Anziani con demenza e fragili trattati con troppi farmaci

22 Apr 2026

FOCUS: Cronicità e polifarmacoterapia

Nelle persone dopo i 75 anni d’età, la polifarmacoterapia, ovvero l’assunzione quotidiana di 5 o più farmaci, è molto frequente. Non di rado, il numero di medicinali presi ogni giorno sale addirittura a dieci o più e in tal caso si parla di iperpolifarmacoterapia, con il rischio sempre maggiore di ricevere prescrizioni che sono potenzialmente inappropriate e quindi più dannose che utili.
Ma quanto incide la presenza di una demenza o una condizione di fragilità sul numero dei farmaci che vengono presi quotidianamente? Se lo è chiesto uno studio condotto su una coorte di quasi 4.000 anziani americani (età media 80 anni).

I numeri della polifarmacoterapia negli anziani

Nello studio di oltreoceano, i due terzi degli anziani prendevano cinque o più farmaci al giorno e quasi uno su cinque partecipanti ne assumeva dieci o più. Analizzando le prescrizioni si è anche visto che nel 24% dei casi almeno uno dei farmaci prescritti era potenzialmente inappropriato per l età, sconsigliato sulla base dei Criteri di Beers, criteri validati e periodicamente aggiornati che identificano i farmaci da usare con cautela o da evitare del tutto negli anziani per via di un profilo rischio-beneficio sfavorevole.

Il ruolo aggravante di fragilità e demenza

Le persone con demenza avevano quasi un raddoppio del rischio di ricevere almeno un farmaco potenzialmente inappropriato rispetto a chi era ancora lucido. Inoltre, il rischio di iperpolifarmacoterapia era circa 8 volte più alto nelle persone fragili rispetto a quelle in discreta salute fisica. Rischio che quasi 3 volte più alto anche nelle persone in uno stato di pre fragilità, ovvero in una condizione intermedia tra la buona salute e la fragilità conclamata, ancora reversibile con interventi mirati su attività fisica e nutrizione.

In pratica

Dallo studio emerge che le persone fragili e con demenza, peraltro le più esposte a subire gli effetti avversi dei farmaci, sono quelle che più spesso hanno una politerapia con l’uso di farmaci potenzialmente inappropriati. Il medico deve verificare regolarmente l’appropriatezza di ogni farmaco prescritto, valutando la sospensione di quelli non più indicati o potenzialmente dannosi. D’altra parte, il malato e chi lo assiste possono contribuire a migliorare la situazione, segnalando subito eventuali reazioni avverse o sintomi nuovi che potrebbero indicare un’interazione tra farmaci o un effetto indesiderato, in modo che il medico possa valutare tempestivamente se modificare o meno la terapia.

Bibliografia

Lutsey P, Misialek J, et al. Polypharmacy and potentially inappropriate medications in adults ≥75 years of age by dementia and frailty status: the ARIC study. Mayo Clin Proc 2025; https://www.mayoclinicproceedings.org/article/S0025-6196(24)00667-0/abstract Conflitti di interesse:
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