Già a dicembre 2025 avevamo richiamato l’attenzione sulla prima linea guida dell’OMS dedicata ai farmaci incretino-mimetici agonisti del recettore GLP-1 per il trattamento dell’obesità negli adulti (vedi news “La linea guida dell’OMS sugli agonisti del GLP-1 nell’obesità”). Un tema tutt’altro che marginale, considerando che l’obesità è una patologia cronica complessa che, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, interessa circa un miliardo di persone nel mondo. Nel 2024 i decessi a essa associati hanno raggiunto i 3,7 milioni, con proiezioni che indicano un possibile raddoppio entro il 2030.
In questo contesto si inserisce il nuovo Minidossier di COSIsiFA, “Incretino-mimetici e riduzione del peso corporeo”, che analizza in modo critico questa classe di farmaci, approfondendone efficacia, profilo di sicurezza, impatto clinico e sostenibilità.
Nati per il trattamento del diabete di tipo 2 vista la loro azione sulla riduzione della glicemia, gli incretino-mimetici hanno dimostrato benefici importanti nel favorire la perdita di peso, offrendo una concreta opportunità terapeutica alle persone con obesità che non hanno ottenuto risultati duraturi con le sole modifiche dello stile di vita. Gli studi clinici riportano infatti riduzioni ponderali significative, nonché benefici sul piano cardiovascolare.
Accanto ai risultati promettenti, restano tuttavia questioni aperte da considerare nell’appropriatezza d’uso: la sicurezza e l’efficacia a lungo termine, il rischio di ripresa del peso dopo la sospensione, l’uso off-label e la sostenibilità economica di terapie che possono richiedere un impiego di lungo periodo.
Farmaci incretino-mimetici per l’obesità: rischi e benefici
FOCUS: Cronicità e polifarmacoterapia
Bibliografia
Minidossier COSIsiFA n. 16 aprile 2026. Incretino-mimetici e riduzione del peso corporeo; https://infarmaco.it/wp-content/uploads/2026/04/16_minidossier_incretino_mimetici_def.pdf Conflitti di interesse: 


