<category><![CDATA[Farmaci Z]]></category>
		<category><![CDATA[insonnia]]></category>
		<category><![CDATA[Trazodone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Benzodiazepine, farmaci Z e non solo, sono ampiamente usati nel nostro Paese per curare l’insonnia negli anziani. A questi si aggiungono prodotti a base di valeriana e melatonina, la cui utilità è dubbia. Ma l’intervento farmacologico è davvero la prima scelta nel trattamento dell’insonnia? In questo minidossier facciamo il punto su rischi e limiti legati all’uso dei farmaci puntando l’attenzione su strategie più sicure e sostenibili nel lungo periodo</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/i-farmaci-per-linsonnia/">I farmaci per l’insonnia</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Benzodiazepine, farmaci Z e non solo, sono ampiamente usati nel nostro Paese per curare l’insonnia negli anziani. A questi si aggiungono prodotti a base di valeriana e melatonina, la cui utilità è dubbia. Ma l’intervento farmacologico è davvero la prima scelta nel trattamento dell’insonnia? In questo minidossier facciamo il punto su rischi e limiti legati all’uso dei farmaci puntando l’attenzione su strategie più sicure e sostenibili nel lungo periodo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/i-farmaci-per-linsonnia/">I farmaci per l’insonnia</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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		<title>Si possono ridurre o sospendere i farmaci per il sonno negli anziani?</title>
		<link>https://infarmaco.it/si-possono-ridurre-o-sospendere-i-farmaci-per-il-sonno-negli-anziani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2025 22:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giugno 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[Benzodiazepine]]></category>
		<category><![CDATA[deprescrizione]]></category>
		<category><![CDATA[Farmaci Z]]></category>
		<category><![CDATA[sonno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fornire alle persone anziane informazioni chiare sull’igiene del sonno può facilitare la riduzione o sospensione dei farmaci per l’insonnia, anche in presenza di un declino cognitivo</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/si-possono-ridurre-o-sospendere-i-farmaci-per-il-sonno-negli-anziani/">Si possono ridurre o sospendere i farmaci per il sonno negli anziani?</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le benzodiazepine e i cosiddetti farmaci Z, come zolpidem e zopiclone, vengono spesso prescritti alle persone anziane per curare l’insonnia, anche in quelle che hanno un declino cognitivo. Ne è dimostrata l’efficacia sul sonno ma solo se somministrati per brevi periodi. Tuttavia, spesso vengono usati cronicamente, a lungo, e in tal caso possono comportare problemi importanti, come un aumento del rischio di cadute e fratture, confusione, disturbi della memoria e ricoveri in ospedale. Quando è possibile, la riduzione o la sospensione di questi farmaci, pratica nota come deprescrizione, può aiutare a diminuire questi rischi.</p>
<h3>Uno studio cerca di capire il ruolo dell’informazione</h3>
<p>È noto che alcune raccomandazioni legate soprattutto alla stile di vita sono in grado di agire sull’insonnia, migliorandola, non si sa invece se mettere in pratica questi consigli possa anche portare a una riduzione del ricorso ai farmaci per dormire, come sarebbe auspicabile.<br />
Una revisione della letteratura scientifica ha esaminato 16 studi sull’argomento per analizzare i risultati nel loro insieme e comprendere se le informazioni fornite alle persone anziane possano aiutarle a ridurre o a smettere di assumere benzodiazepine e farmaci Z. Gli interventi valutati sono stati:</p>
<ul>
<li>opuscoli informativi e altro materiale scritto</li>
<li>colloqui brevi, durante una visita o una consulenza</li>
<li>interventi combinati che oltre a fornire informazioni prevedevano un supporto psicologico con esercizi di rilassamento o consulenze.</li>
</ul>
