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	<title>bambini Archivi - InFarmaco</title>
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	<description>l’informazione indipendente sul farmaco</description>
	<lastBuildDate>Tue, 28 Apr 2026 09:22:25 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
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	<title>bambini Archivi - InFarmaco</title>
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	<item>
		<title>La sicurezza dei bambini passa dalla ricerca clinica</title>
		<link>https://infarmaco.it/la-sicurezza-dei-bambini-passa-dalla-ricerca-clinica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 09:22:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aprile 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[sperimentazioni]]></category>
		<category><![CDATA[studi clinici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Occorre garantire l’inclusione dei bambini negli studi clinici, per evitare di somministrare loro farmaci senza prove solide di efficacia e sicurezza per la loro fascia d’età.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Proteggere i bambini con la ricerca, non dalla ricerca. È il principio che emerge dal nuovo rapporto delle National Academies of Sciences, Engineering, and Medicine statunitense. Secondo gli autori, l’eccessiva cautela nell’inclusione dei bambini nelle sperimentazioni cliniche rischia di limitare concretamente la possibilità di migliorare la salute dei piccoli.</p>
<h3>L’importanza di cambiare approccio</h3>
<p>Fino ai primi anni Duemila, i bambini sono stati esclusi dagli studi clinici, per ragioni di sicurezza. L’intento era evitare esposizione a farmaci non ancora adeguatamente valutati. Ciò però ha determinato l’uso off-label dei farmaci, che vengono cioè usati in modo diverso (per età, dosaggio, via di somministrazione o indicazione) rispetto alle indicazioni ufficialmente approvate (leggi anche la notizia <a href="https://infarmaco.it/farmaci-nei-bambini-ancora-troppo-poco-studiati/">Farmaci nei bambini ancora troppo poco studiati</a>).<br />
Nonostante i progressi normativi e scientifici degli ultimi anni, negli studi clinici per valutare l’efficacica e la sicurezza dei farmaci i bambini sono raramente coinvolti.</p>
<h3>Il nuovo rapporto</h3>
<p>Il nuovo documento d’oltreoceano sottolinea la necessità di includere in modo sistematico i bambini negli studi clinici. La tutela resta imprescindibile ma deve essere bilanciata con il diritto dei bambini a ricevere cure fondate su prove solide, che possono essere acquisite solo attraverso le sperimentazioni.<br />
Secondo gli esperti, l’esclusione dei bambini dalla ricerca:</p>
<ul>
<li>limita lo sviluppo delle conoscenze cliniche specifiche</li>
<li>aumenta il ricorso a trattamenti non adeguatamente studiati</li>
<li>riduce le possibilità di migliorare gli esiti di salute nel lungo periodo.</li>
</ul>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nei farmaci per i bambini conta anche il colore</title>
		<link>https://infarmaco.it/nei-farmaci-per-i-bambini-conta-anche-il-colore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 22:37:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aprile 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[colore farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[palatabilità]]></category>
		<category><![CDATA[somministrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il colore dei farmaci non deve essere sottovalutato, in quanto può favorire o al contrario ostacolare l’accettazione della terapia e la sua efficacia</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo quanto emerge da uno studio internazionale, il colore dei farmaci non è un dettaglio secondario: nei bambini e nei ragazzi può influenzare l’aspettativa sul gusto e contribuire all’accettabilità della terapia.</p>
<h3>L’accettabilità della terapia</h3>
<p>Quando si sviluppano farmaci per i bambini occorre trovare un equilibrio tra efficacia terapeutica e accettabilità. Oltre alla palatabilità (leggi anche <a href="https://infarmaco.it/limportanza-del-sapore-dei-farmaci/">L’importanza del sapore dei farmaci</a>) e quindi al sapore che lascia la medicina, un aspetto da considerare è il colore delle compresse e delle formulazioni liquide.<br />
Proprio come accade con gli alimenti, il colore, e più in generale la presentazione della forma farmaceutica, può infatti orientare le aspettative di chi deve prendere il farmaco. Non va dimenticato però che la scelta del colore viene guidata anche da esigenze pratiche in quanto può contribuire a proteggere principi attivi sensibili alla luce, favorire il riconoscimento del prodotto, distinguere dosaggi o formulazioni diverse e ridurre il rischio di errori nell’assunzione.</p>
