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	<title>polifarmacoterapia Archivi - InFarmaco</title>
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	<description>l’informazione indipendente sul farmaco</description>
	<lastBuildDate>Mon, 23 Mar 2026 09:15:32 +0000</lastBuildDate>
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	<title>polifarmacoterapia Archivi - InFarmaco</title>
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	<item>
		<title>BPCO e polifarmacoterapia: un binomio da non sottovalutare</title>
		<link>https://infarmaco.it/bpco-e-polifarmacoterapia-un-binomio-da-non-sottovalutare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 09:02:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Marzo 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[aderenza alla terapia]]></category>
		<category><![CDATA[BPCO]]></category>
		<category><![CDATA[polifarmacoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[reazioni avverse]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nei pazienti con BPCO, la coesistenza di più patologie croniche espone un numero crescente di persone ai rischi della polifarmacoterapia</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) è una malattia respiratoria cronica che richiede spesso terapie continuative. Il trattamento si basa principalmente su broncodilatatori e corticosteroidi inalatori, ai quali possono affiancarsi altri farmaci nelle forme più gravi.<br />
Oltre alle difficoltà respiratorie, la BPCO si associa frequentemente ad altre patologie croniche portando molti pazienti ad assumere più farmaci contemporaneamente con il rischio di polifarmacoterapia.<br />
Una revisione della letteratura scientifica ha cercato di far luce proprio sulla relazione tra BPCO e polifarmacoterapia.</p>
<h3>Un fenomeno diffuso, ma difficile da misurare</h3>
<p>La revisione ha analizzato 28 studi relativi a contesti molto diversi, dalle cure primarie alla comunità, in numerosi Paesi, tra cui Stati Uniti, Giappone, Turchia, Regno Unito, Spagna e anche l’Italia. In 13 studi la polifarmacoterapia era definita come l’assunzione di almeno cinque farmaci, mentre negli altri le definizioni variavano considerevolmente rendendo difficile quantificare il peso della polifarmacoterapia nei pazienti con BPCO.<br />
Globalmente è emerso che la prevalenza di polifarmacoterapia oscillava dal 3,9% fino all’81,4%, quella dell’iperpolifarmacoterapia, cioè l’assunzione di dieci o più farmaci, dal 6,6% al 74,6%.</p>
<h3>Cause e conseguenze del problema</h3>
<p>I fattori più frequentemente associati alla polifarmacoterapia sono l’età avanzata, il numero crescente di comorbilità e una storia di fumo di sigaretta. Sul piano clinico, le conseguenze sono tutt’altro che trascurabili: ile persone con BPCO in polifarmacoterapia hanno un rischio più elevato di reazioni avverse dovute ai farmaci, come sanguinamenti, depressione del sistema nervoso centrale, stitichezza, ritenzione urinaria, cadute e insufficienza renale. A ciò si aggiunge la scarsa aderenza terapeutica, particolarmente marcata negli anziani oltre i 65 anni d’età, che a sua volta aumenta il rischio di riacutizzazioni della malattia e ricoveri in ospedale.</p>
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		<title>Dalla medicina taglia unica a quella di precisione</title>
		<link>https://infarmaco.it/dalla-medicina-taglia-unica-a-quella-di-precisione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 08:59:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Febbraio 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[AIFA]]></category>
		<category><![CDATA[appropriatezza]]></category>
		<category><![CDATA[medicina di precisione]]></category>
		<category><![CDATA[polifarmacoterapia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’AIFA pubblica un documento per puntare alle terapie personalizzate, costruite sulle caratteristiche biologiche e genetiche di ogni persona</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Agenzia Italiana del Farmaco ha pubblicato il <a href="https://www.aifa.gov.it/documents/20142/3346516/PP_Medicina_precisione.pdf">Position paper sulla Medicina di precisione e appropriatezza della prescrizione farmacologica</a>, un documento che vuole ridefinire il modo in cui i farmaci vengono prescritti in Italia.<br />
Nel Paese quasi un cittadino su quattro ha più di 65 anni e convive spesso con più malattie croniche. Questo significa, nella maggior parte dei casi, assumere ogni giorno una lunga lista di farmaci: quasi sette anziani su dieci ne prendono almeno cinque contemporaneamente, e quasi uno su tre arriva a dieci o più. Una situazione che non è priva di rischi: più farmaci si assumono, più cresce la probabilità di interazioni pericolose, effetti indesiderati e cure che non si traducono nei risultati attesi.</p>
