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	<title>polifarmacoterapia Archivi - InFarmaco</title>
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	<link>https://infarmaco.it/tag/polifarmacoterapia/</link>
	<description>l’informazione indipendente sul farmaco</description>
	<lastBuildDate>Fri, 02 Oct 2026 08:14:50 +0000</lastBuildDate>
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	<title>polifarmacoterapia Archivi - InFarmaco</title>
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	<item>
		<title>Rischio interazioni per i tanti farmaci assunti dall’anziano</title>
		<link>https://infarmaco.it/rischio-interazioni-per-i-tanti-farmaci-assunti-dallanziano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 08:14:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ottobre 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[deprescrizione]]></category>
		<category><![CDATA[interazioni]]></category>
		<category><![CDATA[polifarmacoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[revisione terapia]]></category>
		<category><![CDATA[RSA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le persone ricoverate in RSA prendono in media 7 medicinali al giorno, esponendosi così a un aumento del rischio di effetti collaterali e di interazioni tra farmaci</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/rischio-interazioni-per-i-tanti-farmaci-assunti-dallanziano/">Rischio interazioni per i tanti farmaci assunti dall’anziano</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le persone anziane ricoverate in Italia nelle residenze sanitarie assistenziali (RSA) prendono in media 7 o 8 farmaci al giorno e questo le espone a possibili interazioni tra farmaci, alcune delle quali possono essere pericolose. Il dato emerge da un’indagine svolta dalla Società Italiana di Gerontologia e Geriatria nell’ambito del progetto <em>Prescription Day</em>, che mira a fotografare la prescrizione di farmaci in un determinato giorno.</p>
<h3>Le persone anziane ricoverate</h3>
<p>La definizione residenze sanitarie assistenziali comunemente usata comprende molte diverse realtà nelle quali è più o meno intensa l’assistenza medica vera e propria. Il Ministero della Salute ha cercato di mettere ordine al riguardo definendo i vari tipi di struttura (vedi il documento “<a href="https://www.grusol.it/informazioni/07-06-07ter.PDF">Prestazioni residenziali e semiresidenziali</a>” pubblicato dalla Commissione Nazionale per la definizione e l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza).<br />
È in queste diverse strutture che è stata condotta un’indagine per capire quanti farmaci prendano in media le persone ricoverate e quali siano i rischi di interazione tra farmaci.<br />
Le persone anziane hanno spesso più di una malattia e per questo assumono ogni giorno più di un medicinale, se il numero dei farmaci supera i 5 al giorno si parla di polifarmacoterapia (leggi anche il Minidossier “<a href="https://infarmaco.it/wp-content/uploads/2026/02/14_minidossier_polifarmacoterapia_trasizioni_cura_def.pdf">Polifarmacoterapia nelle transizioni di cura: assistenza integrata per la continuità tra ospedale e territorio</a>”). Ovviamente quanti più sono i medicinali che si prendono e tanto maggiore è il rischio di effetti avversi e di interazioni tra loro che possono comportare conseguenze sulla salute.</p>
<h3>I dati rilevati nel <em>Prescription Day</em></h3>
<p>In un unico giorno predefinito sono state registrate le prescrizioni di farmaci in 82 RSA relative a oltre tremila persone anziane ricoverate (con un’età media di quasi 85 anni). Si è così potuto avere un’idea di quanto sia diffusa la polifarmacoterapia e di quanto alto sia il rischio di possibili interazioni.<br />
Suddividendo il numero di farmaci registrati per il numero di partecipanti si è trovata la media di farmaci assunti al giorno: in media 7,7 farmaci a persona, a confermare l’alto uso di medicinali in questa fascia d’età. I farmaci più assunti erano quelli per il sistema nervoso, per il tratto alimentare, per il metabolismo e per il cuore e a comandare la graduatoria erano la furosemide (un diuretico che serve per abbassare la pressione), il paracetamolo, usato contro il dolore e per abbassare la febbre, il pantoprazolo, farmaco usato nel reflusso gastro-esofageo e nell’ulcera peptica, la quetiapina, un farmaco antipsicotico, e il macrogol impiegato per la stitichezza.<br />
A fronte di questo ampio uso di medicinali sta il rischio di interazioni: si è calcolato che il 42,2% di queste persone era esposta ad almeno una interazione tra farmaci clinicamente rilevante. Tale percentuale in alcuni casi era ancora più alta:</p>
<ul>
