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	<title>pediatria Archivi - InFarmaco</title>
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	<description>l’informazione indipendente sul farmaco</description>
	<lastBuildDate>Sun, 30 Aug 2026 20:01:15 +0000</lastBuildDate>
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	<title>pediatria Archivi - InFarmaco</title>
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	<item>
		<title>Interazioni tra farmaci nei bambini ricoverati: quali conseguenze?</title>
		<link>https://infarmaco.it/interazioni-tra-farmaci-nei-bambini-ricoverati-quali-conseguenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Aug 2026 22:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agosto 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[effetti indesiderati]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci in ospedale]]></category>
		<category><![CDATA[interazioni]]></category>
		<category><![CDATA[pediatria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nei bambini ricoverati le possibili interazioni tra farmaci sono abbastanza frequenti, ma sembra che raramente causino effetti clinicamente rilevanti</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nei bambini ricoverati in ospedale che assumono almeno due farmaci possono verificarsi interazioni tra farmaci, ma per fortuna il rischio di conseguenze cliniche gravi sembra contenuto. È quanto emerge da uno studio francese condotto su oltre 4.500 bambini sotto i 15 anni ricoverati in 21 reparti pediatrici d’oltralpe.</p>
<h3>L’interazione tra due farmaci</h3>
<p>Un’interazione tra farmaci si verifica quando un medicinale modifica l’effetto di un altro preso nello stesso periodo: l’efficacia può ridursi oppure gli effetti indesiderati possono amplificarsi. Nei bambini il problema merita particolare attenzione, perché durante un ricovero possono essere prescritti più medicinali e il loro organismo assorbe, metabolizza ed elimina i farmaci in modo diverso rispetto all’adulto.<br />
Non tutte le interazioni tra farmaci hanno la stessa importanza. Alcune richiedono soltanto attenzione o un controllo più ravvicinato, altre rendono preferibile evitare l’associazione. Un’interazione è definita controindicata quando, in base alle conoscenze disponibili, il rischio di un danno grave supera il possibile beneficio delle terapie. In questo caso i farmaci non dovrebbero essere usati insieme, salvo circostanze particolari valutate dallo specialista.<br />
I ricercatori francesi hanno quindi esaminato le terapie somministrate ai bambini ricoverati e gli eventuali effetti indesiderati verificatisi durante la degenza.</p>
<h3>Le interazioni rilevate</h3>
<p>Ogni 100 bambini ricoverati che assumevano almeno due farmaci 13 avevano una possibile interazione tra farmaci e in 4 casi su 100 l’associazione era classificata come controindicata e quindi con possibili effetti gravi. Le segnalazioni erano più frequenti nei bambini più grandicelli e negli adolescenti.<br />
Nel complesso, le interazioni segnalate hanno raramente causato effetti clinicamente rilevanti.</p>
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		<title>Quali farmaci sono più efficaci per l’obesità in età pediatrica?</title>
		<link>https://infarmaco.it/quali-farmaci-sono-piu-efficaci-per-lobesita-in-eta-pediatrica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 22:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aprile 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[Obesita']]></category>
		<category><![CDATA[pediatria]]></category>
		<category><![CDATA[real world]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo i dati della pratica clinica corrente la semaglutide avrebbe un’efficacia un poco superiore, ma in ogni caso il ricorso a una terapia in età pediatrica richiede grande cautela </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I dati sugli esiti dei farmaci per il trattamento dell’obesità in età pediatrica al di fuori degli studi clinici, nella pratica clinica quotidiana, sono ancora limitati.<br />
Secondo uno studio condotto negli Stati Uniti su ragazze e ragazzi tra i 12 e i 21 anni, non ci sarebbero differenze rilevanti tra i diversi farmaci che possono essere impiegati, anche se la semaglutide sembra associarsi a risultati leggermente migliori.</p>
<h3>I farmaci per l’obesità nei ragazzi</h3>
<p>I farmaci oggi più usati per trattare l’obesità sono gli agonisti del recettore del GLP-1, come la semaglutide, medicinali che imitano un ormone naturale dell’intestino – il peptide 1 analogo del glucagone – che aiuta a:</p>