<h3>Una cura su misura per ogni paziente</h3>
<p>L’idea centrale è quella di superare la medicina “taglia unica”, uguale per tutti, per muoversi verso cure calibrate sulle caratteristiche della singola persona: dalla sua storia clinica, alle condizioni di salute fino al patrimonio genetico. È qui che entra in gioco la cosiddetta prescrittomica, un approccio che combina dati medici tradizionali con analisi genomiche e strumenti di intelligenza artificiale, per aiutare i medici a individuare il farmaco giusto, al dosaggio giusto, per ogni paziente. Tra le proposte concrete, AIFA chiede di rendere sistematica la ricognizione e riconciliazione farmacologica, la revisione periodica cioè di tutte le terapie che la persona sta facendo, una pratica già raccomandata dal Ministero della Salute nel 2014, ma ancora poco praticata. Si punta inoltre a dotare i professionisti sanitari di<em> software</em> in grado di predire potenziali interazioni tra farmaci, a valorizzare la farmacogenomica, che permette di individuare varianti genetiche in grado di influenzare la risposta alle cure e il monitoraggio terapeutico per adattare i dosaggi alle esigenze di ciascuno.</p>
<h3>Una rete nazionale e un nuovo ruolo per i pazienti</h3>
<p>Il documento non si ferma alla singola prescrizione, ma allarga lo sguardo all’organizzazione del Sistema sanitario nel suo insieme. L’obiettivo è rendere queste innovazioni accessibili a tutti. Per questo si auspica la creazione di una rete nazionale di medicina predittiva, con <em>hub</em> regionali, centri di riferimento per consulenze farmacologiche specialistiche e strumenti digitali condivisi tra medici di famiglia, specialisti e ospedali. Accanto alla tecnologia però il documento ricorda che nessun cambiamento è possibile senza avere cura della dimensione umana: le persone devono essere informate e coinvolte nelle scelte che riguardano la propria salute, così come i professionisti sanitari devono essere accompagnati con una formazione adeguata per tradurre questi strumenti in benefici concreti per chi si affida alle loro cure.</p>
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		<item>
		<title>Troppi farmaci negli anziani: quali interventi riducono i rischi?</title>
		<link>https://infarmaco.it/troppi-farmaci-negli-anziani-quali-interventi-riducono-i-rischi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 23:01:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Febbraio 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[deprescrizione]]></category>
		<category><![CDATA[polifarmacoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[revisione della terapia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=4933</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una ampia revisione degli studi pubblicati in letteratura fa il punto sugli interventi per gestire al meglio la polifarmacoterapia negli anziani</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si stima che quasi il 40% della popolazione anziana nel mondo assuma quotidianamente 5 o più farmaci (polifarmacoterapia), soprattutto nei Paesi economicamente più sviluppati e tra gli ultrasettantenni. Le conseguenze sono importanti e vanno dalle interazioni tra farmaci agli effetti collaterali, fino ai ricoveri ospedalieri e alle cadute associate all’uso di farmaci, rendendo prioritaria una gestione attenta. Negli ultimi anni sono stati condotti diversi studi per chiarire quali interventi possano aiutare a gestire questa condizione riducendone i rischi, con risultati eterogenei.</p>
<h3>Una revisione a ombrello per fare il punto</h3>
<p>Per riassumere le prove disponibili sul tema un gruppo di ricercatori italiani ha condotto una revisione “a ombrello”, che ha raccolto e analizzato cioè i risultati da altre 6 revisioni sistematiche con metanalisi, per un totale di 110 studi controllati e randomizzati. L’obiettivo era valutare l’efficacia di diversi interventi messi in campo per modificare la polifarmacoterapia nelle persone anziane, con particolare attenzione ai risultati clinici rilevanti, come la mortalità, i ricoveri in ospedale e le cadute. Sono stati esaminati diversi approcci: dalla revisione dei farmaci alla deprescrizione (la riduzione controllata dei medicinali), dagli interventi educativi a quelli comportamentali mirati all’appropriatezza, alla riduzione o all’aderenza alle terapie prescritte.</p>
<h3>Che cosa funziona meglio</h3>
<p>I risultati variano molto a seconda del tipo di intervento e del contesto e anche la qualità degli studi lascia spesso a desiderare:</p>
<ul>