<li>persone con cure molto complesse</li>
<li>presenza di depressione</li>
<li>presenza di insonnia</li>
<li>presenza di malattie di cuore</li>
<li>presenza di disturbi psicologici e comportamentali.</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Bisogna porre attenzione alla cascata prescrittiva</title>
		<link>https://infarmaco.it/bisogna-porre-attenzione-alla-cascata-prescrittiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 07:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Settembre 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[cascata prescrittiva]]></category>
		<category><![CDATA[polifarmacoterapia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=6350</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’introduzione in terapia di nuovi farmaci nell’anziano va sempre ponderata con cautela perché la comparsa di nuovi disturbi potrebbe essere correlata ai medicinali presi</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Antidepressivi, antipsicotici, ansiolitici, farmaci per l’insonnia, farmaci per ridurre il colesterolo, antipertensivi sono tutti medicinali prescritti con frequenza nelle persone anziane che nascondono un ulteriore rischio rispetto a quello noto degli effetti avversi: la cascata prescrittiva. Sono infatti farmaci che possono causare, come effetto collaterale un sintomo o una situazione dovuti alla terapia stessa e invece interpretati come indice di un’altra malattia e meritevoli quindi di un’ulteriore trattamento (leggi anche le news “<a href="https://infarmaco.it/polifarmacoterapia-e-cascata-prescrittiva-opinioni-a-confronto/">Polifarmacoterapia e cascata prescrittiva: opinioni a confronto</a>” e “<a href="https://infarmaco.it/quando-un-effetto-collaterale-di-un-farmaco-viene-trattato-come-una-malattia/">Quando un effetto collaterale di un farmaco viene trattato come una malattia</a>”).</p>
<h3>Anziani e farmaci</h3>
<p>Quanto più passano gli anni e tante più sono le malattie, che vanno di pari passo con l’aumento del numero di farmaci che si è costretti ad assumere quotidianamente per controllarle (si parla di polifarmacoterapia quando i medicinali assunti giornalmente sono cinque o più).<br />
Questa situazione, associata allo stato di fragilità in cui versano molti anziani e alle alterazioni del metabolismo epatico e renale connesse all’età o alle malattie, li espone più facilmente agli effetti avversi delle terapie. Se è vero che molte di queste sono efficaci nel controllare i disturbi di cui si soffre, è altrettanto vero che occorre cautela nell’aggiungere nuovi farmaci a quelli già prescritti, in caso di comparsa di nuovi sintomi.<br />
In alcuni casi infatti si corre il rischio di una cascata prescrittiva, per cui il farmaco A causa un effetto avverso B che viene in realtà interpretato come il sintomo di una nuova malattia che deve essere quindi curata con una nuova terapia, quando basterebbe invece sospendere il farmaco A o modificarne il dosaggio per far sparire i sintomi.</p>
<h3>Una revisione sulla cascata prescrittiva</h3>
<p>Una revisione sistematica a ombrello, condotta da autori italiani, ha valutato quali siano i farmaci che più facilmente possono dare origine nell’anziano a una cascata prescrittiva e quali siano le conseguenze.<br />
Sono state così riportate 84 situazioni in cui un effetto avverso dovuto a una delle terapie in atto è stato invece erroneamente ascritto a una nuova malattia, con l’aggiunta di un nuovo farmaco in terapia.<br />
I farmaci che più spesso davano origine a una cascata prescrittiva erano gli antidepressivi, i farmaci impiegati nella demenza, gli antipsicotici, gli ansiolitici, i farmaci per l’insonnia, i farmaci per ridurre il colesterolo e gli antipertensivi. Le manifestazioni cliniche che inducevano a credere alla comparsa di una nuova malattia erano soprattutto i disturbi psichiatrici (quasi il 20% dei casi) o del sistema nervoso (il 13%) e i disturbi gastrointestinali (il 13%).</p>
<h3>Gli esempi di cascata prescrittiva</h3>
<p>Alcuni esempi descritti nella revisione possono far meglio comprendere che cosa sia una cascata prescrittiva:</p>
<ul>
<li>un paziente è trattato con un calcioantagonista, un farmaco usato per l’ipertensione che può avere come effetto avverso la comparsa di edema (gonfiore) alle gambe. Il medico, invece di collegare la comparsa dell’edema alla terapia in atto, modificando o sospendendo il calcioantagonista, pensa che l’edema sia dovuto a un problema cardiaco e aggiunge alla terapia un farmaco diuretico, che può esporre il paziente al rischio di disidratazione e disturbi elettrolitici</li>
