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	<title>reazioni avverse Archivi - InFarmaco</title>
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	<description>l’informazione indipendente sul farmaco</description>
	<lastBuildDate>Mon, 23 Mar 2026 09:15:32 +0000</lastBuildDate>
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	<title>reazioni avverse Archivi - InFarmaco</title>
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	<item>
		<title>BPCO e polifarmacoterapia: un binomio da non sottovalutare</title>
		<link>https://infarmaco.it/bpco-e-polifarmacoterapia-un-binomio-da-non-sottovalutare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 09:02:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Marzo 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[aderenza alla terapia]]></category>
		<category><![CDATA[BPCO]]></category>
		<category><![CDATA[polifarmacoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[reazioni avverse]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nei pazienti con BPCO, la coesistenza di più patologie croniche espone un numero crescente di persone ai rischi della polifarmacoterapia</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/bpco-e-polifarmacoterapia-un-binomio-da-non-sottovalutare/">BPCO e polifarmacoterapia: un binomio da non sottovalutare</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) è una malattia respiratoria cronica che richiede spesso terapie continuative. Il trattamento si basa principalmente su broncodilatatori e corticosteroidi inalatori, ai quali possono affiancarsi altri farmaci nelle forme più gravi.<br />
Oltre alle difficoltà respiratorie, la BPCO si associa frequentemente ad altre patologie croniche portando molti pazienti ad assumere più farmaci contemporaneamente con il rischio di polifarmacoterapia.<br />
Una revisione della letteratura scientifica ha cercato di far luce proprio sulla relazione tra BPCO e polifarmacoterapia.</p>
<h3>Un fenomeno diffuso, ma difficile da misurare</h3>
<p>La revisione ha analizzato 28 studi relativi a contesti molto diversi, dalle cure primarie alla comunità, in numerosi Paesi, tra cui Stati Uniti, Giappone, Turchia, Regno Unito, Spagna e anche l’Italia. In 13 studi la polifarmacoterapia era definita come l’assunzione di almeno cinque farmaci, mentre negli altri le definizioni variavano considerevolmente rendendo difficile quantificare il peso della polifarmacoterapia nei pazienti con BPCO.<br />
Globalmente è emerso che la prevalenza di polifarmacoterapia oscillava dal 3,9% fino all’81,4%, quella dell’iperpolifarmacoterapia, cioè l’assunzione di dieci o più farmaci, dal 6,6% al 74,6%.</p>
<h3>Cause e conseguenze del problema</h3>
<p>I fattori più frequentemente associati alla polifarmacoterapia sono l’età avanzata, il numero crescente di comorbilità e una storia di fumo di sigaretta. Sul piano clinico, le conseguenze sono tutt’altro che trascurabili: ile persone con BPCO in polifarmacoterapia hanno un rischio più elevato di reazioni avverse dovute ai farmaci, come sanguinamenti, depressione del sistema nervoso centrale, stitichezza, ritenzione urinaria, cadute e insufficienza renale. A ciò si aggiunge la scarsa aderenza terapeutica, particolarmente marcata negli anziani oltre i 65 anni d’età, che a sua volta aumenta il rischio di riacutizzazioni della malattia e ricoveri in ospedale.</p>
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		<title>Come contribuire a un uso più sicuro dei farmaci</title>
		<link>https://infarmaco.it/come-contribuire-a-un-uso-piu-sicuro-dei-farmaci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Nov 2025 23:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novembre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[reazioni avverse]]></category>
		<category><![CDATA[segnalazione]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La campagna internazionale <em>MedSafetyWeek</em>, cui aderisce anche l’AIFA, vuole incentivare la segnalazione delle sospette reazioni avverse ai farmaci</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa è la <a href="https://www.aifa.gov.it/-/aifa-aderisce-alla-decima-edizione-della-medsafetyweek-campagna-di-comunicazione-internazionale-per-un-uso-più-sicuro-dei-medicinali" target="_blank" rel="noopener">settimana della sicurezza dei medicinali</a>.<br />
