Acne: benefici e rischi delle terapie ormonali

19 Mag 2026

FOCUS: Pediatria

Secondo una revisione della letteratura scientifica, le terapie ormonali possono essere una alternativa efficace e generalmente ben tollerata per il trattamento dell’acne, in particolare nelle donne con acne persistente, refrattaria o associata a squilibri ormonali.

Acne: che cos’è e come si tratta

L’acne, a tutti nota, è una malattia infiammatoria della pelle che compare soprattutto durante l’adolescenza, ma che può persistere o manifestarsi anche in età adulta, in particolare nelle donne. Alla base della malattia contribuiscono diversi meccanismi come: l’aumento della produzione di sebo, l’infiammazione, l’ostruzione dei follicoli piliferi, la proliferazione di un microbo, il Cutibacterium acnes e, in molte donne, una componente ormonale legata agli androgeni.

Le terapie per l’acne

Le terapie convenzionali per l’acne comprendono:

  • i retinoidi topici, cioè applicati localmente, che favoriscono il rinnovamento della pelle e riducono l’ostruzione dei follicoli
    il perossido di benzoile usato localmente con attività antibatterica
  • gli antibiotici topici (locali) o sistemici (presi cioè per bocca)
  • l’isotretinoina per bocca, utilizzata soprattutto nelle forme più gravi o resistenti.

Tuttavia molti di questi trattamenti hanno limiti legati alla tollerabilità o alla sicurezza nel lungo periodo. I trattamenti topici, come i retinoidi e il perossido di benzoile, possono causare irritazione cutanea, secchezza e ridotta tollerabilità, mentre gli antibiotici andrebbero usati per periodi limitati per ridurre il rischio di antibiotico resistenza. Anche l’isotretinoina richiede controlli clinici e di laboratorio regolari perché può aumentare i trigliceridi e gli enzimi epatici ed è controindicata in gravidanza per il rischio di malformazioni fetali.
Accanto a questi approcci vengono utilizzate anche le terapie ormonali, come contraccettivi orali combinati e spironolattone, soprattutto nelle donne con acne persistente o associata a segni di iperandrogenismo. Proprio per chiarire l’efficacia e la sicurezza di questi trattamenti, un gruppo di ricercatori italiani ha condotto una revisione della letteratura scientifica disponibile.

I risultati della revisione

Sono stati presi in considerazione i risultati di sui contraccettivi orali combinati (pillola contraccettiva), sullo spironolattone e sui nuovi antiandrogeni topici come il clascoterone.
Lo spironolattone ha mostrato una riduzione significativa delle lesioni acneiche e un miglioramento della qualità di vita, con buona tollerabilità e un rischio molto basso di iperpotassiemia (uno dei possibili effetti avversi) nelle donne sane. Anche la pillola contraccettiva si è mostrata efficace nel ridurre le lesioni, indipendentemente dal tipo di progestinico utilizzato. Rispetto agli antibiotici i contraccettivi ormonali hanno mostrato un controllo della malattia duraturo senza avere il rischio di favorire una antimicrobico resistenza.

In pratica

Alcuni trattamenti topici per l’acne, come il perossido di benzoile e l’acido azelaico, sono disponibili anche senza prescrizione medica, ma è comunque consigliabile chiedere un parere al medico o al farmacista prima di utilizzarli, soprattutto se il trattamento deve essere prolungato nel tempo. Alcuni prodotti, infatti, possono causare irritazione e ridotta tollerabilità cutanea, mentre l’uso non appropriato degli antibiotici può favorire lo sviluppo di antibiotico resistenza.
Nelle donne con acne persistente o associata a squilibri ormonali, le terapie ormonali – come contraccettivi orali combinati e spironolattone – possono essere un’alternativa efficace. Anche in questo caso è però importante valutare attentamente eventuali controindicazioni e il profilo di rischio individuale.

Bibliografia

Tommasino N, Annunziata M, et al. Efficacy and safety of hormonal therapies for acne: a narrative review. Clin Cosmet Investig Dermatol 2025; https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12691598/ Conflitti di interesse:
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