Quattro persone su dieci non assumono le statine come dovrebbero

30 Gen 2026

FOCUS: Cronicità e polifarmacoterapia

Le statine, i farmaci oggi più utilizzati per ridurre il colesterolo, mirano a prevenire la comparsa di eventi cardiovascolari gravi come infarto cardiaco e ictus. Eppure, secondo una revisione sistematica che ha raccolto le pubblicazioni disponibili sul tema, quasi quattro persone su dieci non aderiscono alla terapia come dovrebbero, in altre parole non la seguono con la regolarità necessaria, compromettendone l’efficacia e non riducendo così il rischio cardiovascolare.

Gli obiettivi dello studio

Lo studio rappresenta l’analisi più completa a oggi condotta sull’argomento: una revisione sistematica con metanalisi di 76 ricerche che hanno coinvolto quasi 6 milioni di persone in terapia con una statina. L’obiettivo della revisione era duplice:

  • valutare quanti pazienti rispettino le indicazioni date dal medico (aderenza alla terapia)
  • identificare i fattori che inducono a non seguire correttamente la terapia.

Per buona aderenza alla terapia si intendeva l’assunzione di almeno l’80% delle dosi di farmaco prescritte, una soglia considerata necessaria per ottenere i benefici terapeutici attesi.

I numeri della scarsa aderenza

Dall’analisi dei dati raccolti su questo ampio campione è emerso un quadro preoccupante: solo il 62,4% dei pazienti assumeva le statine con la regolarità necessaria. Il problema si aggravava ulteriormente nella prevenzione primaria, ossia quando le statine vengono prescritte a persone che non hanno ancora avuto eventi cardiovascolari ma che sono ad alto rischio di averli, dove l’aderenza scendeva al 57,5%. La situazione migliorava, ma solo leggermente, raggiungendo il 64,4% nella prevenzione secondaria, cioè in quei pazienti che prendevano una statina dopo aver avuto un infarto o un ictus per ridurre il rischio di averne nuovamente.

Chi aderisce di meno e chi di più

Dalla revisione è inoltre emerso che tendevano ad aderire meno alla terapia:

  • le donne rispetto agli uomini
  • le persone di etnia nera
  • i fumatori
  • chi soffriva di depressione
  • i pazienti con scompenso cardiaco.

Al contrario, una maggiore aderenza è stata osservata:

  • nelle persone anziane
  • in chi aveva già avuto un infarto o soffriva di ipertensione
  • nei pazienti con più malattie
  • nelle persone in polifarmacoterapia, cioè che assumevano 5 o più farmaci al giorno.

In pratica

Nel complesso, l’aderenza alle statine rimane subottimale ed è fortemente influenzata da fattori demografici e clinici, vanificando in parte gli sforzi della prevenzione cardiovascolare. Se è vero che il medico deve valutare di caso in caso la necessità di una terapia con statine per abbassare il colesterolo, è altrettanto vero che, una volta iniziata, la terapia deve essere rispettata secondo le indicazioni ricevute dal medico. Per migliorare l’aderenza alle cure servono interventi concreti e mirati, come programmi educazionali personalizzati, controlli più frequenti della terapia, supporto psicologico per chi soffre di depressione.

Bibliografia

Basios A, Markozannes G, et al. Prevalence and determinants of adherence to statin therapy: a systematic review and meta-analysis. Eur J Prev Cardiol 2025; https://academic.oup.com/eurjpc/advance-article/doi/10.1093/eurjpc/zwaf769/8381680?login=false Conflitti di interesse:
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