<ul>
<li>controllare l’appetito</li>
<li>aumentare il senso di sazietà</li>
<li>migliorare il controllo della glicemia.</li>
</ul>
<p>L’uso di questi farmaci in età pediatrica è discusso in quanto gli studi di efficacia e sicurezza sui bambini e sugli adolescenti sono pochi (leggi anche <a href="https://infarmaco.it/farmaci-per-lobesita-nei-bambini-aiutano/">Farmaci per l’obesità nei bambini: aiutano?</a> e <a href="https://infarmaco.it/obesita-nei-bambini-serve-un-farmaco-2/">Obesità nei bambini serve un farmaco?</a>).<br />
In Italia l’unico agonista del recettore GLP-1 autorizzato a partire dai 12 anni d’età per il trattamento dell’obesità è la liraglutide che va usato però solo se la dieta, l’attività fisica e gli interventi sullo stile di vita non sono stati sufficienti a far perdere peso.<br />
Accanto a questi farmaci negli Stati Uniti, ma non in Europa, è disponibile anche la fentermina da sola o in associazione con il topiramato (farmaco autorizzato anche in Europa per il trattamento dell’epilessia e dell’emicrania). La fentermina è un anoressizzante che agisce sul sistema nervoso centrale per ridurre il senso di appetito, ma non è stata approvata dall’<a href="https://www.ema.europa.eu/it/documents/other/qsiva-epar-scientific-conclusions-and-grounds-refusal-marketing-authorisation-qsiva_it.pdf">Agenzia europea dei medicinali</a> principalmente per il rischio di eventi avversi cardiovascolari e psichiatrici.</p>
<h3>Lo studio</h3>
<p>I ricercatori hanno analizzato i dati delle cartelle cliniche di 595 adolescenti con obesità trattati con diversi farmaci tra il 2003 e il 2025 (liraglutide, fentermina, fentermina/topiramato, semaglutide). L’esito principale valutato era la riduzione dell’indice di massa corporea.<br />
Tra il 64% e l’80% dei ragazzi ha ottenuto una riduzione clinicamente significativa (≥5%) dell’indice di massa corporea con tutti i farmaci. Il trattamento con semaglutide si associava però a una riduzione più marcata dell’indice di massa corporea (circa il 13% in meno), rispetto a valori compresi tra il 9 e l’11% in meno con gli altri farmaci.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La durata ottimale della terapia antibiotica</title>
		<link>https://infarmaco.it/la-durata-ottimale-della-terapia-antibiotica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 09:08:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Marzo 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[durata della terapia]]></category>
		<category><![CDATA[infezioni delle vie urinarie]]></category>
		<category><![CDATA[pediatria]]></category>
		<category><![CDATA[terapia antibiotica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle infezioni delle vie urinarie del bambino i cicli antibiotici più brevi non garantiscono sempre la medesima efficacia, ma riducono gli effetti avversi</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In caso di infezioni delle vie urinarie nel bambino non è detto che serva per forza un ciclo di antibiotici della durata di 10 giorni, come di solito viene raccomandato: terapie antibiotiche più brevi, basate sull’andamento dei sintomi, potrebbero garantire una uguale efficacia a fronte di una riduzione degli effetti avversi.</p>
<h3>Le infezioni delle vie urinarie nel bambino</h3>
<p>Si stima che l’8% delle bambine e il 2% dei bambini nei primi sette anni di vita abbia una infezione delle vie urinarie che a volte può diventare ricorrente. In questo caso sono possibili a lungo andare complicanze, per cui le forme di cistite sintomatica in questa fascia d’età vengono sempre trattate con il ricorso ad antibiotici, dopo aver eseguito un esame delle urine e un antibiogramma per identificare il germe responsabile e l’antibiotico più adatto.<br />
Il trattamento standard prevede 10 giorni di terapia antibiotica. Un uso prolungato degli antibiotici si associa però a una maggior frequenza di effetti collaterali e a un aumento della diffusione della resistenza batterica, per questo ci si è posti l’interrogativo se cicli di trattamento più brevi possano lo stesso guarire l’infezione.</p>
<h3>Lo studio danese</h3>
<p>In Danimarca è stato condotto uno studio controllato e randomizzato che ha riguardato quasi 700 tra bambine e bambini tra i 3 mesi e i 12 anni d’età. Come atteso erano molte di più le bambine (l’80%) perché hanno più spesso infezioni delle vie urinarie per motivi anatomici (la brevità dell’uretra e la sua posizione rispetto ai maschi).<br />
