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	<title>sonno Archivi - InFarmaco</title>
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	<description>l’informazione indipendente sul farmaco</description>
	<lastBuildDate>Mon, 16 Jun 2025 12:46:39 +0000</lastBuildDate>
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	<title>sonno Archivi - InFarmaco</title>
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		<title>Si possono ridurre o sospendere i farmaci per il sonno negli anziani?</title>
		<link>https://infarmaco.it/si-possono-ridurre-o-sospendere-i-farmaci-per-il-sonno-negli-anziani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2025 22:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giugno 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[Benzodiazepine]]></category>
		<category><![CDATA[deprescrizione]]></category>
		<category><![CDATA[Farmaci Z]]></category>
		<category><![CDATA[sonno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fornire alle persone anziane informazioni chiare sull’igiene del sonno può facilitare la riduzione o sospensione dei farmaci per l’insonnia, anche in presenza di un declino cognitivo</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/si-possono-ridurre-o-sospendere-i-farmaci-per-il-sonno-negli-anziani/">Si possono ridurre o sospendere i farmaci per il sonno negli anziani?</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le benzodiazepine e i cosiddetti farmaci Z, come zolpidem e zopiclone, vengono spesso prescritti alle persone anziane per curare l’insonnia, anche in quelle che hanno un declino cognitivo. Ne è dimostrata l’efficacia sul sonno ma solo se somministrati per brevi periodi. Tuttavia, spesso vengono usati cronicamente, a lungo, e in tal caso possono comportare problemi importanti, come un aumento del rischio di cadute e fratture, confusione, disturbi della memoria e ricoveri in ospedale. Quando è possibile, la riduzione o la sospensione di questi farmaci, pratica nota come deprescrizione, può aiutare a diminuire questi rischi.</p>
<h3>Uno studio cerca di capire il ruolo dell’informazione</h3>
<p>È noto che alcune raccomandazioni legate soprattutto alla stile di vita sono in grado di agire sull’insonnia, migliorandola, non si sa invece se mettere in pratica questi consigli possa anche portare a una riduzione del ricorso ai farmaci per dormire, come sarebbe auspicabile.<br />
Una revisione della letteratura scientifica ha esaminato 16 studi sull’argomento per analizzare i risultati nel loro insieme e comprendere se le informazioni fornite alle persone anziane possano aiutarle a ridurre o a smettere di assumere benzodiazepine e farmaci Z. Gli interventi valutati sono stati:</p>
<ul>
<li>opuscoli informativi e altro materiale scritto</li>
<li>colloqui brevi, durante una visita o una consulenza</li>
<li>interventi combinati che oltre a fornire informazioni prevedevano un supporto psicologico con esercizi di rilassamento o consulenze.</li>
</ul>
<p>I ricercatori dall’analisi dei dati concludono che un semplice opuscolo informativo sull’igiene del sonno o un breve colloquio con il medico al riguardo possono fare molto: in alcuni studi fino al 70% delle persone anziane sono riuscite infatti a ridurre o sospendere i farmaci per dormire, mentre in altri studi gli interventi sono stati meno incisivi, ma comunque significativi.<br />
Questo beneficio si è osservato anche tra gli anziani con lievi problemi di memoria, a conferma che le spiegazioni chiare e personalizzate sono un aiuto concreto per iniziare un percorso di deprescrizione in sicurezza.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La deprescrizione di benzodiazepine e farmaci Z negli anziani è possibile</title>
		<link>https://infarmaco.it/la-deprescrizione-di-benzodiazepine-e-farmaci-z-negli-anziani-e-possibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2025 22:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[Benzodiazepine]]></category>
		<category><![CDATA[deprescrizione]]></category>
		<category><![CDATA[Farmaci Z]]></category>
		<category><![CDATA[sonno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fornire alle persone anziane informazioni chiare sull’igiene del sonno può facilitare la riduzione o sospensione dei farmaci per l’insonnia, anche in presenza di un declino cognitivo</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/la-deprescrizione-di-benzodiazepine-e-farmaci-z-negli-anziani-e-possibile/">La deprescrizione di benzodiazepine e farmaci Z negli anziani è possibile</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli interventi educativi diretti al paziente possono aiutare a ridurre o sospendere benzodiazepine e farmaci Z negli anziani anche se hanno un inizio di compromissione cognitiva.<br />
