I farmaci antitumorali hanno consentito di curare e controllare la maggior parte delle forme di cancro, a costo però di numerosi effetti avversi, tra i quali sono stati finora poco considerati quelli relativi al tono dell’umore.
Tumori e depressione
La depressione è comune tra i malati di cancro, si stima infatti che il 17% dei pazienti colpiti dalla malattia abbia una depressione da moderata a grave e che il 9% manifesti disturbi d’ansia. Percentuali che sono significativamente superiori a quelle che si riscontrano nella popolazione generale (leggi anche la news “Antidepressivi e ansiolitici nelle persone con un tumore”).
La malattia tumorale, quindi, si associa ai disturbi dell’umore e peraltro ricevere una diagnosi di cancro è di per sé un motivo che può portare alla comparsa di sintomi depressivi, che possono peggiorare durante le cure.
A questo legame tra tumori e depressione si aggiunge il fatto che alcun farmaci antitumorali potrebbero favorire la comparsa dei sintomi depressivi.
Lo studio statunitense
Si sa poco su quali antitumorali possano avere tra gli effetti avversi anche quelli legati ai disturbi dell’umore. Per questo è stato condotto uno studio di farmacovigilanza che ha analizzato tutte le segnalazioni di depressione correlata all’uso di farmaci antitumorali nella banca dati statunitense dell’FDA.
In totale sono stati segnalati oltre 200 farmaci antineoplastici associati a casi di depressione. Le segnalazioni riguardavano più spesso donne e le persone oltre i 45 anni d’età.
I ricercatori hanno identificato i farmaci antitumorali più spesso sottoposti a segnalazione per la comparsa di depressione e tra questi i più associati al rischio sono:
- il docetaxel, usato nella cura di diversi tumori (seno, polmone, prostata, stomaco)
- il palbociclib, usato nel tumore della mammella
- l’ibrutinib, usato in diversi tumori del sangue.



