Il farmaco in parole semplici

Qui troverai risposte chiare e affidabili ad alcune delle domande più frequenti sui farmaci, dalle informazioni più generali ai temi al centro del progetto COSIsiFA: pediatria, oncologia, antibiotico resistenza, cronicità e polifarmacoterapia.
Ogni settimana rispondiamo a una nuova domanda, con contenuti semplici, aggiornati e pensati per aiutarti a orientarti meglio nel mondo dei farmaci.

La domanda della settimana

25-31 Maggio 2026

Mio figlio ha pochi mesi, perché dovrei vaccinarlo così piccolo?

I bambini molto piccoli sono più vulnerabili alle infezioni, per questo dare loro una protezione precoce con i vaccini è così importante. Il numero di vaccini previsti dal calendario nazionale nel primo anno di vita non deve spaventare: il sistema immunitario dei bambini non viene caricato troppo e risponde agli stimoli che gli vengono dati, riducendo il rischio di avere malattie infettive anche gravi. Rispettare i tempi previsti dal calendario vaccinale consente di proteggere il bambino proprio nella fase in cui il rischio di complicanze è maggiore.

I fondamentali del farmaco

Come nasce un farmaco?

Prima di tutto i ricercatori studiano la malattia per individuare un bersaglio – per esempio una proteina – che ha un ruolo nello sviluppo della malattia stessa. In seguito identificano una sostanza in grado di interagire con il bersaglio e dare un potenziale effetto terapeutico. Il farmaco viene studiato prima in laboratorio e poi in modelli animali. Se dà prova di avere effetto e in questa fase non presenta rischi, i ricercatori possono passare agli studi clinici che coinvolgono le persone. A questo punto vengono condotti studi di diverso tipo per valutarne prima la sicurezza, coinvolgendo persone sane, e poi l’efficacia, coinvolgendo un gruppo ristretto e successivamente più numeroso di persone con la malattia. Gli studi vengono sottomessi alle autorità competenti per una valutazione. Dopo l’approvazione delle autorità competenti e l’immissione sul mercato, il farmaco resta soggetto a farmacovigilanza per il monitoraggio continuo di possibili reazioni avverse.

I 4 focus tematici

Il bambino vomita dopo aver preso un farmaco per bocca: cosa fare?

In linea generale, se il bambino vomita 30 minuti dopo che ha preso il farmaco, il farmaco va somministrato nuovamente; se avviene dopo un’ora, è meglio non prendere un’altra dose di farmaco perché molto probabilmente il farmaco è già stato assorbito, almeno in parte. Più complicata è la valutazione se l’episodio è accaduto tra 30 e 60 minuti dopo aver preso il farmaco. In questa situazione, va valutato il singolo caso tenendo conto in particolare del motivo per cui è stato preso (febbre alta, infezione, dolore, o per una malattia cronica) e bisogna rivolgersi al pediatra e fornirgli tutte le informazioni utili per una corretta valutazione.

Sto prendendo farmaci ormonali per un tumore al seno e mi capita di avere vampate e sudorazione eccessiva. Ho sentito parlare di un integratore a base di cimicifuga per alleviare questi disturbi: è un prodotto naturale, quindi è sicuro?

No, l’impiego di preparati a base di cimicifuga (black kohosh) non è raccomandato per le donne in trattamento ormonale adiuvante per un tumore della mammella. Le prove disponibili sull’efficacia e sicurezza di questi prodotti sono scarse e di non buona qualità. Diverse fonti di letteratura riportano casi di tossicità al fegato e svariati effetti collaterali. L’origine naturale non garantisce la sicurezza né l’efficacia. Prima di assumere qualsiasi integratore durante una terapia oncologica è sempre necessario parlarne con il proprio medico.

Tutti ne parlano come un pericolo per la salute e per l’ambiente, ma che cosa si fa in Italia per contrastare la resistenza agli antibiotici?

L’Italia ha un piano nazionale dedicato (PNCAR) e l’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) ha prodotto linee guida aggiornate sull’uso mirato degli antibiotici e sostiene con investimenti iniziative globali che supportano lo sviluppo di nuovi antimicrobici. Tali iniziative sono importanti, considerando il disinteresse delle aziende farmaceutiche a investire nella ricerca e sviluppo di nuovi antibiotici. Accanto allo sviluppo di nuove molecole è però fondamentale utilizzare in modo appropriato gli antimicrobici già disponibili, evitando di assumerli quando non necessari.

È possibile ridurre o sospendere i farmaci di una persona anziana quando sono molti?

Sì, è possibile, ma deve farlo il medico. Una persona anziana che ha più malattie croniche può arrivare ad assumere cinque o più farmaci al giorno (polifarmacoterapia). Questo può aumentare il rischio di reazioni avverse, di interazioni tra farmaci, di non assumere correttamente la terapia e di dover essere ricoverati in ospedale. Ridurre o sospendere i farmaci non necessari o potenzialmente dannosi (deprescrizione) è quindi fondamentale a seguito di una valutazione sistematica dei farmaci da parte del medico (revisione della terapia). Non bisogna mai decidere di interrompere o modificare la dose di un farmaco da soli, ma occorre sempre parlarne con il medico.