Ogni giorno, in Italia, milioni di persone assumono farmaci la cui efficacia e sicurezza sono state ampiamente studiate prima di arrivare nelle nostre mani.<br />
Il monitoraggio della sicurezza, però, non termina con l’immissione in commercio del farmaco, ma prosegue per tutta la sua vita. In altre parole si può dire che i farmaci sono sempre sotto osservazione. Esiste una disciplina che si occupa di questo, la farmacovigilanza, essenziale per garantire che i medicinali restino sicuri nel tempo.</p>
<h3>Come viene monitorata la sicurezza dei farmaci nel tempo?</h3>
<p>In alcuni casi le aziende produttrici dopo l’immissione in commercio sono tenute a condurre ulteriori studi per fornire nuovi dati sulla sicurezza di un farmaco, ma questa non è l’unica strada.<br />
Un ruolo fondamentale è svolto dalle segnalazioni di sospetta reazione avversa che possono arrivare non solo dagli operatori sanitari ma anche dai cittadini. Purtroppo però i dati indicano che solo il 5-10% circa di tutti i sospetti effetti indesiderati viene segnalato e questa scarsa percentuale è dovuta al fatto che in pochi sanno di poterlo fare, oppure non si ritiene importante farlo o ci si dimentica di farlo.</p>
<h3>Perché è importante segnalare le sospette reazioni avverse?</h3>
<p>Durante gli studi clinici che precedono l’autorizzazione all’immissione in commercio, i medicinali vengono provati e valutati su un numero limitato di persone, selezionate in base a criteri specifici. Ciò significa che chi partecipa alla sperimentazione non sempre riflette la varietà della popolazione reale, che può avere più malattie e assumere altri farmaci contemporaneamente. Solo l’utilizzo quotidiano, nella vita reale, permette perciò di comprendere pienamente il profilo di sicurezza di un medicinale. Per questo ogni segnalazione di un possibile effetto avverso conta e può contribuire a proteggere tutti.</p>
<h3>Come fare per segnalare?</h3>
<p>Segnalare una sospetta reazione avversa è semplice, gratuito e anonimo.<br />
È possibile farlo:</p>
<ul>
<li><a href="https://servizionline.aifa.gov.it/schedasegnalazioni/#/">direttamente online sul sito AIFA</a> compilando l’apposita scheda disponibile in due versioni per il cittadino o per l’operatore sanitario</li>
<li>compilando la <a href="https://servizionline.aifa.gov.it/schedasegnalazioni/#/">scheda di segnalazione</a> e inviandola via e-mail al <a href="https://www.aifa.gov.it/responsabili-farmacovigilanza">Responsabile di farmacovigilanza</a> della propria struttura di appartenenza, per gli operatori sanitari, oppure al Titolare dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio del medicinale che si sospetta abbia causato la reazione avversa.</li>
</ul>
<p>I dati così raccolti confluiscono nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza, che raccoglie tutte le segnalazioni provenienti dal territorio nazionale. Successivamente questi vengono inviati a EudraVigilance, la banca dati europea per l’analisi delle sospette reazioni avverse ai medicinali autorizzati nell’Unione Europea, dove le segnalazioni sono monitorate quotidianamente.</p>
<h3>Una campagna di sensibilizzazione sul tema</h3>
<p>Per sensibilizzare su come, dove e perché segnalare gli effetti indesiderati dei medicinali nel 2016 è nata la campagna <em>MedSafetyWeek</em>.<br />
Quest’anno partecipano all’iniziativa, che si tiene proprio questa settimana, dal 3 al 9 novembre, 132 organizzazioni, tra cui l’Agenzia Italiana del Farmaco, con l’obiettivo di incoraggiare i pazienti, le famiglie e gli operatori sanitari a segnalare qualsiasi sospetta reazione avversa a beneficio di tutti.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>I vaccini si confermano farmaci sicuri</title>
		<link>https://infarmaco.it/i-vaccini-si-confermano-farmaci-sicuri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jun 2025 22:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giugno 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[AIFA]]></category>
		<category><![CDATA[farmacovigilanza]]></category>