Tutti i piccoli partecipanti erano giunti all’osservazione del medico per la comparsa di febbre (almeno 38°C) e un’infezione delle vie urinarie confermata dagli esami colturali. Veniva quindi raccomandata ai genitori la somministrazione di una terapia antibiotica per 10 giorni, oppure si consigliava di interrompere il trattamento alla scomparsa dei sintomi (febbre, dolore al fianco, difficoltà o bruciore a urinare) dopo almeno quattro giorni di terapia. Si valutava la frequenza di una nuova infezione delle vie urinarie a distanza di un mese e la comparsa di effetti collaterali.<br />
Il ciclo breve di terapia non otteneva gli stessi risultati della terapia per 10 giorni, perché il rischio avere una recidiva era leggermente superiore (+5%) con i cicli brevi di terapia, era però significativamente inferiore il numero di effetti avversi legati al trattamento.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Nell’otite media acuta ricorrente all’inizio basta una vigile attesa</title>
		<link>https://infarmaco.it/otite-media-acuta-ricorrente-allinizio-basta-una-vigile-attesa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Aug 2025 22:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agosto 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotici]]></category>
		<category><![CDATA[Otite media]]></category>
		<category><![CDATA[pediatria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel bambino la maggior parte dei casi si risolve spontaneamente, per cui la terapia antibiotica va riservata ai casi gravi o che non guariscono da sé dopo due o tre giorni</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’otite media acuta ricorrente nel bambino va trattata con antibiotici solo dopo due o tre giorni che sono iniziati i sintomi e che non sono migliorati, scegliendo l’antibiotico adatto e somministrandolo per cinque giorni.</p>
<h3>Che cos’è l’otite media acuta ricorrente</h3>
<p>L’otite media acuta è una malattia infettiva che compare di solito in bambini piccoli perfettamente sani. Si stima che oltre il 60% dei bambini sotto i tre anni di età abbia almeno un episodio di otite media acuta e che uno su quattro soffra di episodi ricorrenti di questa malattia. In particolare si parla di forma ricorrente se gli episodi sono almeno tre nell’arco di sei mesi o quattro nell’arco di un anno.<br />
La malattia si manifesta con un improvviso e forte dolore all’orecchio, che può essere accompagnato da altri sintomi non specifici come febbre, irritabilità, pianto, inappetenza, tosse.</p>
<h3>Batteri o virus?</h3>
<p>L’infezione può essere dovuta sia a batteri sia a virus. Clinicamente non è facile distinguere le due forme, anche se alcuni segni possono indirizzare il medico. Poiché le forme virali e quelle batteriche più lievi vanno incontro di solito a una risoluzione spontanea senza bisogno di terapia, se non quella sintomatologica (per esempio quella per abbassare la febbre), la raccomandazione è di aspettare a iniziare una terapia antibiotica, osservando come vanno le cose per due o tre giorni (l’80% dei bambini guarisce spontaneamente nell’arco di tre giorni), dopo i quali, se la situazione non migliora o peggiora, è indicato il ricorso agli antibiotici.</p>
<h3>Quali antibiotici scegliere</h3>
<p>Alcune società scientifiche italiane hanno stilato un documento di consenso che cala le raccomandazioni delle linee guida internazionali nella realtà italiana, tenendo presente che l’otite media è una delle cause più frequente di prescrizione di antibiotici nei bambini piccoli e che in Italia, a differenza di molti altri Paesi europei, c’è un uso eccessivo di antibiotici ad ampio spettro che facilitano la comparsa di resistenze batteriche.<br />
Le raccomandazioni che emergono dal documento di consenso, che è partito dall’analisi degli studi al riguardo pubblicati nella letteratura scientifica, sono chiare e sono basate sul fatto che i batteri più spesso in causa sono pochi:</p>
<ul>
<li>in caso di otite media ricorrente adottare un atteggiamento di vigile attesa e non somministrare la terapia antibiotica prima di 48-72 ore dall’inizio dei sintomi se il bambino è sano</li>
<li>usare come antibiotico l’amoxicillina per la durata di cinque giorni, con la suddivisione in tre dosi giornaliere</li>
<li>usare l’associazione dell’amoxicillina con l’acido clavulanico solo in caso di infezioni da batteri resistenti agli antibiotici o nei bambini con deficit immunitari, nei quali si può ricorrere anche alle cefalosporine di seconda generazione.</li>
</ul>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Farmaci antitumorali non sempre a misura di bambino</title>