<li>un paziente prende per l’ipertensione un diuretico, la furosemide, che può indurre una iperuricemia, il medico invece di ascriverla al farmaco e provvedere di conseguenza decide di aggiungere un altro farmaco, l’allopurinolo, per ridurre l’uricemia.</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>BPCO e polifarmacoterapia: un binomio da non sottovalutare</title>
		<link>https://infarmaco.it/bpco-e-polifarmacoterapia-un-binomio-da-non-sottovalutare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 09:02:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Marzo 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[aderenza alla terapia]]></category>
		<category><![CDATA[BPCO]]></category>
		<category><![CDATA[polifarmacoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[reazioni avverse]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=5373</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nei pazienti con BPCO, la coesistenza di più patologie croniche espone un numero crescente di persone ai rischi della polifarmacoterapia</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) è una malattia respiratoria cronica che richiede spesso terapie continuative. Il trattamento si basa principalmente su broncodilatatori e corticosteroidi inalatori, ai quali possono affiancarsi altri farmaci nelle forme più gravi.<br />
Oltre alle difficoltà respiratorie, la BPCO si associa frequentemente ad altre patologie croniche portando molti pazienti ad assumere più farmaci contemporaneamente con il rischio di polifarmacoterapia.<br />
Una revisione della letteratura scientifica ha cercato di far luce proprio sulla relazione tra BPCO e polifarmacoterapia.</p>
<h3>Un fenomeno diffuso, ma difficile da misurare</h3>
<p>La revisione ha analizzato 28 studi relativi a contesti molto diversi, dalle cure primarie alla comunità, in numerosi Paesi, tra cui Stati Uniti, Giappone, Turchia, Regno Unito, Spagna e anche l’Italia. In 13 studi la polifarmacoterapia era definita come l’assunzione di almeno cinque farmaci, mentre negli altri le definizioni variavano considerevolmente rendendo difficile quantificare il peso della polifarmacoterapia nei pazienti con BPCO.<br />
Globalmente è emerso che la prevalenza di polifarmacoterapia oscillava dal 3,9% fino all’81,4%, quella dell’iperpolifarmacoterapia, cioè l’assunzione di dieci o più farmaci, dal 6,6% al 74,6%.</p>
<h3>Cause e conseguenze del problema</h3>
<p>I fattori più frequentemente associati alla polifarmacoterapia sono l’età avanzata, il numero crescente di comorbilità e una storia di fumo di sigaretta. Sul piano clinico, le conseguenze sono tutt’altro che trascurabili: ile persone con BPCO in polifarmacoterapia hanno un rischio più elevato di reazioni avverse dovute ai farmaci, come sanguinamenti, depressione del sistema nervoso centrale, stitichezza, ritenzione urinaria, cadute e insufficienza renale. A ciò si aggiunge la scarsa aderenza terapeutica, particolarmente marcata negli anziani oltre i 65 anni d’età, che a sua volta aumenta il rischio di riacutizzazioni della malattia e ricoveri in ospedale.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dalla medicina taglia unica a quella di precisione</title>
		<link>https://infarmaco.it/dalla-medicina-taglia-unica-a-quella-di-precisione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 08:59:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Febbraio 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[AIFA]]></category>
		<category><![CDATA[appropriatezza]]></category>
		<category><![CDATA[medicina di precisione]]></category>
		<category><![CDATA[polifarmacoterapia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’AIFA pubblica un documento per puntare alle terapie personalizzate, costruite sulle caratteristiche biologiche e genetiche di ogni persona</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Agenzia Italiana del Farmaco ha pubblicato il <a href="https://www.aifa.gov.it/documents/20142/3346516/PP_Medicina_precisione.pdf">Position paper sulla Medicina di precisione e appropriatezza della prescrizione farmacologica</a>, un documento che vuole ridefinire il modo in cui i farmaci vengono prescritti in Italia.<br />
Nel Paese quasi un cittadino su quattro ha più di 65 anni e convive spesso con più malattie croniche. Questo significa, nella maggior parte dei casi, assumere ogni giorno una lunga lista di farmaci: quasi sette anziani su dieci ne prendono almeno cinque contemporaneamente, e quasi uno su tre arriva a dieci o più. Una situazione che non è priva di rischi: più farmaci si assumono, più cresce la probabilità di interazioni pericolose, effetti indesiderati e cure che non si traducono nei risultati attesi.</p>
<h3>Una cura su misura per ogni paziente</h3>
