I probiotici possono aiutare a prevenire la diarrea da Clostridioides difficile?

18 Feb 2026

FOCUS: Cronicità e polifarmacoterapia

Quando si assumono antibiotici, il microbiota intestinale, l’ecosistema di batteri “buoni” che popola il nostro intestino, viene alterato. Gli antibiotici, infatti, oltre a colpire il germe responsabile dell’infezione, danneggiano inevitabilmente anche questi microrganismi utili.
Questa alterazione dell’equilibrio intestinale può aprire la strada al Clostridioides difficile, un batterio opportunista in grado di colonizzare il colon e responsabile di una forma di diarrea grave che può avere complicanze serie, la cui risoluzione è resa ancora più difficile dalla resistenza di questo batterio alle terapie.

La prevenzione della diarrea da C. difficile

Una delle strategie per prevenire la diarrea associata a C. difficile è l’uso dei probiotici, preparati contenenti microrganismi vivi che, se assunti in quantità adeguate, potrebbero apportare benefici alla salute.
Per valutare quanto siano davvero efficaci a tal fine è stata condotta una revisione sistematica con metanalisi, che ha identificato nella letteratura scientifica 47 studi clinici randomizzati, per un totale 15.260 partecipanti, tra adulti e bambini in terapia antibiotica.

I risultati: meno diarrea e buona tollerabilità

I risultati della revisione sono stati complessivamente positivi. In particolare è emerso che i probiotici:

  • dimezzano il rischio di diarrea da C. difficile (1,6% nei pazienti trattati contro 3,2% nei controlli), evitando un caso di diarrea ogni 65 persone trattate
  • riducono la diarrea associata agli antibiotici in generale (23% contro 27,4%)
  • sono ben tollerati, causando effetti indesiderati come crampi, nausea, gonfiore e feci molli con la stessa frequenza del placebo
  • hanno un beneficio potenzialmente maggiore negli ambienti ad alto rischio di infezione, come i reparti ospedalieri.

In pratica

Nel complesso, i probiotici appaiono promettenti e sicuri nella prevenzione della diarrea da C. difficile nei pazienti in terapia antibiotica, ma sono necessari ulteriori studi di grandi dimensioni e con una adeguata qualità metodologica per rafforzare le prove disponibili e fornire raccomandazioni certe al riguardo. Un ulteriore elemento di cautela riguarda i potenziali conflitti di interesse: in ben 28 studi su 47, infatti, gli autori avevano affiliazioni o ricevevano finanziamenti da parte di aziende produttrici di probiotici, un fattore che potrebbe aver influenzato i risultati a favore del loro utilizzo.

Bibliografia

Esmaeilinezhad Z, Ghosh N, et al. Probiotics for the prevention of Clostridioides difficile e-associated diarrhea in adults and children. Cochrane Database Syst Rev 2025; https://www.cochranelibrary.com/cdsr/doi/10.1002/14651858.CD006095.pub5/full Conflitti di interesse:
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