<h3>L’effetto del colore sui bambini</h3>
<p>Se negli adulti diversi studi hanno già mostrato che il colore può influenzare percezioni, emozioni, aderenza e perfino gli effetti attesi del trattamento, nei bambini i dati erano finora molto limitati. Per approfondire questo aspetto, un gruppo di ricercatori ha proposto un questionario online a bambini e ragazzi fra i 3 e i 18 anni d’età, tradotto in cinque lingue e diffuso in diversi Paesi. Hanno risposto al questionario in 382. L’obiettivo era raccogliere direttamente il punto di vista dei partecipanti sul colore delle medicine per bocca, sia liquide (sciroppi) sia solide (capsule e compresse).<br />
Dai risultati emerge che il colore non è percepito in modo neutro. Molti bambini associano infatti alcuni colori a sapori precisi: il rosa richiama spesso gusti dolci o alla fragola, l’arancione il sapore d’arancia, mentre i colori neutri come il bianco o il trasparente evocano più facilmente l’idea di un gusto assente, delicato o poco marcato. Per le formulazioni liquide, i colori più apprezzati sono risultati il rosa (23%), il trasparente/incolore (16,5%) e il blu (15,2%). Per le formulazioni solide, i colori preferiti sono stati il bianco (29,1%), il rosa (18%) e il blu (12,5%).</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Quale farmaco è meglio scegliere per l’ipertensione nel bambino?</title>
		<link>https://infarmaco.it/quale-farmaco-e-meglio-scegliere-per-lipertensione-nel-bambino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 22:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aprile 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci antipertensivi]]></category>
		<category><![CDATA[ipertensione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In caso di insufficienza renale cronica nel bambino e nell’adolescente il ricorso a un ACE inibitore o a un sartano sembra essere più efficace dell’uso di un calcioantagonista</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I bambini e adolescenti che hanno un’insufficienza renale cronica hanno anche un’ipertensione e la riduzione dei valori pressori è uno dei capisaldi della terapia per proteggere il rene. Ma quali sono i farmaci più efficaci a tal fine?</p>
<h3>Il legame rene e ipertensione</h3>
<p>Nei bambini e nei giovani con malattia renale cronica i reni fanno più fatica a filtrare il sangue in modo corretto e a eliminare acqua e sodio in eccesso. Questo porta a un aumento dei liquidi in circolo e favorisce l’aumento della pressione arteriosa. A sua volta, la pressione alta danneggia i piccoli vasi sanguigni e i filtri del rene, riducendone ulteriormente la capacità di funzionare bene. Si crea così un circolo vizioso: il rene malato favorisce lo sviluppo di ipertensione e l’ipertensione accelera il danno renale.<br />
Si stima che nel mondo ci siano sette milioni e mezzo di giovani con meno di 20 anni che convivono con un’insufficienza renale cronica.</p>
<h3>I farmaci antipertensivi nei bambini</h3>
<p>Nei bambini con malattia renale e ipertensione i farmaci più usati appartengono soprattutto a due classi: quelli che agiscono sul sistema renina-angiotensina (ACE inibitori e sartani) e i calcioantagonisti che agiscono invece dilatando i vasi sanguigni.<br />
Ma quale di queste due classi di farmaci è preferibile? Per rispondere a questa domanda, un gruppo di ricercatori statunitensi ha confrontato nella pratica clinica quotidiana i due approcci terapeutici.<br />
Sono stati valutati oltre 2.700 bambini e adolescenti: circa 1.700 erano stati trattati con farmaci attivi sul sistema renina-angiotensina e un migliaio con calcioantagonisti. Dall’analisi è emerso che il rischio di peggioramento dell’insufficienza renale cronica, fino al ricorso alla dialisi, era significativamente inferiore in chi era stato trattato con i farmaci che agiscono sul sistema renina-angiotensina piuttosto che con i calcioantagonisti.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Effetti indesiderati dei farmaci: la trasparenza è il primo passo</title>
		<link>https://infarmaco.it/effetti-indesiderati-dei-farmaci-la-trasparenza-e-il-primo-passo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 07:59:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Marzo 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[effetti negativi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I pediatri devono informare i genitori in modo chiaro e trasparente sui farmaci che prescrivono, non limitandosi all’efficacia, ma spiegando anche i possibili affetti avversi, in maniera tale però che non si generi un allarmismo che rischierebbe di portare a indebite interruzioni della terapia. </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Manca nei pediatri una formazione specifica che li aiuti a comunicare anche i possibili effetti indesiderati delle terapie senza generare allarme nei genitori.</p>
