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	<title>nota AIFA Archivi - InFarmaco</title>
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	<description>l’informazione indipendente sul farmaco</description>
	<lastBuildDate>Wed, 21 May 2025 14:14:17 +0000</lastBuildDate>
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	<title>nota AIFA Archivi - InFarmaco</title>
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		<title>Inibitori di pompa protonica: ancora troppo usati in modo inappropriato</title>
		<link>https://infarmaco.it/inibitori-di-pompa-protonica-ancora-troppo-usati-in-modo-inappropriato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2025 22:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Maggio 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[appropriatezza]]></category>
		<category><![CDATA[Inibitori di pompa protonica]]></category>
		<category><![CDATA[nota AIFA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’uso eccessivo e inappropriato degli inibitori di pompa protonica comporta rischi per la salute e costi sanitari elevati, ma una deprescrizione graduale è possibile e sicura</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/inibitori-di-pompa-protonica-ancora-troppo-usati-in-modo-inappropriato/">Inibitori di pompa protonica: ancora troppo usati in modo inappropriato</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>Un uso eccessivo, il più delle volte ingiustificato</h3>
<p style="text-align: left;">Gli inibitori di pompa protonica sono tra i farmaci più prescritti a livello globale per la loro attività di protezione sullo stomaco, ma la realtà è che il loro utilizzo è molto spesso o inappropriato o prolungato oltre il necessario.<br />
Basti pensare che solo in Italia, stando ai dati più aggiornati del 2023, la spesa complessiva annua per questi farmaci ha superato i 705 milioni di euro.<br />
A preoccupare è l’uso crescente che avviene con l’età: oltre il 60% degli ultraottantacinquenni assume un inibitore di pompa protonica, segno di una tendenza alla cronicizzazione della terapia nelle fasce d’età più avanzate.<br />
Sebbene questo andamento possa essere in parte attribuito alla maggiore incidenza di malattie dello stomaco con l’età, una quota rilevante risulta non giustificata sul piano clinico. Si stima infatti che, a seconda del contesto assistenziale, fino all’85% delle persone trattate con questi farmaci non abbia alcuna reale necessità di prenderli.<br />
Di questo si occupa nel dettaglio il <a href="https://infarmaco.it/wp-content/uploads/2025/05/minidossier_inibitori_di_pompa_protonica_def.pdf">terzo numero</a> dei <em>Minidossier</em> di COSIsiFA che illustra le raccomandazioni per una terapia appropriata e per una riduzione ragionata dell’uso degli inibitori di pompa (deprescrizione).</p>
<h3>I rischi da non sottovalutare</h3>
<p>Sebbene ben tollerati, gli inibitori di pompa protonica non sono esenti da rischi, soprattutto in caso di uso prolungato. Tra gli effetti avversi più comuni si annoverano:</p>
<ul>
<li>cefalea</li>
<li>nausea</li>
<li>dolore addominale</li>
<li>diarrea.</li>
</ul>
<p>Un utilizzo cronico superiore all’anno, non indicato in molti casi, può avere conseguenze negative per la salute.<br />
Non bisogna dimenticare poi che questi farmaci possono interferire con l’assorbimento di altri, compromettendone l’efficacia terapeutica e ridurre l’assorbimento di nutrienti essenziali come il magnesio e la vitamina B12, contribuendo all’insorgenza di ulteriori problematiche e potenzialmente innescando il ricorso ad altri farmaci per correggere questi deficit (è la cosiddetta cascata prescrittiva).</p>
<h3>Le note AIFA 1 e 48</h3>
<p>Per promuovere un uso razionale di questi farmaci, prevedendone la prescrizione solo quando effettivamente necessaria, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha introdotto da tempo due Note:</p>
<ul>
<li>la <strong>Nota 1</strong> che fornisce indicazioni sull’uso appropriato degli inibitori di pompa protonica in relazione a farmaci che possono causare danni gastrici</li>
<li>la<strong> Nota 48</strong> che stabilisce i criteri per l’uso di questi farmaci nel trattamento di condizioni come l’ulcera peptica e la malattia da reflusso gastroesofageo.</li>
</ul>
<p>In entrambi in casi la raccomandazione è di indicare l’uso di questi farmaci per un periodo limitato di tempo, di massimo 8 settimane, salvo necessità cliniche documentate per l’uso prolungato.</p>
<h3>La deprescrizione: una scelta possibile e sicura</h3>
<p>Spesso il vero ostacolo alla sospensione di questi farmaci non è clinico, ma legato alla preoccupazione dei pazienti, e non solo, che temono che l’interruzione della cura possa far ricomparire i sintomi della malattia per cui è stato prescritto il farmaco. È importante fare chiarezza perché le cose non stanno così: la deprescrizione, infatti, contribuisce a ridurre l’incidenza di effetti collaterali e di interazioni farmacologiche, a patto che sia graduale, nella maggior parte dei casi senza accompagnarsi alla ricomparsa dei sintomi.<br />
È vero infatti che l’interruzione brusca di questi farmaci può causare un “effetto rimbalzo”, caratterizzato da iperacidità, reflusso e bruciore di stomaco, segnali che inducono il paziente a riprenderne l’assunzione. Tuttavia, questo fenomeno può essere evitato adottando un approccio alla sospensione progressivo che, oltre a tutelare il benessere del paziente, comporta benefici anche in termini di spesa sanitaria.</p>
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		<title>Inibitori di pompa protonica: uso appropriato e reazioni avverse</title>
		<link>https://infarmaco.it/inibitori-di-pompa-protonica-uso-appropriato-e-reazioni-avverse/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2025 13:56:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Maggio 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Minidossier]]></category>
		<category><![CDATA[appropriatezza]]></category>
		<category><![CDATA[Inibitori di pompa protonica]]></category>
		<category><![CDATA[nota AIFA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l’aumento dell’uso degli inibitori di pompa protonica, soprattutto negli anziani, cresce anche il rischio di effetti collaterali e interazioni con altri farmaci. Una prescrizione attenta e una deprescrizione graduale sono possibili, oltre che fondamentali, per migliorare la sicurezza d’uso e ridurre i costi sanitari. In questo Minidossier un approfondimento sul tema con le indicazioni per una deprescrizione efficace.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/inibitori-di-pompa-protonica-uso-appropriato-e-reazioni-avverse/">Inibitori di pompa protonica: uso appropriato e reazioni avverse</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con l’aumento dell’uso degli inibitori di pompa protonica, soprattutto negli anziani, cresce anche il rischio di effetti collaterali e interazioni con altri farmaci. Una prescrizione attenta e una deprescrizione graduale sono possibili, oltre che fondamentali, per migliorare la sicurezza d’uso e ridurre i costi sanitari. In questo <em>Minidossier</em> un approfondimento sul tema con le indicazioni per una deprescrizione efficace.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/inibitori-di-pompa-protonica-uso-appropriato-e-reazioni-avverse/">Inibitori di pompa protonica: uso appropriato e reazioni avverse</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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