I bambini e adolescenti che hanno un’insufficienza renale cronica hanno anche un’ipertensione e la riduzione dei valori pressori è uno dei capisaldi della terapia per proteggere il rene. Ma quali sono i farmaci più efficaci a tal fine?
Il legame rene e ipertensione
Nei bambini e nei giovani con malattia renale cronica i reni fanno più fatica a filtrare il sangue in modo corretto e a eliminare acqua e sodio in eccesso. Questo porta a un aumento dei liquidi in circolo e favorisce l’aumento della pressione arteriosa. A sua volta, la pressione alta danneggia i piccoli vasi sanguigni e i filtri del rene, riducendone ulteriormente la capacità di funzionare bene. Si crea così un circolo vizioso: il rene malato favorisce lo sviluppo di ipertensione e l’ipertensione accelera il danno renale.
Si stima che nel mondo ci siano sette milioni e mezzo di giovani con meno di 20 anni che convivono con un’insufficienza renale cronica.
I farmaci antipertensivi nei bambini
Nei bambini con malattia renale e ipertensione i farmaci più usati appartengono soprattutto a due classi: quelli che agiscono sul sistema renina-angiotensina (ACE inibitori e sartani) e i calcioantagonisti che agiscono invece dilatando i vasi sanguigni.
Ma quale di queste due classi di farmaci è preferibile? Per rispondere a questa domanda, un gruppo di ricercatori statunitensi ha confrontato nella pratica clinica quotidiana i due approcci terapeutici.
Sono stati valutati oltre 2.700 bambini e adolescenti: circa 1.700 erano stati trattati con farmaci attivi sul sistema renina-angiotensina e un migliaio con calcioantagonisti. Dall’analisi è emerso che il rischio di peggioramento dell’insufficienza renale cronica, fino al ricorso alla dialisi, era significativamente inferiore in chi era stato trattato con i farmaci che agiscono sul sistema renina-angiotensina piuttosto che con i calcioantagonisti.