<li>le revisioni delle terapie in atto mirate alla deprescrizione hanno dimostrato di ridurre la mortalità del 26% quando condotte sul territorio, ma non hanno dato lo stesso beneficio in contesti ospedalieri. In entrambi i casi hanno migliorato l’appropriatezza prescrittiva, senza però ridurre significativamente ricoveri o cadute. In ospedale risultano più efficaci le revisioni multidisciplinari, valutazioni più ampie volte a ottimizzare e non solo ridurre la terapia, condotte da team di professionisti (medici, farmacisti, infermieri) che lavorano in modo coordinato e che hanno dimostrato di ridurre i ricoveri dell’11%</li>
<li>gli interventi comportamentali basati su promemoria, supporto motivazionale e aiuto nella creazione di abitudini hanno dato i risultati più promettenti riducendo i ricoveri fino al 79% quando applicati da soli e del 30% se combinati con interventi educativi, soprattutto in comunità. Non sono però emersi benefici in termini di mortalità o cadute</li>
<li>gli interventi esclusivamente educativi o basati su sistemi informatici non hanno mostrato benefici significativi su nessuno degli esiti considerati.</li>
</ul>
<p>Nessun intervento quindi ha ridotto in modo significativo il rischio di cadute, uno degli esiti più temuti della polifarmacoterapia.</p>
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		<item>
		<title>Garantire continuità delle cure tra ospedale e territorio</title>
		<link>https://infarmaco.it/garantire-continuita-delle-cure-tra-ospedale-e-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Feb 2026 07:40:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Febbraio 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[continuità terapeutica]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale]]></category>
		<category><![CDATA[polifarmacoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nuovo <em>Minidossier</em> COSIsiFA analizza i rischi della polifarmacoterapia durante le transizioni di cura e le soluzioni per garantire continuità terapeutica tra ospedale e territorio</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/garantire-continuita-delle-cure-tra-ospedale-e-territorio/">Garantire continuità delle cure tra ospedale e territorio</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La polifarmacoterapia è una delle sfide sanitarie più rilevanti, in particolare per i pazienti fragili e anziani. Il rischio si amplifica durante le transizioni di cura – nel passaggio cioè dall’ospedale al domicilio, una volta dimessi, o al trasferimento in una residenza assistenziale – momenti delicati in cui la frammentazione delle informazioni sanitarie e la mancanza di sistemi condivisi possono compromettere la continuità terapeutica. In questi passaggi delicati, i pazienti sono esposti a rischi concreti come errori nella gestione dei farmaci e comparsa di reazioni avverse che possono portare a nuovi ricoveri.<br />
Su questo tema si focalizza il nuovo <em>Minidossier</em> di COSIsiFA “<a href="https://infarmaco.it/wp-content/uploads/2026/02/14_minidossier_polifarmacoterapia_trasizioni_cura_def.pdf">Polifarmacoterapia nelle transizioni di cura: assistenza integrata per la continuità tra ospedale e territorio</a>”.<br />
Il <em>Minidossier</em> sottolinea quanto sia importante adottare processi strutturati di ricognizione e riconciliazione farmacologica che mettano al centro il paziente, valorizzando al contempo il lavoro delle figure professionali coinvolte. Un approccio multidisciplinare, insieme all’uso di strumenti digitali come la telemedicina e l’intelligenza artificiale, può davvero fare la differenza nella gestione delle terapie durante questi passaggi critici, a tutto vantaggio della salute del malato.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Polifarmacoterapia nelle transizioni di cura: assistenza integrata per la continuità tra ospedale e territorio</title>
		<link>https://infarmaco.it/polifarmacoterapia-nelle-transizioni-di-cura-assistenza-integrata-per-la-continuita-tra-ospedale-e-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Feb 2026 07:36:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Febbraio 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Minidossier]]></category>
		<category><![CDATA[continuità terapeutica]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale]]></category>
		<category><![CDATA[polifarmacoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un anziano su cinque viene ricoverato di nuovo entro un mese dalla dimissione ospedaliera e spesso la causa sono errori nella gestione dei farmaci durante il passaggio tra ospedale e domicilio o residenza assistenziale.<br />
