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	<title>animali Archivi - InFarmaco</title>
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	<description>l’informazione indipendente sul farmaco</description>
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	<title>animali Archivi - InFarmaco</title>
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		<title>Troppi antibiotici nel mondo per gli animali d’allevamento</title>
		<link>https://infarmaco.it/troppi-antibiotici-nel-mondo-per-gli-animali-dallevamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 23:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ottobre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotici]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotico resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’uso estensivo degli antibiotici negli animali da reddito incide sulla diffusione dei batteri resistenti e quindi anche sulla salute umana</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/troppi-antibiotici-nel-mondo-per-gli-animali-dallevamento/">Troppi antibiotici nel mondo per gli animali d’allevamento</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’uso degli antibiotici negli animali rimane un grosso problema di salute pubblica che incide pesantemente sulla diffusione delle resistenze batteriche e quindi sulla scarsa efficacia degli antibiotici disponibili per la cura delle infezioni umane.<br />
Ma quanto è diffuso questo uso e quanti antibiotici si ritrovano nei derivati animali (carni, latte, uova) che arrivano sulle nostre tavole? Una revisione analitica della letteratura scientifica ha scattato una fotografia della situazione mondiale.</p>
<h3>Le norme dell’Unione Europea</h3>
<p>Rispetto alle altre regioni del mondo l’Europa ha cercato di arginare l’uso degli antibiotici negli animali d’allevamento, emanando prima norme che impediscono l’uso di questi farmaci per promuovere la crescita degli animali, uso molto diffuso un tempo e ancora presente in molte aree del mondo, e successivamente, nel 2019 (con un regolamento entrato in vigore nel 2022), limitando ulteriormente l’uso degli antibiotici negli animali d’allevamento proibendo l’uso di molti antibiotici per la prevenzione delle malattie nell’animale.<br />
Ciò garantisce il consumatore europeo, e in effetti indagini condotte sul territorio italiano hanno fornito dati confortanti al riguardo. Ma come noto i prodotti che arrivano sulle nostre tavole possono giungere da varie parti del mondo dove non ci sono regole così stringenti.</p>
<h3>La situazione mondiale</h3>
<p>Le concentrazioni di antibiotici nei cibi di origine animale variano tantissimo nei vari continenti, si passa da livelli record nel SudAmerica (125,19 μg/kg), ai 58,76 μg/kg dell’Asia agli 8,41 μg/kg dell’Europa. Differenze dovute alle diverse normative più o meno garantiste. Per sempio né in Cina né in Brasile è vietato l’uso degli antibiotici nell’animale da allevamento con lo scopo di aumentarne la crescita.<br />
Gli antibiotici più spesso ritrovati negli alimenti di derivazione animale sono quelli più usati anche nell’uomo e cioè i betalattamici (penicillina e derivati), gli aminoglicosidi, le sulfonamidi e i chinoloni. I cibi più a rischio sono risultati i pesci, seguiti dalle uova, dalla carne di pollo e dal latte di mucca.</p>
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		<title>Un’unica salute per uomo, animali e ambiente</title>
		<link>https://infarmaco.it/ununica-salute-per-uomo-animali-e-ambiente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jan 2025 23:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gennaio 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Salute umana, salute animale e salute ambientale sono interconnesse, per cui per contrastare la diffusione dei batteri resistenti agli antibiotici bisogna agire anche in ambito veterinario</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La diffusione dei batteri resistenti agli antibiotici comunemente usati per contrastare le infezioni umane non è dovuta solo al loro uso non sempre appropriato ed eccessivo da parte dei medici e dei pazienti, ma trova una spiegazione anche nella diffusa abitudine di prescrivere antibiotici agli animali da allevamento.<br />
Proprio per evitare l’uso non terapeutico degli antibiotici, per esempio per stimolare la crescita degli animali o la prevenzione di alcun loro malattie, dal 2006 in Europa ne è stato vietato l’uso negli allevamenti se non per trattare eventuali infezioni batteriche. Ciononostante, poiché le infezioni sono comuni negli allevamenti, anche a causa della vicinanza dei capi e della ristrettezza dei luoghi, questi farmaci vengono spesso prescritti dal veterinario. Più si usano gli antibiotici, anche in veterinaria, e più i batteri divengono resistenti e si diffondono nell’ambiente.<br />
Una ricerca italiana condotta in tre allevamenti di pollame del Nord del Paese ha studiato proprio la diffusione di alcuni geni di resistenza batterica nei germi presenti nei polli di allevamento e nelle persone che lavorano negli allevamenti, per scoprire che i batteri resistenti negli animali sono presenti anche nel microbioma intestinale dei lavoratori, oltre che nell’ambiente, creandosi così una via di diffusione di germi che non solo possono causare infezioni nell’uomo ma che, essendo resistenti agli antibiotici, rendono difficile una cura efficace in caso di malattie batteriche anche gravi.</p>
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