<p>L’idea centrale è quella di superare la medicina “taglia unica”, uguale per tutti, per muoversi verso cure calibrate sulle caratteristiche della singola persona: dalla sua storia clinica, alle condizioni di salute fino al patrimonio genetico. È qui che entra in gioco la cosiddetta prescrittomica, un approccio che combina dati medici tradizionali con analisi genomiche e strumenti di intelligenza artificiale, per aiutare i medici a individuare il farmaco giusto, al dosaggio giusto, per ogni paziente. Tra le proposte concrete, AIFA chiede di rendere sistematica la ricognizione e riconciliazione farmacologica, la revisione periodica cioè di tutte le terapie che la persona sta facendo, una pratica già raccomandata dal Ministero della Salute nel 2014, ma ancora poco praticata. Si punta inoltre a dotare i professionisti sanitari di<em> software</em> in grado di predire potenziali interazioni tra farmaci, a valorizzare la farmacogenomica, che permette di individuare varianti genetiche in grado di influenzare la risposta alle cure e il monitoraggio terapeutico per adattare i dosaggi alle esigenze di ciascuno.</p>
<h3>Una rete nazionale e un nuovo ruolo per i pazienti</h3>
<p>Il documento non si ferma alla singola prescrizione, ma allarga lo sguardo all’organizzazione del Sistema sanitario nel suo insieme. L’obiettivo è rendere queste innovazioni accessibili a tutti. Per questo si auspica la creazione di una rete nazionale di medicina predittiva, con <em>hub</em> regionali, centri di riferimento per consulenze farmacologiche specialistiche e strumenti digitali condivisi tra medici di famiglia, specialisti e ospedali. Accanto alla tecnologia però il documento ricorda che nessun cambiamento è possibile senza avere cura della dimensione umana: le persone devono essere informate e coinvolte nelle scelte che riguardano la propria salute, così come i professionisti sanitari devono essere accompagnati con una formazione adeguata per tradurre questi strumenti in benefici concreti per chi si affida alle loro cure.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Troppi farmaci negli anziani: quali interventi riducono i rischi?</title>
		<link>https://infarmaco.it/troppi-farmaci-negli-anziani-quali-interventi-riducono-i-rischi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 23:01:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Febbraio 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[deprescrizione]]></category>
		<category><![CDATA[polifarmacoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[revisione della terapia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una ampia revisione degli studi pubblicati in letteratura fa il punto sugli interventi per gestire al meglio la polifarmacoterapia negli anziani</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/troppi-farmaci-negli-anziani-quali-interventi-riducono-i-rischi/">Troppi farmaci negli anziani: quali interventi riducono i rischi?</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si stima che quasi il 40% della popolazione anziana nel mondo assuma quotidianamente 5 o più farmaci (polifarmacoterapia), soprattutto nei Paesi economicamente più sviluppati e tra gli ultrasettantenni. Le conseguenze sono importanti e vanno dalle interazioni tra farmaci agli effetti collaterali, fino ai ricoveri ospedalieri e alle cadute associate all’uso di farmaci, rendendo prioritaria una gestione attenta. Negli ultimi anni sono stati condotti diversi studi per chiarire quali interventi possano aiutare a gestire questa condizione riducendone i rischi, con risultati eterogenei.</p>
<h3>Una revisione a ombrello per fare il punto</h3>
<p>Per riassumere le prove disponibili sul tema un gruppo di ricercatori italiani ha condotto una revisione “a ombrello”, che ha raccolto e analizzato cioè i risultati da altre 6 revisioni sistematiche con metanalisi, per un totale di 110 studi controllati e randomizzati. L’obiettivo era valutare l’efficacia di diversi interventi messi in campo per modificare la polifarmacoterapia nelle persone anziane, con particolare attenzione ai risultati clinici rilevanti, come la mortalità, i ricoveri in ospedale e le cadute. Sono stati esaminati diversi approcci: dalla revisione dei farmaci alla deprescrizione (la riduzione controllata dei medicinali), dagli interventi educativi a quelli comportamentali mirati all’appropriatezza, alla riduzione o all’aderenza alle terapie prescritte.</p>
<h3>Che cosa funziona meglio</h3>
<p>I risultati variano molto a seconda del tipo di intervento e del contesto e anche la qualità degli studi lascia spesso a desiderare:</p>
<ul>
