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	<title>Italia Archivi - InFarmaco</title>
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	<description>l’informazione indipendente sul farmaco</description>
	<lastBuildDate>Wed, 29 Apr 2026 08:24:53 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Italia Archivi - InFarmaco</title>
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	<item>
		<title>Aumenta il consumo di antidepressivi nel mondo</title>
		<link>https://infarmaco.it/aumenta-il-consumo-di-antidepressivi-nel-mondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 08:22:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aprile 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci antidepressivi]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel decennio 2010-2020 il consumo di antidepressivi nei Paesi OCSE è aumentato in modo costante ponendo qualche dubbio sull’appropriatezza prescrittiva</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/aumenta-il-consumo-di-antidepressivi-nel-mondo/">Aumenta il consumo di antidepressivi nel mondo</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli antidepressivi sono tra i farmaci più prescritti al mondo. Trovano impiego nel trattamento della depressione, dei disturbi d’ansia e di altre condizioni psichiatriche e il loro utilizzo è in costante crescita. Ma come è cambiato il consumo nel tempo e con quali differenze a livello globale?<br />
Uno studio ha analizzato i dati di consumo di antidepressivi in 30 Paesi dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), un gruppo di Paesi ad alto reddito che include Europa, Nord America, Australia e Giappone, nell’arco di un decennio, dal 2010 al 2020, confrontando le tendenze nazionali con la media dell’area.</p>
<h3>I numeri del consumo</h3>
<p>Il consumo medio di antidepressivi in questi Paesi è aumentato significativamente nel corso del decennio. Per confrontare i consumi i ricercatori hanno utilizzato un’unità standard chiamata dose definita giornaliera (DDD), che rappresenta la quantità di farmaco assunta mediamente da un adulto in un giorno. Il valore è passato da 52,4 nel 2010 a 69,5 DDD nel 2020 ogni 1.000 abitanti, con un aumento progressivo. I Paesi con consumi stabilmente superiori alla media OCSE includono Australia, Belgio, Canada, Islanda, Portogallo, Spagna e Regno Unito. L’Italia, insieme a Germania, Grecia e altri Paesi dell’Europa centro-orientale, si è collocata invece stabilmente al di sotto della media.</p>
<h3>La situazione dell’Italia</h3>
<p>Secondo gli ultimi dati dell’OCSE il consumo di antidepressivi è comunque andato via via aumentando, pur sempre sotto la media degli altri Paesi. Ecco i dati delle DDD per gli antidepressivi usati dal 2011 al 2024, ultimo dato disponibile:</p>
<ul>
<li>2011 38,3 DDD</li>
<li>2012 38,6 DDD</li>
<li>2013 39,0 DDD</li>
<li>2014 39,2 DDD</li>
<li>2015 39,6 DDD</li>
<li>2016 39,8 DDD</li>
<li>2017 40,4 DDD</li>
<li>2018 41,6 DDD</li>
<li>2019 42,8 DDD</li>
<li>2020 43,7 DDD</li>
<li>2021 44,6 DDD</li>
<li>2022 45,8 DDD</li>
<li>2023 47,1 DDD</li>
<li>2024 48,5 DDD.</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Politiche sanitarie indispensabili per l’antibiotico resistenza</title>
		<link>https://infarmaco.it/politiche-sanitarie-indispensabili-per-lantibiotico-resistenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Dec 2025 07:27:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dicembre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[antimicrobico resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[politiche sanitarie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=4611</guid>

					<description><![CDATA[<p>In Italia l’adozione del Piano Nazionale di Contrasto all’Antimicrobico Resistenza (PNCAR) è essenziale nel contrasto ai batteri resistenti</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’implementazione di politiche sanitarie mirate al contenimento dell’uso degli antibiotici basato sull’appropriatezza e al contrasto dell’antimicrobico resistenza sembra essere efficace nel lungo periodo per ridurre la diffusione dei batteri resistenti agli antibiotici.</p>
<h3>Le politiche sanitarie virtuose</h3>
