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	<title>Inibitori dell&#039;aromatasi Archivi - InFarmaco</title>
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	<description>l’informazione indipendente sul farmaco</description>
	<lastBuildDate>Fri, 18 Sep 2026 15:41:54 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Inibitori dell&#039;aromatasi Archivi - InFarmaco</title>
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		<title>Parola alle donne in cura con gli inibitori dell’aromatasi</title>
		<link>https://infarmaco.it/parola-alle-donne-in-cura-con-gli-inibitori-dellaromatasi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 22:00:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Luglio 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[aderenza alla terapia]]></category>
		<category><![CDATA[Estrogeni]]></category>
		<category><![CDATA[Inibitori dell'aromatasi]]></category>
		<category><![CDATA[Terapia endocrina]]></category>
		<category><![CDATA[tumore mammella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La terapia endocrina nelle donne italiane operate per tumore al seno non viene sempre seguita secondo le raccomandazioni, esponendo al rischio di una minore efficacia</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/parola-alle-donne-in-cura-con-gli-inibitori-dellaromatasi/">Parola alle donne in cura con gli inibitori dell’aromatasi</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’aderenza delle donne italiane operate per un tumore al seno alla successiva terapia endocrina, ove indicata, non è sempre ideale e può compromettere in tal modo l’esito delle cure.</p>
<h3>La terapia endocrina per il tumore al seno</h3>
<p>La maggior parte dei tumori al seno è sensibile agli estrogeni, gli ormoni femminili che stimolano la crescita delle cellule tumorali, in questi casi dopo l’intervento chirurgico di asportazione del tumore è raccomandata una terapia endocrina di almeno 5 anni (leggi anche la news “<a href="https://infarmaco.it/si-allunga-la-terapia-endocrina-per-il-tumore-al-seno/">Si allunga la terapia endocrina per il tumore al seno</a>”) che contrastando l’azione degli estrogeni allontani anche l’eventuale ripresa della malattia .<br />
Fino a non molti anni fa l’unico farmaco disponibile con tale azione era il tamossifene, ora ce ne sono diversi, in particolare gli inibitori dell’aromatasi (exemestane, anastrozolo, letrozolo) che bloccando questo enzima riducono drasticamente la produzione di estrogeni dell’organismo e quindi lo stimolo di crescita per le cellule tumorali.<br />
È dimostrato che cinque anni di terapia quotidiana con questi farmaci allunga la sopravvivenza e riduce il rischio di ricomparsa della malattia, ma occorre essere diligenti nel prendere tutti i giorni il farmaco (leggi anche la news “<a href="https://infarmaco.it/tumore-al-seno-perche-seguire-con-diligenza-la-terapia/">Tumore al seno: perché seguire con diligenza la terapia</a>”): se non si seguono le raccomandazioni date dal medico il rischio è che la terapia perda di efficacia.<br />
D’altra parte gli inibitori dell’aromatasi si associano anche a effetti avversi, che possono indurre a ridurre o interrompere da sé il trattamento, i più frequenti riguardano il dolore articolare e muscolare, le vampate analoghe a quelle della menopausa, l’insonnia e a lungo andare l’osteoporosi.</p>
<h3>I dati riferiti all’Italia</h3>
<p>Uno studio multicentrico italiano ha cercato di capire quanto spesso la terapia con inibitori con aromatasi sia seguita dalle donne rispettando a pieno le raccomandazioni date dal medico. Per questo sono state coinvolte in un’indagine oltre 900 donne che, a distanza di un anno dall’inizio della terapia con inibitori dell’aromatasi, erano invitate a compilare un questionario che indagava i vari aspetti legati alla terapia.<br />
È così emerso che dopo dodici mesi di cura un quarto delle pazienti dichiarava di non rispettare i tempi previsti (una compressa al giorno), saltando alcune somministrazioni.<br />
La maggior parte delle donne (87%) inoltre lamentava la presenza di uno o più degli effetti avversi più comuni (l’86% disturbi muscolo-scheletrici, il 75% vampate di calore e stanchezza), anche se la loro comparsa si associava a una mancata aderenza alla terapia solo nel 20% dei casi.<br />
Nonostante questi aspetti critici la metà delle donne si dichiarava comunque soddisfatta della terapia in corso.</p>
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		<title>Terapia endocrina e funzioni cognitive</title>
		<link>https://infarmaco.it/terapia-endocrina-e-funzioni-cognitive/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Oct 2025 22:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ottobre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[funzioni cognitive]]></category>
		<category><![CDATA[Inibitori dell'aromatasi]]></category>
		<category><![CDATA[Terapia endocrina]]></category>
		<category><![CDATA[tumore della mammella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La terapia con inibitori dell’aromatasi nelle donne con tumore al seno non si associa nel lungo periodo, come invece era stato ipotizzato, alla comparsa di disturbi cognitivi</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/terapia-endocrina-e-funzioni-cognitive/">Terapia endocrina e funzioni cognitive</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli inibitori dell’aromatasi, usati nella terapia endocrina del tumore al seno, non causano problemi cognitivi, come era invece stato ipotizzato sulla base dell’impressione riferita da alcune donne in cura, secondo le quali una delle conseguenze negative della terapia su lungo periodo erano proprio le difficoltà cognitive.</p>
<h3>Che cosa sono gli inibitori dell’aromatasi</h3>
<p>Gli inibitori dell’aromatasi sono farmaci spesso impiegati nelle donne con un tumore al seno grazie alla loro azione endocrina: bloccano infatti un enzima, l’aromatasi appunto, che è fondamentale per la produzione degli estrogeni nell’organismo, in tal modo riducono gli ormoni femminili che tenderebbero invece a stimolare la crescita del tumore.<br />
Sono farmaci di solito abbastanza ben tollerati, che hanno comunque effetti collaterali che possono indurre ad abbandonare la terapia come la nausea, le vampate di calore, la stanchezza, i dolori articolari. Alcune donne hanno segnalato anche una aumentata frequenza di problemi cognitivi.</p>
<h3>Lo studio italiano</h3>
<p>Per valutare se veramente questi farmaci possano interferire negativamente con le funzioni cognitive, uno studio multicentrico italiano ha valutato 77 donne con un tumore al seno in fase iniziale che sono state trattate per 12 mesi con un inibitore delle aromatasi.<br />
Prima delle terapia è stata fatta una valutazione delle funzioni cognitive delle partecipanti, valutazione che è stata rifatta a distanza di un anno per vedere se ci fossero peggioramenti.<br />
In effetti a distanza di un anno due donne su tre hanno riferito la sensazione soggettiva di avere difficoltà cognitive. Se però si valutava la situazione oggettivamente la loro performance neuropsicologica era sovrapponibile a quella precedente alla terapia, a significare che il farmaco non peggiorava le funzioni cognitive.<br />
In realtà è emersa una differenza tra le donne che erano state trattate in passato anche con una chemioterapia e quelle che invece avevano usato solo la terapia endocrina: le prime infatti riferivano più spesso di avere problemi di memoria. Sembra quindi che sia la chemioterapia e non la terapia endocrina con inibitori dell’aromatasi a incidere sulle funzioni cognitive</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/terapia-endocrina-e-funzioni-cognitive/">Terapia endocrina e funzioni cognitive</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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