<li>le revisioni delle terapie in atto mirate alla deprescrizione hanno dimostrato di ridurre la mortalità del 26% quando condotte sul territorio, ma non hanno dato lo stesso beneficio in contesti ospedalieri. In entrambi i casi hanno migliorato l’appropriatezza prescrittiva, senza però ridurre significativamente ricoveri o cadute. In ospedale risultano più efficaci le revisioni multidisciplinari, valutazioni più ampie volte a ottimizzare e non solo ridurre la terapia, condotte da team di professionisti (medici, farmacisti, infermieri) che lavorano in modo coordinato e che hanno dimostrato di ridurre i ricoveri dell’11%</li>
<li>gli interventi comportamentali basati su promemoria, supporto motivazionale e aiuto nella creazione di abitudini hanno dato i risultati più promettenti riducendo i ricoveri fino al 79% quando applicati da soli e del 30% se combinati con interventi educativi, soprattutto in comunità. Non sono però emersi benefici in termini di mortalità o cadute</li>
<li>gli interventi esclusivamente educativi o basati su sistemi informatici non hanno mostrato benefici significativi su nessuno degli esiti considerati.</li>
</ul>
<p>Nessun intervento quindi ha ridotto in modo significativo il rischio di cadute, uno degli esiti più temuti della polifarmacoterapia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/troppi-farmaci-negli-anziani-quali-interventi-riducono-i-rischi/">Troppi farmaci negli anziani: quali interventi riducono i rischi?</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Garantire continuità delle cure tra ospedale e territorio</title>
		<link>https://infarmaco.it/garantire-continuita-delle-cure-tra-ospedale-e-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Feb 2026 07:40:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Febbraio 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[continuità terapeutica]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale]]></category>
		<category><![CDATA[polifarmacoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=4855</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il nuovo <em>Minidossier</em> COSIsiFA analizza i rischi della polifarmacoterapia durante le transizioni di cura e le soluzioni per garantire continuità terapeutica tra ospedale e territorio</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/garantire-continuita-delle-cure-tra-ospedale-e-territorio/">Garantire continuità delle cure tra ospedale e territorio</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La polifarmacoterapia è una delle sfide sanitarie più rilevanti, in particolare per i pazienti fragili e anziani. Il rischio si amplifica durante le transizioni di cura – nel passaggio cioè dall’ospedale al domicilio, una volta dimessi, o al trasferimento in una residenza assistenziale – momenti delicati in cui la frammentazione delle informazioni sanitarie e la mancanza di sistemi condivisi possono compromettere la continuità terapeutica. In questi passaggi delicati, i pazienti sono esposti a rischi concreti come errori nella gestione dei farmaci e comparsa di reazioni avverse che possono portare a nuovi ricoveri.<br />
Su questo tema si focalizza il nuovo <em>Minidossier</em> di COSIsiFA “<a href="https://infarmaco.it/wp-content/uploads/2026/02/14_minidossier_polifarmacoterapia_trasizioni_cura_def.pdf">Polifarmacoterapia nelle transizioni di cura: assistenza integrata per la continuità tra ospedale e territorio</a>”.<br />
Il <em>Minidossier</em> sottolinea quanto sia importante adottare processi strutturati di ricognizione e riconciliazione farmacologica che mettano al centro il paziente, valorizzando al contempo il lavoro delle figure professionali coinvolte. Un approccio multidisciplinare, insieme all’uso di strumenti digitali come la telemedicina e l’intelligenza artificiale, può davvero fare la differenza nella gestione delle terapie durante questi passaggi critici, a tutto vantaggio della salute del malato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/garantire-continuita-delle-cure-tra-ospedale-e-territorio/">Garantire continuità delle cure tra ospedale e territorio</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Polifarmacoterapia nelle transizioni di cura: assistenza integrata per la continuità tra ospedale e territorio</title>
		<link>https://infarmaco.it/polifarmacoterapia-nelle-transizioni-di-cura-assistenza-integrata-per-la-continuita-tra-ospedale-e-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Feb 2026 07:36:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Febbraio 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Minidossier]]></category>
		<category><![CDATA[continuità terapeutica]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale]]></category>