<p>Considerato l’alto numero di vittime dovute a batteri antibiotico resistenti e le previsioni catastrofiche dell’OMS per il 2050 sulla diffusione di questi germi in continuo aumento (1,27 milioni di morti al mondo nel solo 2019), l’attivazione di politiche sanitarie mirate è fondamentale.<br />
Queste devono comprendere varie azioni a diversi livelli, dall’avere un piano sanitario nazionale mirato all’antimicrobico resistenza all’adottare un approccio <em>One Health</em>, in cui salute umana, salute animale e salute ambientale sono un tutt’uno, al formare il personale sanitario su questi temi in modo da sensibilizzarlo riguardo all’uso appropriato degli antibiotici, a strategie che mirano a ridurre l’uso di antibiotici, a programmi di sorveglianza in grado di identificare l’andamento della resistenza dei vari microbi nelle diverse aree, a iniziative di prevenzione, non solo di diffusione delle vaccinazioni ma anche di riduzione del rischio infettivo, alle iniziative di educazione sanitaria verso i cittadini.<br />
La domanda è se l’implementazione di tutti questi interventi possa davvero essere efficace per ridurre la diffusione dell’antibiotico resistenza.</p>
<h3>Che cosa accade nel mondo</h3>
<p>Uno studio internazionale ha valutato i risultati sul campo dell’implementazione di politiche sanitarie volte a ridurre l’antimicrobico resistenza in 73 Paesi, compresa l’Italia, confrontando i dati del 2000, quando queste politiche erano ancora lontane dall’essere anche solo pensate, con quelli del 2023. Gli indicatori valutati erano l’andamento dell’uso di antibiotici nella popolazione, i tassi di resistenza dei batteri e un indice di resistenza ai farmaci. Ebbene tutti questi indici con il passare del tempo sono migliorati: si è ridotto il ricorso agli antibiotici e di conseguenza si è ridotta anche la diffusione della resistenza agli antibiotici. Questi dati sono confortanti ma sottolineano come sia importante l’impegno delle autorità sanitarie. Nell’indagine sono emerse differenze sostanziali tra i vari Paesi.</p>
<h3>Come siamo messi in Italia?</h3>
<p>L’Italia esce globalmente bene da queste ricerche. L’attivazione del PNCAR, il <a href="https://www.epicentro.iss.it/antibiotico-resistenza/pncar-2022">Piano Nazionale di Contrasto all’Antimicrobico Resistenza</a>, a partire dal 2017 ha delineato una strategia e messo in atto una serie di attività volte a contenere la diffusione dei batteri resistenti nell’ambito di una visione <em>One Health</em>. La strategia prevede quattro aree orizzontali e tre pilastri verticali:</p>
<h4><strong>Aree orizzontali</strong></h4>
<ul>
<li>Formazione</li>
<li>Informazione, comunicazione e trasparenza</li>
<li>Ricerca, innovazione e bioetica</li>
<li>Cooperazione nazionale e internazionale</li>
</ul>
<h4><strong>Pilastri verticali</strong></h4>
<ul>
<li>Sorveglianza e monitoraggio integrato dell’antibiotico resistenza, dell’utilizzo di antibiotici, delle infezioni correlate all’assistenza e monitoraggio ambientale.</li>
<li>Prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza in ambito ospedaliero e comunitario e delle malattie infettive e zoonosi.</li>
<li>Uso appropriato degli antibiotici in ambito sia umano sia veterinario e corretta gestione e smaltimento degli antibiotici e dei materiali contaminati.</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Quante salmonelle nella carne di pollo cruda</title>
		<link>https://infarmaco.it/quante-salmonelle-nella-carne-di-pollo-cruda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2025 22:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Settembre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[multiresistenza]]></category>
		<category><![CDATA[salmonelle]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno studio italiano rileva un’alta presenza di salmonelle multiresistenti agli antibiotici nella carne di pollo pronta per la distribuzione</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le salmonelle presenti nella carne di pollo non solo possono causare una malattia nell’uomo ma spesso sono multiresistenti agli antibiotici, contribuendo così alla diffusione dell’antibiotico resistenza. Lo conferma uno studio condotto nel Sud Italia che ha analizzato la presenza di salmonella nelle carni di pollo vendute al pubblico.</p>
<h3>Un batterio ubiquitario</h3>
<p>Le salmonelle sono batteri intestinali presenti sia negli animali selvatici sia in quelli domestici e possono essere trasmesse direttamente o indirettamente (per esempio attraverso la carne) all’uomo.<br />
