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	<title>tumore del fegato Archivi - InFarmaco</title>
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	<description>l’informazione indipendente sul farmaco</description>
	<lastBuildDate>Sun, 14 Dec 2025 23:17:47 +0000</lastBuildDate>
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	<title>tumore del fegato Archivi - InFarmaco</title>
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	<item>
		<title>L’importanza della qualità di vita</title>
		<link>https://infarmaco.it/limportanza-della-qualita-di-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Dec 2025 23:17:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dicembre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[immunoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[qualità di vita]]></category>
		<category><![CDATA[tumore del fegato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In caso di tumore del fegato in fase avanzata l’immunoterapia sembra essere la scelta migliore in termini di efficacia e di qualità della vita</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando il tumore è in fase avanzata e quindi non ci sono più possibilità di guarigione occorre prendere in considerazione oltre all’efficacia dei farmaci nel controllare la malattia anche le ricadute sulla qualità vita.<br />
L’obiettivo è di usare sempre, nel singolo paziente, le cure più efficaci che garantiscano anche una buona qualità di vita.</p>
<h3>Il tumore del fegato in fase avanzata</h3>
<p>Quando il tumore del fegato è in fase avanzata, non è cioè più operabile e ha dato metastasi ad altri organi, le possibilità di cura della malattia non ci sono più ma è sempre possibile ricorrere a terapie farmacologiche che consentono di prolungare la sopravvivenza. Non sono però molte le certezze riguardo a quale sia la scelta migliore, tenendo presente non solo l’efficacia dei farmaci (cioè l’allungamento della sopravvivenza globale) ma anche la qualità della vita. Allungare la sopravvivenza è infatti un obiettivo primario però bisogna considerare se a fronte di questa efficacia si abbia un peggioramento della qualità di vita.</p>
<h3>Lo studio italiano</h3>
<p>Un gruppo di ricercatori italiani si è posto la seguente domanda: qual è il trattamento che ha il miglior rapporto efficacia e qualità di vita per le persone che hanno un tumore del fegato in fase avanzata?<br />
A parte le terapie locali o la radioterapia in questi casi viene di solito proposta una terapia sistemica con farmaci di vario tipo. Se la chemioterapia in queste situazioni è meno usata, sia per la scarsa efficacia sia per gli effetti collaterali importanti, altri due sono gli approcci di prima linea più diffusi: l’immunoterapia, con farmaci che stimolano la risposta dell’organismo contro il tumore, o l’uso di terapie mirate che prevedono l’impiego di farmaci diretti contro alcuni bersagli del tumore.<br />
La revisione sistematica della letteratura scientifica condotta dai ricercatori italiani ha identificato 9 studi clinici nei quali si valutava l’effetto di queste terapie sia sulla sopravvivenza globale sia sulla qualità della vita. È così emerso che il trattamento che si associava alla maggiore efficacia e alla migliore qualità di vita era l’immunoterapia.</p>
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		<item>
		<title>Nuovi dati confermano la sicurezza dei contraccettivi ormonali</title>
		<link>https://infarmaco.it/nuovi-dati-confermano-la-sicurezza-dei-contraccettivi-ormonali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Sep 2025 22:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[contraccettivi ormonali]]></category>
		<category><![CDATA[tumore del fegato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’uso della pillola contraccettiva, anche per molti anni, non aumenta il rischio di cancro del fegato, come ipotizzato in precedenza</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/nuovi-dati-confermano-la-sicurezza-dei-contraccettivi-ormonali/">Nuovi dati confermano la sicurezza dei contraccettivi ormonali</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La pillola contraccettiva è sicura per il fegato: la possibile relazione tra uso dei contraccettivi ormonali per bocca e lo sviluppo del tumore del fegato ipotizzata in passato dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro su studi osservazionali di piccole dimensioni (vedi le segnalazioni del <a href="https://publications.iarc.who.int/Book-And-Report-Series/Iarc-Monographs-On-The-Identification-Of-Carcinogenic-Hazards-To-Humans/Hormonal-Contraception-And-Post-menopausal-Hormonal-Therapy-1999">1999</a> e del <a href="https://publications.iarc.who.int/Book-And-Report-Series/Iarc-Monographs-On-The-Identification-Of-Carcinogenic-Hazards-To-Humans/Pharmaceuticals-2012">2012</a>) sembra essere smentita da un ampio studio anglosassone.</p>
