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	<title>ormonoterapia Archivi - InFarmaco</title>
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	<description>l’informazione indipendente sul farmaco</description>
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	<title>ormonoterapia Archivi - InFarmaco</title>
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	<item>
		<title>L’etichetta di naturale non basta a garantire la sicurezza</title>
		<link>https://infarmaco.it/letichetta-di-naturale-non-basta-a-garantire-la-sicurezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 09:56:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Marzo 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[Cimicifuga racemosa]]></category>
		<category><![CDATA[ormonoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[tumore della mammella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nuovo <i>Minidossier</i> di COSIsiFA affronta l’uso della <i>Cimicifuga racemosa</i> nelle donne con tumore al seno in ormonoterapia, evidenziando come non sia sostenuto da solide prove di efficacia e debba essere evitato alla luce dei potenziali rischi</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni anno migliaia di donne con tumore al seno affrontano gli effetti collaterali dell’ormonoterapia, fondamentale per ridurre il rischio di recidiva, ma spesso gravata da disturbi analoghi a quelli della menopausa come vampate di calore, sudorazione profusa, disturbi del sonno e alterazioni dell’umore. Questi sintomi possono compromettere significativamente la qualità di vita e incidere sull’aderenza alla terapia che in genere deve proseguire per almeno 5 anni.</p>
<h3>Il ricorso ai prodotti naturali</h3>
<p>Per alleviare questi disturbi, alcune donne si orientano verso prodotti cosiddetti naturali, nella errata convinzione che siano sempre innocui, in particolare verso preparati a base di <em>Cimicifuga racemosa</em> (nota anche come <em>black cohosh</em>). Se il suo impiego è riconosciuto nelle donne in menopausa, la situazione cambia quando si parla di donne con tumore della mammella in trattamento ormonale.<br />
Il nuovo <a href="https://infarmaco.it/wp-content/uploads/2026/03/M15_minidossier_cimicifuga_def.pdf"><em>Minidossier</em> di COSIsiFA</a> fa il punto sugli studi clinici condotti per valutarne l’efficacia e la sicurezza in questo specifico contesto, che sono spesso di piccole dimensionie con limiti importanti.<br />
La realtà è che non esistono prove robuste di efficacia, mentre i dati di sicurezza sono poco noti, soprattutto nel lungo periodo. Inoltre, non mancano in letteratura scientifica casi di epatotossicità associati all’uso di cimicifuga, anche gravi, e altre reazioni avverse come disturbi gastrointestinali, sanguinamenti uterini e dolore mammario.</p>
<h3>La posizione dell’Agenzia Europea dei Medicinali</h3>
<p>Alla luce delle incertezze, l’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) raccomanda espressamente che le donne con tumore al seno evitino l’uso di prodotti a base di cimicifuga per trattare i disturbi della menopausa associati alle terapie ormonali.</p>
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		<title>La cimicifuga (black cohosh) per la gestione degli effetti dell’ormonoterapia nel tumore della mammella: evidenze e riflessioni critiche</title>
		<link>https://infarmaco.it/la-cimicifuga-black-cohosh-per-la-gestione-degli-effetti-dellormonoterapia-nel-tumore-della-mammella-evidenze-e-riflessioni-critiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 08:57:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cittadino]]></category>
		<category><![CDATA[Marzo 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Minidossier]]></category>
		<category><![CDATA[Cimicifuga racemosa]]></category>
		<category><![CDATA[ormonoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[tumore della mammella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ogni anno migliaia di donne con tumore al seno affrontano gli effetti collaterali dell’ormonoterapia — vampate, insonnia e sbalzi d’umore — che possono compromettere qualità di vita e aderenza alla terapia. Tra i rimedi naturali spesso utilizzati c’è la <i>Cimicifuga racemosa</i>, il cui uso però non è supportato da prove scientifiche in questo contesto. Facciamo il punto su efficacia e rischi del suo impiego nel nuovo <i>Minidossier</i> di COSIsiFA.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/la-cimicifuga-black-cohosh-per-la-gestione-degli-effetti-dellormonoterapia-nel-tumore-della-mammella-evidenze-e-riflessioni-critiche/">La cimicifuga (&lt;i&gt;black cohosh&lt;/i&gt;) per la gestione degli effetti dell’ormonoterapia nel tumore della mammella: evidenze e riflessioni critiche</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni anno migliaia di donne con tumore al seno affrontano gli effetti collaterali dell’ormonoterapia — vampate, insonnia e sbalzi d’umore — che possono compromettere qualità di vita e aderenza alla terapia. Tra i rimedi naturali spesso utilizzati c’è la <em>Cimicifuga racemosa</em>, il cui uso però non è supportato da prove scientifiche in questo contesto. Facciamo il punto su efficacia e rischi del suo impiego nel nuovo <em>Minidossier</em> di COSIsiFA.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/la-cimicifuga-black-cohosh-per-la-gestione-degli-effetti-dellormonoterapia-nel-tumore-della-mammella-evidenze-e-riflessioni-critiche/">La cimicifuga (&lt;i&gt;black cohosh&lt;/i&gt;) per la gestione degli effetti dell’ormonoterapia nel tumore della mammella: evidenze e riflessioni critiche</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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		<title>Come rinforzare le ossa durante l’ormonoterapia</title>
		<link>https://infarmaco.it/come-rinforzare-le-ossa-durante-lormonoterapia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 23:30:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novembre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[Denosumab]]></category>
		<category><![CDATA[ormonoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Osteoporosi]]></category>