		<category><![CDATA[polifarmacoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=4852</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un anziano su cinque viene ricoverato di nuovo entro un mese dalla dimissione ospedaliera e spesso la causa sono errori nella gestione dei farmaci durante il passaggio tra ospedale e domicilio o residenza assistenziale.<br />
Il nuovo <em>Minidossier</em> di COSIsiFA analizza questi rischi e presenta soluzioni concrete per garantire la continuità delle cure.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/polifarmacoterapia-nelle-transizioni-di-cura-assistenza-integrata-per-la-continuita-tra-ospedale-e-territorio/">Polifarmacoterapia nelle transizioni di cura: assistenza integrata per la continuità tra ospedale e territorio</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un anziano su cinque viene ricoverato di nuovo entro un mese dalla dimissione ospedaliera e spesso la causa sono errori nella gestione dei farmaci durante il passaggio tra ospedale e domicilio o residenza assistenziale.<br />
Il nuovo <em>Minidossier</em> di COSIsiFA analizza questi rischi e presenta soluzioni concrete per garantire la continuità delle cure.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/polifarmacoterapia-nelle-transizioni-di-cura-assistenza-integrata-per-la-continuita-tra-ospedale-e-territorio/">Polifarmacoterapia nelle transizioni di cura: assistenza integrata per la continuità tra ospedale e territorio</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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		<item>
		<title>Come ridurre i troppi farmaci è il tema del secondo podcast di COSIsiFA</title>
		<link>https://infarmaco.it/come-ridurre-i-troppi-farmaci-e-il-tema-del-secondo-podcast-di-cosisifa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Dec 2025 09:51:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dicembre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[deprescrizione]]></category>
		<category><![CDATA[polifarmacoterapia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=4595</guid>

					<description><![CDATA[<p>È online nella sezione “Media” del portale il podcast <a href="https://www.spreaker.com/episode/anziano-e-politerapia-quando-si-possono-ridurre-i-farmaci--68882754" target="_blank">“Anziano e politerapia: quando si possono ridurre i farmaci?”</a> È il secondo episodio della collana “I podcast di COSIsiFA”</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con l’avanzare dell’età aumenta inevitabilmente anche il numero dei farmaci che si devono prendere. I dati lo confermano: la maggior parte delle persone anziane convive con più malattie croniche e, di conseguenza, tende ad accumulare prescrizioni nel tempo. Ma questa escalation terapeutica è sempre necessaria? E soprattutto: tutti i farmaci devono essere mantenuti o alcuni potrebbero essere rivalutati e, in sicurezza, ridotti o addirittura sospesi su indicazione del medico?<br />
A queste domande risponde il nuovo podcast “<a href="https://www.spreaker.com/episode/anziano-e-politerapia-quando-si-possono-ridurre-i-farmaci--68882754">Anziano e politerapia: quando si possono ridurre i farmaci”</a>. Con Luca Pasina, responsabile del Laboratorio di farmacologia clinica e appropriatezza dell’Istituto Mario Negri di Milano, e Pier Mannuccio Mannucci, professore emerito di Medicina interna dell’Università degli Studi di Milano discutiamo di politerapia, deprescrizione e uso appropriato dei farmaci nell’anziano.<br />
Gli esperti analizzano rischi e opportunità per le persone che devono prendere più farmaci e, attraverso esempi pratici, mostrano quanto sia importante rivedere periodicamente la terapia farmacologica, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita e ridurre gli effetti indesiderati evitabili.</p>
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		<item>
		<title>Quando si assumono più farmaci aumenta il rischio di insufficienza renale acuta</title>
		<link>https://infarmaco.it/quando-si-assumono-piu-farmaci-aumenta-il-rischio-di-insufficienza-renale-acuta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Oct 2025 22:26:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ottobre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[fattori di rischio]]></category>
		<category><![CDATA[Insufficienza renale acuta]]></category>
		<category><![CDATA[polifarmacoterapia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=4347</guid>

					<description><![CDATA[<p>Assumere più farmaci aumenta nell’anziano il rischio di insufficienza renale acuta, rendendo fondamentale una rivalutazione periodica della terapia da parte del medico</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È sempre più frequente, specie nelle persone anziane che convivono con diverse malattie croniche, l’assunzione quotidiana di molti farmaci.<br />