<h3>La comunicazione degli effetti negativi</h3>
<p>È importante che il pediatra chiarisca tutti i dubbi dei genitori ed eventualmente del ragazzo spiegando non solo i benefici della terapia ma anche i possibili effetti indesiderati. Questa comunicazione, però, deve essere gestita con attenzione perché può aumentare le aspettative negative, cioè alimentare timori e compromettere l’aderenza alla cura.<br />
Ma i pediatri sono davvero preparati a comunicare in modo efficace tali aspetti? Per rispondere a questa domanda, un gruppo di ricercatori olandesi ha condotto un’indagine nazionale su oltre 400 pediatri.</p>
<h3>I risultati dell’indagine</h3>
<p>Dallo studio è emerso che meno di 7 pediatri su 100 hanno ricevuto, nel corso degli studi universitari, una formazione specifica sulla comunicazione degli effetti negativi delle terapie. È emersa inoltre una notevole variabilità nel modo in cui le informazioni sui possibil effetti avversi dei farmaci prescritti vengono fornite.<br />
Quasi la metà dei partecipanti ha riferito di non chiedere mai ai genitori se desiderino avere informazioni sugli effetti avversi della terapia. E proprio questi pediatri erano anche quelli meno propensi ad affrontare l’argomento al momento della prescrizione.<br />
Lo studio ha indagato anche l’effetto nocebo, cioè il fenomeno per cui aspettative negative (dovute alle informazioni sui possibili effetti avversi) possano favorire la comparsa o l’intensificazione di sintomi indesiderati. Solo poco più di 4 pediatri su 10 hanno dichiarato di conoscere questo effetto e di tenerne conto nella comunicazione. Chi ne è consapevole tende più spesso a fornire informazioni essenziali, evitando descrizioni troppo ampie che possono avere l’unico effetto di aumentare la preoccupazione.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ci vuole cautela nell’uso della melatonina nei bambini</title>
		<link>https://infarmaco.it/ci-vuole-cautela-nelluso-della-melatonina-nei-bambini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 07:45:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Marzo 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[insonnia]]></category>
		<category><![CDATA[Melatonina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non ci sono prove di efficacia e sicurezza sufficienti per consigliare l’uso di melatonina nei bambini, anche se presenti in prodotti considerati naturali</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per problemi di insonnia dei figli sempre più genitori utilizzano la melatonina, considerata da molti, a torto, una soluzione sicura in quanto “naturale”. I dati scientifici invitano a una maggiore prudenza visti i possibili effetti avversi.</p>
<h3>La melatonina nei bambini</h3>
<p>La melatonina è approvata anche in Italia per i disturbi del sonno in età pediatrica ma solo nei bambini che abbiano un disturbo del neurosviluppo, come i disturbi dello spettro autistico o la sindrome del bambino iperattivo. Come spiegato anche nel minidossier <a href="https://infarmaco.it/wp-content/uploads/2025/11/10_minidossier_terapia_sonno_bambino_def.pdf">Terapia del sonno nel bambino: tra luci e ombre</a>, la melatonina e in generale tutti i farmaci per l’insonnia vanno usati solo quando le strategie comportamentali non funzionano.<br />
Tuttavia la disponibilità di integratori a base di melatonina acquistabili liberamente in farmacia e nei supermercati fa sì che molti genitori la acquistino per se stessi, somministrandola poi anche ai propri figli senza chiedere un parere al medico.<br />
Ma quali sono le prove sull’uso della melatonina nei bambini sani, che non hanno alcun disturbo del neurosviluppo?<br />
Una revisione della letteratura scientifica ha analizzato gli studi disponibili sull’uso della melatonina in età pediatrica, sottolineando la mancanza di dati proprio nei bambini sani.<br />
I risultati suggeriscono che la melatonina può ridurre il tempo di addormentamento e migliorare alcuni parametri del sonno, tuttavia i benefici sono generalmente modesti e variabili da bambino a bambino. Ciò a fronte di una mancanza di studi prospettici che valutino gli effetti a lungo termine, soprattutto in una fase delicata dello sviluppo come l’infanzia.<br />
