L’orario di assunzione dei chemioterapici giocherebbe la sua parte nel ridurne il rischio di tossicità. Questo almeno sembra valere per le antracicline, farmaci antitumorali impiegati per la cura di diversi tipi di cancro, tra cui i tumori del sangue e il tumore della mammella. La loro efficacia è dimostrata ma il loro impiego può associarsi al rischio di tossicità cardiaca. I ricercatori stanno quindi studiando diverse strategie per ridurre questo pericolo.
I ritmi circadiani delle cellule cardiache
L’organismo segue un ritmo circadiano, con variazioni intrinseche nell’arco delle 24 ore, ritmo che riguarda anche le singole cellule che nei vari momenti della giornata possono essere più o meno attive e più o meno sensibili ai possibili danni.
Tra i processi che hanno fluttuazioni orarie definite ci sono il metabolismo cellulare, la risposta delle cellule a un eventuale danno del DNA e la risposta del sistema immunitario. Inoltre il ritmo circadiano riguarda anche la disponibilità dei farmaci che vengono somministrati, con aumento o riduzione della loro eliminazione dall’organismo.
Partendo da queste basi, alcuni esperimenti condotti in laboratorio e negli animali hanno suggerito che a seconda dell’ora di somministrazione delle antracicline varierebbe la loro azione tossica sul cuore. Non c’erano però finora dati disponibili al riguardo nell’uomo.
Lo studio olandese sull’orario di somministrazione
Un gruppo di ricercatori olandesi ha condotto uno studio retrospettivo, basato cioè su dati raccolti in precedenza, per valutare quale momento del giorno sia migliore per ridurre il rischio di tossicità cardiaca dovuta alla somministrazione delle antracicline.
In totale sono stati studiati i dati clinici di 270 persone con tumore, una sessantina delle quali aveva avuto una disfunzione cardiaca correlata alla terapia e una ventina un vero e proprio scompenso cardiaco. I ricercatori sono andati a vedere l’orario in cui nei vari cicli di cura era stata somministrata la terapia, distinguendo tra coloro che l’avevano ricevuta soprattutto al mattino e quelli che l’avevano invece ricevuta soprattutto al pomeriggio.
I risultati sembrano confermare quanto era stato osservato negli studi sperimentali: coloro che avevano ricevuto le antracicline soprattutto al pomeriggio avevano infatti un rischio quasi tre volte maggiore di andare incontro a una qualche tossicità cardiaca.



