I nanofarmaci promettono una cura sempre più precisa

26 Feb 2026

FOCUS: Oncologia

Nella cura dei tumori le cosiddette nanomolecole aprono prospettive promettenti per il futuro.

La nanotecnologia al servizio della medicina

Lo sviluppo della nanotecnologia, cioè la capacità di produrre molecole piccolissime di dimensioni comprese tra 1 e 100 nanometri, dove un nanometro corrisponde a un miliardesimo di metro o se si preferisce a un milionesimo di millimetro, sta facendo passi da gigante.
I molti studi fatti per trovare medicine che siano sempre più mirate in ambito oncologico, capaci cioè di raggiungere e colpire solo le cellule tumorali, lasciando integre le cellule sane, hanno portato allo sviluppo delle nanoformulazioni che aiuterebbero a superare alcune limitazioni delle terapie attuali legate per esempio alla solubilità del farmaco o alla sua disponibilità a livello del tumore.
Queste nanomolecole possono sia essere esse stesse farmaci, sia invece essere dei veicoli sui quali si può caricare il farmaco per farlo arrivare al bersaglio voluto. I vantaggi potrebbero essere diversi:

  • una maggior precisione nel rilascio del farmaco nel punto voluto
  • un aumento della biodisponibilità del farmaco attivo
  • una maggiore efficacia e sicurezza, pur non essendo i trattamenti privi di effetti collaterali
  • un rilascio controllato del farmaco
  • l’accumulo del farmaco voluto all’interno del tumore.

Qualche esempio già praticabile

Tra le nanomolecole con funzione di veicolo di farmaci le più impiegate sono i liposomi, minuscole vescicole lipidiche in cui inserire il farmaco. In ambito oncologico per esempio c’è una formulazione liposomiale della doxorubicina, un chemioterapico usato da tempo, che ne ha favorito la riduzione della cardiotossicità e l’accumulo nelle cellule neoplastiche.
Altrettanto è stato fatto con un altro chemioterapico noto da tempo, il paclitaxel che è stato legato all’albumina, migliorandone così la solubilità e la “mira” rispetto alle cellule tumorali. Lo stesso paclitaxel è stato caricato anche su nanomicelle polimeriche che ne favorirebbero l’efficacia nelle condizioni in cui ci sono già state metastasi.
Ora una revisione fa il punto sull’uso di queste nanoformulazioni per il cancro della bocca, suggerendo che sono moltissime le diverse applicazioni:

  • polimeri, lipidi o materiali metallici di nanodimensioni che fungono da veicoli per i chemioterapici al fine di migliorare la penetrazione del farmaco nelle cellule neoplastiche
  • nanoparticelle d’oro nella terapia fotodinamica dei tumori della bocca
  • nanomolecole che sensibilizzano le cellule tumorali che vengono irradiate
  • nanotrasportatori per la terapia genica e l’immunoterapia dei tumori.

In pratica

L’obiettivo di praticare una medicina di precisione, in cui le cure sono mirate e disegnate in base alle caratteristiche del tumore e della persona (leggi anche le news “Dalla medicina taglia unica a quella di precisione” e “Terapie ritagliate su misura contro i tumori”) è diventato realtà. Tra gli sviluppi tecnologici necessari a tal fine ci sono anche quelli dell’infinitamente piccolo, in cui si sfruttano nanomolecole per rendere le terapie sempre più efficaci e meno dannose.

Bibliografia

Geng Y, Liang Y, et al. Application of nanoformulations in the treatment of oral cancer. Nano-micro small 2025; https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/smll.202508260 Conflitti di interesse:
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