		<link>https://infarmaco.it/farmaci-antitumorali-non-sempre-a-misura-di-bambino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Aug 2025 22:00:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agosto 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci antitumorali]]></category>
		<category><![CDATA[pediatria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli studi clinici sono ancora poche le formulazioni specifiche per l’uso in età pediatrica, con il ricorso a farmaci non registrati per questa fascia d’età</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono oltre 400 i farmaci antitumorali impiegati negli studi clinici per valutare la loro sicurezza ed efficacia nei bambini, ma solo una piccola parte è registrata con l’indicazione per la cura dei tumori nei piccoli, essendo spesso usati medicinali approvati per gli adulti e “adattati” per l’età pediatrica.</p>
<h3>I numeri sui farmaci antitumorali nei bambini</h3>
<p>Per valutare quanto siano usati e quali siano i farmaci impiegati negli studi per la cura di diversi tumori in età pediatrica, un gruppo di ricercatori statunitensi, insieme a esperti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha analizzato oltre 5.000 studi clinici selezionandone alla fine oltre duemila per lo scopo della ricerca.<br />
In totale in questi studi erano stati sottoposti a verifica di efficacia e sicurezza 440 farmaci anti cancro, nella metà circa dei casi riconducibili all’immunoterapia (vedi <a href="https://infarmaco.it/limportanza-dei-controlli-dopo-limmunoterapia-per-un-tumore/">news L’importanza dei controlli dopo l’immunoterapia per un tumore</a>).<br />
Per la metà dei farmaci riportati negli studi erano disponibili anche informazioni sulla loro maneggevolezza, è così emerso che il 37% richiedeva una conservazione a bassa temperatura e che il 55% doveva essere protetto dalla luce solare per non deteriorarsi, due condizioni queste che rendono tali terapie poco fruibili nei Paesi più poveri, per via del clima e delle carenze nella catena del freddo.<br />
Colpisce il fatto che in meno della metà dei casi (45%) le medicine da prendere per bocca erano disponibili in formulazioni adatte all’età pediatrica. D’altra parte solo l’8% dei farmaci era stato approvato dall’EMA, l’Agenzia Europea dei medicinali, per la somministrazione in età pediatrica, nonostante in un terzo dei casi si trattasse di farmaci andati oltre le prime fasi di sperimentazione.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Una possibile accoppiata per il bambino che ha male</title>
		<link>https://infarmaco.it/una-possibile-accoppiata-per-il-bambino-che-ha-male/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Dec 2024 09:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dicembre 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[dolore]]></category>
		<category><![CDATA[ibuprofene]]></category>
		<category><![CDATA[paracetamolo]]></category>
		<category><![CDATA[pediatria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Paracetamolo oppure ibuprofene sono i farmaci più usati per trattare il dolore nel bambino ma una terapia combinata sembra più efficace nel ridurre il dolore.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un tempo si pensava che i bambini molto piccoli non fossero in grado di provare dolore come gli adulti. Oggi sappiamo che non è così. Di solito il pediatra in presenza di dolore raccomanda l’uso di un solo farmaco e la scelta cade su paracetamolo oppure ibuprofene, rispettivamente un antidolorifico e un antinfiammatorio non steroideo, entrambi indicati nei bambini. Ci si è chiesti però se l’associazione dei due farmaci sia più efficace nel ridurre il dolore.<br />
Per rispondere a questa domanda è stata realizzata dapprima una conferenza di esperti per raggiungere un consenso, successivamente in Italia, nell’ambito di un sondaggio nazionale, una sessantina di pediatri esperti ha espresso il proprio parere rispetto alle raccomandazioni emerse.<br />
La risposta è stata chiara: l’uso di una terapia combinata che associ paracetamolo e ibuprofene all’interno dello stesso farmaco in sospensione orale, la forma di somministrazione adatta per i bambini, sembra garantire un effetto antidolorifico più rapido, duraturo e completo rispetto al solo paracetamolo o al solo ibuprofene. Bisogna comunque tenere presente che lo studio è stato sponsorizzato dall’azienda farmaceutica che produce l’associazione dei due farmaci, per cui non possono essere esclusi possibili conflitti d’interesse.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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