Non tutti i farmaci esistono in una formulazione pediatrica. Per questo, nella pratica quotidiana, può capitare che si debbano usare medicinali approvati per gli adulti anche nei bambini. In questi casi le compresse vengono spesso spezzate per ridurre la dose e poi schiacciate o sciolte, a volte mescolandole al cibo o a una bevanda, per rendere più facile la somministrazione e mascherare il sapore.
Un gruppo di ricercatori danesi si è chiesto quanto questa pratica sia diffusa e se esistano differenze tra i vari Paesi.
I rischi della manipolazione dei farmaci
Manipolare un farmaco non è un’operazione priva di conseguenze. Spezzare, schiacciare o sciogliere una compressa può comportare la perdita di una parte del principio attivo, modificare la quantità di farmaco che viene assorbita dall’organismo e cambiare la velocità con cui il medicinale agisce.
Di conseguenza, il bambino potrebbe assumere una dose diversa da quella prevista, con il rischio che il trattamento risulti meno efficace o, in alcuni casi, meno sicuro (leggi anche la news “I rischi della manipolazione dei farmaci nei bambini”).
L’analisi nei diversi Paesi
Una revisione della letteratura scientifica ha analizzato quanto spesso i farmaci somministrati a bambini e ragazzi fino ai 18 anni d’età vengano manipolati in questo modo. Esaminando 10 studi condotti in nove Paesi, i ricercatori hanno osservato che la percentuale di farmaci manipolati varia molto, da circa 6 a oltre 60 casi su 100 somministrazioni di farmaco. Le manipolazioni riguardano soprattutto le compresse e le capsule da assumere per bocca, in particolare quando non esiste una formulazione specifica per l’età pediatrica.
Dall’analisi geografica emerge che la manipolazione dei farmaci è una pratica presente in tutte le aree del mondo, ma risulta più frequente nei Paesi in cui l’accesso ai farmaci pediatrici è più limitato.