		<category><![CDATA[reazioni avverse]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I dati del Rapporto Vaccini 2023 fotografano la situazione italiana, con eventi avversi rari e per lo più lievi, non sempre riferibili alla vaccinazione stessa</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si parla di vaccini, le reazioni sono le più varie: dai convinti sostenitori, agli scettici, fino agli oppositori. Ma al di là delle opinioni personali, sono la scienza e i dati a parlare. A dirci qualcosa sulla loro sicurezza è il <a href="https://www.aifa.gov.it/documents/20142/0/Rapporto_vaccini_2023.pdf">Rapporto Vaccini</a> pubblicato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), che raccoglie tutte le informazioni sulle sospette reazioni avverse successive alla vaccinazione registrate in Italia nel corso del 2023. Ma perché sospette? Cerchiamo di vederci chiaro.</p>
<h3>È possibile avere un evento avverso dopo un vaccino?</h3>
<p>Sì, i vaccini, come tutti i farmaci, possono accompagnarsi a eventi avversi, più o meno gravi. Tuttavia, il fatto che un evento si verifichi dopo la vaccinazione non significa automaticamente che questa ne sia la causa.<br />
Stabilire un legame diretto, quello che in termini tecnici si chiama nesso di causalità, è un processo complesso che richiede l’analisi del singolo caso, la consultazione della letteratura scientifica e dati su larga scala. Per questo si parla di sospette reazioni avverse: l’associazione temporale non basta a dire che ci sia una relazione causa-effetto.</p>
<h3>I numeri del 2023 in Italia</h3>
<p>Nel 2023, sono state raccolte complessivamente 4.349 segnalazioni di sospetti eventi avversi successivi alla vaccinazione, di cui 1.224 (il 28,3% del totale) relative ai vaccini anti COVID-19, seguono quelle relative ai vaccini anti meningococco (18,6%), ai vaccini anti herpes zoster (11,6%), ai vaccini trivalenti (9,0%) e ai vaccini contro morbillo, parotite, rosolia e varicella (8,5%).<br />
Rispetto all’anno precedente, si è registrato un forte calo: −86% per tutte le segnalazioni e −94% per quelle relative a COVID-19. Un dato spiegabile con la drastica riduzione delle dosi di vaccino anti COVID-19 somministrate, ma anche con la fine della farmacovigilanza attiva per monitorare la situazione e la minore attenzione mediatica.<br />
La buona notizia è che nel 73,6% dei casi gli eventi sono stati classificati come non gravi. Nei casi rimanenti (26,4%) si è trattato di eventi gravi, ma anche qui bisogna essere cauti: non significa infatti automaticamente che il vaccino ne sia la causa. In termini di esito, nel 49% dei casi i sintomi si sono risolti o sono migliorati, nel 31,4% erano ancora presenti al momento della segnalazione (che di solito avviene poco dopo l’inizio dei sintomi), nel 7,8% dei casi hanno lasciato qualche postumo e nel 2,6% dei casi è stato riportato un decesso (anche in questo caso da dimostrare che fosse legato in qualche modo al vaccino somministrato).</p>
<h3>Che cosa fare in caso di un evento avverso</h3>
<p>Se dopo la vaccinazione si manifesta un sintomo (i più comuni sono un’irritazione a livello locale e la comparsa di febbre), il primo passo è parlarne con il medico.<br />
E poi? Tutti, cittadini e operatori sanitari, possono segnalare l’evento sul portale dell’AIFA attraverso l’apposito <a href="https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse">servizio online</a>. Se per i cittadini la segnalazione è un invito, per i professionisti sanitari è un obbligo. In ogni caso, le segnalazioni contribuiscono a migliorare la conoscenza e la sicurezza dei vaccini per tutta la comunità e quindi tutti sono chiamati in causa.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Acido valproico sicuro nei bambini con epilessia</title>
		<link>https://infarmaco.it/acido-valproico-sicuro-nei-bambini-con-epilessia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 May 2025 22:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Maggio 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[Acido valproico]]></category>
		<category><![CDATA[Epilessia]]></category>
		<category><![CDATA[reazioni avverse]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella pratica corrente l’antiepilettico, alle dosi convenzionali, sembra essere ben tollerato nei bambini e negli adolescenti. </p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/acido-valproico-sicuro-nei-bambini-con-epilessia/">Acido valproico sicuro nei bambini con epilessia</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La terapia con acido valproico, uno dei farmaci più utilizzati nel trattamento dell’epilessia, si conferma generalmente sicura nei bambini di tutte le età. È quanto emerge da uno studio retrospettivo condotto in Cina, che ha seguito quasi 2.000 bambini con epilessia trattati con il farmaco per un periodo di almeno due anni.<br />