La melatonina infatti, sebbene sia generalmente ben tollerata, se usata per brevi periodi, può nel lungo periodo causare reazioni avverse come mal di testa, vertigini e nausea. Inoltre non va trascurato che l’American Association of Poison Control Centers ha raccolto oltre 250.000 segnalazioni di intossicazioni pediatriche da melatonina tra il 2012 e il 2021, delle quali oltre il 94% in bambini sotto i 5 anni di età: circa il 20% riguardava disturbi gastrointestinali, cardiovascolari o del sistema nervoso centrale e circa il 15% dei piccoli ha dovuto essere ricoverato in ospedale; cinque bambini hanno dovuto essere sottoposti alla ventilazione meccanica assistita e due, di età inferiore ai due anni, sono morti a casa. Questi dati hanno spinto le agenzie regolatorie americane a emanare dal 2019 periodici avvisi per raccomandare un uso consapevole dei prodotti a base di melatonina.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I bambini non sono piccoli adulti, lo spiega il nuovo podcast di COSIsiFA</title>
		<link>https://infarmaco.it/i-bambini-non-sono-piccoli-adulti-lo-spiega-il-nuovo-podcast-di-cosisifa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 23:00:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gennaio 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel nuovo podcast parliamo dell’uso dei farmaci nei bambini con Anna Arbo, direttrice della Struttura complessa di farmacia ospedaliera dell’IRCCS Burlo Garofolo. Con i piccoli non basta ridurre la dose, servono cautela e scelte appropriate, ed è sempre fondamentale il confronto con il pediatra.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/i-bambini-non-sono-piccoli-adulti-lo-spiega-il-nuovo-podcast-di-cosisifa/">I bambini non sono piccoli adulti, lo spiega il nuovo podcast di COSIsiFA</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I farmaci sono considerati “roba da grandi” come se i bambini ne facessero un uso marginale. In realtà i dati indicano un alto consumo nei bambini. Tra i medicinali più prescritti e utilizzati ci sono gli antibiotici, talvolta assunti anche su iniziativa autonoma dei genitori, anche quando non sarebbero indicati.<br />
Quali accortezze sono necessarie quando si parla di farmaci in età pediatrica? È sufficiente ridurre la dose rispetto a quella dell’adulto o occorre ripensare il tipo di farmaco, la formulazione e la via di somministrazione in base alle caratteristiche specifiche del bambino, considerando non solo l’età, ma anche corporatura e peso?<br />
Le risposte a queste e altre domande si trovano nel nuovo <a href="https://api.spreaker.com/v2/episodes/69517500/download.mp3">podcast</a> di COSIsiFA, in cui Anna Arbo, direttrice della Struttura complessa di farmacia ospedaliera dell’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste, ribadisce un concetto chiave per l’uso delle medicine in età pediatrica: i bambini non sono piccoli adulti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/i-bambini-non-sono-piccoli-adulti-lo-spiega-il-nuovo-podcast-di-cosisifa/">I bambini non sono piccoli adulti, lo spiega il nuovo podcast di COSIsiFA</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
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			</item>
		<item>
		<title>Un corso per tutti per prendere decisioni consapevoli sui vaccini</title>
		<link>https://infarmaco.it/un-corso-per-tutti-per-prendere-decisioni-consapevoli-sui-vaccini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 23:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dicembre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=4668</guid>

					<description><![CDATA[<p>È dedicato al tema delle vaccinazioni in età pediatrica il primo corso di formazione del progetto COSIsiFA rivolto ai cittadini</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/un-corso-per-tutti-per-prendere-decisioni-consapevoli-sui-vaccini/">Un corso per tutti per prendere decisioni consapevoli sui vaccini</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo oggi il primo corso di formazione del progetto COSIsiFA pensato e realizzato per i cittadini. Il tema? “<a href="https://www.formars.it/corso/cittadino/vaccinare-bimbi-bimbe-una-scelta-consapevole">Vaccinare bimbe e bimbi: una scelta consapevole</a>”.<br />
Nonostante i vaccini abbiano contribuito a salvare milioni di bambini nel mondo, ancora oggi circolano informazioni errate o fuorvianti che possono creare dubbi e minare la fiducia in questo strumento fondamentale per la salute.<br />
Questo corso nasce con l’obiettivo di fare chiarezza sulle vaccinazioni in età pediatrica, offrendo informazioni affidabili e comprensibili per supportare scelte consapevoli.</p>
<h3>I tanti temi di questo corso</h3>
