Funzionano i monoclonali per combattere i batteri?

16 Mar 2026

FOCUS: Antibiotico resistenza

Nell’attesa di trovare nuove classi di antibiotici in grado di superare le resistenze sviluppate dai batteri, la ricerca si muove in diverse altre direzioni, tra cui l’impiego di anticorpi monoclonali.

Cosa sono gli anticorpi monoclonali

Gli anticorpi monoclonali sono proteine sintetizzate in laboratorio che si legano con estrema precisione ai bersagli cellulari (gli antigeni): possono essere diretti per esempio contro le cellule tumorali, oppure essere impiegati in malattie del sistema immunitario.
Ora vengono proposti anche come farmaci in grado di bloccare l’azione patogena dei batteri, affiancando la terapia antibiotica o proponendosi come alternativa.
L’idea di partenza è semplice: sviluppare terapie contro i germi più aggressivi e quelli multiresistenti agli antibiotici neutralizzandone la virulenza (per esempio bloccando l’azione di eventuali tossine) o mirando specificamente a componenti strutturali dei batteri per impedirne la sopravvivenza o la moltiplicazione.
Poiché si tratta di farmaci mirati a un bersaglio ben preciso dovrebbero anche accompagnarsi a un minor numero di effetti avversi rispetto agli antibiotici.
La domanda però è: funzionano?

La revisione condotta da ricercatori italiani

La risposta a questa domanda viene da una revisione della letteratura scientifica che è stata realizzata da un gruppo di ricercatori italiani, i quali anzitutto hanno trovato che gli studi specifici pubblicati in letteratura non sono molti e in pochissimi casi fanno cenno al fatto se le infezioni trattate fossero dovute a germi resistenti agli antibiotici.
Alla fine di un’accurata selezione sono stati identificati 18 ricerche che riguardavano l’uso degli anticorpi monoclonali contro lo stafilococco o contro lo pseudomonas. Alcuni erano diretti contro proteine batteriche strutturali, altri contro tossine.
Alla resa dei conti i pochi studi disponibili hanno offerto ben poche certezze: in linea di massima si tratta di farmaci sicuri, con pochi effetti avversi, almeno nel breve periodo, e la necessità di poche somministrazioni per la loro lunga emivita plasmatica. Sul piano dell’efficacia però si è osservata generalmente una riduzione della colonizzazione batterica senza però un’efficacia clinicamente rilevante: gli anticorpi monoclonali riducono cioè la moltiplicazione dei batteri ma non modificano l’andamento della malattia infettiva.

In pratica

Occorrono nuove sperimentazioni per capire se l’idea di usare gli anticorpi monoclonali nelle infezioni batteriche abbia una reale efficacia nella pratica clinica. Questi farmaci hanno mostrato in laboratorio di essere molto efficaci contro i batteri, ma una volta provati nell’uomo hanno fornito risultati meno promettenti. Ciò può essere dovuto a vari fattori, tra cui l’interazione tra batteri e organismo, la formazione di biofilm protettivi da parte dei batteri, la scarsa efficacia se è trascorso troppo tempo dall’inizio dell’infezione, le differenze tra persona e persona e così via.

Bibliografia

Piscaglia M, Scaglione G, et al. Exploring human use of monoclonal antibodies against critical bacteria: a scoping review of clinical trials. Infect Dis Ther 2025; https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12339841/ Conflitti di interesse:
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