Il nuovo <em>Minidossier</em> di COSIsiFA analizza questi rischi e presenta soluzioni concrete per garantire la continuità delle cure.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/polifarmacoterapia-nelle-transizioni-di-cura-assistenza-integrata-per-la-continuita-tra-ospedale-e-territorio/">Polifarmacoterapia nelle transizioni di cura: assistenza integrata per la continuità tra ospedale e territorio</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un anziano su cinque viene ricoverato di nuovo entro un mese dalla dimissione ospedaliera e spesso la causa sono errori nella gestione dei farmaci durante il passaggio tra ospedale e domicilio o residenza assistenziale.<br />
Il nuovo <em>Minidossier</em> di COSIsiFA analizza questi rischi e presenta soluzioni concrete per garantire la continuità delle cure.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/polifarmacoterapia-nelle-transizioni-di-cura-assistenza-integrata-per-la-continuita-tra-ospedale-e-territorio/">Polifarmacoterapia nelle transizioni di cura: assistenza integrata per la continuità tra ospedale e territorio</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come ridurre i troppi farmaci è il tema del secondo podcast di COSIsiFA</title>
		<link>https://infarmaco.it/come-ridurre-i-troppi-farmaci-e-il-tema-del-secondo-podcast-di-cosisifa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Dec 2025 09:51:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dicembre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[deprescrizione]]></category>
		<category><![CDATA[polifarmacoterapia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È online nella sezione “Media” del portale il podcast <a href="https://www.spreaker.com/episode/anziano-e-politerapia-quando-si-possono-ridurre-i-farmaci--68882754" target="_blank">“Anziano e politerapia: quando si possono ridurre i farmaci?”</a> È il secondo episodio della collana “I podcast di COSIsiFA”</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/come-ridurre-i-troppi-farmaci-e-il-tema-del-secondo-podcast-di-cosisifa/">Come ridurre i troppi farmaci è il tema del secondo podcast di COSIsiFA</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con l’avanzare dell’età aumenta inevitabilmente anche il numero dei farmaci che si devono prendere. I dati lo confermano: la maggior parte delle persone anziane convive con più malattie croniche e, di conseguenza, tende ad accumulare prescrizioni nel tempo. Ma questa escalation terapeutica è sempre necessaria? E soprattutto: tutti i farmaci devono essere mantenuti o alcuni potrebbero essere rivalutati e, in sicurezza, ridotti o addirittura sospesi su indicazione del medico?<br />
A queste domande risponde il nuovo podcast “<a href="https://www.spreaker.com/episode/anziano-e-politerapia-quando-si-possono-ridurre-i-farmaci--68882754">Anziano e politerapia: quando si possono ridurre i farmaci”</a>. Con Luca Pasina, responsabile del Laboratorio di farmacologia clinica e appropriatezza dell’Istituto Mario Negri di Milano, e Pier Mannuccio Mannucci, professore emerito di Medicina interna dell’Università degli Studi di Milano discutiamo di politerapia, deprescrizione e uso appropriato dei farmaci nell’anziano.<br />
Gli esperti analizzano rischi e opportunità per le persone che devono prendere più farmaci e, attraverso esempi pratici, mostrano quanto sia importante rivedere periodicamente la terapia farmacologica, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita e ridurre gli effetti indesiderati evitabili.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/come-ridurre-i-troppi-farmaci-e-il-tema-del-secondo-podcast-di-cosisifa/">Come ridurre i troppi farmaci è il tema del secondo podcast di COSIsiFA</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quando si assumono più farmaci aumenta il rischio di insufficienza renale acuta</title>
		<link>https://infarmaco.it/quando-si-assumono-piu-farmaci-aumenta-il-rischio-di-insufficienza-renale-acuta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Oct 2025 22:26:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ottobre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[fattori di rischio]]></category>
		<category><![CDATA[Insufficienza renale acuta]]></category>
		<category><![CDATA[polifarmacoterapia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Assumere più farmaci aumenta nell’anziano il rischio di insufficienza renale acuta, rendendo fondamentale una rivalutazione periodica della terapia da parte del medico</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/quando-si-assumono-piu-farmaci-aumenta-il-rischio-di-insufficienza-renale-acuta/">Quando si assumono più farmaci aumenta il rischio di insufficienza renale acuta</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È sempre più frequente, specie nelle persone anziane che convivono con diverse malattie croniche, l’assunzione quotidiana di molti farmaci.<br />