<p>Il corso spiega come funzionano le vaccinazioni e perché sono importanti non solo per i figli o i nipoti, ma anche per l’intera comunità. Viene approfondita l’importanza dei richiami vaccinali, illustrati i diversi tipi di vaccini e spiegato perché è fondamentale seguire il calendario vaccinale nazionale.<br />
Si parla anche dei controlli di sicurezza cui sono sottoposti i vaccini prima della somministrazione e in quali casi ci sono controindicazioni temporanee o permanenti alla vaccinazione.<br />
Ampio spazio è dedicato anche alle domande più frequenti, solo per citarne alcune:</p>
<ul>
<li>Perché vaccinare i bambini così piccoli?</li>
<li>Esiste un legame tra vaccini, autismo o morte in culla?</li>
<li>Qual è il ruolo di Big Pharma?</li>
<li>E cosa c’è di vero nelle teorie sui microchip?</li>
</ul>
<p>Non mancano poi indicazioni su dove reperire informazioni affidabili e uno sguardo ai progressi della ricerca sui vaccini.</p>
<h3>Un corso per tutti</h3>
<p>Il corso sulle vaccinazioni in età pediatrica è pensato per tutti, in particolare per genitori, nonni e comunque per chiunque voglia informarsi meglio sul tema delle vaccinazioni raccomandate per bimbi e bimbe. Seguirlo è semplice: è disponibile online sulla piattaforma <a href="http://www.formars.it">Formars</a> (<a href="http://www.formars.it">www.formars.it</a>). Basterà iscriversi alla piattaforma cliccando su “Registrati” e compilando l’apposita scheda con pochi dati per avere accesso immediato al corso. Si potranno così scoprire anche i giochi enigmistici che sono stati pensati per divertirsi imparando o per imparare divertendosi.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Paracetamolo e ibuprofene: crescono le segnalazioni con il maggiore utilizzo</title>
		<link>https://infarmaco.it/paracetamolo-e-ibuprofene-crescono-le-segnalazioni-con-il-maggiore-utilizzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Dec 2025 23:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dicembre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[febbre]]></category>
		<category><![CDATA[ibuprofene]]></category>
		<category><![CDATA[paracetamolo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=4581</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il maggior utilizzo di ibuprofene nei bambini che hanno la febbre ha portato a un aumento delle segnalazioni di sospette reazioni avverse</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/paracetamolo-e-ibuprofene-crescono-le-segnalazioni-con-il-maggiore-utilizzo/">Paracetamolo e ibuprofene: crescono le segnalazioni con il maggiore utilizzo</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo l’analisi del database europeo di farmacovigilanza (EudraVigilance) e dei dati italiani dell’AIFA, dal 2020 al 2024 le sospette reazioni avverse associate all’uso di paracetamolo e soprattutto di ibuprofene nei bambini sono aumentate. Questo dato non deve generare allarme, ma va interpretato alla luce del contesto e deve diventare un richiamo a un uso realmente appropriato di questi farmaci (vedi anche <a href="https://infarmaco.it/paracetamolo-e-ibuprofene-per-la-febbre-e-il-dolore-nel-bambino/">Paracetamolo e ibuprofene per la febbre nel bambino</a>).</p>
<h3>Le ragioni alla base di questo aumento</h3>
<p>In Italia, tra il 2019 e il 2024 si è osservato da una parte un significativo incremento dell’uso di ibuprofene, con un aumento del 61% nell’acquisto di confezioni pediatriche. Dall’altro lato, un miglioramento dei sistemi di farmacovigilanza che ha portato a una rilevazione più accurata degli eventi avversi.<br />
È quindi naturale che, a un maggior numero di esposizioni, corrisponda un maggior numero di segnalazioni. Inoltre, la maggiore attenzione di pediatri e genitori nel riportare gli eventi avversi ha reso più visibile un fenomeno in parte già presente, ma documentato in modo meno completo in passato.<br />
In talia negli ultimi anni si è assistito a un calo delle prescrizioni di paracetamolo, scese dal 68,8% nel 2009 al 63,5% nel 2024, a fronte di un incremento dell’uso di ibuprofene (dal 31,2% al 36,7%).</p>
<h3>Gli eventi avversi più segnalati</h3>
<p>Nella maggior parte dei casi le reazioni avverse segnalate sono risultate lievi.<br />
In particolare l’ibuprofene ha causato effetti negativi soprattutto a carico dell’apparato gastrointestinale:</p>
<ul>
<li>nausea</li>
<li>vomito</li>
<li>dolore dell’addome</li>
<li>diarrea</li>
<li>stitichezza</li>
<li>dispepsia</li>
<li>flatulenza.</li>
</ul>