Questa situazione, nota come polifarmacoterapia, si verifica quando si prendono cinque o più medicinali al giorno. Sebbene in molti casi questi farmaci siano tutti necessari, questa condizione non è priva di rischi, tra cui interazioni farmacologiche potenzialmente pericolose ed eventi avversi. Tra le conseguenze più gravi c’è l’insufficienza renale acuta, una condizione caratterizzata da un rapido e improvviso declino della funzionalità renale che richiede il ricovero in ospedale e può aumentare il rischio di morte.</p>
<h3>Polifarmacoterapia e insufficienza renale acuta: che cosa dicono gli studi</h3>
<p>Per comprendere meglio il legame tra polifarmacoterapia e insufficienza renale acuta, è stata condotta una revisione sistematica della letteratura scientifica che ha analizzato i risultati dei principali studi disponibili sull’argomento.<br />
Nel complesso, sono stati identificati 10 studi che hanno coinvolto oltre 300.000 adulti che facevano uso di almeno cinque farmaci al giorno. Dai dati è emerso che il 18% delle persone in trattamento con più farmaci ha avuto un episodio di insufficienza renale acuta. Il rischio di sviluppare questa temibile condizione tendeva ad aumentare in relazione a:</p>
<ul>
<li>il numero di farmaci assunti</li>
<li>l’uso combinato di più farmaci cardiovascolari</li>
<li>l’assunzione di farmaci potenzialmente tossici per il rene</li>
<li>la presenza di un’insufficienza renale cronica</li>
<li>la fragilità fisica</li>
<li>il ricovero in terapia intensiva.</li>
</ul>
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		<item>
		<title>Troppi farmaci per le donne con un tumore al seno e metastasi?</title>
		<link>https://infarmaco.it/troppi-farmaci-per-le-donne-con-un-tumore-al-seno-e-metastasi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Apr 2025 22:33:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aprile 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[cancro della mammella]]></category>
		<category><![CDATA[metastasi]]></category>
		<category><![CDATA[polifarmacoterapia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=2882</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quando la malattia è in fase avanzata occorre tenere presenti le possibili conseguenze negative dei molti farmaci prescritti, rivedendo la terapia e privilegiando la qualità di vita</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/troppi-farmaci-per-le-donne-con-un-tumore-al-seno-e-metastasi/">Troppi farmaci per le donne con un tumore al seno e metastasi?</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le donne con un tumore del seno metastatico, quindi con una forma di malattia in fase avanzata, ricevono spesso molti farmaci insieme, ciò comporta un aumento del rischio di reazioni avverse e di interazioni, con un peggioramento della qualità di vita. Di questi aspetti occorre tenere conto quando si propongono le terapie alle donne con questa condizione.<br />
Uno studio condotto in Germania su una novantina di donne con il tumore della mammella in fase avanzata e con metastasi in vari organi ha valutato quanti farmaci prendessero queste pazienti e quali conseguenze si possono avere per la salute e la qualità della vita.<br />
Quando la malattia è in fase avanzata, l’obiettivo è allungare la sopravvivenza, somministrando farmaci che possano contrastare le cellule maligne, ma anche controllare i sintomi, mantenendo al contempo una buona qualità di vita. Per questo, oltre ai chemioterapici o ad altri farmaci oncologici, vengono prescritti anche diversi farmaci di supporto. Ma tutti questi farmaci sono sempre necessari e non hanno effetti negativi?<br />
Il 44% dei farmaci usati nelle donne di questo studio erano diretti contro il tumore, il 18% erano terapie di supporto e il 38% erano farmaci per controllare comorbilità, cioè altre malattie compresenti, o supplementi. In quattro donne su cinque il numero di farmaci da assumere quotidianamente era superiore a 5, configurando quindi una situazione di polifarmacoterapia, che aumenta il rischio di conseguenze negative per la salute. In effetti nella rivalutazione fatta a posteriori nel 10% circa dei casi i farmaci erano prescritti in maniera inappropriata, nel 13% dei casi c’erano possibili interazioni negative tra i farmaci assunti e nel 65% dei casi il numero di farmaci da prendere era tale da rendere difficile l’aderenza al trattamento, con la possibilità quindi per la persona di dimenticarsi una pillola o di fare confusione. Ciò a fronte di una qualità di vita non sempre conservata.</p>
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