Sono germi che si adattano bene a molte condizioni, pullulano infatti tra i 32 e i 35 gradi centigradi, ma sopravvivono in un range ampio di temperatura, dai 5 ai 47 gradi. Si trasmettono più spesso all’uomo attraverso l’assunzione di acqua o cibo contaminati.<br />
Causano soprattutto sintomi gastrointestinali con una diarrea che può essere accompagnata da febbre, nausea, vomito, dolore addominale, ma causano anche dolori muscolari e cefalea. Di solito l’infezione si risolve in pochi giorni, nell’arco di una settimana, ma nelle persone fragili può causare anche situazioni più gravi, come meningiti, infezioni vascolari, osteomieliti.</p>
<h3>I numeri in Europa e in Italia</h3>
<p>Nel 2022 in Europa sono stati notificati oltre mille epidemie di salmonellosi, per un totale di oltre 6.550 malati, quasi 1.500 ricoveri ospedalieri per la malattia e 8 morti.<br />
Tra i Paesi dell’UE l’Italia si pone al sesto posto come numero di episodi epidemici, con 52 focolai, pari al 5% di tutti quelli sviluppatisi in Europa.<br />
L’uso non controllato degli antibiotici per aumentare la produzione di carne ha facilitato la comparsa di batteri multiresistenti agli antibiotici, per cui è importante sapere quanto siano frequenti le salmonelle che hanno sviluppato queste resistenze, visto che possono causare infezioni difficilmente trattabili vista la mancata efficacia degli antibiotici nei loro confronti.</p>
<h3>La situazione nel Sud Italia</h3>
<p>Dal 2021 al 2023 l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Puglia e della Basilicata (IZSPB) insieme all’Università degli Studi di Foggia ha raccolto quasi 400 campioni di carne di pollo pronti per la distribuzione nelle due Regioni per analizzare la presenza di salmonelle.<br />
In un terzo dei campioni esaminati (32,55%) nella carne c’erano salmonelle, quasi il 90% delle quali (87,5%) era multiresistente agli antibiotici.<br />
Il dato è preoccupante, sia perché se non si cuoce adeguatamente la carne e non si lavano correttamente le mani trattando la carne cruda ci si può infettare, sia per l’alta frequenza di resistenza agli antibiotici, che rende le infezioni pericolose perché difficilmente trattabili.</p>
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		<item>
		<title>I nuovi medicinali in arrivo in Europa</title>
		<link>https://infarmaco.it/i-nuovi-medicinali-in-arrivo-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Apr 2025 22:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aprile 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[horizon scanning]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[nuovi medicinali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2024 in Europa sono stati approvati 114 nuovi farmaci, trainati dagli antitumorali. Le previsioni per il 2025 sembrano confermare questa tendenza</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/i-nuovi-medicinali-in-arrivo-in-europa/">I nuovi medicinali in arrivo in Europa</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono 114 i nuovi medicinali che hanno ottenuto dalle agenzie regolatorie il parere favorevole all’autorizzazione all’immissione in commercio in Europa nel 2024. A dirlo è il <a href="https://www.aifa.gov.it/documents/20142/1108722/Horizon_Scanning_2025.pdf">Rapporto <em>Horizon Scanning</em> 2025</a>, appena pubblicato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), che ogni anno delinea lo scenario delle nuove terapie approvate o in via di approvazione dall’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA).<br />
Tra i nuovi farmaci, 53 sono nuove sostanze attive, 28 sono biosimilari, cioè farmaci analoghi ai biologici di marca, 17 equivalenti, quelli che un tempo si chiamavano generici, farmaci tradizionali analoghi ai prodotti di marca e 16 rientrano in altre categorie regolatorie.<br />
Guardando più da vicino i farmaci completamente nuovi, la parte del leone (25%) è svolta dagli antitumorali, destinati al trattamento di diversi tipi di tumori solidi e di neoplasie del sangue, come i linfomi. A seguire, troviamo i medicinali contro le malattie infettive (21,2%), in gran parte vaccini, mentre scarseggiano i nuovi antibiotici, che tanto sarebbero utili per vincere le resistenze. Importante è anche il comparto delle terapie per le malattie del sangue (19,2%), principalmente indirizzate al trattamento dell’emofilia e dell’emoglobinuria parossistica notturna. Meno numerosi, ma comunque significativi, sono i farmaci approvati per il metabolismo (9,6%), così come in neurologia (tra cui terapie per Alzheimer e sclerosi laterale amiotrofica), dermatologia, gastroenterologia, cardiologia, nefrologia/urologia.<br />