Questa situazione, nota come polifarmacoterapia, si verifica quando si prendono cinque o più medicinali al giorno. Sebbene in molti casi questi farmaci siano tutti necessari, questa condizione non è priva di rischi, tra cui interazioni farmacologiche potenzialmente pericolose ed eventi avversi. Tra le conseguenze più gravi c’è l’insufficienza renale acuta, una condizione caratterizzata da un rapido e improvviso declino della funzionalità renale che richiede il ricovero in ospedale e può aumentare il rischio di morte.</p>
<h3>Polifarmacoterapia e insufficienza renale acuta: che cosa dicono gli studi</h3>
<p>Per comprendere meglio il legame tra polifarmacoterapia e insufficienza renale acuta, è stata condotta una revisione sistematica della letteratura scientifica che ha analizzato i risultati dei principali studi disponibili sull’argomento.<br />
Nel complesso, sono stati identificati 10 studi che hanno coinvolto oltre 300.000 adulti che facevano uso di almeno cinque farmaci al giorno. Dai dati è emerso che il 18% delle persone in trattamento con più farmaci ha avuto un episodio di insufficienza renale acuta. Il rischio di sviluppare questa temibile condizione tendeva ad aumentare in relazione a:</p>
<ul>
<li>il numero di farmaci assunti</li>
<li>l’uso combinato di più farmaci cardiovascolari</li>
<li>l’assunzione di farmaci potenzialmente tossici per il rene</li>
<li>la presenza di un’insufficienza renale cronica</li>
<li>la fragilità fisica</li>
<li>il ricovero in terapia intensiva.</li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/quando-si-assumono-piu-farmaci-aumenta-il-rischio-di-insufficienza-renale-acuta/">Quando si assumono più farmaci aumenta il rischio di insufficienza renale acuta</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Troppi farmaci per le donne con un tumore al seno e metastasi?</title>
		<link>https://infarmaco.it/troppi-farmaci-per-le-donne-con-un-tumore-al-seno-e-metastasi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Apr 2025 22:33:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aprile 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[cancro della mammella]]></category>
		<category><![CDATA[metastasi]]></category>
		<category><![CDATA[polifarmacoterapia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=2882</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quando la malattia è in fase avanzata occorre tenere presenti le possibili conseguenze negative dei molti farmaci prescritti, rivedendo la terapia e privilegiando la qualità di vita</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/troppi-farmaci-per-le-donne-con-un-tumore-al-seno-e-metastasi/">Troppi farmaci per le donne con un tumore al seno e metastasi?</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le donne con un tumore del seno metastatico, quindi con una forma di malattia in fase avanzata, ricevono spesso molti farmaci insieme, ciò comporta un aumento del rischio di reazioni avverse e di interazioni, con un peggioramento della qualità di vita. Di questi aspetti occorre tenere conto quando si propongono le terapie alle donne con questa condizione.<br />
Uno studio condotto in Germania su una novantina di donne con il tumore della mammella in fase avanzata e con metastasi in vari organi ha valutato quanti farmaci prendessero queste pazienti e quali conseguenze si possono avere per la salute e la qualità della vita.<br />
Quando la malattia è in fase avanzata, l’obiettivo è allungare la sopravvivenza, somministrando farmaci che possano contrastare le cellule maligne, ma anche controllare i sintomi, mantenendo al contempo una buona qualità di vita. Per questo, oltre ai chemioterapici o ad altri farmaci oncologici, vengono prescritti anche diversi farmaci di supporto. Ma tutti questi farmaci sono sempre necessari e non hanno effetti negativi?<br />
Il 44% dei farmaci usati nelle donne di questo studio erano diretti contro il tumore, il 18% erano terapie di supporto e il 38% erano farmaci per controllare comorbilità, cioè altre malattie compresenti, o supplementi. In quattro donne su cinque il numero di farmaci da assumere quotidianamente era superiore a 5, configurando quindi una situazione di polifarmacoterapia, che aumenta il rischio di conseguenze negative per la salute. In effetti nella rivalutazione fatta a posteriori nel 10% circa dei casi i farmaci erano prescritti in maniera inappropriata, nel 13% dei casi c’erano possibili interazioni negative tra i farmaci assunti e nel 65% dei casi il numero di farmaci da prendere era tale da rendere difficile l’aderenza al trattamento, con la possibilità quindi per la persona di dimenticarsi una pillola o di fare confusione. Ciò a fronte di una qualità di vita non sempre conservata.</p>