		<category><![CDATA[tumore della mammella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno studio italiano analizza l’efficacia del denosumab nell’aumentare la densità ossea nelle donne con tumore della mammella in cura con una terapia ormonale</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_0 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
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				<div class="et_pb_text_inner">Un anticorpo monoclonale rinforza la struttura delle ossa nelle donne con un tumore della mammella in fase iniziale in trattamento con una terapia ormonale.</p>
<h3>Vantaggi e svantaggi dell’ormonoterapia</h3>
<p>Nelle donne in premenopausa (prima cioè che compaia la menopausa vera e propria) cui viene posta una diagnosi di tumore della mammella in fase iniziale, dopo l’intervento chirurgico, per ridurre il rischio di ricomparsa della malattia viene in alcuni casi specifici consigliata una terapia ormonale quotidiana per almeno cinque anni, che ha però il difetto di ridurre la densità ossea favorendo così la comparsa di fratture a causa della fragilità ossea.<br />
Per contrastare questo effetto avverso, le linee guida raccomandano di usare farmaci che hanno l’effetto opposto, che favoriscono cioè un aumento della densità ossea, allo scopo se possibile di ridurre il rischio di fratture. Questi farmaci sono i bifosfonati, per i quali ci sono molti studi, e il denosumab, un anticorpo monoclonale più recente per il quale i dati sono meno numerosi.</p>
<h3>Lo studio del Policlinico Gemelli</h3>
<p>Per valutare l’effetto di questo anticorpo monoclonale sulla salute delle ossa, i clinici hanno condotto uno studio retrospettivo, hanno ciò analizzato la storia clinica di una settantina di donne con il tumore della mammella che erano state trattate con l’ormonoterapia e per le quali erano disponibili informazioni sulla salute ossea e sulla frequenza di fratture.<br />
Si è così visto che queste donne, cui era stato somministrato il denosumab, a seguito della terapia avevano un miglioramento significativo della densità ossea ai controlli (una MOC, la densitometria ossea) e nessuna ha avuto fratture. Il trattamento era ben tollerato, e l’evento avverso più temuto, perché grave, con questo tipo di terapia, l’osteonecrosi della mandibola, è comparso in un solo caso.<br />
Lo studio non dice nulla però di che cosa accada quando si sospende il trattamento, se cioè la densità ossea torni a ridursi, né se sia più o meno efficace dell’altro trattamento raccomandato, quello con i bifosfonati.<br />
Peraltro dalle schede tecniche del denosumab si evince che il farmaco non ha un’indicazione autorizzata specifica per l’utilizzo in donne in pre menopausa con tumore della mammella. Inoltre il disegno retrospettivo dello studio offre risultati globalmente meno affidabili che se fosse stato realizzato in maniera prospettica.</div>
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		<item>
		<title>Nelle donne anziane con tumore al seno non sempre serve la chemioterapia</title>
		<link>https://infarmaco.it/nelle-donne-anziane-con-tumore-al-seno-non-sempre-serve-la-chemioterapia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Oct 2025 22:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ottobre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[chemioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[ormonoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[tumore mammella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In alcune forme di tumore della mammella, una volta operato e superati i 70 anni d’età, la terapia ormonale garantisce da sola una buona sopravvivenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/nelle-donne-anziane-con-tumore-al-seno-non-sempre-serve-la-chemioterapia/">Nelle donne anziane con tumore al seno non sempre serve la chemioterapia</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non sempre fare di più è fare meglio. È questa la lezione che viene da una ricerca condotta tra Francia e Belgio e che ha coinvolto donne di una certa età (70 o più anni) con tumore al seno.</p>
<h3>Quale terapia è più efficace?</h3>
<p>Lo studio controllato e randomizzato condotto in 84 ospedali, con l’adesione di quasi duemila partecipanti, si è posto una semplice domanda: nelle donne più anziane con un tumore della mammella considerato ad alto rischio e che sono state già operate è sufficiente per controllare la malattia usare una terapia ormonale, come di solito si fa, oppure è meglio aggiungere a questa anche una chemioterapia vera e propria?<br />
È ovvio che la possibilità di evitare la chemioterapia sarebbe di gran lunga preferibile, considerati i frequenti e non lievi effetti indesiderati, per cui va fatta solo se necessario e se allunga la sopravvivenza.</p>
<h3>I risultati della ricerca</h3>
<p>Le donne dello studio sono state seguite per molti anni e il parametro di valutazione dell’efficacia del trattamento era la sopravvivenza globale, quante donne cioè erano vive a distanza di tempo. In particolare si è valutato il dato di sopravvivenza dopo quattro e dopo otto anni dall’inizio delle cure. A distanza di quattro anni erano ancora vive nove donne su dieci sia che si fosse aggiunta la chemioterapia sia che si fosse somministrata solo la terapia ormonale. A distanza di otto anni il dato di uguaglianza di efficacia era confermato, essendo ancora vive sette donne su dieci in entrambi i gruppi.<br />
Se l’efficacia era analoga, a dimostrare l’inutilità in questo caso di aggiungere una chemioterapia allo schema di cura, la sicurezza era invece ben diversa: chi era stata trattata con la chemioterapia aveva infatti più spesso effetti avversi anche gravi, che comparivano in una donna su tre, rispetto a una su dieci con la sola ormonoterapia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/nelle-donne-anziane-con-tumore-al-seno-non-sempre-serve-la-chemioterapia/">Nelle donne anziane con tumore al seno non sempre serve la chemioterapia</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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