Accanto ai nuovi farmaci, sono attese anche 61 estensioni di indicazioni terapeutiche relative a 53 medicinali già esistenti, soprattutto in oncologia e oncoematologia, che da sole rappresentano il 42,6% delle nuove opzioni previste. L’allargamento delle indicazioni consentirà di usare farmaci già noti per la cura di condizioni per le quali finora questi farmaci erano usati <em>off label</em>, cioè al di fuori delle indicazioni ufficiali, con possibili rischi per il medico e per il paziente.<br />
Guardando al futuro, nel corso del 2025 sono attesi pareri su 112 nuovi medicinali: 57 contenenti nuove sostanze attive (di cui 27 destinati a malattie rare) e 55 appartenenti ad altre categorie.<br />
Dopo un 2024 da record, anche il 2025 si preannuncia un anno di forte crescita. Un segnale positivo dal momento che molte nuove terapie rispondono a bisogni clinici insoddisfatti, ma che richiede anche una riflessione sulla gestione della spesa sanitaria, considerati i costi sempre più elevati dei nuovi farmaci.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Antibiotici in Italia, consumo in aumento</title>
		<link>https://infarmaco.it/antibiotici-in-italia-consumo-in-aumento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Mar 2025 23:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Marzo 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotici]]></category>
		<category><![CDATA[consumo]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I dati del 2023 pubblicati da AIFA segnalano l’aumento delle prescrizioni di antibiotici sia sul territorio sia in ospedale</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha pubblicato il rapporto “<a href="https://www.aifa.gov.it/documents/20142/2766777/Rapporto_Antibiotici_2023.pdf">L’uso degli antibiotici in Italia</a>” relativo all’anno 2023, che analizza l’andamento dei consumi e della spesa per questi farmaci per uso umano.<br />
I dati mostrano un aumento complessivo del consumo, sia a livello territoriale sia ospedaliero, con un aumento del 5,4% rispetto all’anno precedente. La spesa per antibiotici a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) ha raggiunto i 985,3 milioni di euro, con una media di 13,9 euro pro capite, segnando un incremento del 5,6% rispetto al 2022.<br />
Uno degli aspetti più critici emersi dal rapporto è l’uso spesso inappropriato. In particolare, si conferma la tendenza a un aumento del consumo di antibiotici durante la stagione invernale, periodo caratterizzato dalla diffusione di virus influenzali e respiratori di altro tipo, per i quali l’uso di antibiotici non è indicato, se non in caso di sovrainfezione batterica.<br />
Questo fenomeno è ulteriormente aggravato dalla scarsa aderenza alle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo cui almeno il 60% degli antibiotici prescritti dovrebbe appartenere alla categoria “Access”, ovvero quelli a minor rischio di sviluppo di resistenze. In Italia, invece, questa percentuale si attesta al 54,4%, ben al di sotto dell’obiettivo europeo del 65% da raggiungere entro il 2030.<br />
Un altro comportamento inappropriato riguarda la tendenza dei medici a prescrivere antibiotici ad ampio spettro, efficaci cioè contro un’ampia varietà di batteri ma con un rischio più elevato di favorire lo sviluppo di resistenza.<br />
Le fasce d’età che fanno maggior uso di antibiotici sono i bambini piccoli, sotto i quattro anni d’età e gli anziani oltre gli 85 anni.<br />
In questo scenario, il Piano Nazionale di Contrasto dell’Antimicrobico-Resistenza (PNCAR) non ha raggiunto nessuno degli obiettivi previsti, a eccezione della riduzione dei consumi di fluorochinoloni (una particolare classe di antibiotici) in ambito ospedaliero, che ha registrato un calo del 26% rispetto al 2019. Tuttavia, il consumo di altre classi di antibiotici, come i carbapenemi e le cefalosporine di terza generazione, continua ad aumentare.</p>
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