Effetti indesiderati dei farmaci: la trasparenza è il primo passo

31 Mar 2026

FOCUS: Pediatria

Manca nei pediatri una formazione specifica che li aiuti a comunicare anche i possibili effetti indesiderati delle terapie senza generare allarme nei genitori.

La comunicazione degli effetti negativi

È importante che il pediatra chiarisca tutti i dubbi dei genitori ed eventualmente del ragazzo spiegando non solo i benefici della terapia ma anche i possibili effetti indesiderati. Questa comunicazione, però, deve essere gestita con attenzione perché può aumentare le aspettative negative, cioè alimentare timori e compromettere l’aderenza alla cura.
Ma i pediatri sono davvero preparati a comunicare in modo efficace tali aspetti? Per rispondere a questa domanda, un gruppo di ricercatori olandesi ha condotto un’indagine nazionale su oltre 400 pediatri.

I risultati dell’indagine

Dallo studio è emerso che meno di 7 pediatri su 100 hanno ricevuto, nel corso degli studi universitari, una formazione specifica sulla comunicazione degli effetti negativi delle terapie. È emersa inoltre una notevole variabilità nel modo in cui le informazioni sui possibil effetti avversi dei farmaci prescritti vengono fornite.
Quasi la metà dei partecipanti ha riferito di non chiedere mai ai genitori se desiderino avere informazioni sugli effetti avversi della terapia. E proprio questi pediatri erano anche quelli meno propensi ad affrontare l’argomento al momento della prescrizione.
Lo studio ha indagato anche l’effetto nocebo, cioè il fenomeno per cui aspettative negative (dovute alle informazioni sui possibili effetti avversi) possano favorire la comparsa o l’intensificazione di sintomi indesiderati. Solo poco più di 4 pediatri su 10 hanno dichiarato di conoscere questo effetto e di tenerne conto nella comunicazione. Chi ne è consapevole tende più spesso a fornire informazioni essenziali, evitando descrizioni troppo ampie che possono avere l’unico effetto di aumentare la preoccupazione.

In pratica

I pediatri devono informare i genitori in modo chiaro e trasparente sui farmaci che prescrivono, non limitandosi all’efficacia, ma spiegando anche i possibili affetti avversi, in maniera tale però che non si generi un allarmismo che rischierebbe di portare a indebite interruzioni della terapia.

Bibliografia

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