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	<title>fatigue Archivi - InFarmaco</title>
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	<description>l’informazione indipendente sul farmaco</description>
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		<title>Stanchi e con più effetti avversi</title>
		<link>https://infarmaco.it/stanchi-e-con-piu-effetti-avversi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 07:42:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giugno 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[effetti avversi]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci antitumorali]]></category>
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		<category><![CDATA[stanchezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La presenza di <em>fatigue</em> prima dell’inizio di una terapia antitumorale si associa a una probabilità maggiore di avere poi effetti avversi dovuti alle cure</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/stanchi-e-con-piu-effetti-avversi/">Stanchi e con più effetti avversi</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Chi inizia una terapia antitumorale e riferisce già in partenza una sensazione di stanchezza (<em>fatigue</em>) ha una probabilità maggiore di avere successivamente effetti avversi dovuti alla terapia rispetto a chi all’inizio della cura non prova affaticamento.</p>
<h3>La <em>fatigue</em> quando si ha un tumore</h3>
<p>Con <em>fatigue</em> si intende una stanchezza, più spesso marcata, che persiste nel tempo, che non dipende direttamente dallo sforzo fisico e che non si attenua neppure con il riposo. Si tratta di una stanchezza sia fisica sia psicologica che è tipica di alcune condizioni e in particolare si associa spesso alla presenza di un tumore e alle terapie che vengono poste in atto per trattarlo. La persona fa fatica a compiere anche le semplici attività della vita quotidiana e questo ovviamente, qualora persista, deteriora la qualità della vita.<br />
Si stima che più del 70% delle persone colpite da un tumore sperimentino nel corso delle cure la<em> fatigue</em>, che spesso porta alla decisione di sospendere il trattamento perché non più sopportato. <em>Fatigue</em> che però nel 25-30% dei casi persiste per cinque anni e più dopo che il trattamento antitumorale è stato terminato con successo.<br />
La <em>fatigue</em> è uno degli effetti avversi più frequenti delle terapie oncologiche, ma può essere già presente, in forma lieve o moderata, prima dell’inizio delle cure, a dimostrare che anche il tumore di per sé gioca un ruolo rilevante nella comparsa di questo disturbo.<br />
Non sono noti con precisione i meccanismi che sottostanno alla <em>fatigue</em>, ma questa stanchezza può derivare dal progredire del cancro, da un’anemia indotta dal trattamento, da disturbi del sonno, da carenze nutrizionali o da disturbi dell’umore, come ansia e depressione.</p>
<h3>Un segnale da considerare</h3>
<p>Uno studio di coorte statunitense ha valutato quanto sia frequente la <em>fatigue</em> già prima di iniziare un trattamento antitumorale e ha considerato un possibile legame tra la presenza della stanchezza fin dall’inizio e la comparsa successivamente di effetti collaterali dovuti alla terapia contro il tumore.<br />
Sono stati analizzati i dati di oltre settemila pazienti, con vari tipi di cancro, che hanno avuto più di 100.000 effetti avversi (in media quindi quasi quindici a testa, a dimostrare che le terapie antitumorali sono sì efficaci ma si accompagnano a molti effetti avversi che devono essere gestiti). Dai risultati si è visto che chi già in partenza riferiva una certa stanchezza (il 39% dei partecipanti) aveva il doppio di probabilità di avere un effetto avverso dovuto ai farmaci e che la probabilità diventava di cinque volte maggiore se la stanchezza riferita era molto grave.</p>
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