<p>I ricercatori dall’analisi dei dati concludono che un semplice opuscolo informativo sull’igiene del sonno o un breve colloquio con il medico al riguardo possono fare molto: in alcuni studi fino al 70% delle persone anziane sono riuscite infatti a ridurre o sospendere i farmaci per dormire, mentre in altri studi gli interventi sono stati meno incisivi, ma comunque significativi.<br />
Questo beneficio si è osservato anche tra gli anziani con lievi problemi di memoria, a conferma che le spiegazioni chiare e personalizzate sono un aiuto concreto per iniziare un percorso di deprescrizione in sicurezza.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La deprescrizione di benzodiazepine e farmaci Z negli anziani è possibile</title>
		<link>https://infarmaco.it/la-deprescrizione-di-benzodiazepine-e-farmaci-z-negli-anziani-e-possibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2025 22:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[Benzodiazepine]]></category>
		<category><![CDATA[deprescrizione]]></category>
		<category><![CDATA[Farmaci Z]]></category>
		<category><![CDATA[sonno]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=3477</guid>

					<description><![CDATA[<p>Fornire alle persone anziane informazioni chiare sull’igiene del sonno può facilitare la riduzione o sospensione dei farmaci per l’insonnia, anche in presenza di un declino cognitivo</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/la-deprescrizione-di-benzodiazepine-e-farmaci-z-negli-anziani-e-possibile/">La deprescrizione di benzodiazepine e farmaci Z negli anziani è possibile</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli interventi educativi diretti al paziente possono aiutare a ridurre o sospendere benzodiazepine e farmaci Z negli anziani anche se hanno un inizio di compromissione cognitiva.<br />
I farmaci ipnoinducenti sono ampiamente prescritti agli anziani, anche in presenza di deficit cognitivi, per il trattamento dell’insonnia. Ne è dimostrata l’efficacia a breve termine, ma spesso vengono somministrati in cronico a lungo termine e non si trova il modo di deprescriverli spesso anche per le resistenze al riguardo del paziente. Poiché sono ben documentati gli eventi avversi dei farmaci per l’insonnia nell’anziano, tra cui cadute, fratture e ricoveri, la deprescrizione, con la riduzione o sospensione graduale e controllata del farmaco, può essere un’opzione clinicamente importante.</p>
<h3>Gli interventi non farmacologici nella deprescrizione</h3>
<p>Una revisione sistematica ha cercato di capire se gli interventi non farmacologici rivolti direttamente ai pazienti possano favorire la deprescrizione di benzodiazepine e farmaci Z.<br />
Complessivamente sono state incluse 17 pubblicazioni relative a 16 studi condotti in contesti diversi: ospedalieri, comunitari e residenziali per anziani. Solo uno di questi studi ha riguardato persone con compromissione cognitiva.<br />
Gli interventi valutati comprendevano:</p>
<ul>
<li>educazione scritta (opuscoli informativi, lettere)</li>
<li>educazione verbale (colloqui, consulenze)</li>
<li>interventi multicomponente che combinavano strategie educative con momenti di supporto psicologico, come tecniche di rilassamento e consulenze.</li>
</ul>
<h3>Educare aiuta a deprescrivere farmaci Z e benzodiazepine</h3>
<p>Tutti gli studi hanno riportato una certa percentuale di successo nella deprescrizione, seppur con un’ampia variabilità nei risultati:</p>
<ul>
<li>l’istruzione scritta da sola ha portato tassi di deprescrizione tra il 13% e il 72%</li>
<li>l’educazione scritta e verbale combinata ha raggiunto tassi di deprescrizione fino al 57%</li>
<li>gli interventi multicomponente hanno mostrato tassi di successo compresi tra il 9% e il 100%.</li>
</ul>
<p>Nello studio che ha analizzato gli effetti di questi interventi negli anziani con deficit cognitivo lieve è pure stato registrato un effetto positivo sulla deprescrizione anche se con percentuali inferiori.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/la-deprescrizione-di-benzodiazepine-e-farmaci-z-negli-anziani-e-possibile/">La deprescrizione di benzodiazepine e farmaci Z negli anziani è possibile</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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