Optare per la terapia antibiotica invece dell’intervento chirurgico in caso di appendicite acuta non è sempre la scelta più adeguata.
Farmaci o intervento chirurgico?
L’intervento chirurgico, l’appendicectomia, cioè l’asportazione dell’appendice infiammata, è il trattamento più utilizzato per i bambini che si presentano al Pronto soccorso con i sintomi di un’appendicite acuta. Durante la pandemia di COVID-19, però, si è fatto più spesso ricorso alla terapia antibiotica come alternativa, riaprendo il dibattito sull’efficacia di un approccio conservativo. La terapia farmacologica, che può essere usata nelle forme non complicate della malattia, presenta il vantaggio di ridurre i rischi propri dell’intervento chirurgico ed eviterebbe anche di fare eventuali operazioni non necessarie, rimane però il dubbio sulla sua reale efficacia nel tempo.
Dati ancora incerti
Hanno cercato di chiarire la situazione due revisioni sistematiche della letteratura scientifica che hanno però raggiunto conclusioni contrastanti.
Una prima revisione, condotta da ricercatori cinesi, ha identificato cinque studi controllati e randomizzati per un totale di oltre 1.400 bambini che erano stati trattati con il solo antibiotico o con l’intervento chirurgico. L’analisi cumulativa dei dati suggerisce che il trattamento antibiotico si associ a un rischio maggiore di fallimento della terapia, sia a breve sia a distanza di un anno.
La seconda revisione, condotta da ricercatori italiani, si è focalizzata su tre studi controllati e randomizzati per un totale di 270 bambini trattati con il solo antibiotico o sottoposti all’intervento. In questa le conclusioni sono state più favorevoli per gli antibiotici, il cui uso si associava a esiti analoghi a quelli dell’intervento chirurgico.
Le diverse conclusioni dei due studi sono probabilmente dovute alle caratteristiche cliniche dei pazienti.