<p>Eventi più gravi sono molto meno frequenti e generalmente associati a uso improprio, a dosaggi non corretti (per esempio la tossicità epatica del paracetamolo ad alto dosaggio) o a condizioni specifiche del bambino (come la disidratazione).</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/paracetamolo-e-ibuprofene-crescono-le-segnalazioni-con-il-maggiore-utilizzo/">Paracetamolo e ibuprofene: crescono le segnalazioni con il maggiore utilizzo</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Insonnia nei bambini: perché il “fai da te” può essere rischioso</title>
		<link>https://infarmaco.it/insonnia-nei-bambini-perche-il-fai-da-te-puo-essere-rischioso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2025 23:23:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novembre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[insonnia]]></category>
		<category><![CDATA[Integratori alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[Melatonina]]></category>
		<category><![CDATA[rimedi naturali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=4496</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il nuovo <em>Minidossier</em> di COSIsiFA approfondisce la gestione dell’insonnia nei bambini, evidenziando rischi e benefici dei trattamenti disponibili e ribadendo che il primo approccio deve essere sempre di modifica dei comportamenti e non farmacologico</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/insonnia-nei-bambini-perche-il-fai-da-te-puo-essere-rischioso/">Insonnia nei bambini: perché il “fai da te” può essere rischioso</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Mio figlio non dorme, cosa posso fare?” È una domanda comune tra i genitori, del tutto comprensibile, ma che troppo spesso spinge a cercare soluzioni ”fai da te”. Sempre più famiglie si affidano infatti a rimedi naturali o integratori per favorire il sonno dei più piccoli, dimenticando però che “naturale” non significa sicuro.<br />
È proprio sulla gestione dell’insonnia nei bambini che vuole fare chiarezza il nuovo <a href="https://infarmaco.it/wp-content/uploads/2025/11/10_minidossier_terapia_sonno_bambino_def.pdf"><em>Minidossier</em> di COSIsiFA</a> analizzando benefici e rischi dei prodotti più utilizzati, senza dimenticare che le principali linee guida raccomandano un primo approccio non farmacologico: spesso bastano una buona igiene del sonno, con orari regolari, un ambiente tranquillo e niente uso di schermi (cellulari, computer, tablet, videogiochi) prima di dormire.<br />
La melatonina può aiutare in casi specifici, soprattutto nei bambini con disturbi del neurosviluppo, ma deve essere usata solo per brevi periodi, a dosaggi precisi e sotto controllo medico.<br />
Per altri rimedi naturali – come valeriana, lavanda o camomilla – le prove scientifiche di efficacia nei bambini sono scarse, mentre non mancano potenziali rischi o effetti collaterali.</p>
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		<item>
		<title>Terapia del sonno nel bambino: tra luci e ombre</title>
		<link>https://infarmaco.it/terapia-del-sonno-nel-bambino-tra-luci-e-ombre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2025 23:12:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minidossier]]></category>
		<category><![CDATA[Novembre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[insonnia]]></category>
		<category><![CDATA[Integratori alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[Melatonina]]></category>
		<category><![CDATA[rimedi naturali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=4488</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’insonnia nei bambini è comune e spinge molti genitori a ricorrere a soluzioni “fai da te” di cui non sono dimostrate efficacia e sicurezza. Le linee guida raccomandano come primo approccio le strategie non farmacologiche, basate sulle buone abitudini e una corretta routine del sonno. In questo <em>Minidossier</em> analizziamo benefici e rischi legati ai vari rimedi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/terapia-del-sonno-nel-bambino-tra-luci-e-ombre/">Terapia del sonno nel bambino: tra luci e ombre</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’insonnia nei bambini è comune e spinge molti genitori a ricorrere a soluzioni “fai da te” di cui non sono dimostrate efficacia e sicurezza. Le linee guida raccomandano come primo approccio le strategie non farmacologiche, basate sulle buone abitudini e una corretta <em>routine</em> del sonno. In questo <em>Minidossier</em> analizziamo benefici e rischi legati ai vari rimedi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/terapia-del-sonno-nel-bambino-tra-luci-e-ombre/">Terapia del sonno nel bambino: tra luci e ombre</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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