Sebbene sia in uso da decenni, l’acido valproico continua a essere oggetto di attenzione da parte dei medici, per la possibile comparsa di effetti collaterali, anche rilevanti, a carico del fegato, del sangue, del metabolismo osseo e dell’apparato endocrino-riproduttivo. Tutti questi sono segnalati come possibili in corso di trattamento, ma nella realtà quotidiana sono frequenti?<br />
La ricerca ha preso in esame possibili effetti collaterali nei bambini e negli adolescenti con epilessia e in terapia con l’acido valproico. In particolare si esaminava la frequenza di danni al fegato, disturbi della coagulazione, aumento dell’ammonio nel sangue, fratture ossee, disturbi mestruali e alterazioni ovariche.<br />
Sia a breve termine, 2-3 mesi dall’inizio della terapia, sia a lungo termine, oltre due anni dall’inizio della terapia, non sono emersi disturbi significativi legati alla somministrazione del farmaco. Gli unici dati riguardavano alcuni parametri del sangue, per esempio si aveva una riduzione progressiva delle piastrine, anche se non si sono osservati episodi emorragici dovuti al loro calo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/acido-valproico-sicuro-nei-bambini-con-epilessia/">Acido valproico sicuro nei bambini con epilessia</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I tanti farmaci aumentano i rischi per la salute nel caso di demenza</title>
		<link>https://infarmaco.it/i-tanti-farmaci-aumentano-i-rischi-per-la-salute-nel-caso-di-demenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Mar 2025 23:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[demenza]]></category>
		<category><![CDATA[inappropriatezza]]></category>
		<category><![CDATA[reazioni avverse]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=2689</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nelle persone con demenza, la polifarmacoterapia aumenta il rischio di  avere reazioni avverse e di essere ricoverate in ospedale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/i-tanti-farmaci-aumentano-i-rischi-per-la-salute-nel-caso-di-demenza/">I tanti farmaci aumentano i rischi per la salute nel caso di demenza</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le persone affette da demenza in polifarmacoterapia corrono un rischio significativamente maggiore di assumere farmaci potenzialmente inappropriati, di sviluppare reazioni avverse, di essere ricoverate in ospedale e di esiti fatali rispetto a chi segue regimi terapeutici con meno farmaci.<br />
Lo suggerisce una revisione sistematica con metanalisi di 19 studi. L’obiettivo era comprendere gli effetti della polifarmacoterapia su questa popolazione particolarmente vulnerabile, in cui il declino cognitivo rende difficile la gestione autonoma delle cure e aumenta il rischio di errori terapeutici e complicanze.<br />
Dai risultati è emerso che le persone con demenza in polifarmacoterapia hanno una probabilità significativamente maggiore di ricevere farmaci potenzialmente inappropriati (<em>odds ratio</em> 2,93, limi di confidenza al 95% da 2,24 a 3,82) rispetto a chi assume meno farmaci. Anche il rischio di reazioni avverse ai farmaci (<em>odds ratio</em> 2,77, limiti di confidenza al 95% da 1,11 a 6,91) e di ospedalizzazione (<em>odds ratio</em> 2,56, limiti di confidenza al 95% da 1,83 a 3,59) è significativamente maggiore.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/i-tanti-farmaci-aumentano-i-rischi-per-la-salute-nel-caso-di-demenza/">I tanti farmaci aumentano i rischi per la salute nel caso di demenza</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I tanti farmaci aumentano i rischi per la salute nel caso di demenza</title>
		<link>https://infarmaco.it/i-tanti-farmaci-aumentano-i-rischi-per-la-salute-nel-caso-di-demenza-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Mar 2025 23:00:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Marzo 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[demenza]]></category>
		<category><![CDATA[inappropriatezza]]></category>