I farmaci ipnoinducenti sono ampiamente prescritti agli anziani, anche in presenza di deficit cognitivi, per il trattamento dell’insonnia. Ne è dimostrata l’efficacia a breve termine, ma spesso vengono somministrati in cronico a lungo termine e non si trova il modo di deprescriverli spesso anche per le resistenze al riguardo del paziente. Poiché sono ben documentati gli eventi avversi dei farmaci per l’insonnia nell’anziano, tra cui cadute, fratture e ricoveri, la deprescrizione, con la riduzione o sospensione graduale e controllata del farmaco, può essere un’opzione clinicamente importante.</p>
<h3>Gli interventi non farmacologici nella deprescrizione</h3>
<p>Una revisione sistematica ha cercato di capire se gli interventi non farmacologici rivolti direttamente ai pazienti possano favorire la deprescrizione di benzodiazepine e farmaci Z.<br />
Complessivamente sono state incluse 17 pubblicazioni relative a 16 studi condotti in contesti diversi: ospedalieri, comunitari e residenziali per anziani. Solo uno di questi studi ha riguardato persone con compromissione cognitiva.<br />
Gli interventi valutati comprendevano:</p>
<ul>
<li>educazione scritta (opuscoli informativi, lettere)</li>
<li>educazione verbale (colloqui, consulenze)</li>
<li>interventi multicomponente che combinavano strategie educative con momenti di supporto psicologico, come tecniche di rilassamento e consulenze.</li>
</ul>
<h3>Educare aiuta a deprescrivere farmaci Z e benzodiazepine</h3>
<p>Tutti gli studi hanno riportato una certa percentuale di successo nella deprescrizione, seppur con un’ampia variabilità nei risultati:</p>
<ul>
<li>l’istruzione scritta da sola ha portato tassi di deprescrizione tra il 13% e il 72%</li>
<li>l’educazione scritta e verbale combinata ha raggiunto tassi di deprescrizione fino al 57%</li>
<li>gli interventi multicomponente hanno mostrato tassi di successo compresi tra il 9% e il 100%.</li>
</ul>
<p>Nello studio che ha analizzato gli effetti di questi interventi negli anziani con deficit cognitivo lieve è pure stato registrato un effetto positivo sulla deprescrizione anche se con percentuali inferiori.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Aumenta nei bambini e negli adolescenti il consumo di farmaci per dormire</title>
		<link>https://infarmaco.it/aumenta-nei-bambini-e-negli-adolescenti-il-consumo-di-farmaci-per-dormire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 May 2025 22:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Maggio 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci ipnotici]]></category>
		<category><![CDATA[sonno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È in costante aumento oltralpe il consumo di farmaci per il sonno in età pediatrica, con il rischio di andare incontro a effetti avversi legati a terapie spesso inappropriate</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/aumenta-nei-bambini-e-negli-adolescenti-il-consumo-di-farmaci-per-dormire/">Aumenta nei bambini e negli adolescenti il consumo di farmaci per dormire</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Uno studio condotto in Francia tra il 2016 e il 2023 ha rilevato un aumento nell’uso di farmaci per i disturbi del sonno nei bambini e negli adolescenti: in sette anni, il numero di prescrizioni è cresciuto di oltre il 130%, passando da circa 200.000 a quasi 700.000 all’anno, su una popolazione media di 10 milioni di giovani tra i 6 e i 17 anni d’età.<br />
Sebbene i dati si riferiscano alla realtà francese, i risultati meritano attenzione anche in Italia, in quanto anche nel nostro Paese si è assistito a un aumento dei disturbi del sonno in età pediatrica in seguito alla pandemia da COVID-19. Si stima che circa un bambino su quattro soffra di disturbi del sonno, ma la prevalenza può arrivare fino a un bambino su due nei casi in cui siano presenti disturbi del neurosviluppo, come l’autismo o la sindrome del bambino iperattivo (ADHD), oppure in presenza di problemi psichiatrici.<br />
Lo studio francese ha analizzato l’andamento delle prescrizioni di farmaci che inducono il sonno nei bambini e negli adolescenti confrontando i tre anni precedenti e i tre successivi all’inizio della pandemia. I risultati mostrano che, subito dopo marzo 2020, le prescrizioni sono aumentate del 15,3%, con una crescita media mensile di circa il 3% per l’insieme dei farmaci ipnotici. In particolare, la melatonina ha registrato un incremento mensile del 4,4%, con un aumento complessivo oltre quattro volte superiore rispetto a quanto atteso in assenza della pandemia. Anche i cosiddetti farmaci Z (zolpidem e zopiclone) sono stati più utilizzati, con un aumento mensile dell’1,8% e una crescita particolarmente marcata nei ragazzi tra i 12 e i 17 anni (+428% in totale).<br />
Il ricorso crescente alla terapia farmacologica per i disturbi del sonno riflette da un lato un reale aumento del disagio, dall’altro una maggiore tendenza alla prescrizione che in diversi casi non sarebbe appropriata.</p>
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