<h3>Lo studio</h3>
<p>I ricercatori hanno analizzato i dati di oltre un milione e mezzo di donne prese da due grandi coorti britanniche – il Million Women Study (MWS) e la UK Biobank – senza rilevare alcuna associazione tra uso dei contraccettivi ormonali e cancro del fegato, sia per l’epatocarcinoma sia per il colangiocarcinoma intraepatico (hazard ratio 1,05 nella prima coorte e hazard ratio 1,08 nella seconda coorte). Anche quando l’assunzione era superiore a dieci anni si è osservato solo un lieve aumento del rischio, non statisticamente significativo.<br />
Successivamente i ricercatori hanno condotto una revisione sistematica con metanalisi di 23 studi osservazionali per un totale di 5.422 donne con tumore del fegato. Anche in questo caso non è stata osservata alcune relazione tra l’uso dei contraccettivi ormonali e lo sviluppo del tumore epatico (rischio relativo 1,04, p=0,0080). Nella metanalisi è stato analizzato il rischio in funzione della durata di assunzione dei contraccettivi ed è emerso un lieve incremento del rischio dopo 5 anni di assunzione (rischio relativo 1,06, p&lt;0,0001).</p>
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		<title>La pillola contraccettiva è sicura per il fegato</title>
		<link>https://infarmaco.it/la-pillola-contraccettiva-e-sicura-per-il-fegato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Sep 2025 22:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Settembre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[contraccettivi ormonali]]></category>
		<category><![CDATA[tumore del fegato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’uso della pillola contraccettiva, anche per molti anni, non aumenta il rischio di cancro del fegato, come ipotizzato in precedenza</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/la-pillola-contraccettiva-e-sicura-per-il-fegato/">La pillola contraccettiva è sicura per il fegato</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Contrariamente a quanto si temeva in passato, la pillola contraccettiva, anche se usata per lunghi periodi, non aumenta il rischio di tumore del fegato.</p>
<h3>Il contesto</h3>
<p>Alla fine degli anni ’90 alcuni piccoli studi, con un numero limitato di donne partecipanti, avevano ipotizzato che l’uso prolungato della pillola contraccettiva potesse aumentare il rischio di tumore del fegato. Sulla base di queste osservazioni, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) nel <a href="https://publications.iarc.who.int/Book-And-Report-Series/Iarc-Monographs-On-The-Identification-Of-Carcinogenic-Hazards-To-Humans/Hormonal-Contraception-And-Post-menopausal-Hormonal-Therapy-1999">1999</a> e nel <a href="https://publications.iarc.who.int/Book-And-Report-Series/Iarc-Monographs-On-The-Identification-Of-Carcinogenic-Hazards-To-Humans/Pharmaceuticals-2012">2012</a> aveva segnalato una possibile relazione, soprattutto per utilizzi superiori a dieci anni.</p>
<h3>Lo studio</h3>
<p>Per chiarire la questione, uno studio inglese ha analizzato i dati di due grandi coorti – il Million Women Study e la UK Biobank – che insieme comprendono oltre un milione e mezzo di donne. Confrontando i dati di chi aveva usato la pillola e chi non l’aveva mai presa non è emerso alcun aumento di rischio di tumore del fegato.<br />
A conferma del risultato, nella seconda parte dello studio è stata condotta una revisione sistematica che ha raccolto tutta la letteratura scientifica al riguardo. L’unica piccola differenza osservata in questa fase riguardava le donne che avevano usato la pillola per più di dieci anni: queste sembravano avere un piccolo aumento del rischio di tumore del fegato ma la differenza, rispetto a quelle che non ne avevano fatto uso, non era comunque statisticamente significativa. Ciò significa che la differenza potrebbe non dipendere dal farmaco assunto, ma essere dovuta semplicemente al caso o a fattori di confondimento.<br />
Lo studio ha anche valutato se vi fossero differenze in funzione della formulazione e dell’epoca di utilizzo: anche le pillole più vecchie, che avevano dosaggi ormonali più alti rispetto alle attuali, hanno un profilo di sicurezza simile a quelle usate oggi.</p>
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