		<category><![CDATA[reazioni avverse]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle persone con demenza, la polifarmacoterapia aumenta il rischio di  avere reazioni avverse e di essere ricoverate in ospedale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/i-tanti-farmaci-aumentano-i-rischi-per-la-salute-nel-caso-di-demenza-2/">I tanti farmaci aumentano i rischi per la salute nel caso di demenza</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle persone affette da demenza, l’assunzione quotidiana di più farmaci, una pratica nota come polifarmacoterapia, per controllare le varie malattie tipiche dell’età avanzata, aumenta il rischio di usare farmaci potenzialmente inappropriati, ovvero medicinali dal rapporto rischio-beneficio sfavorevole. Aumenta infatti il pericolo di avere reazioni avverse e di essere ricoverati in ospedale.<br />
La gestione terapeutica nelle persone con demenza è particolarmente complessa e richiede quindi una particolare attenzione. Secondo una revisione sistematica che ha raccolto e analizzato i dati ricavati da 19 ricerche, le persone con demenza in polifarmacoterapia hanno una probabilità quasi tre volte maggiore di ricevere farmaci potenzialmente inappropriati, tanto da avere un rischio significativamente maggiore di reazioni avverse, ricoveri ospedalieri e mortalità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/i-tanti-farmaci-aumentano-i-rischi-per-la-salute-nel-caso-di-demenza-2/">I tanti farmaci aumentano i rischi per la salute nel caso di demenza</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un aiuto dai social per la farmacovigilanza pediatrica</title>
		<link>https://infarmaco.it/un-aiuto-dai-social-per-la-farmacovigilanza-pediatrica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Mar 2025 23:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Marzo 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[farmacovigilanza]]></category>
		<category><![CDATA[reazioni avverse]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=2638</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si possono intercettare le reazioni avverse da farmaco in pediatria analizzando quanto viene scritto nei <I>forum</I> di discussione tra genitori.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/un-aiuto-dai-social-per-la-farmacovigilanza-pediatrica/">Un aiuto dai &lt;I&gt;social&lt;/I&gt; per la farmacovigilanza pediatrica</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie all’analisi dei post pubblicati nei <em>social</em> <em>media</em> si possono scoprire molte reazioni avverse legate ai medicinali.<br />
Nei bambini le reazioni avverse da farmaco sono più frequenti rispetto agli adulti. Questo accade perché il loro organismo è in fase di sviluppo, con sistemi e apparati immaturi che possono reagire in modo diverso alle medicine, ma anche perché molti farmaci non sono studiati specificamente per l’età pediatrica. In questi casi, i medici li prescrivono “<em>off-label</em>”, ovvero con modalità d’uso diverse da quelle ufficialmente approvate. Ciononostante le segnalazioni degli effetti avversi da parte degli operatori sanitari e dei genitori sono poche per cui molti eventi avversi sfuggono.<br />
Secondo uno studio spagnolo i <em>social media</em>, e in particolare i <em>forum</em> dedicati all’infanzia e alla genitorialità, potrebbero rivelarsi uno strumento utile per identificare informazioni sulle reazioni avverse da farmaco e sugli errori terapeutici. I ricercatori hanno analizzato oltre 3.500 <em>post</em> pubblicati in due <em>forum</em> dedicati all’infanzia e hanno visto che nel 25% dei casi si parlava proprio di farmaci. Di questi, oltre la metà conteneva riferimenti a problemi con la terapia, tra cui 161 erano catalogabili come segnalazioni di reazioni avverse (febbre, disturbi gastrointestinali, eruzioni cutanee, eccetera) e 95 come errori terapeutici (dosaggi errati o modalità di somministrazione scorrette).<br />
Come segnalato anche dagli autori dello studio le segnalazioni riportate nei <em>social media</em> devono essere interpretate con cautela, perché in molto casi non ci sono gli elementi sufficienti per stabilire con certezza il nesso di causalità tra il farmaco dato al bambino e l’evento avverso descritto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/un-aiuto-dai-social-per-la-farmacovigilanza-pediatrica/">Un aiuto dai &lt;I&gt;social&lt;/I&gt; per la farmacovigilanza pediatrica</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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