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		<title>Polifarmacoterapia in Italia gestita a macchia di leopardo</title>
		<link>https://infarmaco.it/polifarmacoterapia-in-italia-gestita-a-macchia-di-leopardo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Apr 2025 22:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aprile 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[appropriatezza]]></category>
		<category><![CDATA[polifarmacoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[politica sanitaria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel nostro Paese manca un approccio comune alla gestione della polifarmacoterapia inappropriata, affidata a interventi locali e non coordinati</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia la gestione delle persone in polifarmacoterapia non sempre appropriata è ancora oggi segnata da interventi frammentari e non strutturati.<br />
Si parla di polifarmacoterapia potenzialmente inappropriata quando una persona che è costretta a prendere quotidianamente più farmaci lo fa in modo non adeguato, in termini di quantità di farmaci o di combinazioni. Questo fenomeno è uno dei principali fattori di rischio di reazioni avverse ai farmaci, scarsa aderenza alla terapia e peggioramento dello stato di salute, con inevitabili ripercussioni anche in termini di costi sanitari.<br />
Una revisione sistematica ha raccolto i dati di nove studi sull’argomento condotti in varie aree del Paese per comprendere come viene affrontato il problema in Italia.<br />
Il quadro che emerge è di una situazione diversa a seconda dell’area geografica: la maggior parte delle iniziative analizzate si concentra nelle regioni del Centro-Nord, mentre sono carenti i dati riferiti al Mezzogiorno. Gli stessi studi inclusi si sono focalizzati sulla valutazione di parametri differenti: dal grado di polifarmacoterapia e comorbilità, all’efficacia degli interventi fino all’analisi dell’impatto economico, condotta in due casi. Proprio questi due studi hanno evidenziato una riduzione significativa della spesa sanitaria complessiva in seguito agli interventi di gestione della polifarmacoterapia inappropriata, suggerendo che azioni mirate possano contribuire sia a migliorare la salute dei pazienti sia a contenere i costi per il Servizio Sanitario Nazionale.<br />
Comun denominatore degli interventi attuati su scala nazionale era il monitoraggio della terapia farmacologica, risultato l’approccio più frequentemente rilevato negli studi (67% dei casi).</p>
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		<title>Terapia con più farmaci nel bambino: un equilibrio difficile</title>
		<link>https://infarmaco.it/terapia-con-piu-farmaci-nel-bambino-un-equilibrio-difficile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jan 2025 23:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gennaio 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[effetti negativi]]></category>
		<category><![CDATA[interazioni]]></category>
		<category><![CDATA[polifarmacoterapia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando vengono prescritti al bambino più farmaci insieme occorre seguire scrupolosamente le indicazioni del medico per ridurre le interazioni e gli effetti negativi.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A volte, anche nei bambini, è necessario somministrare più farmaci. Tuttavia, questa pratica comporta alcuni rischi, come interazioni tra le diverse molecole, accumulo nell’organismo o, al contrario, uno scarso assorbimento. Questi problemi dipendono dal fatto che nei bambini gli organi che metabolizzano o eliminano i farmaci (fegato e rene) non sono ancora completamente maturi e funzionano in modo diverso rispetto all’adulto. Inoltre, nei piccoli è fondamentale adattare il dosaggio dei farmaci non solo al peso, ma anche al livello di sviluppo.<br />
I dati disponibili sugli effetti della terapia con più farmaci nei bambini sono ancora limitati, gli studi finora condotti indicano però la necessità di cautela. Secondo una ricerca che ha analizzato quasi 800.000 bambini in terapia con due o più farmaci, circa uno su cinque ha avuto almeno un problema di interazione tra i farmaci presi. Più spesso erano coinvolti i farmaci per disturbi psichiatrici e quelli per l’asma.<br />
Un altro studio, condotto in Etiopia su oltre 300 bambini, ha visto che il 60% dei piccoli pazienti ricoverati che prendevano più di quattro farmaci aveva almeno un problema legato alla terapia.</p>
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