Nei bambini ricoverati in ospedale che assumono almeno due farmaci possono verificarsi interazioni tra farmaci, ma per fortuna il rischio di conseguenze cliniche gravi sembra contenuto. È quanto emerge da uno studio francese condotto su oltre 4.500 bambini sotto i 15 anni ricoverati in 21 reparti pediatrici d’oltralpe.
L’interazione tra due farmaci
Un’interazione tra farmaci si verifica quando un medicinale modifica l’effetto di un altro preso nello stesso periodo: l’efficacia può ridursi oppure gli effetti indesiderati possono amplificarsi. Nei bambini il problema merita particolare attenzione, perché durante un ricovero possono essere prescritti più medicinali e il loro organismo assorbe, metabolizza ed elimina i farmaci in modo diverso rispetto all’adulto.
Non tutte le interazioni tra farmaci hanno la stessa importanza. Alcune richiedono soltanto attenzione o un controllo più ravvicinato, altre rendono preferibile evitare l’associazione. Un’interazione è definita controindicata quando, in base alle conoscenze disponibili, il rischio di un danno grave supera il possibile beneficio delle terapie. In questo caso i farmaci non dovrebbero essere usati insieme, salvo circostanze particolari valutate dallo specialista.
I ricercatori francesi hanno quindi esaminato le terapie somministrate ai bambini ricoverati e gli eventuali effetti indesiderati verificatisi durante la degenza.
Le interazioni rilevate
Ogni 100 bambini ricoverati che assumevano almeno due farmaci 13 avevano una possibile interazione tra farmaci e in 4 casi su 100 l’associazione era classificata come controindicata e quindi con possibili effetti gravi. Le segnalazioni erano più frequenti nei bambini più grandicelli e negli adolescenti.
Nel complesso, le interazioni segnalate hanno raramente causato effetti clinicamente rilevanti.



